Da Mitra al Bambino

Simu Salentini. Quando è nato Gesù? Nella notte del 24 dicembre, risponde anche un bambino. Ma nei Vangeli non c’è niente che ci riporta né a quel giorno né a  quel mese.

Abbiamo però sicuri riferimenti  storici: nacque sotto l’impero di Cesare Augusto (Luca dice che Augusto emanò il censimento in tutto l’impero  e Maria e Giuseppe erano a Betleem per farsi registrare); sulla Giudea regnava Erode detto il Grande. Luca racconta, inoltre, dell’angelo che apparve ai pastori  e annunciò loro che nella città di Davide era nato un Salvatore. Leggiamo anche dell’arrivo dei Magi, ma intorno alla data della nascita di Gesù dalle Scritture non sappiamo altro. 

All’inizio la Chiesa non celebrava la natività; più tardi i cristiani d’Egitto cominciarono a considerare  il 6 gennaio come data della natività e questa abitudine si diffuse ben presto in tutto l’Oriente. L’Occidente invece adottò la data del  25 dicembre per una serie di ragioni.

In quel giorno secondo una consuetudine pagana del tempo veniva celebrata la festa della nascita del dio Sole (dopo il sostizio d’inverno, infatti, iniziava un nuovo corso della luce, le giornate cominciavano ad allungarsi). In segno di festa, per salutare  la nascita del  Sole, venivano accesi dei fuochi che assumevano anche il valore di segno legato non solo alla luce, ma anche al potere di purificazione. Il poeta Ovidio racconta che attraverso i falò venivano fatti passare anche gli animali. Ancora oggi in alcun paesi salentini vengono accesi i falò (focare) nel giorno dell’Immacolata e di S. Lucia e il ceppo la notte di Natale deve restare sempre acceso (a Zollino c’è “La festa te lu focu” il 28 dicembre; a Novoli a gennaio la grande focara in onore di S. Antonio Abate). 

Ma torniamo a Roma. I legionari in terra d’Oriente venivano introdotti ai misteri del dio della luce, Mitra, e diffondevano questo culto nelle diverse parti dell’impero. Per i  convertiti al cristianesimo il nuovo sole e la nuova luce erano il Cristo e in questo clima di contaminazione e con il prevalere del cristianesimo fu facile sostituire la festività  del “Sol invictus” con quella della Nativià di Gesù, “nuovo sole di giustizia” come si legge nel profeta Malachia.

L’associazione dio Sole e nascita di Cristo durò per parecchio tempo se è vero che papa Leone I nel sermone del Natale del 460 scriveva: «È così tanto stimata questa religione del Sole che alcuni cristiani, prima di entrare nella basilica di San Pietro in Vaticano, dopo aver salito la scalinata, si volgono verso il Sole e piegando la testa si inchinano in onore dell’astro fulgente. Siamo angosciati e ci addoloriamo per questo fatto che viene ripetuto per mentalità pagana. I cristiani devono astenersi da ogni apparenza di ossequio a questo culto degli dei».

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