Evasione fiscale? Sì Sequestro? Non si può

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L’ Agenzie delle Entrate di Casarano

Casarano. Ha fatto molto discutere nei giorni scorsi la sentenza dei giudici della Commissione tributaria di Lecce che hanno negato il sequesto conservativo dei beni di un imprenditore per più di un milione di euro.

Il fatto. Nell’ottobre dello scorso anno l’Agenzia delle Entrate dopo aver scoperto che il virtuale evasore non aveva dichiarato nel 2005 redditi e plusvalenze per 749.073,75 euro (aveva venduto un immobile del valore di 1 milione e 350mila euro dichiarandone al fisco solo 13.500), aveva chiesto al presidente della Commissione tributaria provinciale di poter procedere al sequestro conservativo dei beni di proprietà dell’uomo per il valore di 1.045.844 euro.

L’imprenditore per la difesa si è rivolto all’avvocato Maurizio Villani che nelle controdeduzioni si è opposto alla richiesta del fisco perché al sequestro sarebbe stato interessato il fondo patrimoniale dell’uomo costituito nel 1998. Il che avrebbe inciso in modo negativo sulla ricchezza familiare, tutelata appunto dal fondo patrimoniale istituito con la legge 151 del 1975 in un’ottica, per così dire, strumentale.

Si tratta, infatti, di un patrimonio separato finalizzato ai bisogni della famiglia per garantirne la stabilità economica mettendola al riparo da eventuali azioni di creditori nell’ipotesi in cui l’attività imprenditoriale o professionale di uno dei coniugi l’ avesse messa a rischio. Vista la destinazione d’uso non è possibile alienare, ipotecare o vincolare beni del fondo patrimoniale se non con il consenso dei due coniugi.

È il vincolo di destinazione, quindi, che prevale su tutto per cui il fondo patrimoniale non può essere aggredito per coprire debiti e non può essere assoggetato ad azioni esecutive da parte dei creditori, nel caso specifico dallo Stato.
Le controdeduzioni dell’avvocato Villani sono state accolte e il sequestro conservativo dei beni dell’imprenditore, possibile evasore, non è avvenuto.

C’è da dire che costituire un fondo patrimoniale non costa molto (in media dai mille ai duemila euro) ed è una pratica che si sta sempre di più diffondendo tra professionisti e imprenditori.
Il fine è buono, resta da vedere se in certi casi i mezzi sono giustificati dal fine .

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