Sigilli violati 2 volte: demolita

Racale. Si sono concluse la scorsa settimana a Racale le operazioni di demolizione di una lussuosa villa di oltre 250 metri quadrati. La struttura, eretta a dispetto di ogni norma di legge e quindi completamente abusiva, era ubicata in zona paesaggistica in contrada “Li Specchi” in direzione della marina di Torre Suda.

Il tutto rientra nell’ambito del programma di demolizione delle costruzione abusive con sentenza di condanna passata in giudicato e che ha riguardato finora 80 edifici. La costruzione della villa era proseguita, si legge nella nota della Procura della Repubblica firmata dal dottor Cataldo Motta, nonostante l’ordine di sospensione dei lavori, due sequestri e altrettante violazioni dei sigilli per cui sono intervenute le relative condanne.

L’attività illecita non si è fermata né all’inizio della realizzazione, quando si era ancora ai pilastri, né successivamente, con la seconda sentenza di condanna, ad immobile quasi ultimato. La Procura, si legge ancora nella nota, «ha agito come sempre nel rispetto delle garanzie degli interessati, avvisati da tempo della demolizione, i quali hanno ripetutamente proposto opposizione all’esecuzione prospettando la possibilità di condono dell’opera, assolutamente escluso anche in questo caso dal Tribunale e poi anche dalla Corte di Cassazione.

Né poteva avere alcun rilievo la circostanza che il marito della proprietaria, da lei separato legalmente, fosse e sia tuttora detenuto a seguito di condanna per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Peraltro gli occupanti della villa vi si erano trasferiti ben dopo l’ordine di demolizione». L’attività si è svolta sotto la personale direzione del Procuratore aggiunto dottor Ennio Cillo in collaborazione con il personale della polizia di Stato e in assolute condizioni di sicurezza assicurate dai vigili del fuoco.

«La Procura della Repubblica di Lecce – spiega il sindaco Massimo Basurto – eseguendo la demolizione della casa di civile abitazione in Racale, ha certamente compiuto il proprio dovere istituzionale ed ha, semmai ve ne fosse il bisogno, dato esempio ad ogni cittadino di come l’abusivismo deturpi il territorio e configuri un grave reato ambientale. Ma non può essere sottaciuto l’immane dramma umano. Una famiglia composta di madre e due figlioletti vengono privati del bene più prezioso per il focolare domestico: la casa con tutto ciò che la arredava per ricordi ed affetti».

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