“Chiese aperte” a Gallipoli: i pensieri e le critiche dei visitatori

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a sinsitra la Chiesa del Rosario, la più apprezzata

a sinsitra la Chiesa del Rosario, la più apprezzata

GALLIPOLI. Molto apprezzata dai visitatori  provenienti da ogni parte del mondo l’iniziativa “Chiese aperte”, promossa dall’associazione “Gallipoli nostra”: cioè tenere aperte dalle ore 18 alle 22,  a luglio agosto e settembre, le chiese di Gallipoli, in particolare la Cattedrale di Sant’Agata, la chiesa di San Francesco d’Assisi, la chiesa del Rosario e chiesa del Canneto.

Il patrimonio culturale, artistico e religioso della città viene offerto gratuitamente come arricchimento dell’offerta turistica, per contribuire anche alla sua destagionalizzazione. L’alto gradimento è testimoniato soprattutto dai registri di presenza, dove i visitatori, oltre a scrivere il loro nome e città di provenienza, hanno potuto esprimere i loro commenti sia sulla bontà dell’iniziativa, sia sulla bellezza delle chiese visitate, e sulla competenza delle guide, non lesinando suggerimenti e critiche.

Innanzitutto hanno espresso la loro gratitudine per l’iniziativa che ha offerto l’opportunità di combinare il momento spensierato e vacanziero con momenti di approfondimento artistico e culturale e religioso. Un’idea che si augurano possa essere fatta propria anche da tutte le altre città ricche di storia e di cultura come Gallipoli. In particolare la chiesa del Rosario si è rivelata una vera sorpresa, “una spettacolare preghiera sul mare” (Elena di Milano), con “un interno mai visto così stupendo” (Daniela da Teramo), ma anche con “restauri e pavimenti orrendi” (Laura da Roma); Il Canneto definito ”una piccola bomboniera sul mare” (Chiara da Ravenna); Sant’Agata così ricca di storia (Giulia di Cesena) e “dove si respira grande spiritualità (Giuseppe da Napoli); chiesa di San Francesco, “mix perfetto di tradizione e modernità (Raffaele da Crotone), ma anche minata dalle crepe (Cosimo da Torino) e “sprovvista di indicazioni” (Mario da Rimini).

Ma è la preghiera l’elemento comune più intenso: l’apertura serale consente un “momento di riflessione sulla propria vita” (Cesare da Pescara), di richiesta d’aiuto per gli altri “ho detto una preghiera speciale per una bambina che domani si opera al cuore” (Luisa di Napoli) o per se stessi “Signore, fammi guarire” (Nunzia da Napoli). Sarebbe un peccato non continuare su questa strada considerati i numerosi consensi.

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