Dove è iniziato il collasso delle casse comunali di Casarano

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Il Comune di Casarano

Casarano. L’attuale situazione di sofferenza finanziaria del Comune di Casarano è dovuta in gran parte al credito vantato dalla “Monteco”, ex gestore dei servizi ambientali. Un ex revisore dei conti di Palazzo dei Domenicani sostiene che «almeno il 90% dei debiti sono dovuti al contenzioso con la “Monteco”».

Tutto ha origine da una proroga del contratto e da serie di ordinanze sindacali per la prosecuzione del servizio. Tra il luglio 2003 e il dicembre 2005, l’allora sindaco di Casarano, Remigio Venuti, per evitare che la città si ritrovasse colma di rifiuti, firmò sei ordinanze consecutive per garantire il servizio di spazzatura. La storia documentale di questi anni ci dicono che Venuti non aveva scelta: fu costretto a firmare quelle proroghe in virtù di alcuni provvedimenti dell’allora commissario straordinario della Puglia per l’Emergenza ambientale. In sostanza, il commissario, a seguito dell’avvenuta costituzione dei consorzi Ato, ordinò ai Comuni di prorogare i contratti già scaduti o in scadenza nel 2003.

Il Comune di Casarano, quindi, si ritrovò tra capo e collo a prorogare il servizio in attesa che gli Ato andassero a regime. La “Monteco”, sin dalla fine del 2004, aveva chiesto al Comune l’adeguamento del contratto per il verificarsi di “continui aumenti sulle principali voci dei costi di gestione e maggiori oneri connessi all’affidamento coattivo del servizio” per il periodo gennaio 1998-luglio 2003. La questione arrivò inevitabilmente nelle aule della giustizia amministrativa per concludersi (meglio: sembrava concludersi) con un accordo tra le parti. Il Comune di Casarano, infatti, riconobbe il debito fuori bilancio di € 2.593.310,22 (inclusi Iva e interessi).

Il 3 settembre 2008, il Consiglio comunale, con voto a maggioranza, approvò anche il piano di rateizzazione triennale convenuto con il creditore: prima rata di € 1.171.885,15 con contrazione di un mutuo; la restante parte da pagare in due rate uguali con risorse dell’ente. Ma le cose andarono per un altro verso. Palazzo dei Domenicani non accese alcun mutuo e non pagò le prime due rate. La “Monteco”, nel timore di perdere quel “tesoretto”, ottenne dal Tar la nomina di un commissario ad acta per l’esecuzione dell’ordinanza di recupero del credito. Il commissario ad acta, con un provvedimento senza precedenti, il 19 agosto 2009 mise mano al bilancio del Comune e in breve aumentò le tariffe Tarsu del 56% per gli anni 2010 e 2011. L’Amministrazione De Masi annullò la delibera del commissario e riscrisse il bilancio pluriennale, ridimensionando l’aumento della tassa al 25%. Per i cittadini di Casarano non cambia nulla: il debito “Monteco” viene pagato direttamente in bolletta.

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