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Pantaleo Gianfreda

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– Trofeo ciclistico per Allievi e Juniores della Federazione organizzato dalla Ciclistica collepassese 1974 domenica scorsa in paese. Un bel successo registrato nella solare mattinata di domenica 8 aprile, a cura dell’associazione ciclistica locale presieduta da Giuseppe Lagna (a sinistra). La corsa, tenutasi su un circuito cittadino di 7 km compiuto dieci volte per complessivi 70 km, ha visto la partecipazione di 53 giovani atleti provenienti dalla Puglia e da altre regioni meridionali. Per gli Juniores ha vinto Francesco Binetti del Ciclo Team Laerte Matera Sassi, che ha tagliato il traguardo con il ragguardevole tempo di 1h e 35′ alla media di 37,895. Per gli Allievi Federico Cardone del team Euro bike. Hanno completato la classifica finale Giulio Adduci (Ciclo Team Laerte Matera Sassi) e Giuseppe Girone (Cycling Team) per gli juniores, Ettore Loconsole e Vittorio Carrer (entrambi del Team Eurobike) per gli allievi.

Presente al Trofeo anche il Panathlon Club Lecce con il presidente Ludovico Malorgio e lo stesso Giuseppe Lagna, delegato Panathlon per il Sud Salento, che hanno assegnato la Targa Fair Play Mario Stasi alla giovanissima atleta Ilaria Scarpa del G.S. Ludobike di Bisceglie. Perfetta l’organizzazione della gara, grazie al contributo di Polizia municipale, forze dell’ordine, Protezione civile e naturalmente della “Ciclistica Collepassese 1974”, che per il 26 agosto prossimo ha  programmato la 44^ edizione del “Trofeo Vittorio Fersini”, dedicato al compianto fondatore e storico presidente dell’associazione ciclistica, e del Memorial “Gianluca Palumbo”.

 

Collepasso – “Prevenzione dei reati a danno degli anziani” è il tema dell’incontro in programma a Collepasso, martedì 27 marzo, con la partecipazione della locale Associazione nazionale carabinieri – sezione “Cosimo Nassisi” – in  collaborazione con l’Amministrazione comunale. L’appuntamento è alle ore 17 presso il Centro sociale polivalente (Centro anziani) di via Cesare Battisti 8. Dopo i saluti del sindaco Paolo Menozzi, sono previsti gli interventi di Clemente Cosimo Errico e di Giovanni De Siato, comandanti, rispettivamente, della Compagnia di Casarano e della Stazione di Collepasso. L’iniziativa, così come altre già svolte a Casarano, Matino e Taviano di recente, ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione sul tema della sicurezza a tutela degli anziani (sempre più spesso vittime di truffa), fornendo semplici regole di comportamento e suggerimenti pratici per prevenire raggiri, furti e rapine nei luoghi pubblici, sui mezzi di trasporto, in casa oppure tramite internet. A tal fine, l’Arma ha pure predisposto anche una serie di strumenti informativi (brochure, spot e video) in cui sono contenute indicazioni per evitare di cadere vittime di truffatori.

Collepasso – Esemplare squalifica di cinque anni per un calciatore del Collepasso (C.C. le sue iniziali) reo di aver colpito un arbitro nel corso di una partita di Seconda categoria. L’episodio incriminato è quello di domenica 21 gennaio quando a Zollino era in corso la gara tra i padroni di casa (primi in classifica) e l’Usd Collepasso (oggi terz’ultima). Al 44’ del primo tempo la reazione a dir poco scomposta dell’atleta ospite (originario di Gallipoli ma da alcuni anni residente a Collepasso) che, partendo dalla panchina, si è avvicinato al direttore di gara per colpirlo con un violento pugno alla guancia sinistra dopo l’assegnazione di un rigore per il Zollino (già in vantaggio per 1-0).  L’arbitro (della sezione di Lecce), a causa del dolore e dello choc subito, è stato poi costretto a sospendere l’incontro e recarsi presso il Pronto soccorso dell’ospedale di Nardò, dove è stato curato e poi dimesso con una prognosi iniziale di cinque giorni (salvo complicazioni).

Il Giudice sportivo – Dopo l’esame del referto arbitrale, il Giudice sportivo ha provveduto ad assegnare la vittoria a tavolino per 3-0 (la gara è stata, infatti, sospesa) in favore della Polisportiva Zollino, che mantiene il primato in classifica, inibendo al presidente dell’Usd Collepasso ogni attività fino al 15 febbraio e, soprattutto, ha inflitto all’aggressore un’esemplare punizione per “condotta violenta”. Il giocatore, già noto per la sua irruenza e altri provvedimenti disciplinari subiti, è stato, infatti, squalificato per cinque anni, il massimo della sanzione prevista. Il Giudice sportivo, inoltre, avendo valutato l’infrazione di particolare gravità, oltre la squalifica per cinque anni e i divieti che ne conseguono, ha disposto anche la “preclusione definitiva” del giocatore alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc. L’adozione di severe ed esemplari misure punitive da parte dell’Organo di giustizia sportiva mira a reprimere e prevenire il verificarsi di gravi atti sui campi di gioco e, secondo quanto  previsto dal Codice di Giustizia sportivo, ad “affermare il rispetto dei valori sportivi e favorire i processi educativi e di reinserimento nell’ordinamento sportivo”.

 

 

Collepasso – Collepasso in festa per la prima messa celebrata in paese da don Antonio Saccomanno nella chiesa Matrice. L’appuntamento è per le ore 11 di domenica 28 gennaio dove il giovane sacerdote collepassese incontrerà e saluterà parenti, amici e fedeli. Don Antonio ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 13 gennaio scorso presso il Santuario della Madonna miracolosa di Taggia (in provincia di Imperia) dal vescovo di Ventimiglia- Sanremo, monsignor Antonio Suetta, e da tempo la sua attività nella diocesi di Ventimiglia, presso la parrocchia di Camporosso, al confine con la Francia. In quella comunità parrocchiale si è ben integrato, occupandosi soprattutto della pastorale giovanile, ma il  legame verso il paese di origine è rimasto forte e assiduo, sebbene gli studi lo abbiano tenuto lontano ormai da tanti anni.

Dal diploma al seminario – IDon Antonio inizia a 19 anni il percorso verso il sacerdozio, dopo essersi diplomato presso l’Istituto Commerciale di Maglie. La sua vocazione lo porta inizialmente a condividere i valori e la vita dei Camilliani, definiti “Ministri degli infermi”. A Roma, dove risiede in un Istituto Camilliano, frequenta i corsi di filosofia e teologia presso la Pontificia Università Lateranense. Attratto dall’archeologia, frequenta il Pontificio Istituto di Archeologia cristiana e acquisisce il relativo diploma. Nel 2013 lascia i Camilliani e si trasferisce nella diocesi di Ventimiglia, presso il cui seminario completa gli studi di filosofia e teologia. Dopo una breve permanenza nel suo paese natìo, don Antonio tornerà presto a riprendere la sua attività presso la comunità di Camporosso, dove ha instaurato una collaborazione che definisce “spettacolare” con parrocchiani e amministratori e dove tutti gli vogliono bene. «Perché – dice don Antonio – non è più come prima. Oggi la gente non considera più un sacerdote per il ruolo in sé, ma per il suo essere uomo tra gli uomini, per la sua capacità di mettersi veramente al servizio degli altri».

Le ultime vocazioni in paese – Erano venti anni che la comunità religiosa di Collepasso, pur così prolifica in un passato ormai remoto, non vedeva un proprio fedele diventare prete. Il 5 settembre 1998 don Antonio Russo, attuale parroco nella parrocchia “Cristo Re”, venne ordinato sacerdote all’età di 54 anni, dopo aver abbandonato l’insegnamento ed essere entrato già adulto in seminario. L’ultimo giovane era stato don Giuseppe Mengoli (classe 1965), ordinato nel lontano 1° luglio 1989 ed oggi parroco della comunità Maria Santissima Immacolata di Maglie.

 

 

Collepasso – Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con i più importanti film della stagione cinematografica grazie alla rassegna “Progetto Cinema” a Collepasso. L’evento culturale, tra i pochi nella provincia, è reso possibile dalla passione e dalla competenza cinematografiche del presidente Giovanni Rollo (foto), funzionario comunale e “anima” del Progetto, dall’input di tutte le Amministrazioni succedutesi negli anni, che contribuiscono finanziariamente alla sua realizzazione, dalla disponibilità della gestione del cinema Ariston di Pasquale Marra e, naturalmente, dai tanti spettatori che si gustano i nove film della rassegna con una quota tessera popolare e accessibile di € 16, scontata per giovani (€ 10) e famiglie (€ 12 dalla terza). Il “Progetto Cinema” ha acquisito negli anni un grande successo, testimoniato dall’adesione sempre maggiore di cinefili e semplici spettatori provenienti da Collepasso e Comuni vicini, che rende persino insufficiente in talune occasioni la disponibilità delle 400 poltrone del moderno cinema Ariston.

Sono passati 50 anni da quando, nel lontano 1968, un gruppo di giovani collepassesi, tra i quali Vittorio Errico che ne fu il primo presidente e Vito Vantaggiato, diedero vita a Collepasso al cineforum sotto l’impulso e con la regìa del giovane viceparroco don Celestino Tedesco. Nella vecchia e angusta sala del cinema Vittoria, dove venivano proiettati i film in programma, si svolgevano appassionati dibattiti che risentivano un po’ del clima sociale e politico di quegli anni. Con alterne fortune, il cineforum si è svolto ininterrottamente nella vecchia sala cinematografica e, dopo la chiusura avvenuta circa venti anni fa, nel ristrutturato e ampio cinema Ariston di via Roma, seppur modificando la sua formula. Da classico cineforum e sotto la spinta del suo ultimo presidente Giovanni Rollo, l’evento si è poi trasformato agli inizi dello scorso decennio nell’attuale “Progetto Cinema”.

La rassegna ha avuto inizio giovedì 11 gennaio, alle ore 19.30, con la proiezione del film inaugurale e fuori programma “La bella e la bestia”. Prosegue nei successivi giovedì con la proiezione di “Beata ignoranza” di Massimiliano Bruno (il 18 gennaio), “Il viaggio di Fanny” di Lola Doillon (in occasione della Giornata della Memoria, 25 gennaio), “L’ora legale” di Salvatore Ficarra e Valentino Picone, “Ammore e malavita” di Antonio e Marco Manetti, “La tenerezza” di Gianni Amelio, “La vita in comune” di Edoardo Winspeare, “Diritto di contare” di Teodore Melfi (in occasione della Festa della Donna, 8 marzo), “Non c’è campo” di Federico Moccia e, a chiusura (22 marzo), “Assassinio sull’Orient express” di Kennet Branagh. L’annuale serata di solidarietà è programmata per il 22 febbraio con la proiezione di un film da definire, che rappresenta sempre una piacevole sorpresa. Infine, subito dopo Pasqua, il 5 aprile, vi sarà per la prima volta la presentazione di una commedia, “Chiù neru te cusì nu pota venire”, a cura del Circolo cittadino polivalente di Corigliano d’Otranto.

Collepasso – Sorpresa “annunciata” quella di fine 2017 per Collepasso: il paese lentamente ma inesorabilmente vede sempre più assottigliarsi il numero dei suoi abitanti, in un contesto di calo demografico nazionale che incide sulle città ed ancor più sui centri minori e piccoli, come fissano i dati Istat. Qui, per esempio, dopo 40 anni il Comune torna sotto “soglia 6.000” e chiude l’anno con 5.979 abitanti, con una differenza di 87 unità rispetto al 2016, quando risultavano 6.066. Decessi record sono avvenuti nel corso dell’anno appena trascorso, ben 99 (37 maschi e 62 femmine), con un +14 rispetto al 2016. Solo 30 nascite (18 maschi e 12 femmine), uguali rispetto al 2016, ma in inverso rapporto di genere, e solo 14 i matrimoni (4 civili e 10 religiosi). Un’impietosa “fotografia” del lento declino demografico (e non solo) che sembra aver colpito il paese, più accentuato (in termini percentuali) rispetto a tutti i Comuni circostanti e pari solo a quello di Neviano. Dal 1998 ad oggi Collepasso ha perso 1.045 abitanti. In quell’anno erano 7.024, il “tetto massimo” mai raggiunto dal Comune.

Negli ultimi cinque anni (2013-2017) i dati negativi appaiono progressivi e inarrestabili. Le nascite sono state 167 (rispettivamente 34, 38, 35, 30, 30) e i decessi 396 (58, 70, 84, 85, 99), con un saldo negativo di 229. Nel quinquennio il Comune ha perso complessivamente 303 abitanti (34, 56, 59, 67, 87). Come si evince dalle rilevazioni demografiche, il 2017 è stato l’anno più negativo della sua storia, con una maggiore “fuga” di abitanti, maggiori decessi e minori nascite.

Scarsa la presenza di popolazione straniera, prevalentemente femminile, che si stabilizza attorno alle 50-60 unità (proprio nel 2017 raggiunge il numero massimo di 64). Un dato in gran parte legato al fenomeno delle badanti, ormai esclusivamente di origine rumena, che si dedicano alla cura di anziani, dei quali circa 500 vedovi/e con quasi l’80% di donne.

In questi anni è ripreso il fenomeno migratorio, rappresentato in prevalenza da giovani che si trasferiscono per motivi di lavoro, ma anche da interi nuclei familiari che emigrano nel Centro-Nord Italia o all’estero. I dati comunali rilevano 738 “emigrati” nel periodo 2010-2017. Interessante notare come, accanto ai trasferimenti in Comuni contermini, le nuove mete residenziali riguardano soprattutto l’Emilia Romagna, la Lombardia e i vecchi Paesi di emigrazione (Svizzera e Germania, in particolare). Accanto a questi, però, vi sono cittadini che si sono trasferiti in America (Stati Uniti, Canada), Regno Unito, Austria, persino Thailandia e anche quelli che “rientrano” nei loro Paesi di origine, in particolare Romania e Marocco.

Non va sottaciuto, infine, il fenomeno di tanti giovani che risultano tuttora residenti nel Comune, ma che, dopo aver svolto gli studi universitari nel Centro e Nord Italia (Bologna, Modena, Milano, Torino, ecc.), sono rimasti in quelle aree del Paese a lavorare e ritornano periodicamente nei periodi estivi e festivi. O l’altro fenomeno di tanti giovani arruolatisi nei vari Corpi militari che lavorano fuori Comune, pur risultandovi residenti. A tal proposito, accanto alla categoria dei pensionati (in assoluto la prevalente), fondamentale è a Collepasso quella dei dipendenti pubblici e, in particolare, di militari che svolgono la loro attività in provincia o in quelle vicine o che sono pensionati. Non è un caso che il paese sia fiorente di attive associazioni militari di ogni tipo, quali Arma Aeronautica, Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Marinai d’Italia.

Collepasso – Tre anni fa, nel giorno di Natale, moriva improvvisamente a 69 anni il prof. Salvatore “Totò” Ria (foto), storico docente di matematica e scienze della scuola media del paese. Noto era il suo impegno per il rispetto e la conservazione dell’ambiente, in particolare delle specie floreali tipiche delle Serre salentine, in cui cercava di coinvolgere con passione e competenza l’intera comunità e i suoi alunni con diverse iniziative. Meno nota, invece, la sua adesione all’Aido, l’associazione per la donazione degli organi. La più grande lezione di amore e generosità il prof. Ria l’ha impartita, infatti, subito dopo la morte con la donazione dei suoi organi: reni, fegato e cornee, espiantati presso l’ospedale di Casarano da équipe mediche specializzate, hanno permesso di ridare vita e “luce” ad altre persone, che gli saranno grate per sempre. La “fiaba del Natale di Totò”, titolò allora un blog locale nel riportare la notizia del docente che non solo “inseguiva orchidee e muretti a secco” sulle colline di Sant’Eleuterio, ma che aveva ridato gioia e vita a tre trapiantati e alle loro famiglie con l’estremo e nobile gesto della donazione dei suoi organi. Dopo la sua scomparsa, l’Aido ha voluto intitolare al prof. Ria il Gruppo di Collepasso.

Per ricordarlo, il Gruppo Aido ha indetto un concorso a lui intestato e riguardante la donazione e il trapianto degli organi. Il concorso è rivolto agli studenti della terza media e delle classi quarte e quinte dell’Istituto tecnico economico “De Viti De Marco” di Casarano, filiale di Collepasso. I due primi premi dell’importo di € 250 sono finanziati dal generoso contributo della vedova insegnante Matilde Fiore, docente presso la locale scuola primaria.
Grazie alla collaborazione delle due dirigenti scolastiche Maria Grazia Cucugliato e Francesca Conte, si è tenuto prima di Natale (foto), presso l’auditorium dell’Istituto tecnico, un incontro informativo con le classi interessate. Hanno presentato l’iniziativa Donato Fracasso, presidente del Gruppo Aido, Luigi Ria, dirigente medico dell’ospedale di Gallipoli, e Luigi Gianfreda, medico di base in pensione. Un incontro particolarmente interessante ed emozionante, che ha registrato diversi interventi degli studenti e le testimonianze di due trapiantati di Collepasso: Elio Piscopo e il giovane Luca Bonatesta, che pochi mesi fa ha ricevuto in donazione un rene dalla madre.

Collepasso – Ritorna a Collepasso il presente vivente, organizzato quest’anno dal “Comitato 2.0-Festa Patronale”, con il patrocinio del Comune e la collaborazione di altre due associazioni. L’ultimo presepe vivente organizzato a Collepasso fu nel Natale 2010 presso l’antica masseria Quagliasiero, come in altre precedenti edizioni. In anni più remoti, invece, presso la masseria Manimuzzi e per un anno nel Parco Bosco, alla periferia del paese. Il presepe “vivrà” quest’anno in una location inedita, il centro del paese, nelle giornate del 25-26 dicembre 2017 e del 1°, 6 e 7 gennaio 2018 e sarà visitabile dalle 18 alle 21 con ingresso da piazza Nassiriya (piazzale delle Poste). Il percorso si snoderà tra antiche case, cantine, viuzze e suggestivi passaggi attraverso giardini e piccoli cortili illuminati dal fuoco.

Circa 100 i figuranti che rievocheranno la nascita di Gesù e riprodurranno le scene di vita tipiche di un passato che “riappare”, in 32 scene. Tra abiti d’epoca, antichi mestieri e fedeli ricostruzioni si potranno gustare le prelibatezze tipiche del Salento preparate in loco dalle tante massaie. Pasta fresca, “pittule cu lu cottu”, bruschette, formaggio, “pezzetti te cavaddrhu”, peperoni arrosto, “pucce alla pizzaiola e ulìe”, carne arrosto e altre leccornie potranno essere gustate accompagnate da un buon bicchiere di vino locale percorrendo le vie del paese. Nella serata dell’ Epifania, con partenza dal Castello baronale, si potrà seguire il corteo dei Magi a cavallo con la loro carovana al seguito.

Collepasso – “I tabacchi orientali del Salento, quattro storie e loro dintorni” (Giorgianni Editore): questo libro-ricerca dell’agronomo e piccolo imprenditore Salvatore Colazzo è stato presentato presso la sala centrale del Palazzo baronale del paese, a cura del  Gruppo Trekking Collepasso, di cui è presidente lo stesso Colazzo, col patrocinio di Comune e Provincia. Ne hanno parlato con l’autore – titolare di un’azienda che produce erbe aromatiche –
Mario Toma, già deputato del Pci e componente della Commissione Agricoltura della Camera nella IX e X Legislatura (1983-1991), e Cesare Distante, giudice tributario.

Il libro illustra le tematiche legate allo sviluppo e al declino di una coltura che è stata fondamentale per l’agricoltura e l’intera economia salentina in quasi tutto il secolo scorso. Nel Salento, a causa della scarsa disponibilità di acqua e delle sue caratteristiche pedoclimatiche, divenne prevalente la coltivazione delle tre varietà levantine (o orientali) Erzegovina, Perustitza, Xanty Yakà, che vide impegnate migliaia e migliaia di famiglie contadine, in particolare piccoli proprietari e coloni. Per decenni la trasformazione del prodotto venne curata da concessionari privati che operavano in regime di monopolio. La prima cooperativa per la coltivazione e lavorazione dei tabacchi levantini fu promossa a Tricase nel dicembre 1902 dall’on. Codacci-Pisanelli, denominata “Consorzio agrario del Capo di Leuca” e poi Acait (“Azienda cooperativa agricola industriale di Tricase”). Negli anni ’60-’70 del ‘900, in seguito alla liberalizzazione della coltura da parte della Comunità europea, sorsero poi altre importanti cooperative. Tra le più significative la “Utas”, “La Contadina”, “Constacotra”, “Convegno”; queste ed altre furono travolte letteralmente alla fine degli anni ’90 dalla crisi della tabacchicoltura, a seguito della decisione della Comunità europea di eliminare progressivamente il sostegno alla produzione con una graduale eliminazione degli aiuti.

Ma la storia del tabacco segna contesti sociali e culturali oltre che economici. L’intero Novecento salentino è storia di lavoro, sacrifici, sfruttamenti, lotte sindacali, ribellioni. Anche le canzoni popolari ne recane tracce come la celebre “Fimmene fimmene ca sciati allu tabaccu…”). E’ anche storia, come si rileva nel libro, anche di emancipazione sociale ed economica di intere generazioni di contadini e di tabacchine, che con la coltivazione e la trasformazione del tabacco hanno vissuto vite dignitose, maturato assistenze e pensioni, costruito case, istruito i figli. Fino all’inarrestabile declino.

COLLEPASSO. Sabato 9 dicembre, alle ore 18,30, presso l’Auditorium parrocchiale “E. Medi” di Collepasso (via Crispi, 22), si terrà la presentazione del libro autobiografico di Maria De Giovanni “Sulle orme della sclerosi multipla” (Graus Editore). L’iniziativa è organizzata dal “Comitato 2.0-Festa Patronale Collepasso” e dall’Azione Cattolica “Associazione Federico Rollo” della Chiesa Matrice. Intervengono Giovanni Rollo, presidente dell’Azione Cattolica, Vincenzo Longo, presidente del Comitato Festa Patronale, e il sindaco Paolo Menozzi. Dialoga con l’autrice Antonio De Matteis, giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”. L’autrice, donna impegnata nel sociale, è operatrice della comunicazione ed è redattrice del “Nuovo Quotidiano di Puglia”. Racconta in questo libro la sua esperienza: “La sclerosi – scrive– mi ha fatto conoscere tante persone, mi ha dato tante possibilità, mi ha fatto toccare il fondo del baratro, ma da lì è cominciata la salita: quando pensavo che tutto volgesse alla fine non immaginavo che quello sarebbe stato solo l’inizio del mio nuovo percorso”. “Un racconto autobiografico singolare, ricco di interessanti informazioni medico-scientifiche e riflessioni degne di nota, che insegna che ciò che conta, nel lungo e tortuoso viaggio della vita, è coltivare la propria spiritualità”,  è scritto nella presentazione del libro. I proventi del libro vanno ai progetti solidali dell’associazione “Sunrise” per il supporto delle donne con sclerosi multipla.

COLLEPASSO. Si svolge domenica 12 novembre a Collepasso, con partenza da piazza Dante alle ore 9.30, la 32ª “Salento Half Marathon-Mezza Maratona Nazionale di km. 21,097, decimo Trofeo per Società Memorial “Vito Polimero”, tradizionale gara podistica nazionale organizzata dall’Asd Saracenatletica di Collepasso, in collaborazione con il Comitato provinciale Fidal. La cittadina verrà invasa, come ogni anno, da atleti provenienti da ogni parte d’Italia e il traffico subirà notevoli limitazioni sul percorso urbano ed extraurbano, che toccherà, oltre il Comune di Collepasso, anche parte del territorio di Cutrofiano. L’edizione 2016, cui parteciparono quasi mille atleti, venne vinta dal gambiano Njie Nfamara, con il tempo di 1h10’40”, e, staccato di un solo secondo, dall’italiano Gianmarco Buttazzo, vincitore di altre quattro edizioni della Salento Half Marathon. Il giorno precedente, sabato 11 novembre, pomeriggio dedicato alle categorie giovanili; si svolge, infatti, la 4ª edizione di “Ragazzi si corre”, organizzata da Saracenatletica e Fidal, valida come seconda prova del Campionato provinciale di corsa su strada riservata alle categorie Giovanili, Esordienti, Ragazzi, Cadetti, Allievi. Start alle ore 16 da piazza Dante: iniziano gli Esordienti C mt 500, seguono Esordienti B e A mt 500, Ragazzi/e mt 1000, Cadetti/e mt 1500, allievi/e mt 2000.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...