Idee organizzate

di -
0 419

In piazza Nazario Sauro gli studenti disposti in semicerchio propongono temi e discutono secondo il modello di Harrison Owen, esperto di sociologia dell'organizzazione

Casarano. Lo chiamano “mercato delle idee”, ovvero un laboratorio destinato al confronto ed allo scambio di esperienze finalizzato allo sfruttamento degli spazi urbani. Si tratta del progetto “PartecipAttivaMente”, promosso dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Galatina che ha coinvolto anche lo Sportello informagiovani del Comune di Casarano.

L’obiettivo finale è quello di generare “virtuosi scambi d’esperienze” permettendo ai giovani di far funzionare i luoghi urbani. A Casarano è già accaduto in piazza Nazario Sauro, uno tra i luoghi più suggestivi della città, dove si sono dati appuntamento gli studenti del liceo classico/pedagogico e del liceo scientifico che hanno attivato un laboratorio fondato sui criteri della creatività, del coinvolgimento e dell’inclusione.

La conclusione del progetto porterà, insieme agli altri istituti di istruzione secondaria, all’attuazione di tre “Open Space Technology” con sede a Galatina, Casarano e Bari ed alla generazione di un  “Barcamp finale”, presso l’ex mercato coperto di Galatina. L’evento viene patrocinato dal ministero della Gioventù, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Università del Salento ed Eurodesk.

Cosa l’Open Space sarà in grado di produrre incuriosisce gli stessi studenti in questa fase più interessati alla singolare metodologia di lavoro adottata. Il loro spazio di lavoro si fonda, infatti, sulla autorganizzazione e sulla capacità propositiva di quanti partecipano agli incontri.

Alla base l’idea di un esperto americano di sociologia dell’organizzazione, Harrison Owen, il quale si rese conto durante i convegni che i partecipanti apprezzavano più di ogni altra cosa proprio i coffee break, ritenuti i momenti meno formali e paradossalmente i più creativi, duranti i quali i rapporti umani erano, dunque, più produttivi rispetto ai lavori dei convegni spesso ingessati, noiosi e prevedibili.

Per questo negli “Open Space Technology” non ci sono relatori invitati a parlare né programmi predefiniti in quanto sono i partecipanti a creare, con passione e responsabilità, l’agenda della giornata, a proporre i temi di lavoro e a discutere le priorità. Il progetto, ovviamente, viene supportato da un attivissimo profili facebook mentre il Barcamp conclusivo ha avuto, addirittura, la diretta web in streaming.

Commenta la notizia!