Nodo depuratore tre ipotesi in ballo

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POSSIBILE SOLUZIONE Tra le ipotesi di cui si è discusso vi è quella di sversare le acque depurate dell’impianto allistino nei canali del Consorzio di bonifi ca Ugento Li Foggi, che vanno a sfociare nei bacini della marina di Torre San Giovanni

Alliste. Si cerca con determinazione una soluzione i problemi riguardanti l’annosa questione del depuratore, dagli impianti oramai obsoleti, ubicato su via Longa ad Alliste.

È il sindaco Antonio Ermenegildo Renna a rassicurare sull’argomento che, già un anno fa, compariva tra i punti caldi del programma elettorale.

«Dopo varie sollecitazioni, giovedì 17 maggio abbiamo ottenuto un tavolo tecnico presso la sede della Regione a Bari, alla presenza dell’Acquedotto pugliese, l’Ato idrico, il Comune di Ugento e il consorzio di bonifica Li Foggi. A rappresentare il Comune di Alliste, oltre al sottoscritto, anche Renato Rizzo, assessore all’Ambiente (foto), e Donatuccio Scanderebech, assessore per gli Affari generali della frazione di Felline».

Seduti intorno al tavolo, ognuno è stato stimolato a dire la sua su quell’impianto originariamente costruito in modo da scaricare le acque depurate in falda, procedura non più consentito dalle attuali normative.

Tre, a quanto è dato sapere,  sono state le ipotesi formulate per risolvere la questione. La prima prevede che le acque depurate vengano immesse nei canali del consorzio Li Foggi, per poi sfociare nei bacini di Torre San Giovanni. Ma Ugento si oppone ad accollarsi quest’ulteriore carico, mentre nessuna delle altre parti in gioco vuol sostenere i costi della necessaria rinaturalizzazione di quei canali, ad oggi in cemento.

La seconda ipotesi operativa  invece comporterebbe la rimessa in sesto del depuratore di Alliste, da collegare con una pompa di sollevamento ad una vasca del consorzio Li Foggi, dove le acque depurate sarebbero destinate all’irrigazione dei campi. Ma in questo caso all’Acquedotto pugliese non converrebbe sobbarcarsi i costi di due depuratori per appena 40mila utenze (31mila a Ugento e 9mila ad Alliste).

Si arriverebbe, così, alla più fattibile delle ipotesi, la terza, che prevede di mettere la parola fine al depuratore allistino e di servirsi di quello di Ugento, una volta potenziato.

«Ci rincontreremo a breve – ha concluso il sindaco – giusto il tempo di stilare i preventivi delle tre soluzioni, per poi decidere al meglio».

RR

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