Home Authors Posts by Redazione

Redazione

10314 POSTS 0 COMMENTS

Taviano – Due colpi d’arma di fuoco, sparati da una pistola calibro 9, contro la vetrina di un bar in via Vittorio Emanuele III  angolo via Rosmini, di fronte al Parco Ricchello. E’ accaduto poco rima dell’alba, come hanno raccontato ai carabinieri alcuni vicini. I proiettili hanno provocato due fori nella vetrata d’ingresso dell’esercizio commerciale che, al momento, era chiuso.

Ad accorgersi di quello che a tutti gli effetti appare come un attentato, il gestore del Bar che, aprendo il locale come ogni mattina alle 6. Il titolare ha subito avvisato i carabinieri della locale stazione. Sul posto sono giunti poco dopo anche i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Casarano, che hanno definito anche il tipo di arma usato per “firmare” questo episodio criminale.

“Danni all’interno del bar non ce ne sono stati – hanno riferito alcuni addetti – abbiamo solo ripulito il pavimento dalle schegge di vetro infranti. Non sappiamo nemmeno quando sono stati sparati i colpi”. Il bar, però,  è dotato di un impianto di videocamere di sorveglianza i cui filmati adesso sono al vaglio dei carabinieri. Non risultano pressioni o richieste di tipo estorsivo ai titolari del locale, piuttosto noto e frequentato, almeno finora. Ma la matrice sembra non lasciare dubbi sugli obiettivi finali degli autori.

 

DCIM100MEDIADJI_0040.JPG

Gallipoli – Diciassette barche in mare, un centinaio di appassionati intorno e una regata ben riuscita tra uno scirocco che si faceva sentire ed una brezzolina il giorno dopo: la Lega navale italiana, sezione di Gallipoli, archivia con evidente soddisfazione la Coppa Salento, diciannovesima edizione. La manifestazione, ormai “maggiorenne”, si è svolta sabato e domenica nelle acque antistanti la sede nautica della Lna, al Rivellino.

Partenza davanti al seno del Canneto e, dopo una boa di disimpegno situata in direzione del vento, le barche hanno circumnavigato l’isola di Sant’Andrea, lambendo le sue secche pur di non perdere un metro di vantaggio nè la speranza di recuperare sugli avversari. Quindi bolina verso una boa posta ai margini dell’ampia insenatura di Pizzo e rientro in andatura più larga verso il punto di partenza.  Sabato – vento teso di scirocco –  c’è stato a questo punto un ulteriore giro dell’isola con traguardo di fronte al Canneto; domenica – leggera brezza da ponente-libeccio – si è effettuato un unico giro.

Due giornate tecnicamente diverse quindi, che hanno impegnato i partecipanti. Direzione della gara affidata al giudice Fiv Pietro d’Ippolito; organizzazione complessiva gestita dal neo direttore sportivo Marcantonio Zizzari coadiuvato dal gruppo di volontari della Lega navale di Gallipoli. La premiazione (foto) si è svolta subito dopo la gara domenicale presso la nuova sede sociale della Lega, nell’area del porto commerciale. Il presidente Fabrizio Guarini,  recentemente eletto,  ha chiamato sul “podio” i vincitori delle singole classi: ha vinto Vento dell’Este (Marcello Monferrini), seguito da Doctor J (Negro), Drunken Oyster (Forina), Shany (Rizzo); in categoria B (8/10 metri) ha prevalso Nibbio (Arturo Carratta, vincitore anche della coppa Lui&Lei)), in scia Yemanja (Anselmi), Sailor Fly (Ria), Sybar (Calabrese), Nina (Zizzari), Capitan Giannino (Giuliano), Tortuga (Casole); infine in categoria C vittoria di Nausika (Niccolò Tirelli), seguita a stretto ingaggio da Gioconda (Salvatore), e quindi Rosikaliska (Galbiati), Mon Bijou (Salamina), Bambina (Miccoli), Aylin (Bonardi).

Nell’occasione sono stati premiati anche i vincitori della Veleggiata di Primavera svoltasi l’8 aprile: in Cat. A ancora Vento dell’Este , mentre nella B Sybar (Calabrese) e nella C Lella VI (Malorgio, che si è aggiudicato anche il premio “Solitario”). “Coppa del Salento e Veleggiata di Primavera aprono così alla grande la stagione velica gallipolina – si legge nel comunicato finale dei promotori – anche un innegabile contributo allo sviluppo turistico ed economico  della città ionica, in linea con gli obiettivi di promozione sociale della Lega navale, particolarmente impegnata nella tutela dell’ambiente marino come dimostrano ad esempio  le affollate conferenze didattiche effettuate l’11 aprile nelle scuole della città, in occasione della Giornata del Mare”.

 

 

Gallipoli Maglie – Sciopero di una intera giornata presso i call center di Gallipoli e Maglie dei lavoratori di “Progetto vendita” della società calabrese “Planet Group”. L’astensione dal lavoro si terrà domani e in aree vicine alle due sedi di terranno assemblee dei dipendenti con i loro rappresentanti sindacali della loro categoria di Cgil, Cisl e Uil: dalle 10 alle 11 a Gallipoli e dalle 12 alle 13 a Maglie. Motivo della vertenza è il ripetersi dello slittamento dei pagamenti degli stipendi, argomento sul quale si era raggiunto un accordo sindacati-azienda lo scorso 3 gennaio. “Ma soltanto un mese c’è stato il rispetto dell’accordo”, scrivono i sindacalisti nella lettera in cui confermano lo sciopero, dopo la proclamazione dello stato di agitazione, e sollecitano un incontro urgente con i vertici aziendali per un esame della situazione complessiva.

“Lo stipendio di marzo ci verrà pagato il 3 di maggio – racconta un dipendente – perché solo il 30 aprile faranno il bonifico; avremmo dovuto percepirlo entro il 15 aprile. E questi ritardi si ripetono spesso purtroppo”. Presso la sede di Gallipoli, ubicata nella zona industriale, i lavoratori interessati sono una ottantina provenienti dalla città e dai paesi vicini come Alezio, Galatone, Nardò, Sannicola. I sindacati reclamano il rispetto dei patti sottoscritti di recente “al di là dell’andamento delle commesse”, provenienti in massima parte da Mediaset premium.

Nardò – Domani, domenica 22 aprile, tutti in sella delle moto per il Moto Tour “Alla scoperta dell’Arneo”. L’iniziativa è organizzata dall’associazione Moto Club Salentum Terrae in collaborazione con il Gal (Gruppo di azione locale) Terra d’Arneo, presieduto da Cosimo Durante (foto). Si tratta di un percorso a più tappe che vede il coinvolgimento di alcuni luoghi significativi del comprensorio del Gal, “presentati in un itinerario che ne svela l’essenza autentica e che valorizza le produzioni di eccellenza ed il paesaggio rurale, dall’entroterra alla costa”, come si legge nella nota illustrativa.

“Ampio spazio sarà dato – prosegue la nota – alle produzioni vitivinicole, fiore all’occhiello del territorio, ed alle produzioni casearie, espressione più genuina delle masserie d’Arneo. Il tour continuerà con la visita alla Torre Santa Caterina di Nardò, sede di un piccolo museo archeologico di recente apertura e si concluderà presso il Museo messapico di Alezio, nuovo Comune dell’area del Gal “Terra d’Arneo” per la programmazione comunitaria 2014/2020.

I partecipanti si raduneranno alle ore 10 in piazza Roma a Leverano, dove saranno accolti dall’Amministrazione comunale e dall’associazione Pro loco; nel programma la visita del centro storico e della Torre Federiciana.

Racale – Domenica 22 aprile anche Racale festeggia la Giornata mondiale della terra con la seconda edizione di “Racale Ripulita” organizzata dalla Protezione civile di Racale con il sostegno ed in collaborazione del Comune di Racale. Il raduno di quanti intendono partecipare è per le 8,3p nella sede della Protezione civile di via Parma. Sarà una mattinata in cui amministratori comunali, associazioni e cittadini saranno impegnati a ‘prendersi cura dell’ambiente urbano’ di alcune strade cittadine e di periferia ripulendole da plastica, alluminio, vetro ed altri rifiuti.

“L’iniziativa ha anche lo scopo di sensibilizzare tutta la comunità ad un maggiore senso di responsabilità sull’ abbandono dei rifiuti che costituisce ancora una battaglia difficile ma che va vinta. La seconda edizione di ‘Racale Ripulita’ quest’anno fara’ parte del circuito “Let’s Clean up Europe”, campagna contro il littering e l’abbandono dei rifiuti che organizza azioni di pulizia straordinaria del territorio promossa, fra le altre da Unesco Italia”, è il commento del Sindaco Donato Metallo e della consigliera con delega all’Ambiente, Anna Toma (foto).

Casarano – Controlli sul territorio intensificati nel corso del fine settimana da parte dei carabinieri della Compagnia di Casarano soprattutto nel contrasto al traffico di stupefacenti. In città è stata denunciato un 17enne con addosso 29 grammi di marijuana mentre il 32enne A.L. è stato segnalato alla Prefettura perché nella sua auto aveva 2,20 grammi della stessa sostanza. A Melissano il  46enne C.S. aveva nascosto all’interno del locale caldaia 7,5 grammi di marijuana e 9,7 di hashish, insieme ad un bilancino di precisione. A Taviano, invece, il 21enne A.D.M. non solo non si è fermato all’alt intimato dai militari ma, sempre alla guida della propria autovettura, ha lanciato dal finestrino nel corso della tentata fuga un trita-stupefacenti nonché 0,5 grammi di marijuana. Due le denunce a Racale dove i 22enni A.P. e P.D. sono stati trovati in possesso di 0,18 grammi di cocaina e 0,55 grammi di marijuana. Ancora cocaina (0,30 grammi) nella disponibilità del 47enne S.A.Z. mentre il 41enne A.P.I. deteneva 8,20 grammi di marijuana. Stessa sostanza (3,25 grammi) anche per il 42enne D.S. di Ugento. A Racale, inoltre, sono stati denunciati il 22enne A.P. ed il 32enne L.R. per essersi rifiutati di sottoporsi agli accertamenti sanitari dopo essere stati fermati alla guida in evidente stato di alterazione psicofisico: stesso prevvedimento per il 21enne J.S. di Melissano e per il 38enne M.M. di Ruffano.

Proiettili in casa e auto rubata Nell’ambito dell’operazione ad “ampio raggio” denominata “Apollo” è stato denunciato anche il 42enne D.S. di Ugento il quale, senza alcuna autorizzazione, nel cassetto della camera da letto deteneva un proiettile calibro 223 ed un’altro calibro 50, oltre a 3,25 grammi di marijuana. Per furto aggravato la denuncia a carico del 49enne di Melissano A.M. in quale, nel proprio garage seminterrato di via Umbria, nascondeva un’Alfa Romeo Gt2000, priva di targhe, rubata a Taurisano lo scorso 27 marzo ad una 44enne residente in Austria. Di Taviano sono le due autrici del furto dei soldi contenuti all’interno delle gettoniere cambia-monete installate in due lavanderie self-service di Racale (si tratta della 27enne I.S. e della 26enne M.L.). Sempre a Taviano per evasione è stato denunciato il 46enne F.C. non trovato nella propria abitazione pur essendo agli arresti domiciliari. Per atti osceni, infine, è stato denunciato a Ruffano il 58enne L.V. il quale, seduto sulla panchina di piazza IV Novembre, si masturbava in presenza di due ragazzine.

Taurisano – Due denunce sono scattate a Taurisano per furto di energia elettrica. I carabinieri della locale Stazione insieme a personale dell’Enel, nel corso di un servizio finalizzato a scoprire frodi negli allacci, hanno appurato che il 52enne C.R. e il 36enne S.D.N. si erano fraudolentamente allacciati alla pubblica rete elettrica baipassando il contatore di distribuzione e i relativi costi in bolletta. Si tratta ora di capire a quanto ammonta l’ammanco per la società elettrica.

Casarano -Violento con i propri genitori viene allontanato dall’abitazione di questi ultimi. Gli episodi imputati ad un 46enne di Casarano avrebbero avuto inizio nell’ottobre scorso proseguendo sino a questi giorni. Sono stati i suoi genitori a denunciarlo per i maltrattamenti, le minacce e i danneggiamenti subiti e in conseguenza di ciò i carabinieri della locale Stazione hanno notificato all’uomo l’ordinanza del Gip del Tribunale di Lecce con la quale gli viene imposto di allontanarsi dall’abitazione di famiglia insieme al divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dai genitori. L’obbligo imposto è di rispettare una distanza non inferiore a 200 metri.

Galatone – Viola il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dall’ex compagna e viene arrestato. La misura cautelare adottata dal Gip del Tribunale di Lecce è stata applicata nei confronti del 43enne Mauro Perrone, di Nardò, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo ha ripetutamente disatteso l’obbligo che gli era stato imposto al fine di tutelare la sua ex già sottoposta a reiterate minacce e appostamenti. Dopo le formalità di rito in caserma, Perrone è stato condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari.

Melissano – Riemergono vecchi rancori tra parenti e un nipote brucia l’auto dello zio. L’episodio è accaduto a Melissano dove il 34enne S.G. si è introdotto nel garage dello zio 73enne, in via Trieste, dando alle fiamme la sua Chevrolet Matiz parcheggiata all’interno. Il nipote, nonostante da anni non avesse rapporti con i familiari a causa di alcuni dissidi, per specifici motivi ancora da chiarire ha deciso di “vendicarsi” di chissà cosa passando all’azione. Alla sua identità i militari sono risaliti analizzando i sistemi di videosorveglianza della zona. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Ugento che sono riusciti a limitare il diffondersi delle fiamme. Il danno procurato è di circa 3mila euro.

Torre San Giovanni (Ugento) – Con l’estate alle porte gli stabilimenti balneari si riattivano non tutti, però, rispettando regole e autorizzazioni. A Torre San Giovanni, marina di Ugento, in località “Fontanelle” il personale del Nucleo investigativo provinciale di polizia ambientale e forestale di Lecce insieme ai carabinieri della Forestale di Tricase hanno denunciato il 57enne D.R. ed il 54enne A.C. (il primo nato a Roma, il secondo a Salve) per aver realizzato uno stabilimento balneare sul cordone dunale senza le prescritte autorizzazioni. I militari hanno, poi, provveduto a sequestrare la struttura informando l’autorità giudiziaria.

Nardò – Come ormai da diversi anni, anche la città di Nardò ha avuto un ruolo da protagonista dal 15 al 18 aprile a Verona, nella 52esima edizione di “Vinitaly”, la più grande manifestazione dedicata al mondo del vino, con l’azienda vitivinicola “Cantine Bonsegna”, dell’imprenditore neretino Alessandro Bonsegna. Con all’attivo più di 150mila bottiglie all’anno, Cantine Bonsegna imbottigliano dal 2000 e dal 1964 il loro fiore all’occhiello è il “negroamaro primitivo”. “Siamo alla nostra sedicesima partecipazione al Vinitaly – commenta Bonsegna – il nostro modesto stand è ben inserito all’intero del padiglione della Puglia, che con il passare del tempo è riuscito pian piano ad incorporare al suo interno circa 200 stand, provenienti dall’intera regione”.

“Cantine Bonsegna, ogni anno che passa, nonostante le difficoltà del caso ed i sacrifici, prende parte alla manifestazione con grande entusiasmo e con la voglia di farsi conoscere al di fuori del nostro territorio, e con prodotti della nostra terra. La nostra clientela nelle prime edizioni non eccelleva per numero, ma con il passare del tempo è cresciuta sempre più, arrivando a toccare anche diverse parti del mondo, come il Canada ad esempio”, afferma Bonsegna mettendo in risalto tutti i risultati ottenuti, anche se “i riconoscimenti, pur prestigiosi e graditi, rimangono fini a se stessi. La gratificazione derivante dal lavoro svolto, dalla passione e l’impegno messi in campo, sono alla base di tutto”, conclude.
AT

Otranto – Oggi, sabato 21, e domani domenica 22 aprile avrà luogo il terzo raduno provinciale di Lambretta, Vespa e moto d’epoca. L’evento è stato organizzato da Lambrettaclub Finibus Terrae con il patrocinio del Comune di Otranto, Castro e Santa Cesarea terme. Il ritrovo nella giornata dioggi è fissato per le ore 16 in piazza dell’Umanità Migrante a Otranto; sono attesi più di 200 partecipanti provenienti non solo dalla provincia di Lecce ma anche da San Vito dei normanni e Ostuni, nel Brindisino. Successivamente il gruppo procederà alla visita guidata della cattedrale S. M. Annunziata per poi alle ore 20 ritrovarsi tutti a cena. a “Il Golosone”.

Nella giornata di domenica il raduno avrà luogo sempre presso la piazza dell’Umanità Migrante alle ore 8, dove verranno raccolte le iscrizioni per poi lasciare spazio allo spettacolo dei tamburellisti di Otranto del maestro Massimo Panarese che con la loro musica cercheranno di trasmettere le radici musicali e le tradizioni del Salento. Prima della partenza verso Castro attraverso la litoranea salentina, ci sarà la visita al castello Aragonese di Otranto. Ad attendere il gruppo a Castro, con un aperitivo in piazza A. Perrotta, sarà il Sindaco Luigi Fersini e la sua comunità “che con molta disponibilità – come afferma Vincenzo Cappello, vicepresidente del Lambrettaclub finibus terrae – ha deciso di ospitare l’evento.” Queste due giornate tra moto d’epoca e paesaggi salentini si concluderanno con un pranzo presso l'”Approdo di Enea” a Porto Badisco. “Questo non é l’unico evento in programma – riferisce Il vicepresidente Cappello del Lambrettaclub finibus terrae – ma il 10 maggio si terrá un altro raduno a Monteroni dove verrà visitata la villa Valle della cupa del 1700 appartenuta ai signori Mastracchi e dal quale prende il nome il moto club e si spera in un ingente partecipazione considerando l’importanza culturale di questi eventi”.

M. M. 

by -
0 142

Nardò – Appuntamento conclusivo per gli “Incontri all’ora del tè” a Nardò, la rassegna organizzata dalla libreria “I Volatori”, con Musicaos Editore, il B&B “Antica Dimora”, con il coordinamento di Loredana Giliberto. Sabato 21 aprile alle ore 17,30 verrà presentato il romanzo “La corsa” (Musicaos) di Giuseppe Sebastiano Castelluzzo, il quale dialogherà con Loredana Giliberto, coordinatrice della rassegna. Gli anni giovanili, gli studi universitari a Siena per seguire il proprio sogno di riscatto e diventare medico; la passione per la cultura enologica, che rinsalda il legame con la propria terra e il Salento; gli incontri e i personaggi che hanno portato un ragazzo pieno di speranze a diventare un uomo: questi gli ingredienti del romanzo di Castelluzzo.

La rassegna “Incontri all’ora del tè”, cominciata a settembre, ha visto la partecipazione di Antonio Di Muzio, Mino Pica, Valentina Perrone, Elisabetta Liguori, Ada Fiore, la redazione e gli autori della rivista “A Levante”, Raffaele Pappadà, Patrizia Caffiero, Claudia Di Palma, Giorgio Doveri, Simona Toma.

 

Carabinieri

Gagliano del Capo – I carabinieri di Gagliano del Capo hanno arrestato il 66enne Francesco Trane il quale dovrà scontare una pena ad un anno e mezzo di reclusione per il reato di violazione di domicilio. I fatti per i quali l’uomo è stato condannato risalgono all’aprile del 2017. Dopo le formalità di prassi in caserma, Trane è stato condotto presso il proprio domicilio dove dovrà rimane in regime di arresti domiciliari.

Alessano – Quella parola rassicurante che forse qualcuno si aspettava, non è venuta, non almeno in senso esplicito. Chi conosce le segrete cose della Chiesa non se ne meraviglia: è la Congregazione delle cause dei santi a fare la segnalazione al Papa, al quale spetta poi il decreto. Ma alla gran parte dei 15mila convenuti fin da prima dell’alba nel piazzale del cimitero poco importa: c’è fa giurarci che don Tonino Bello rimarrà don Tonino Bello anche quando l’auspicata elevazione a Beato dovesse ufficialmente arrivare. Gli interventi ufficiali del vescovo di Ugento – S. Maria di Leuca, Vito Angiuli, per oltre dieci anni accanto al salentino vescovo di Molfetta, e del Pontefice venuto dall’Argentina si sono intrecciati su ben altri terreni, quelli che il profeta “che ha legato cielo e terra”, teneva più a cuore e praticava giorno per giorno. Agli espliciti auspici del presule di Finis terrae Francesco ha risposto con un sorriso e con tanti accenti convergenti sui poveri e la Chiesa del grembiule, sulla pace e la lotta a qualsiasi tipo di guerra, sui migranti e la dignità calpestata.

Ammalati, migranti, giovani in primo piano fin da subito con mons. Angiuli Gli ammalati, i migranti, i giovani hanno trovato posto fin nell’incipit dell’intervento di mons. Angiuli, insieme “ai confratelli Vescovi, alle Autorità religiose istituzionali civili e militari, ai familiari di don Tonino Bello. a tutta la gente del Salento”. Insieme alla “grande gioia” la consapevolezza di “vivere oggi un giorno memorabile: l’incontro con Lei lascerà un segno indelebile nella nostra storia e rimarrà sempre vivo nella memoria del popolo salentino”. “La ringraziamo, Padre Santo, per questo Suo gesto di squisita paternità nei riguardi del Servo di Dio, Mons. Antonio Bello, nel XXV anniversario del suo dies natalis. La sosta orante presso la sua tomba – ha rimarcato il vescovo di Ugento – è espressione di sincera ammirazione per l’esempio di vita evangelica che egli ha offerto, ma è anche un invito, rivolto a tutti noi, a seguire i suoi insegnamenti”. Mons. Angiuli ha ricordato davanti ad una folla attenta e a tratti rapita dall’importanza dell’evento “la più bella testimonianza su don Tonino offerta da lui stesso: “Volevo diventare santo – scriveva il parroco di Tricase parlando della sua “evocazione” – cullavo l’idea di passare l’esistenza tra i poveri in terre lontane, aiutando la gente a vivere meglio, annunciando il Vangelo senza sconti, e testimoniando coraggiosamente il Signore Risorto». “Siamo persuasi che questa sua aspirazione – ha ripreso il vescovo – si è pienamente realizzata ed è diventata per noi uno stimolo a incamminarci sulla via della santità; quella via che Lei ci ha invitato a percorrere con la Sua recente Esortazione Apostolica Gaudete et Exsultate. Il Cardinale Carlo Maria Martini, che ha conosciuto personalmente don Tonino, ha scritto che in lui brillava «la centralità assoluta del mistero di Gesù crocifisso e risorto». Anche Mons. Angelo Magagnoli, Rettore del seminario dell’Onarmo di Bologna, era convinto che don Tonino era stato «uno strumento docile per scuotere dal torpore tanti cristiani». E aggiungeva: «Non mi meraviglierei se domani la Chiesa lo dichiarasse santo»3. Non ce ne meravigliamo nemmeno noi. Anzi lo auspichiamo ardentemente”.

La lettera di due ragazzi al vescovo “C’è una forte unione tra loro due” Una testimonianza particolare ha poi raccontato il pastore, riguardante due ragazzi, due ministranti: “Mi hanno inviato una tenerissima lettera nella quale hanno scritto queste parole: «La visita del Papa sulla tomba di don Tonino è segno di forte unione tra loro due. L’episcopato di don Tonino e il pontificato di Papa Francesco hanno in comune la semplicità bella dell’umiltà. Speriamo di vedere presto don Tonino Beato! Don Tonino è vivo esempio per i nostri pastori. È stato per tutti, don Tonino, prima che Vescovo, papà del suo popolo, mostrando una forte paternità». Conferma autorevolmente questo comune sentire mons. Angiuli: “Santità, nelle Sue esortazioni all’amore verso i poveri, all’impegno per la pace, all’accoglienza dei migranti, ci sembra di riascoltare l’eco delle parole che più volte ci ha rivolto il nostro amato don Tonino. Nei Suoi gesti, ci pare di intravedere gli esempi di vita che don Tonino ci ha lasciato. Troppo evidente ci sembra la somiglianza. Ogni volta che Lei appare alla finestra del Palazzo Apostolico, a noi viene in mente il titolo di un libro di don Tonino: Alla finestra la speranza. Sì, Padre Santo, le Sue parole, come quelle di don Tonino, ci aiutano a non farci rubare la speranza”. E allesperanze ha messo le ali “la Sua presenza, oggi qui”.

Papa Francesco: “Da pellegrino su di una tomba tutta piantata per terra” “Sono giunto pellegrino in questa terra che ha dato i natali al Servo di Dio Tonino Bello. Ho appena pregato sulla sua tomba, che non si innalza monumentale verso l’alto, ma è tutta piantata nella terra: Don Tonino, seminato nella sua terra – lui, come un seme seminato –, sembra volerci dire quanto ha amato questo territorio. Su questo vorrei riflettere, evocando anzitutto alcune sue parole di gratitudine: «Grazie, terra mia, piccola e povera, che mi hai fatto nascere povero come te ma che, proprio per questo, mi hai dato la ricchezza incomparabile di capire i poveri e di potermi oggi disporre a servirli. Capire i poveri era per lui vera ricchezza, era anche capire la sua mamma, capire i poveri era la sua ricchezza. Aveva ragione, perché i poveri sono realmente ricchezza della Chiesa. Ricordacelo ancora, don Tonino, di fronte alla tentazione ricorrente di accodarci dietro ai potenti di turno, di ricercare privilegi, di adagiarci in una vita comoda”: Papa Francesco ha cominciato così la narrazione di don Tonino “un nome semplice e familiare che ci parla ancora”. “Non lo disturbavano le richieste, lo feriva l’indifferenza. Non temeva la mancanza di denaro, ma si preoccupava per l’incertezza del lavoro, problema oggi ancora tanto attuale. Non perdeva occasione per affermare che al primo posto sta il lavoratore con la sua dignità, non il profitto con la sua avidità. Non stava con le mani in mano: agiva localmente per seminare pace globalmente, nella convinzione che il miglior modo per prevenire la violenza e ogni genere di guerre è prendersi cura dei bisognosi e promuovere la giustizia”, ha rilevato il Vescovo di Roma, interrotto spesso dagli applausi. E questa terra è terra di pace, ne ha la vocazione, “arca di pace” anzi, che non diventi mai “arco di guerra”, per citare l’amato figlio di Alessano. Questo suo rifiutare titoli ed onori “racconta il suo desiderio di farsi piccolo per essere vicino, di accorciare le distanze, di offrire una mano tesa. Invita all’apertura semplice e genuina del Vangelo. Don Tonino l’ha tanto raccomandata, lasciandola in eredità ai suoi sacerdoti. Diceva: «Amiamo il mondo. Vogliamogli bene. Prendiamolo sotto braccio. Usiamogli misericordia. Non opponiamogli sempre di fronte i rigori della legge se non li abbiamo temperati prima con dosi di tenerezza».

“Che sia sempre di più una Chiesa contemplattiva” “Da questa sua amata terra – ha continuato il Capo spirituale della Chiesa cattolica – che cosa don Tonino ci potrebbe ancora dire? Questo credente con i piedi per terra e gli occhi al Cielo, e soprattutto con un cuore che collegava Cielo e terra, ha coniato, tra le tante, una parola originale, che tramanda a ciascuno di noi una grande missione. Gli piaceva dire che noi cristiani «dobbiamo essere dei contempl-attivi, con due t, cioè della gente che parte dalla contemplazione e poi lascia sfociare il suo dinamismo, il suo impegno nell’azione», della gente che non separa mai preghiera e azione. Caro don Tonino, ci hai messo in guardia dall’immergerci nel vortice delle faccende senza piantarci davanti al tabernacolo, per non illuderci di lavorare invano per il Regno. E noi ci potremmo chiedere se partiamo dal tabernacolo o da noi stessi. Potresti domandarci anche se, una volta partiti, camminiamo; se, come Maria, Donna del cammino, ci alziamo per raggiungere e servire l’uomo, ogni uomo. Se ce lo chiedessi, dovremmo provare vergogna per i nostri immobilismi e per le nostre continue giustificazioni. Ridestaci allora alla nostra alta vocazione; aiutaci ad essere sempre più una Chiesa contemplattiva, innamorata di Dio e appassionata dell’uomo”.

Otranto – Un trasformatore di energia elettrica insieme al contatore e ad alcuni cavi di collegamento sono stati asportati da un fondo agricolo nei pressi di Otranto. A denunciare il furto, commesso tra il 13 e il 18 aprile, è stato il proprietario 48enne. Dopo aver divelto le porte d’ingresso, ignoti si sono introdotti all’interno di una cabina di trasformazione (non in esercizio e priva di alimentazione) asportando, molto probabilmente con l’ausilio di una gru, un trasformatore di energia elettrica da 25 KV, un contatore ed alcuni metri di cavi di collegamento tra la linea elettrica e la cabina. L’impianto era al servizio del fondo agricolo per alimentare la pompa di prelievo dell’acqua a fini irrigui. Il danno dichiarato ammonta a circa 3.000 euro. Sul fatto indagano i carabinieri della locale Stazione.

Botrugno – Due uomini di Botrugno sono stati denunciati dai carabinieri di Nociglia per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nell’abitazione del 38enne D.M. e del 33enne A.L.M.M. i militari hanno ritrovato un panetto da 82,6 grammi di hashish ed un involucro contenente altri 1,8 grammi della medesima sostanza. Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro mentre per i due è scattata la denuncia in stato di libertà. L’operazione è stata condotta insieme ai carabinieri del Nucleo cinofili di Modugno.

Aradeo – Una tavola rotonda ed una marcia per informare e sensibilizzare sulle tematiche legate all’autismo. È quanto propone, ad Aradeo, l’associazione onlus “Amici di Nico” nell’ambito della Settimana per la consapevolezza dell’autismo. Le iniziative itineranti si sono svolte a Lizzanello, San Cesareo e Lecce (con il “Live drum cricle” del 7 aprile in piazza Sant’Oronzo) mentre ad Aradeo sabato 21 aprile è prevista la tavola rotonda sul tema “Autismo una rete inclusiva” alle 9.30 presso la biblioteca comunale. Il dibattito, moderato dalla psicologa Barbara Bruno, prevede gli interventi del sindaco Luigi Arcuti, dell’assessore Tania D’Aquarica, del consigliere Gianni Stefanelli, dell’assistente sociale Danilo Martiriggiano, del referente dell’Ufficio di Piano del Distretto socio sanitario di Galatina Antonio Palumbo, della dirigente dell’Istituto comprensivo Carmela Cezza e della referente del Polo inclusione del Comprensivo Simonetta Baldari. Particolare attenzione verrà rivolta al tema dell’inclusione scolastica con la presenza dell’equipe della onlus “Amici di Nico”, che ha sede a Matino ed  è presieduta da Maria Antonietta Bove. Interverranno la psicologa Agnese Pisanello insieme alle insegnati e ad alcuni compagni di classe di Antonio, un bambino affetto da Asd. Seguiranno le testimonianze della madre del bimbo e delle dottoresse Anna Scolozzi e Mariangela Abate. La giornata sarà arricchita dalla “Marcia blu aradeina” insieme all’associazione “Portatori sani di sorrisi” verso l’anfiteatro della villa comunale con il coinvolgimento dei ragazzi dell’Istituto comprensivo.

Gallipoli – Ha preso il via la decima edizione del concorso internazionale di musica classica e jazz “Trofeo San Lazzaro”, riservato a strumentisti di musica classica e jazz per la sezione “Musica d’insieme”, al canto lirico per la sezione “Musica vocale da camera” e alle scuole ad indirizzo musicale. Il concorso, iniziato giovedì 19 aprile, ha la durata di quattro giorni (tre giorni dedicati alle selezioni e l’ultima giornata ai finalisti delle varie categorie) ed è organizzato dall’associazione “Amici della musica” con presidente il Maestro Franco Mauro e con la direzione artica del Maestro Giuseppe Guida.

“Abbiamo ricevuto oltre 50 iscrizioni per questo concorso – afferma il presidente Mauro – le cui finalità sono promuovere la cultura musicale, mettere in evidenza spazi espressivi a quanti operano nel campo della musica manifestando il proprio talento, ed infine offrire occasioni di socializzazione nelle quali far maturare segni di accoglienza e condivisione”. “Quest’anno – afferma Guida – abbiamo iscritti provenienti da Castellana Grotte, Casarano, Monteroni, Maglie, Mola di Bari, Lecce, Gallipoli, Monteroni, Arnesano, Molfetta e addirittura dalla Cina, confermando così l’indirizzo internazionale del concorso, e da quest’anno, oltre alla gara, partirà anche una vera e propria stagione concertistica a Gallipoli, che coprirà tutta la provincia di Lecce, per far confluire la cultura nel nostro paese e in quelli vicini. Ad agosto ci sarà dunque l’inaugurazione a Gallipoli dell’“Orchestra giovanile della Regione Puglia”, con un concerto pianistico e la partecipazione dei vincitori di questo concorso”.

Il vincitore assoluto del “Trofeo San Lazzaro” porterà poi a casa il premio di mille euro offerto dal Comune di Gallipoli, mentre agli altri partecipanti saranno offerti concerti e premi da Banca Popolare Pugliese, Lions Club zona 15, Pro Loco Gallipoli, Camerata Musicale Salentina e Rotary club Gallipoli. Per gli strumentisti sarà previsto infine un inserimento in orchestra per produzioni liriche-sinfoniche mentre per i cantanti lirici ci sarà un inserimento nei ruoli per le opere liriche e i concerti in allestimento nel 2018. La serata finale, che si terrà domenica 22 aprile presso il Salone Polifunzionale di San Lazzaro a Gallipoli a partire dalle ore 19, sarà presentata dalla giornalista Anna De Matteis e verrà ripresa e trasmessa da Teleonda.

Tricase – Passa dagli arresti domiciliari a quelli in carcere il 41enne Vincenzo Piccinni, di Tricase, ritenuto responsabile di una serie di colpi ai danni di uffici postali. La notifica dell’ultimo provvedimento è stata eseguita dai carabinieri della Stazione di Tricase. L’uomo è stato riconosciuto, anche grazie all’ausilio delle videocamere di sorveglianza della zona, quale autore della rapina del 13 febbraio del 2017 all’ufficio postale Lecce 2 nei pressi della stazione ferroviaria del capoluogo, così come del colpo tentato agli sportelli postali di Lucugnano, frazione di Tricase, e di quello andato a segno a San Cassiano.

Casarano – Taglia il traguardo delle 25 edizioni il Rally Città di Casarano in programma sabato 21 e domenica 22 aprile. Al percorso già di per se spettacolare si affianca il ricco plateau di concorrenti (con 51 equipaggi) e vetture al via. Una lista di grande qualità (con ben nove vetture R5 e tre Super 2000) che promette due giornate di grande sport e spettacolo. L’appuntamento, organizzato dalla Scuderia Casarano Rally Team  in collaborazione con l’Automobile Club di Lecce e con la Scuderia Piloti Salentini, è valido come prova d’apertura del Campionato regionale Acisport 6^ zona, che ingloba Puglia, Abruzzo, Molise, Campania e Lazio. Tra i protagonisti annunciati  il duo Marco Timo e Salvatore Invidia, terzi assoluti lo scorso anno su Skoda Fabia R5.

Il programma Sabato primo appuntamento a partire dalle ore 9.30 presso la concessionaria Renault per le operazioni di verifica e a seguire, dalle 15.30, l’atteso “Shakedown”, il test con vetture da gara sul circuito della Pista Salentina di Torre San Giovanni (Marina di Ugento). Dalle 19.30 tutti sulla pedana di partenza di piazza San Domenico, di nuovo a Casarano, per il via ufficiale della competizione che prevede mezz’ora dopo,  nuovamente sulla Pista Salentina, il primo confronto cronometrico che si correrà per la prima volta sulla distanza di 4,61 km (costo del biglietto 3 euro). Domenica alle 9 la tripla ripetizione delle prove di Palombara di 12,75 km (prevista per le ore 9.34, 12.21 e 15.08) e di Punta Ristola di 9,91 km (prevista per le ore 10.21, 13.08 e 15.55). L’arrivo finale con la premiazione dei vincitori avverrà a partire dalle 17.30 in piazza San Domenico a Casarano.

I favoriti I favoriti per il podio sono in prima battuta Fernando Primiceri, Marco Timo e Gianluca D’Alto su Skoda Fabia R5 che dovranno comunque vedersela con un quintetto di sempre gettonatissime Ford Fiesta di pari categoria dove spicca il nome di Francesco Laganà, già vincitore di ben 5 edizioni della gara. A rendere loro la vita difficile ci proveranno Maurizio Di Gesù, Tommaso Memmi, Vincenzo Tortorici e Fabrizio Mascia con Mauro Santantonio, unico al via su una Peugeot 208 T16. Anche nelle altre classi la gara sarà altamente competitiva con chance di classifica per altri nomi noti a cominciare da Alessio De Santis e Guglielmo De Nuzzo su Renault Clio S1600, Bartolomeo Solitro su Mitsubishi Lancer R4, Claudio D’Amico su Lancia Delta Hf A8 e Albino Pepe su Peugeot 306 Maxi K11.

 

Alessano – Gli aneddoti sono tanti ma tutti convergono su di un aspetto fondamentale di don Tonino Bello: la sua volontà appassionata di abbattere barriere anche interpersonali, per poter dividere il proprio pane, la propria casa, i propri averi con chi ne aveva bisogno. Il “don” gli è rimasto per questo attaccato, anche dopo che aveva rifiutato per tre volte la nomina vescovile. Un nome umile, familiare, come ha detto Papa Francesco durante la sua visita in Puglia, ad Alessano prima e a Molfetta poi. Coerente sempre, senza sforzo alcuno, davanti ai segni del potere, a cui preferiva il potere dei segni, dei gesti, dei simboli. Era stato anche richiamato per questo da chi, in Vaticano, esigeva il ferreo rispetto dell’ortodossia anche nei paramenti. ma lui, niente: via il pastorale pregiato, eccone uno di legno di ulivo ,custodito adesso in quella che è stata la sua sede da presule.

Con questi ed altri precedenti – compresi attacchi feroci a lui, uomo di pace, provenienti dall’interno della stessa Chiesa – che lo avevano reso scomodo per le alte gerarchie ma fratello e maestro per il popolo di credenti e non, non poteva non suscitare attenzione un episodio per certi versi marginale se non ci fosse di messo, appunto, don Tonino, con quel suo sorriso a tratti da birichino che l’ha fatta grossa e lo sa. Una folata di vento di una frizzante tramontanella durante l’ascolto dell’intervento di benvenuto di mons. Vito Angiuli, ha portato via dal capo del Pontefice lo zucchetto bianco, segno inequivocabile del numero uno (è rosso porpora per i cardinali e paonazzo per vescovi, monsignori e canonici). Glielo hanno subito riportato ma Papa Bergoglio non lo ha più indossato (pur accusando qualche colpo di tosse). Tra i commenti sorridenti sull’accaduto, ecco quello su Facebook di don Bruno Tarantino di Tuglie, parroco di una frazione di L’Aquila: “Quando ci furono i funerali di Giovanni Paolo II il vento girava le pagine del libro dei vangeli poggiato sulla sua bara. Tutti i commentatori ne videro un segno dello Spirito. Oggi il vento del Salento ha permesso ancora una volta allo Spirito di parlare. Quel vento infatti ha eliminato tutti gli zucchetti (papali, episcopali, curiali, monsignorali). Dico questo perché pochi sanno di un richiamo solenne avuto da don Tonino direttamente da parte della Segreteria di Stato vaticana. Si permetteva la libertà, quando andava a celebrare al suo paese, di non usare lo zucchetto, insieme a tutti i “segni del potere” per lasciare spazio al “potere dei segni”. Ebbene a Roma questo non piaceva, forse nemmeno ad Alessano piaceva a tutti tanto da segnalare il ” caso” a Roma. Oggi davanti alla tomba di don Tonino Bello tutti si sono dovuti togliere lo zucchetto, quello del papa è addirittura volato a terra. Don Tonino è ancora profeta”.

Per la cronaca va detto che anche all’arrivo alla tomba di don Tonino Bello , nel cimitero di Alessano, appena sceso dall’elicottero che lo aveva portato in paese dall’aeroporto di Galatina, Papa Francesco era a capo scoperto, segno anche questo – se si vuole – di quel “potere” esercitato da don Tonino che altrimenti si chiama familiarità, autorevolezza e credibilità.

Gagliano del Capo – È ricoverato nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale “Panico” di Tricase il 28enne di Gagliano del Capo accoltellato ieri sera in paese. Il giovane non è in pericolo di vita grazie all’intervento chirurgico d’urgenza cui è stato sottoposto nella notte. Poche ore dopo la violenza aggressione, i carabinieri sono risaliti ai due responsabili del tentato omicidio arrestando il 47enne Trieste Antonio Savarelli ed il 24enne Salvatore Savarelli, padre e figlio, entrambi di Gagliano del Capo. A richiedere l’immediato intervento dei soccorsi, poco dopo le 22 di giovedì 19 aprile, è stata la convivente della vittima la quale, trovandosi in sua compagnia, ha pure assistito alla scena avvenuta in piazza Falcone e Borsellino. Stando a quanto accertato in un primo momento, la violenta colluttazione sarebbe scoppiata per futili motivi. Il 28enne è stato preso a calci e poi pugnalato riportando ferite al polmone e alla scapola destri. Gli aggressori sono poi fuggiti lasciando l’uomo agonizzante per terra mentre la donna presente ha richieste subito l’intervento dei soccorsi. Dai primi elementi d’indagine raccolti, i carabinieri della locale Stazione, giunti sul posto insieme ai colleghi del Nucleo operativo di Tricase, si sono messi sulle tracce dei Savarelli rintracciandoli poco dopo. I due, dopo essere stati accompagnati in caserma, sono poi stati arrestati e condotti presso la Casa circondariale di Lecce con l’accusa di tentato omicidio in concorso aggravato.

Alessano – Ancora prima delle prime luci del’alba s’intravede il seguito o i resto della veglia di giovedì sera in piazza don Tonino Bello ad Alessano: alcuni gruppi di quelle migliaia di ragazzi che hanno ascoltato don Luigi Ciotti e gridato con lui il nome del festeggiato – perché di volti tristi se ne sono visti davvero pochi in giro – sono rimasti a dormire nel piazzale del cimitero, sferzato da un vento freddo.

“Un appuntamento atteso da 25 anni…” L’alba cresce e cominciano ad arrivare altri gruppi di giovani e non: sembra la vigilia di uno di quei concerti che non ti puoi assolutamente perdere, inseguito e desiderato da tanto tempo: le torri metalliche sorreggono potenti altoparlanti, recinti delimitano le varie aree riservate alla gente, sul palco e su altri due schermi scorrono immagini di interviste, canti, informazioni di sicurezza.  “E’ un appuntamento atteso da tantissimo – dice un maturo alessanese – certamente da 25 anni” ed ammicca. Sì, la conosciamo, è la profezia – una delle tante – che il parroco di Tricase e poi vescovo di Molfetta aveva fatto durante uno dei suoi ultimi viaggi da Alessano all’episcopio barese, accompagnato da un fratello: “Fra 25 anni farò qualcosa per Alessano”.

“Volevamo essere qua” Alle 6 quattro ragazzine giunte in auto, si dirigono verso il grande spiazzo dell’incontro. Sono allegre e al cronista che chiede loro le ragioni di questa presenza risponde con un filo di imbarazzo Ilaria di Galatone: “Non c’è un motivo vero e proprio, ma volevamo essere qua”. L’area comincia a popolarsi sempre di più. Sugli schermo don Tonino parla dei giovani (“più che servirli, pare che ci si voglia servire di loro”); con la tenerezza solita richiama passi del Vangelo “in cui vi è un chiaro affettuoso sbilanciamento nei loro confronti; in sottofondo va un brano di Sting. Si anuncia che alle 18 nel cimitero ci sarà una messa celebrata dal vescovo di Ugento – S. Maria di Leuca, Vito Angiuli; poi il 4 maggio marcia da Alessano a Leuca, sempre in nome di don Tonino, naturalmente. Pure la “Carta di Leuca”, che verrà ricordata da mons. Angiuli, s’inserisce nel solco del profeta di pace: raduno internazionale di giovani di varie nazioni e religioni che sta facendo da esempio in altre parti d’Italia.

Gli anni amari, la festa di oggi “In quella scuola (l’istituto superiore Salvemini, ndr) – racconta un insegnante di Galatina – ho lavorato per sei anni. I primi tempi mi sorprendevo quando alcuni miei colleghi, nell’ora di buca, se ne andavano nel cimitero. Poi ci sono andato anche io ed ho capito chi andavano a trovare”. Il viaggio del Papa è iniziato da poco: sono le 7,11. Sul palco comincia a condurre i preparativi don Stefano Ancora, parroco di Ugento. Saluta, prova emozionati e corali “Buongiorno Francesco” come risposta alla prima parola detta da Bergoglio non appena eletto alla gente radunata in piazza San Pietro; recita preghiere. Alessandro di Gallipoli è ancora ferito dalle dure critiche (fino alla richiesta di destituzione da vescovo) a don Tonino, vescovo troppo vicino ai poveri e lontano dai potenti per poter piacere alla Chiesa: “Li vedi? Oggi tutti sono qui, ma nessuno dice che cosa ha dovuto passare…”. Sarà smentito da monsignor Angiuli e da don Luigi Ciotti, che quegli anni amari hanno vissuto accanto ad un prelato di cui oggi si celebra la coerenza assai faticosa, dato il contesto pre Bergoglio – col Vangelo. Va il canto “Ala di riserva”; il coro diretto da Filippo Sergio farà da straordinaria colonna sonora per tutta la durata dell’evento.

Manca un altro suo amico, Sergio Torsello L’attesa ha la voce e i ricordi e i pensieri di don Luigi Ciotti (si vede che nella veglia della sera prima non si è risparmiato) e di don Salvatore Leopizzi, Pax Christi, di Gallipoli e amico fraterno di don Tonino. E tutti si è rapiti dalla “meraviglia” per un Papa che viene a pregare sulla tomba di uno che aveva la straordinaria capacità di “seminare speranza”. Arriva una coppia di Alessano; lui è stato amministratori pubblico e amico di uno “che oggi manca”. Ricorda Sergio Torsello, anch’egli amico di don Tonino, di cui aveva scritto sul “Quotidiano di Lecce”, è scomparso nel 2915. Un intellettuale vivace, studioso della cultura popolare e della musica, amata anche dal “maestro” don Tonino; sua la recensione tra l’altro del libro “Militante della pace”. Uno degli addetti alla sicurezza chiede stupito: “Siete di qua? Ma che cosa ha fatto questo don Tonino per avere tutta questa gente…”. Semplicemente, un uomo normale che sarà fatto santo perché è stato come di norma, dovrebbe essere ogni uomo”, per dirla con le parole di don Salvatore Leopizzi.

Nessuno fiata: il Papa è sulla tomba dell’uomo che da grande voleva fare il santo Adesso si è davvero in tanti. Sono passate le 8. Il silenzio cala quando Francesco giunge alla tomba di don Tonino. Nel suo raccoglimento ci sono tutti, ciascuno con i propri sentimenti e le proprie aspirazioni che qui non possono che essere collettive. Sarà una raffica di “Buongiorno, Francesco” gridato tanto forte “da farsi sentire fino a Leuca” ad aprire gli interventi ufficiali, mentre da qualche parte sembra debba spuntare da un momento all’altro quel sorriso disarmante che nessuno riesce a dimenticare di quel giovane che da grande voleva fare il santo.

 

 

Voce al Direttore

by -
Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...