Gallipoli – Specie protette abbattute, richiami vietati utilizzati, parchi naturali violati: queste le principali violazioni accertate dai carabinieri della Forestale nell’esercizio della caccia. In contrada Vore, a Taviano è stato denunciato il 31enne E.P., nato a Nardò e residente a Melissano. nel corso di uno specifico servizio antibracconaggio nelle aree rurali, i militari della Forestale di Gallipoli sono stati attirati da uno sparo proveniente da una vasta area incolta e olivetata sorprendendo il cacciatore con quattro storni, una specie di avifauna selvatica nei cui confronti la caccia non è consentita dal calendario venatorio regionale. Al momento del controllo il suo fucile era carico: in seguito è stato sequestrato insieme alle munizioni e agli uccelli abbattuti.

In località Palascia, a Otranto, un cacciatore è stato sorpreso in azione nel parco regionale Bosco di Tricase– Costa d’Otranto – Santa Maria di Leuca, all’interno del quale vige il divieto assoluto di caccia trattandosi di area naturale protetta: per l’83enne P.P., nato a Zollino e residente a Otranto, è scattata la segnalazione all’autorità giudiziaria ed il sequestro preventivo del fucile semiautomatico beretta calibro 12.

Nel territorio di Nardò, in località Borgo Console, la Forestale ha, invece, bloccato il flagranza di reato perché sorpreso a cacciare utilizzando mezzi vietati. Ad attirare i militari sono stati alcuni spari provenienti da un’area ulivetata all’interno della quale il 60enne M.G., residente a Porto Cesareo, stava cacciando con l’ausilio di un richiamo acustico a funzionamento elettromagnetico nascosto tra gli ulivi.

Pubblicità

Commenta la notizia!