Cicogna ferita ed è subito polemica. Ma i cacciatori non c’entrano e chiedono pubbliche scuse

Nardò – Con la cicogna ferita trovata a Leverano, i cacciatori non c’entrano e adesso chiedono giustizia a tutela della propria immagine per le accuse ricevute. Tutto ha inizio nei giorni scorsi quando nelle campagne leveranesi nei pressi di via Lecce viene notato un esemplare di cicogna bianca con ferite tra becco e ala. L’animale, in forte stato di disidratazione e deperimento, viene trasportato presso il Centro recupero fauna selvatica di Calimera per le necessarie cure.

Attacchi immediati contro i cacciatori Subito da Leverano e un po’ da tutta la provincia parte lo sdegno collettivo (soprattutto sui social). Nel mirino adesso finiscono i cacciatori, accusati di aver sparato al povero pennuto, tra l’altro premendo il grilletto in una zona pericolosa perché piena di abitazioni, come si sostiene a più voci, via Facebook. Dell’accaduto vengono anche informati i carabinieri della locale stazione.

Il giorno dopo però arriva il referto dal centro di Calimera dove l’uccello è stato curato: la cicogna presenta una lesione alla cornea e una frattura all’omero ma spari e cacciatori non c’entrano. Dalle analisi e dai riscontri effettuati infatti, l’incidente risulta probabilmente causato da un impatto dell’animale con i fili dell’alta tensione. Salvatore Lecciso dell’associazione “Inachis”, gruppo che si occupa di volontariato ambientale che pure in questa vicenda aveva puntato l’indice contro i cacciatori, dichiara: «Mai come questa volta sono contento d’essere stato smentito. Con l’episodio della cicogna non c’entrano niente i cacciatori».

Caso chiuso? Tutt’altro Quando l’incidente sembrava ormai rientrato, oggi torna sulla vicenda Flavio Maglio (foto), presidente regionale dell’associazione nazionale Libera caccia. Cinquantaduenne, neretino, campione di double trap (specialità del tiro al volo) e con un recente passato di assessore comunale negli anni in cui era sindaco Marcello Risi, Maglio nella sua attuale veste di presidente di un’associazione venatoria non ha affatto mandato giù gli attacchi, seppur generici, rivolti ai cacciatori.

«È arrivato il momento – dichiara il presidente di Libera caccia  – di chiamare a responsabilità chi diffonde notizie false e tendenziose che provocano lacerazioni nel tessuto sociale. Con riferimento all’episodio che ha riguardato una cicogna ferita – prosegue – sono sempre più convinto della necessità di adire le vie legali quando in modo indiscriminato i cacciatori vengono accusati di essere “criminali” senza alcuna prova provata».

Infine, la richiesta di pubbliche scuse: «Chiediamo come associazione nazionale Libera caccia – è la richiesta di Maglio – che i promotori di tanto fango lanciato all’indirizzo dei cacciatori declinino le loro generalità e facciano ammenda con atto ufficiale, attraverso i loro notiziari e i canali Facebook. È bene ribadirlo che i cacciatori  non accettano lezioni da parte di pseudoambientalisti perché i veri custodi dell’ambiente siamo noi».

Commenta la notizia!