Otranto – Non c’è un effetto-traino solo a Gallipoli e nel circondario in tema di turisti, come rivelano i dati di paesi come Alezio o Tuglie. Anche sull’altra sponda della penisola salentina c’è chi ne giova dei benefici effetti prodotti dalla vicinanza con Otranto.

La città dei Martiri ha segnato negli ultimi tre anni una costante ascesa, passando da 130mila arrivi circa a poco meno di 149mila; le presenze (numero di giorni trascorsi qui dai villeggianti) sono balzate da 691mila a oltre 800mila. Otranto è terza nella graduatoria provinciale per ospiti stranieri, dopo Lecce e Ugento e prima di Gallipoli; su 97 Comuni,  significativamente tra il decimo e il quindicesimo si trovano piazzati Carpignano, Minervino e Cocumola, Giurdignano e Uggiano La Chiesa. Basta dare uno sguardo alla cartina geografica ed il perché balza agli occhi.

Uggiano ha appena 4.400 abitanti ma i chilometri che lo separano da Otranto sono meno di quattro. Ed ecco che negli ultimi cinque anni sono fioriti B&b (oggi 23), affittacamere (sette), un albergo, un resort, tre case vacanze e otto agriturismi, di cui due attrezzati per i camper. “Uggiano ha una collocazione logistica alquanto strategica, poiché siamo incastonati tra Otranto e Santa Cesarea Terme – rileva il Sindaco Salvatore Piconese – e negli ultimi anni sono sorte nuove attività ricettive con l’offerta turistica che si è ampiamente qualificata”.

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I numeri danno ragione al primo cittadino, fresco di un’altra edizione di “Pane e olio”, ormai appuntamento di richiamo agostano. Gli arrivi nel 2015 sono stati 4.911, nel 2017 7.496; le presenze sono passate da 21.310 a 29.656. Naturalmente, in questo caso come nei precedenti, i dati sono quelli ufficiali, non potendo considerare arrivi e presenze in nero se non per stime. Che però, come ha già dichiarato il Sindaco di Otranto a piazzasalento.it, Pierpaolo Cariddi, da queste parti “la gran parte delle attività sono legali e regolari”; da qui per il centro idruntino anche una buona messe di raccolto ad ogni stagione estiva come entrate nelle case comunali.

Insomma, “grazie Otranto”. Il Sindaco Piconese lo dice apertamente aggiungendo però che “questo territorio vive delle bellezze dell’entroterra e si nutre della quotidianità del mare e della costa”. E rilancia: “E’ necessaria una collaborazione e programmazione con gli altri enti locali, con le aziende di promozione turistica e con le strutture ricettive. Serve una maggiore condivisione – è la conclusione di Piconese – e un’unica strategia di crescita, soprattutto utilizzando al meglio il ruolo trainante della città di Otranto”.

 

 

 

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