Chiese e tesori aperti

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La citta vecchia di Gallipoli da google maps

Gallipoli. Veri scrigni di tesori, le chiese di Gallipoli. Molteplici le opere d’arte in esse contenute. Per scoprirli, basta prenotarsi per una visita guidata, fornita gratuitamente, dall’associazione “Gallipoli Nostra”, in programma dal 1 luglio al 18 settembre dalle 10 alle 12 e dalle 17,30 alle 21,30 (settembre 10 – 12 e 16,30 – 20,30).

Il percorso è articolato. Si parte dal santuario di Santa Maria del Canneto: esempio autorevole del barocco leccese. Qui si conserva il dipinto della Madonna, che i pescatori, tra il XII e XIII secolo ritrovarono nel canneto, dove oggi sorge il tempio.

LE CHICCE NASCOSTE IN QUEI LUOGHI DI CULTO Seguendo un itinerario cheparte dalla chiesa del Canneto, ecco segnalate - tra le tante - alcune delle ricchezze artistiche e culturali che si trovano nel grande scrigno che è l’intero centro storico gallipolino. Nella foto la cattedrale di Sant’Agata, gioiello d’arte barocca a tre navate

La prima chiesa dopo il ponte, è dedicata a San Francesco di Paola. All’interno la statua di San Michele Arcangelo, attribuita al monaco gallipolino Vespasiano Genuino della prima metà del Seicento.

Proseguendo troviamo San Francesco d’Assisi. Una tavola raffigurante il santo è attribuita a Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone, allievo del Tiziano. Il Malladrone, opera lignea settecentesca di Vespasiano Genuino, che Gabriele D’Annunzio, giunto a Gallipoli nel 1895, in una sua opera, ne ricorda l’ “orrida bellezza”.

La chiesa di Santa Maria degli Angeli custodisce grandi tele settecentesche. Del ‘700 l’organo della controfacciata montato su di una cantoria in pietra.

Sempre sulle mura la Chiesa del SS. Crocefisso con un pregevole altare maggiore e la scultura lignea del Cristo morto (XIX secolo) e la statua lignea del XVIII secolo ritraente San Michele Arcangelo.

Chiesa di San Domenico o del Rosario: nella sagrestia è custodito un affresco raffigurante la battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571 e l’albero genealogico della casa reale aragonese.

La chiesa della SS. Trinità e delle Anime del Purgatorio mantiene l’originale pavimento maiolicato tardo settecentesco. Sulla controfacciata è conservato l’organo costruito nel 1794 da Lazzaro Giovannelli.

In via Antonietta de Pace, sulla sinistra, in via Fontò, si trova la chiesa del Carmine. All’interno la tela della “Deposizione dalla croce di Cristo Crocefisso” attribuibile, secondo la tradizione popolare, ad un allievo di Giuseppe Ribera, (1588-1656) detto lo Spagnoletto.

Basilica Cattedrale di Sant’Agata: puro gioiello d’arte barocca a tre navate. Al suo intenro si cela una vera pinacoteca, con tele del ‘600 e ‘700. Da visitare in tutti i particolari.

Un salto per visitare la chiesetta di Santi Cosma e Damiano e poi dalle 19 alle 21 nel Monastero delle Carmelitane di S. Teresa d’Avila. Qui è custodita la banconota di Cinquanta lire (testimonianza del miracolo) che insieme ad altre monete per un totale di cinquecento lire, Santa Teresa lasciò a Madre Carmela del S. Cuore di Gesù (al secolo Ida Piccinno) il 16 gennaio del 1910, per il pagamento dei debiti.

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