Centro Ilma di Gallipoli, il punto sulla costruzione e il video. Serravezza: “Operativo fra un anno e mezzo”

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Gallipoli – Un altro anno di lavori; entrata in funzione tra un anno e mezzo: il centro Ilma, sulla Provinciale Gallipoli-Alezio, comincia ad avere i giorni contati. Pur con la prudenza suggerita da un intervento edificatorio non facile né comune (in parte si edifica in una cava e a pochi metri sopra la falda acquifera), la Lilt provinciale ed il suo direttore scientifico nonché principale animatore, Giuseppe Serravezza, si mantengono prudenti.

Ma la struttura cresce e si nota ad occhio nudo da parte di quanti transitano sulla strada, all’altezza delle cave di “Mater Gratiae”. Se non bastasse c’è un recente video gfirato da un iscritto alla Lilt di Alezio, Cristian Amico. “Sono cominciati i lavori per gli impianti – dice il dottor Serravezza – ma le difficoltà sono enormi: l’intervento rguiuarda anche la zona delle cave, la sfida è anche tecnica”. Tutti  volontari i tecnici coinvolti, geologi compresi. Come volontari sono gli specialisti disseminati in 28 delegazioni oncologiche di prevenzione sparse per la provincia, da Casarano a Gallipoli, da Maglie al Capo di Leuca e Lecce, Nardò, Aradeo, Cutrofiano, Uggiano La Chiesa, Montesano salentino, Scorrano, Corigliano d’Otranto, Specchia ed altre sedi.

Proprio nel piano seminterrato troverà casa la struttura che poi incarna il primo obiettivo del centro: la prevenzione primaria, con la ricerca indirizzata a trovare le cause della malattia nell’aria, nell’acqua, nel terreno paese per paese. Il piano superiore è dedicato invece, secondo il progetto, alla prevenzione clinica, con laboratori ad hoc e con personale a tempio pieno. Dice il dottor Serravezza: “la ricerca primaria cercheremo di autofinanziarla. Per la prevenzione su tutte le forme di tumore puntiamo ad una convenzione con la Regione, al pari di quelle che hanno in vigore altri laboratori clinici”. Al primo piano piscina, palestra e attività di recupero psicologico e fisico, una riabilitazione “che ha pochi riscontri in Italia e sarà la prima nel Centro-Sud”.

“In altre parole, cerchiamo di occuparci di quei fronti lasciati scoperti dalla sanità pubblica finora”, conclude il direttivo scientifico della Lega italiana contro i tumori, sede provinciale. I soldi messi insieme moneta dopo moneta in migliaia di iniziative e raccolte, dovrebbero bastare: il contratto con l’impresa Nicolì prevede quasi il “chiavi in mano” per un totale di 2 milioni di euro.