Gallipoli – Giorno dopo giorno, sembrano precipitare le cose nel call center gestito da Progetto Vendita, gruppo “Planet Group” che comprende le sedi di Gallipoli e Maglie. Stamattina, per il breve periodo non interessato dal maltempo, gli addetti – 149 a tempo indeterminato, di cui 131 con licenziamenti in vista, e 300 “a progetto” – hanno dato vita a due manifestazioni di protesta e di richiesta di attenzione da parte dei rappresentanti istituzionali locali e nazionali. (nelle foto la protesta a Maglie)

La sorpresa a Gallipoli: “Oggi non c’è lavoro” E gli stipendi slittano A Maglie vi è stato un vero e proprio sit in con la partecipazione anche di sindcalisti che stanno seguendo la drammatica vertenza di Cgil, Uil e Cisl del settore. A Gallipoli, oltre alla contestazione di una azienda evanescente, c’è stata un’altra amara sorpresa: tutti gli addetti che lavorano “a progetto” (quindi a temo determinato) si sono sentiti dire che oggi non c’era lavoro per loro. Motivo: la commessa era stata interrotta. In più, con un foglietto affisso all’ingresso, sono stati informati che il pagamento dello stipendio di aprile sarà effettuato il 2 luglio (saltata la data ufficiale del 15 giugno).

“Una barca alla deriva, senza comandanti” “Siamo di fronte ad una situazione mai vista – è il commento preoccupato do Tommaso Moscara (Cgil) – con una nave alla deriva e con i comandanti già scappati”. Ma i sindacati non demordono: “Abbiamo chiesto con i nostri colleghi del nazionale di chiedere un incontro urgente con il committente principale, Mediaset Premium, per cercare di capire almeno da loro come stanno le cose”. Ai lavoratori sono giunti in questi giorni gli interventi di solidarietà e di appoggio dei consiglieri regionali Caroppo (Lega Nord) e Congedo (Fratelli d’Italia). Nei giorni scorsi vi era stato un incontro a Gallipoli con due parlamentari pentastellati che hanno promesso di portare la vertenza sul tavolo del ministro del Lavoro Luigi Di Maio.

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Interrogazione parlamentare a Di Maio Su quel tavolo è arrivata oggi una interrogazione parlamentare ufficiale a frima della senatrice salentina Teresa Bellenova, viceministro al Lavoro nel precedente governo e curatrice di numerose vertenze a livello nazionale. La Bellanova chiede un intervento urgente dal parte del Ministero ma soprattutto l’applicazione della clausola sociale a tutela dei lavoratori. “Da quanto si apprende – scrive la parlamentare – le motivazioni addotte in merito ai licenziamenti sarebbero riconducibili alla probabile perdita della commessa Mediaset Premium, con la quale Progetto Vendita sembrerebbe avere un accordo commerciale fino al 30 giugno 2018. Mentre a questo si aggiunge un ulteriore elemento di criticità come la notizia riferita dai lavoratori sul mancato versamento dei contributi da parte dell’azienda nell’ultimo anno”.

“Applicare la clausola sociale: lo strumento a tutela dei lavoratori c’è” In attesa delle verifiche del caso, “è assolutamente prioritario intervenire per scongiurare i licenziamenti annunciati dall’impresa e, se del caso, ricorrere all’applicazione della clausola sociale, come in casi analoghi è già accaduto con il precedente Governo. Non si tratta di inventare nulla, solo di replicare buone prassi che hanno già dimostrato la loro efficacia. Da Sottosegretaria al Lavoro –  conclude Teresa Bellanova – le condizioni di lavoro nei call center sono state una mia assoluta priorità e la norma sulla clausola sociale, approvata nel dicembre 2015, una garanzia senza precedenti per le lavoratrici e i lavoratori, lo dimostra. Lo strumento c’è, bisogna applicarlo”.

 

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