Stop forzato per l’Olimpius Parabita mancano il palazzetto e gli sponsor

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Saltata l'iscrizione alla Federazione provinciale: niente posti neanche negli impianti dei paesi vicini

Parabita. Quest’anno riposo forzato per il basket Olimpius Parabita. La causa? La mancanza di una struttura adeguata, o meglio la struttura c’è, il pallone tensostatico di Parabita, che esiste da circa 20 anni, ma non è disponibile. Questo perché il precario stato di manutenzione e i numerosi atti vandalici di cui è stato vittima, hanno reso necessaria la chiusura per il periodo di tempo utile a rimettere in sesto il palazzetto dello sport, dalla sostituzione del tendone di copertura, sino all’ adeguamento dell’impianto elettrico e alla realizzazione di un impianto di riscaldamento.

Uno stop che ha messo a dura prova l’Olimpius basket che già lo scorso anno ha resistito grazie ad una collaborazione con la squadra ugentina.

Ora però i tempi si sono fatti lunghi e per la società c’è la preoccupazione di perdere 20 anni di attività di pallacanestro, come racconta l’allenatore Sergio Stefanelli:  «Siamo in attesa che finalmente ci restituiscano la struttura, che è quasi completa, per quest’anno molti ragazzi sono in prestito presso altre squadre – racconta – ma alcuni dei nostri atleti si stanno già dedicando ad altri sport».

Al momento resiste solo il mini basket che si serve della palestra della scuola elementare, anche se precisa l’allenatore: «Lì i campionati non li possiamo fare, perché è troppo piccola la palestra, giochiamo praticamente su un campo da pallavolo».

Anche la possibilità di appoggiarsi ad un palazzetto vicino, come Tuglie, Alezio o Casarano è sfumata, risultate indisponibili o già piene. Il basket, non è l’unico sport a soffrire. In difficoltà si sono trovate anche altre squadre come il volley, per il quale però è più semplice trovare un appoggio, attualmente infatti, si servono della palestra dell’Istituto commerciale di Casarano. Non sembra esserci alternativa quindi se non quella di aspettare notizie da parte dell’amministrazione.

Maria A. Quintana

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