Casarano, da “Libera” l’appello: «Beni confiscati da utilizzare»

libera casarano (1)CASARANO. “Libera” protesta per gli immobili confiscati alla malavita ma lasciati in stato di abbandono. A Casarano restano, infatti, ancora in attesa delle previste procedure di assegnazione tre immobili sottratti alle organizzazioni criminali per i quali una legge del 1996 prevede il riutilizzo in funzione sociale. Si tratta dell’ex bar di piazza Petracca, di un’abitazione in via Pellegrino e di un terreno da 1000 metri quadrati in contrada Campana. Tra l’altro, il 23 maggio del 2012 si firmò (foto) un protocollo d’intesa tra l’Amministrazione comunale,  con l’allora commissario straordinario Erminia Ocello (Gianni Stefàno era stato appena eletto sindaco) e “Libera” per fare del locale di piazza Petracca un caffè letterario al servizio delle scuole. Poi, però, più nulla.
«Nei giorni scorsi abbiamo incontrato Stefàno avanzando alcune proposte consapevoli delle difficoltà economiche di un Ente in dissesto», afferma l’avvocato Francesco Capezza (a destra nella foto), referente del locale presidio di Libera, presente all’incontro con la referente provinciale Marisa Capone ed il responsabile regionale del settore “beni confiscati” di “Libera” Attilio Chimienti. Al momento sembra farsi strada l’organizzazione di una giornata per promuovere la conoscenza dei siti soprattutto da parte delle scuole. Simile iniziativa è in programma per il mese di marzo ad Ugento. «Malgrado le difficoltà, i “presidi” fanno quel che possono ma una risposta in termini di collaborazione l’aspettiamo soprattutto dalla società civile», continua Capezza. Prosegue, intanto, la campagna di tesseramento a Libera avviata nei giorni scorsi presso lo “Spazio aperto” di via Vittorio Emanuele II. Informazioni sul profilo Facebook del presidio “Libera” di Casarano.

Commenta la notizia!