Casarano, conti in discussione

comune dei casarano - foto 2014 -  (3)CASARANO. Sono sempre i temi economici del Comune a tenere banco in città. È scontro, a suon di carte bollate, tra la Banca popolare pugliese e l’Amministrazione comunale. La prima, quale tesoriere del Comune, chiede che sia l’Ente a saldare il debito (due milioni di euro) maturato dalla società di cartolarizzazione “Casarano, città contemporanea” nell’ambito dell’operazione di dismissione dei beni comunali.

L’Amministrazione comunale, invece, vorrebbe ora vedersi restituito il mezzo milione di euro che ha già pagato quale anticipo sul dovuto. Da ciò il ricorso al Tar presentato dalla Popolare per chiedere l’annullamento della delibera n. 378 dello scorso 4 dicembre con la quale la Giunta comunale ha reso “inefficace” l’impegno di restituire, a rate, quanto dovuto alla banca dalla società di cartolarizzazione. La società a responsabilità limitata,  con il Comune unico socio, venne costituita dall’Amministrazione De Masi allo scopo di “valorizzare, gestire e dismettere gli immobili comunali” e garantire liquidità all’Ente. La stessa srl è stata poi messa in liquidazione dall’attuale Amministrazione Stefàno che decise di restituire alla banca il debito ipotecario di circa due milioni di euro in 15 rate da oltre 284mila euro. Lo scorso settembre fu però la Corte dei conti a ritenere non congrua tale operazione visto che la società avrebbe potuto coprire il debito con gli immobili (comunali) dei quali era divenuta proprietaria.

Altra questione è quella relativa al recupero dei crediti comunali. Nei giorni scorsi le forze di minoranza sono intervenute in merito alla gestione finanziaria dell’Ente rilevando irregolarità, anche formali, nella gestione dei tributi comunali passata dalla Cerin alla Tributi service, e chiedendo una “puntuale” ricognizione dei crediti vantati dall’Amministrazione. Tra questi i 100mila euro con la Provincia per la locazione dell’immobile di via Sesia, succursale del Liceo scientifico. Intanto l’Amministrazione Stefàno ha dato incarico all’avvocato Antonio Baldari per verificare la sussistenza di eventuali profili di illegittimintà nella gestione degli “Swap”, lo strumento finanziario al quale il Comune fece ricorso nel 2006 per coprire, con un prestito obbligazionario di 12 milioni di euro, l’estinzione anticipata ed il rifinanziamento di alcuni mutui. L’estinzione dal rapporto venne certificata nel 2010 dall’Amministrazione De Masi preso atto dell’andamento sfavorevole dei tassi d’interesse.

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