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Amleto Abbate

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Gallipoli – “Ci oi cu faci nu bonu Natale, te santa Teresa hai cuminciare”: recita così un vecchio adagio che si perde nella notte dei tempi, per ricordare ai gallipolini che la lunga vigilia del Natale inizia il 15 ottobre, giorno in cui si venera Santa Teresa. Fra i riti per festeggiare la ricorrenza, c’è il bagno d’autunno sulla spiaggia della Purità: una tradizione che si è rinnovata anche nella giornata di oggi, fra sapori ed entusiasmo.

Nel giorno di santa Teresa, fin dal ‘700 i pescatori suonavano per le suore del monastero di clausura una nenia melodiosa e struggente, che sarebbe poi diventata la pastorale gallipolina: le suore, per disobbligarsi, offrivano delle frittelle ricoperte di zucchero (antesignane delle più variamente farcite “pittule”). Ed è così che si è arrivati ai giorni nostri facendo salve le tradizioni, che vogliono appunto la lunga vigilia del Natale aprirsi con il suono della pastorale gallipolina, e a tavola con le prime pittule (farcite per lo più a base di pesce), oltre a una porzione di baccalà con le patate, il tutto annaffiato da buon vino.

Ma le tradizioni, si sa, per mantenersi vive vanno di tanto in tanto aggiornate. Così, da qualche anno a questa parte – condizioni meteo permettendo – lo storico gruppo capeggiato da Vincenzo Vincenti saluta il lungo periodo che conduce al Natale con un un bagno rigenerante nel mare della “Purità”. Prima di gustare le pittule calde, ovviamente con il sottofondo della pastorale gallipolina.

 

Alessano – Musica e preghiere ad Alessano per ricordare don Tonino Bello. Tanti gli ospiti della serata, sabato 13 ottobre dalle 19.30, radunati nel cimitero comunale, sulla tomba del vescovo scomparso il 20 aprile del 1993. “Musiche di pace ’18” propone il cantautore di Acquarica del Capo Franco Simone, Antonio Amato (dall’Ensemble della Notte della Taranta”, Francesca Profico (di Gagliano del Capo, già apprezzata a The voice of Italy) la canta ed il “Coro di Alessano per don Tonino”, balzato agli onori della cronaca anche per aver cantato in occasione della recente visita di Papa Francesco ad Alessano in occasione del 25° della sua morte. Tra gli ospiti anche il musicista, autore e interprete Alberto Costantini (già consulente musicale per Mediaset) che nel corso della serata eseguirà tre brani, dei quali uno adattato e musicato da un testo di don Tonino. Nel corso della serata, organizzata dall’Amministrazione comunale insieme alla Fondazione Don Tonino Bello di Alessano e dalla Pro Loco, saranno letti e recitati alcuni scritti del vescovo che della pace aveva fatto il proprio emblema, basti pensare che a pochi mesi dalla sua morte, già gravemente malato, capeggiò nel dicembre 1992 la “marcia della pace” di Sarajevo, città all’epoca in stato d’assedio. Le letture son tratte dal suo libro “Con Cristo sulle strade del mondo” (edizioni Paoline).

I saluti La serata si aprità con i saluti del sindaco di Alessano Francesca Torsello, del parroco della chiesa matrice don Gigi Ciardo, di padre Francesco Monticchio della chiesa conventuale francescana di Alessano, del presidente della Fondazione “Don Tonino Bello” Giancarlo Piccinni e del nipote del presule scomparso Stefano Bello.

 

Gallipoli – E’ di nuovo ressa ai Centri per l’impiego. In questi giorni a Gallipoli ed altrove si registrano file di utenti in attesa del proprio turno. Per fare cosa? La gran parte delle persone, in grande maggioranza donne, sono lì per i cosiddetti “patti di servizio individuali” previsti dal decreto legislativo 150 del 2015. Tale norma presiede all’iscrizione alle liste di attesa degli stessi centri. Per poter essere in regola con l’iscrizione, i diretti interessati devono sostenere un colloquio di un’ora con l’impiegato addetto e poi, oltre alla consegna o verifica  dei dati personali, deve compilare un questionario alla fine del quale si individuano le sue potenzialità professionali.

Questo passaggio relativo alla regolare iscrizione alle liste di attesa è diventato ancora più importante adesso che sembra imminente l’attivazione del reddito di cittadinanza da parte del governo Conte, che annette per questo ed altro compiti delicati ed importanti ai Centri per l’impiego sparsi sul territorio nazionale. Cpi che però, soprattutto a Sud, registrano carenze di organici e di mezzi (piazzasalento ha documentato la situazione di quello gallipolino).

Si spiegano anche così le code mattutine e pomeridiane (solo il martedì). Ieri alle 15 e qualche minuto nella piccola piazzola antistante l’ingresso al Centro per l’impiego gallipolino c’erano una ventina di persone in attesa della riapertura degli uffici. Una volta che si è spalancata la porta, sono entrate nei locali del Centro e si sono messe ad attendere il proprio turno. Poi è arrivata una sgradita ma doverosa avvertenza degli addetti che hanno chiarito alle 16,30 e con i locali ancora pieni di gente, che “fra un’ora chiudiamo: dalle 17,30 non si può fare più nulla perché si bloccano i collegamenti”, con riferimento ai computer. “E’ impossibile servire tutta questa gente – dice sconsolata una impiegata – ed anche volendo restare oltre l’orario di servizio, è perfettamente inutile perché alle 17,30 ci tolgono i collegamenti coi computer”. Un cartello affisso all’entrata avverte perciò  che si potranno soddisfare le esigenze di 30 interessati nei turni mattutini e di 15 nell’apertura pomeridiana del martedì.

A chi cerca lavoro, già confuso dai vari “redditi” (c’è anche quello regionale) e dall’effettiva possibilità di goderne in tutto o in parte, la segnalazione ha avuto l’effetto di aumentare preoccupazione ed agitazione. Chi è lì per non pregiudicarsi l’occasione se non proprio di un lavoro stabile, almeno di un sussidio economico da qualsiasi parte provenga, resiste: si arma di pazienza e spera di farcela senza dover tornare il giorno dopo. Qualcuno, tra le decine presenti nel pomeriggio di ieri, invece alza i tacchi e imprecando contro gli impiegati “fannulloni, che non capiscono niente”, va via furioso, mentre i bambini si allontanano dalle mamme e corrono tra le scrivanie.

Si lavora in situazioni caotiche “Ma poi attingono da queste graduatorie?” si chiede scettico un uomo in attesa. Gerardo Imperiale, uno degli addetti, testimonia: “Vediamo gente esasperata, non ne può più e spesse volte se la prende ingiustamente con noi. Noi li capiamo, ma che ci possiamo fare? Se si lavora in condizioni di caos come quella di oggi, non solo si lavora male, ma c’è anche il rischio di errori, con danni che per un disoccupato rischiano di essere seri se non proprio irreparabili”, conclude preoccupato. “A livello europeo – conclude un altro impiegato – siamo già il fanalino di coda in quanto a organizzazione lavorativa con strumenti, come si può ben vedere, vetusti, locali inadatti ed insalubri, personale insufficiente e utenza di ogni genere”.

 

Casarano – Insediamento ufficiale come parroco al Cuore Immacolato di Maria di Casarano per don Roberto Tarantino, 40 anni, di Nardò. L’importante nomina era giunta a luglio scorso dopo la firma del decreto vescovile, ed ora sarà lo stesso vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, monsignor Fernando Filograna, ad “immetterlo canonicamente”nella sua nuova funzione presenziando alla celebrazione eucaristica di giovedì 11 settembre, alle ore 19, nella parrocchia del quartiere Botte.

Don Roberto Tarantino subentra, come già scritto su piazzasalento, a don Antonio Pinto (38 anni, anch’egli di Nardò) che il 18 ottobre prossimo sarà parroco a Copertino, nella chiesa del Rosario. Molto noto a Nardò e non solo, don Roberto è entrato in seminario a 20 anni: molto impegnato nel sociale, preparato navigatore nelle reti sociali, tra i suoi impegni di gioventù va certamente ricordato quello con gli Scout. Ordinato prete il 28 giugno 2004 dal vescovo dell’epoca monsignor Domenico Caliandro (ora arcivescovo a Brindisi), ne è stato anche segretario.

Nonostante la giovane età, don Roberto Tarantino è stato per qualche tempo vice parroco a Melissano e poi parroco al Sacro Cuore di Matino. Da qualche anno è anche educatore nel Seminario pontificio di Molfetta, e, con la venuta del vescovo Filograna cinque anni fa, è anche responsabile dell’ufficio-stampa diocesano.

Felline (Alliste) – Grande attesa a Felline per l’ordinazione sacerdotale di don Simon Pietro De Lorenzis che avverrà venerdì 12 alle 17 in piazza Caduti: il rito dell’ordinazione sarà presieduto dal vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli mons. Fernando Filograna. Ove le condizioni meteo non dovessero consentirlo, la cerimonia sarà tenuta, sempre alla stessa ora, nella chiesa madre di Casarano di Maria SS. Annunziata, dove don Simon Pietro ha sin qui svolto il ministero diaconale come collaboratore parrocchiale.

La stessa chiesa madre ha messo a disposizione un pullman con partenza da via Pendino alle 15,30: per informazioni e prenotazioni, ci si può rivolgere al priore Fabio Cavallo, telefonando al numero 345 2660305.

Don Simon Pietro (38 anni, di Felline), ultimo di tre fratelli maschi, ha scoperto la vocazione al sacerdozio da adulto: già laureato in Giurisprudenza, ha lavorato infatti come funzionario di banca e poi da assicuratore; prima di entrare in seminario, a Molfetta, là inviato per l’anno propedeutico dal vescovo dell’epoca mons. Domenico Caliandro (ora arcivescovo a Brindisi).

Dopo Molfetta, si è trasferito a Roma, dove ha studiato presso il pontificio seminario romano, conseguendo il “baccalaureato” in sacra teologia. Ordinato diacono l’anno scorso, come si diceva, è stato collaboratore parrocchiale a Casarano.

Gallipoli – Anche quest’anno la Lilt (Lega italiana per la lotta ai tumori) propone come di consueto per questo mese di ottobre la Campagna nastro rosa “for women” (dedicata alle donne) con lo scopo di sensibilizzare il mondo femminile sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella.

Fino a fine mese, dal lunedì al venerdì, sarà possibile sottoporsi a visite senologiche gratuite presso l’ambulatorio di via Antonietta De Pace: per informazioni e prenotazioni si può telefonare a 0833 263833 oppure a 348 2858139, fanno sapere Preziosa Portoghese e Cristina De Vittorio a nome degli altri volontari gallipolini. Sempre nel corso del mese e sempre a cura dei volontari ci saranno degli “incontri formativi” per i giovani delle scuole superiori della città. Anche il Comune e i commercianti di Gallipoli sono coinvolti nell’iniziativa: il Comune illuminando di rosa il Castello e i commercianti allestendo a tema le vetrine dei loro negozi.

Mercoledì 10 poi, con ritrovo presso la cattedrale di Sant’Agata alle 16,30, è prevista una “Camminata culturale in rosa” a cura dell’associazione “Amart” (presidente Eugenio Chetta). Domenica 28 ottobre alle 20 nel salone polifunzionale della parrocchia  San Lazzaro ci sarà poi un “Gran galà della musica”, con la partecipazione dell’Orchestra filarmonica mediterranea diretta dal Maestro Giuseppe Guida.

Il ricavato della serata sarà totalmente devoluto per l’ultimazione dei lavori al del Centro Ilma in costruzione sulla Provinciale per Alezio, che –fanno sapere gli organizzatori in una nota – “è qualcosa che riguarda la salute di ognuno di noi. Sostenere l’”Ilma” centro di ricerca, monitoraggio e cura dei tumori – concludono –  è un’opportunità, oltre che una necessità”. (nelle foto una iniziativa della Lilt a Gallipoli)

 

Gallipoli – E’ tornato d’attualità il tema scottante e controverso dei Centri per l’impiego, alla luce del preannunciato “reddito di cittadinanza” da parte del governo. Saranno questi uffici infatti (ex Ufficio di Collocamento) che dovranno assolvere a tutte le incombenze previste, istruendo delicate pratiche per i sussidio e per il lavoro da trovare. Una volta alle dipendenze del Ministero del lavoro, i Cpi sono passati prima alla Regione, poi alle Province (che dovrebbero essere soppresse) e ora sono tornati  alla Regione.

I Centri per l’impiego (Cpi) sono strutture pubbliche coordinate dalle Regioni che favoriscono sul territorio l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e attuano iniziative e interventi di politiche attive del lavoro. Le attività dei Centri per l’impiego sono rivolte ai cittadini disoccupati, ai lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro e a rischio disoccupazione, nonché ai lavoratori occupati in cerca di nuova occupazione. I Cpi svolgono anche attività amministrative, come l’iscrizione alle liste di mobilità e agli elenchi e graduatorie delle categorie protette, la registrazione delle assunzioni, le trasformazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro, il rilascio del certificato di disoccupazione”: questo ed altro si legge nella legge istitutiva 56 del 1987. Una serie di mansioni impegnative nel fondamentale terreno della occupazione. Nella realtà, come evidenziato da recenti inchieste giornalistiche su base nazionale, i Cpi specie negli uffici del sud d’Italia, non se la passano già oggi tanto bene.

Con la metà dell’organico previsto Il Centro per l’impiego di Gallipoli serve anche i Comuni di Taviano, Tuglie, Sannicola (con le frazioni di Chiesanova e San Simone) e Alezio: oltre al responsabile dell’ufficio ha quattro dipendenti e due formatori che ogni giorno vengono da Bari. La dotazione organica per la sede di Gallipoli prevede esattamente il doppio di personale. A ciò si aggiungono le attrezzature obsolete e locali inidonei all’uso. L’ufficio infatti è ubicato nel vecchio edificio “ex Salesiani”, in altre parti dichiarato inagibile e già da tempo messo all’asta dal Comune. Fernando Scozzi (nella foto, di Melissano), laurea in Lettere e già dipendente a Palazzo dei Celestini, si è tuffato nel nuovo lavoro con passione: “Pur nella scarsezza dei mezzi a disposizione, il problema vero – dice subito – è che la politica ha preferito le “esternalizzazioni” ai Cpi, dando la possibilità cioè di assumere attraverso le agenzie interinali, e bypassando quindi le nostre graduatorie che garantiscono imparzialità e mettono al bando i favoritismi. Ed ora? Sarebbe come pretendere che un pesce continui a nuotare pure dopo che gli è stata tolta l’acqua”.

Surclassati dalle società di lavoro interinale E’ un fiume in piena il dottor Scozzi, il quale non sopporta il doversi stringere nelle spalle tutte le volte (e purtroppo succede molto spesso) che gli si presentano casi disperati di persone in cerca di lavoro. Laureati compresi, perché aumenta anche il loro numero in lista d’attesa. “Da queste parti, nei nostri uffici c’è solo lavoro stagionale – afferma – per camerieri, cuochi o commessi nei negozi, o in agricoltura. Così i Centri per l’impiego riescono a trovare lavoro solo al 3% dei disoccupati, ben poco rispetto alle agenzie interinali. “Ma il confronto (ammesso che i dati siano veri) ha un senso se i Cpi avessero le stesse possibilità di azione delle agenzie. Invece quelle hanno la Ferrari ed i Centri la bicicletta – ha scritto Scozzi di recente al ministro Di Maio – e con questa devono pedalare, sentire le critiche dei lavoratori e quelle degli esperti di turno nei dibattiti televisivi e sui giornali senza avere mai messo piede (contrariamente a voi di Piazzasalento appunto) nei nostri uffici”.

Dare risposte a chi non ha conoscenze “Costoro che parlano tanto, forse non conoscono le dinamiche del lavoro e non sanno – conclude il dirigente – che la ricerca dell’occupazione avviene, nella stragrande maggioranza dei casi, tramite conoscenze, parentele e amicizie. Chi non conosce nessuno rimane ai margini, dimenticato da tutti: a queste persone il servizio pubblico per l’impiego deve poter dare una speranza, ma la normativa (il decreto legislativo n.151 del 2015) va in tutt’altra direzione”. Si attendono risposte.

 

Monsignor Vito Angiuli

Ugento – Subito dopo la pausa estiva, riprendono gli appuntamenti promossi dalla Scuola diocesana di formazione teologico-pastorale, direttore don Marco Annisi, viceparroco ad Acquarica del Capo e segretario il diacono Luigi Bonalana di Tricase presso la diocesi di UgentoSanta Maria di Leuca guidata dal vescovo Vito Angiuli (foto).

Quest’anno saranno nove i percorsi di orientamento e formazione al servizio della comunità e delle parrocchie, che si terranno presso il Centro pastorale diocesano “Benedetto XVI” di Alessano, dal primo ottobre a tutto il 27 maggio 2019, dalle 17,30 alle 20,30.

Questi i corsi: “Introduzione alla pastorale” (docente don Stefano Ancora, di Ugento), l’8 ottobre e il 27 maggio; “Liturgia” (docente don Rocco Frisullo, di Ugento), il 15,22,29 ottobre e il 5 novembre; “Famiglia” (docente don Gigi Ciardo, di Alessano), il 5,12,26 novembre e 3 dicembre; “Giovani (docente don Salvatore Chiarello, di Salignano di Castrignano del Capo) il 3,10, 17 dicembre e 7 gennaio; “Catechesi (suor Graziella Zecca, dell’ospedale di Tricase), il 14, 21, 28 gennaio e 4 febbraio; “Ecumenismo” (docente don Fabrizio Gallo, di Castrignano del Capo), il 4,11,18,25 febbraio); “Missione” (docente don Rocco Maglie, di Ruffano) il 4,18,25 marzo e 1 aprile; “Pastorale sociale” (docente don Luca De Santis, di Corsano), l’1,8,15 e 29 aprile; “Caritas” (docente don Lucio Ciardo, di Tiggiano), il 29 aprile e il 6, 13, 20 maggio.

“E’ possibile iscriversi ad uno o più laboratori, in base alle preferenze personali o al ministero che la persona già svolge o si prepara a svolgere nella comunità parrocchiale”, fanno sapere gli organizzatori: costo di iscrizione  10,00 euro; l’intero percorso 30 euro.

Gallipoli – C’è anche la visita guidata domenica 30 nelle chiese confraternali del centro storico, per i seminaristi teologi ed educatori del Seminario pontificio maggiore di Molfetta, che dal 29 settembre al 7 ottobre saranno ospitati nel seminario di Nardò e nelle varie parrocchie e famiglie dei 18 Comuni del territorio diocesano. “Tra fede e bellezza” il tema dell’escursione lungo le stradine del borgo antico tra i più suggestivi di Puglia. Ad organizzarlo è la diocesi di Nardò – Gallipoli, vescovo mons. Fernando Filograna, nell’ambito del progetto “LookUp! Missione Giovani”. (nella foto un gruppo di seminaristi con mons. Filograna)

LookUp!” – spiegano gli organizzatori in una nota – è il titolo che il comitato organizzatore, guidato dal responsabile diocesano della Pastorale giovanile don Antonio Perrone (Nardò), e da don Antonio Bruno jr (Galatone), rettore del seminario minore, già dalla primavera scorsa, ha scelto per l’evento. Partendo dal significato della parola lookup (in inglese “cercare”) e dalla sua duplice composizione look (guardare) e up (in alto,oltre) la Missione Giovani vuole essere un invito a cercare la propria felicità e la propria gioia guardando in alto, nel cielo, insieme a Dio. I seminaristi, provenienti da tutte le diocesi di Puglia, coordinati dai loro educatori e dal rettore don Gianni Caliandro (simpaticamente definiti la “task force dei preti di Puglia”), in collaborazione con i giovani delle parrocchie, percorreranno strade, piazze, visiteranno luoghi centrali, periferie e scuole superiori per portare con la testimonianza di una esistenza felice, orientata alla scoperta di ciò che conta veramente, spesa nel servizio al prossimo”.

Diversi sono gli appuntamenti previsti, a partire dal pellegrinaggio diocesano presso la Madonna della Lizza ad Alezio sabato pomeriggio 29 settembre (ore 18), cui seguirà la Messa celebrata dal vescovo mons.Fernando Filograna, durante la quale conferirà il mandato di Missione Giovani ai 150 seminaristi di Molfetta. Il ritrovo delle singole foranie avverrà nei punti di raccolta: in via S. Pancrazio – largo Comune le foranie Beata Vergine Maria della Coltura (comprendente le parrocchie dei comuni di Casarano, Matino, Parabita e Tuglie) e Madre della Chiesa (parrocchie di Alliste con le frazioni di Capilungo e Felline, Melissano, Racale e Taviano); in largo Vittime delle Mafie le foranie San Gregorio (Nardò e frazioni) e SS. Crocifisso (Aradeo, Galatone, Neviano Seclì); presso parco don Tonino Bello – via Mariana Albina le foranie S. Agata (Alezio, Gallipoli e Sannicola con le frazioni di Chiesanuova, Lido Conchiglie e San Simone) e S. Giuseppe da Copertino (Copertino e Porto Cesareo con le località di Boncore, Pittuini e Torre Lapillo); in largo Fiera parcheggio/ingresso riservato e anticipato ai portatori di handicap.

La festa conclusiva  Il secondo appuntamento del percorso “LookUp!” è “Home”, in tutti i paesi della diocesi, dal 30 settembre al 5 ottobre: i seminaristi vivranno queste giornate incontrando i giovani nelle parrocchie e nelle città dove saranno ospitati. Durante la mattinata incontreranno gli studenti delle scuole superiori della diocesi. Il 6 ottobre alle 20 festa conclusiva con musica, animazione e testimonianze, a Matino. Durante la serata il Vescovo consegnerà il Credo ai cresimandi e saranno presenti diversi stand animati dalle associazioni giovanili della diocesi e la “tenda dell’ascolto”.

A Gallipoli escursione tra gli oratori confraternali Tornando al pomeriggio di domenica 30 invece, come già detto, ci sarà l’escursione alla scoperta di chiese e oratori confraternali, le cui costruzioni risalgono al lungo periodo che va dal 1400 al 1700. L’appuntamento è alle 16,30  in piazza Aldo Moro e da lì nel Santuario della Madonna del Canneto, dove, meditando tra tele e statue, si rifletterà sul tema  “Maria donna che accoglie”. Superato il ponte seicentesco e piazza Imbriani, una volta raggiunta la chiesetta confraternale della Madonna del Carmine, si mediterà su “Maria icona di bellezza”. Seguirà la chiesetta confraternale della Purità, con “Maria specchio di purezza”; la chiesa di S. Francesco (confraternita dell’Immacolata), con “Maria senza macchia di peccato”; l’oratorio confraternale di S. Maria degli Angeli con “Maria vicina nell’ora della prova”; l’oratorio del Crocifisso con “il mistero della Croce”; la chiesa di San Domenico al Rosario (una volta sede dei padri predicatori ed ora sede della confraternita del Rosario) con “il Santo Rosario, difesa contro il male”. Ultima tappa, la cattedrale di Sant’Agata, con un momento di preghiera mariana, e con il saluto e le conclusioni del parroco nonché vicario episcopale per l’evangelizzazione mons. Piero De Santis (foto, Copertino). Durante il percorso, la guida turistica Giorgio Buccarella di Gallipoli sarà coadiuvata per la parte religiosa e teologica da don Francesco Fiore (Racale) e don Gabriele Cortese (Gallipoli).

 

Nardò – S’insedierà giovedì 27 settembre alle ore 19 il nuovo parroco delle Cenate di Nardò, il 46enne neretino don Riccardo Personè (in foto). Il religioso subentra nella guida della parrocchia Beata Vergine Maria Addolorata a don Tommaso Tamborrini (di Matino), che invece diventa collaboratore presso la parrocchia San Francesco da Paola di Nardò.

Chi è il nuovo parroco – Don Riccardo sarà immesso nelle sue funzioni dal vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli monsignor Fernando Filograna, alla presenza dei fedeli. Terzo di cinque figli, Personè è stato battezzato proprio nella parrocchia in cui ora sarà parroco. Diplomato in ragioneria e laureato in economia a Lecce, è stato da sempre attivo nella Caritas diocesana, inizialmente come obiettore di coscienza ai tempi del compianto don Mimino Colazzo. Inoltre, ha svolto servizio civile fra i terremotati dell’Umbria. Nel 2001 l’ingresso in seminario e poi il conseguimento della laurea in filosofia e teologia. Ordinato prete il 23 giugno 2007, è stato per due anni cappellano presso l’ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma, per poi tornare in diocesi, dove ha ricoperto la carica di vicario parrocchiale presso la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Casarano, e quella di segretario dell’Economato diocesano e assistente spirituale diocesano del CVS (Centro volontari della sofferenza). Dal 2011 è anche cappellano dell’ospedale di Nardò, oltre che assistente spirituale del “Volontariato vincenziano”, dell’associazione “Figli in Paradiso” e dell’Ant (Assistenza Nazionale Tumori). Dal 2010 insegna religione nella scuola pubblica.

Esempio di amore per il prossimo – Don Riccardo è noto anche per aver lanciato un appello alle coscienze che nel gennaio 2018 portò a dare degna sepoltura a una donna di origini rumene, ricoverata nel 2015 in condizioni gravissime all’ospedale Sambiasi di Nardò e rimasta in coma vegetativo per due anni. In seguito all’aggravarsi del suo stato, la donna fu trasferita al Vito Fazi di Lecce, dove morì senza alcun parente che ne reclamasse il corpo (tutti i dettagli della storia nell’articolo su piazzasalento).

 

Gallipoli – Grave incidente stradale questa mattina intorno alle 10,45 sulla strada provinciale Alezio-Gallipoli. Per cause ancora da accertare, una moto di grossa cilindrata con due persone a bordo è andata a schiantarsi contro una utilitaria: Bilancio provvisorio: tre feriti, tra i quali il conducente dell’autovettura,  in codice rosso ricoverati all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.

La dinamica dell’incidente non è ancora del tutto chiara, così come non si conoscono le esatte generalità delle persone coinvolte, che a quanto pare sarebbero tutte di Gallipoli.

La ricostruzione più probabile è che l’autovettura fosse intenzionata ad immettersi su di una stradina situata a sinistra lungo la direttrice Alezio-Gallipoli. La motocicletta, per motivi tutti da chiarire, le sarebbe piombata addosso tamponandola violentemente. Il luogo in cui è avvenuto lo scontro si trova a poche decine di metri dal distributore di carburante. La strada è stata chiusa al traffico per i rilevamenti del caso. Tuttora è ancora chiusa ed il traffico deviato.

Sul posto sono giunti i vigili urbani di Gallipoli, i carabinieri ed i vigili del fuoco di Gallipoli. I sanitari giunti con un’autoambulanza hanno deciso di trasportare i feriti a Lecce, trovandosi tutti e tre in condizioni delicate per le ferite riportate.

Alessano – Pensieri inediti del vescovo dei poveri, un uomo il cui “sorriso parlava di Dio”: è un don Tonino Bello (in foto) cittadino del mondo quello che emerge dal libro di Giancarlo Piccinni a lui dedicato, “Con Cristo sulle strade del mondo – 31 meditazioni per una Chiesa in missione”.

Pubblicato dalla casa editrice San Paolo, il volume è in libreria dal 21 settembre, a pochi giorni da ottobre, mese che la Chiesa dedica alle missioni. L’opera ricostruisce il percorso del religioso originario di Alessano a partire da quando era parroco a Tricase, prima di essere nominato vescovo e presidente nazionale di “Pax Christi”.

Un uomo che parlava al cuore della gente – “Sin da ragazzo seguivo don Tonino ovunque andasse – racconta Piccinni. – Spesso lo invitavano presso alcune emittenti locali, e io registravo ogni suo intervento, che il più delle volte affrontava tematiche sociali. Erano gli anni ’70-’80 e c’erano i nastri magnetici. Non molto tempo fa ho ritrovato quelle registrazioni, chiuse in un cassetto: riascoltandole ho provato le stesse emozioni di allora, così le ho riversate su cd e le ho trascritte, per condividere i suoi insegnamenti”. E aggiunge: “Chiunque abbia incontrato sulla sua strada don Tonino si è sempre innamorato di Dio, perché era il suo sorriso che parlava di Dio: la sua fede autentica e il suo esempio affascinavano. Lui ha sempre parlato al cuore della gente, per questo i suoi scritti suscitano ancora oggi immutato interesse”.

Don Tonino: “Sono un contemplattivo – Così si definiva il vescovo pugliese, che univa la preghiera alla denuncia concreta delle storture del mondo. “Egli denunciava e affrontava le infamie della nostra società, spesso anche le fiacchezze e i ritardi della Chiesa, sempre in difesa degli ultimi e a favore della pace e della nonviolenza”, continua Piccinni. Quest’ultimo vede nelle parole di don Tonino un grido di dolore “per le tribolazioni e le discordie tra i popoli, per gli odi vecchi e nuovi di tutti i fratelli, per la minaccia degli egoismi sempre risorgenti”.

 

Santa Maria di Leuca – Sabato 22 settembre, dalle ore 15,30 presso il santuario De Finubus terrae si terrà un incontro sul tema delle missioni, organizzato dall’ufficio missionario della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca (guidata dal vescovo mons. Vito Angiuli). L’evento rientra fra le iniziative in preparazione della “92^ Giornata missionaria mondiale 2018”, che si terrà il 21 ottobre e avrà per tema “Giovani per il Vangelo”.

Il programma – All’evento di sabato 22 sarà presente il vicario generale della diocesi mons. Beniamino Nuzzo, di ritorno dal Madagascar. Nel corso del dibattito in programma, si parlerà di esperienze dirette di missioni e di come diventare animatori attivi per l’ottobre missionario e per tutto l’anno pastorale.

Il direttore dell’ufficio missionario don Rocco Maglie (in foto) così scrive nella lettera di invito indirizzata ai sacerdoti e a tutti gli operatori pastorali: “Due sono le dimensioni che caratterizzano la lettura e il significato dello slogan ‘Giovani per il Vangelo’: da una parte si evince una valenza fortemente vocazionale, in riferimento alla necessità impellente di giovani disposti a dare la vita per l’annuncio e la testimonianza del Vangelo; e dall’altra vi è il richiamo alla freschezza dell’impegno ‘ad gentes’, che riguarda le comunità cristiane nel loro complesso, indipendentemente dall’età anagrafica. Per essere missionari – conclude – bisogna sempre e comunque avere un cuore giovane”.

Gli altri appuntamenti di settembre – Oltre a quello di sabato 22, tanti sono gli appuntamenti organizzati dall’ufficio missionario per le quattro “foranie” (raggruppamenti) in cui è suddivisa la diocesi: martedì 25 settembre per la forania di Leuca incontro a Castrignano del Capo presso la parrocchia San Michele; mercoledì 26 per la forania di Taurisano ci si ritrova presso la parrocchia Maria Santissima Ausiliatrice (a Taurisano); ancora, giovedì 27 alla parrocchia della Natività di Tricase appuntamento per la forania di Tricase; e da ultimo, sabato 29 la forania di Ugento si riunisce presso la parrocchia San Giovanni Bosco (a Ugento). Tutti gli appuntamenti sono alle ore 18,30.

Gli eventi diocesani di ottobre – Il calendario messo a punto dall’ufficio missionario prosegue fitto anche nel mese di ottobre, dedicato proprio alle missioni: venerdì 12 c’è il ritiro del clero a Leuca, diretto da mons. Giuseppe Satriano, vescovo di Rossano Cariati e incaricato Cei per la Pastorale missionaria in Italia; giovedì 18 spazio alla veglia missionaria presso la chiesa di Sant’Antonio a Tricase; ancora, domenica 21 Giornata missionaria mondiale; e per finire domenica 28 “Io adotto a distanza”, un incontro dedicato alle adozioni che si terrà ad Acquarica del Capo, alle ore 15,30.

 

Alessano – Nel 25° della sua morte continuano ininterrotti gli appuntamenti in onore di don Tonino Bello. Stavolta, sul tema particolarmente caro al vescovo della “convivialità delle differenze”, sarà l’artista mussulmana Reema Almozayyen (foto), membro dell’Unione generale degli artisti palestinesi a ricambiare con un suo lavoro il dono di quel messaggio. Domani, giovedì 20 alle 18,30 l’artista palestinese collocherà infatti una sua scultura nel quarto dei 13 portali già approntati sul Sentiero delle Pace, conosciuto anche come Viale dei Portali, presso la tomba del presule scomparso. Alla cerimonia prenderanno parte il Sindaco di Alessano, Francesca Torsello, l’ordinario diocesano di Ugento Santa Maria di Leuca Vito Angiuli, i fratelli di don Tonino Bello, Marcello e Trifone, i familiari e certamente l’intera Alessano.

Le precedenti tre sculture Negli altri appuntamenti, ogni 20 del mese, le altre tre opere che hanno già trovato la loro collocazione nei rispettivi portali, sono dell’artista Giovanni Morgese (Terlizzi) sul tema della “Terra”, dell’artista Ilaria De Marco (Tricase) sul tema “Alla finestra la speranza” e del maestro friulano Adam Cinquanta con un’opera interamente in cristallo “Volti e Rivolti”. Nonostante la giovane età, Reema Almozayyen è un’artista di fama internazionale e i suoi lavori sono ospitati in numerosi musei e collezioni: è altresì responsabile del Centro culturale dell’Ambasciata dei Territori occupati al Cairo in Egitto e del Talent Development presso il Ministero della Cultura palestinese e docente di ceramica e desing presso l’Università di Al-Aqsa (Gaza).

Il Sentiero della Pace “Il Sentiero, all’interno del cimitero di Alessano e nei pressi della sua tomba – fanno sapere gli organizzatori nel comunicato – ospiterà 13 opere d’arte dedicate ai grandi temi del messaggio di don Tonino: un anno intero dedicato alla riflessione sui temi desunti dal magistero del Vescovo dei poveri. Il Sentiero vedrà ogni 20 di mese l’installazione di un’opera, concretizzando così un desiderio dei familiari di don Tonino, benevolmente accolto dal Comune di Alessano”. Per la realizzazione dell’opera, è stata costituita un’apposita Commissione di cui fanno parte il Sindaco Torsello, il direttore nazionale dell’Ufficio di pastorale del turismo della Cei (Conferenza episcopale italiana), don Gionatan De Marco, il vicepresidente della Fondazione don Tonino Bello, Stefano Bello, il direttore della Fondazione parco culturale ecclesiale “ De Finibus Terrae”, Massimo Federico Ceschin, l’architetto Luigi Nicolardi, già sindaco di Alessano e progettista del percorso e infine il presidente del Centro artistico internazionale del Mediterraneo, Giuseppe Alessio.

 

Gallipoli – Convegno di psicologia sabato 22 settembre nella Galleria dei 2 Mari nel Castello angioino, promosso dall’Associazione culturale junghiana salentina Kyklos, che gode del patrocinio del Cipa meridionale (scuola quadriennale di formazione per il conseguimento dell’abilitazione professionale di psicoterapeuta), del Comune di Gallipoli e della Provincia di Lecce e degli Ordini degli psicologi e dei medici della provincia di Lecce. “La bellezza dell’osceno” il titolo del convegno.

L’Associazione Kyklos, che per il terzo anno consecutivo richiama a settembre autorevoli esponenti del mondo della psicologia e della psicanalisi, è stata fondata dalla gallipolina Loredana Benvenga ( al centro nella foto, già direttrice della rivista L’Immaginale, fondata da Dario Caggìa), da Rosario Puglisi (Cipa – Centro italiano di psicologia analitica) e dal direttore del Sert di Gallipoli, Cassio Scategni di Taviano (a destra nella foto), che la presiede tuttora.

Cosa significa oggi il termine osceno Così spiegano gli organizzatori, presentando il tema del convegno in una nota, il perché della ricerca: “Carmelo Bene, in una memorabile intervista da Maurizio Costanzo, a fronte della oscurità etimologica del termine (dal latino caenum = sporchizia, fango, sudiciume?), ripropose l’interpretazione di osceno come derivante da obscena, il fuori scena, ossia l’insieme di contenuti non rappresentabili perché ostentazione di contenuti turpi, immorali o volgari o perché dotati di capacità dirompenti per l’ordine sociale costituito e per la psiche individuale ordinaria. Di converso, la recente modifica legislativa (2016) sanziona il reato di atti osceni in luogo pubblico solo con una ammenda, a meno che tali atti non siano compiuti in presenza di minori”.

“La profonda trasformazione del concetto di osceno (da intendersi non solo in termini sessuali) – proseguono i promotori dell’iniziativa – comporta quindi la necessità di riflettere sulle ricadute generali e personali di tale cambiamento; a fianco delle note interpretazioni antropologiche e sociologiche che vedono tale cambiamento di volta in volta come fatto liberatorio o per converso come segno di un inarrestabile processo di decadenza (o peggio, come schadenfreude, termine tedesco che definisce una sorta di piacere maligno nel degradarsi) è necessario dotarsi di nuove chiavi di lettura atte a favorire una reinterpretazione del fenomeno”.

I relatori del convegno “Il Convegno – precisa la dottoressa Benvenga – ha l’obiettivo di confrontare le prassi cliniche di psicologia del profondo con gli apporti di altri domini culturali e si articolerà in due sessioni di lavoro (quella del mattino dalle 8.30 alle 13.30 e la pomeridiana dalle 15 alle 17.30) con la partecipazione di illustri relatori e cattedratici. I relatori di quest’anno sono gli psicologi analisti e didatti Cipa e Iaap (International Association for Analytical Psychology): Pasqualino Ancona, Francesco La Rosa, Giancarlo Magno, Maurizio Nicolosi, Francesca Picone, Floriana Putino, Ferdinando Testa, e Riccardo Mondo, assieme ai soci Kyklos Fernando Conte (psicologo, analista in formazione Cipa, di Lizzanello, Patrizia Miggiano (attrice e formatrice teatrale, laureata in Filosofia di Corigliano d’Otranto; Daniela Morello (psicologa, analista in formazione Cipa, di Castrì di Lecce) e Emanuele Pasca che parlerà del rapporto tra osceno e arte.

Il programma Dopo i saluti del sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, dei presidenti dell’Ordine degli psicologi e dell’Ordine dei medici della Provincia di Lecce, del direttore Cipa e del presidente dell’Associazione culturale “Nea Carpiniana”, sarà la dottoressa Benvenga a tenere la prima relazione sul tema: “L’osceno e il sacro. Lettura immaginale del Malladrone di Gallipoli”. Presenterà e modererà i lavori il presidente dell’Associazione Kyklos, Cassio Scategni.

Salve – “Ha scritto t’amo sulla roccia. Don Tonino Bello accompagnatore vocazionale” (Edizioni San Paolo) è il volume di monsignor Vito Angiuli che verrà presentato mercoledì 19 settembre, alle 19, presso la biblioteca comunale di Salve (palazzo Carida Ramirez). Un profilo forse meno noto ma “necessario” quello tracciato dall’autore, vescovo della diocesi di Ugento- Santa Maria di Leuca, per provare a comprendere meglio la figura dell’ex presidente di Pax Christi e vescovo di Molfetta scomparso il 20 aprile del 1993. I lavori saranno introdotti e moderati dal filosofo  Mario Carparelli, del Presidio del Libro del Capo di Leuca. Dopo il saluto del sindaco di Salve Francesco Villanova, ci sarà l’Intervento del parroco di Salve don Lorenzo Profico e del dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Salve, Morciano di Leuca e Patù, Chiara Vantaggiato. L’iniziativa, promossa dall’assessorato regionale all’Industria turistica e culturale in collaborazione con le associazioni Presìdi del Libro e Salentosophia, è organizzata dalla Biblioteca comunale di Salve, dal centro culturale Palazzo Carida Ramirez (società cooperativa Imago) e dal Comune di Salve.

Il volume Nel libro (120 pagine), già presentato con successo in diverse località (tra cui Gallipoli e Santa Maria di Leuca, monsignor Angiuli accompagna il lettore alla scoperta di un don Tonino inedito e sconosciuto ai più, nella profonda “spiritualità” che lo accompagnava anche quando, come presidente di Pax Christi e uomo di punta della Chiesa, era sotto i riflettori dei media. Con questo volume, è la prima volta che don Tonino viene rivelato “a tutto tondo”: da uomo di Dio ad educatore, da amico a confidente. È sempre l’adesione a Cristo che lascia una sempre traccia di sé, non “sulla sabbia” (come nella famosa canzone in voga negli anni ’60), ma – come lo stesso don Tonino amava ripetere – “sulla roccia dell’adesione al Vangelo di Cristo”, ovvero alla Chiesa che continuò ad amare e a servire (anche se dileggiato e offeso) e di conseguenza, all’uomo in ogni sua espressione, specie poi se emarginato e povero.

L’autore Prima di essere nominato vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca da Benedetto XVI,  monsignor Angiuli (nato a Sannicandro di Bari nel 1952) è stato anche educatore e docente presso il Seminario regionale di Molfetta proprio negli anni in cui don Tonino Bello era vescovo di quella stessa diocesi. Dottore in teologia dogmatica, si è laureato anche in Filosofia presso l’Università di Bari. Attualmente è presidente della Commissione episcopale per il laicato presso la Conferenza episcopale italiana. Autore di numerose pubblicazioni di carattere filosofico-teologico e pastorale, suoi sono i libri su don Tonino Bello, tra cui  “La terra dei miei sogni. Bagliori di luce dagli scritti ugentini”, e, sempre della San Paolo, “Don Tonino Bello visto da vicino”.

                                                                                                                                   

Gallipoli – Il fine settimana fra sabato 15 e domenica 16 settembre propone l’appuntamento con la mostra fotografica collettiva “Il Salento &…oltre lo sguardo”, allestita presso il Museo diocesano mons. Vittorio Fusco (in via Antonietta De Pace, nel centro storico) gestito dalla società S.I.A. di Gaetano Leopizzi (in foto).

Organizzata dal gruppo “Flora fauna e architetture del Salento e molto altro”, la mostra raccoglie scatti realizzati da oltre 100 fotografi tra dilettanti e professionisti: ad inaugurarla saranno gli stessi associati, alle ore 18. La cerimonia sarà accompagnata da un ricco buffet offerto da due pasticcerie del luogo. Dopo l’inaugurazione, domenica la mostra sarà visitabile dalle ore 10,30 alle 13,30 e dalle 16,30 alle 21,30.

Con una veduta della spiaggia della Purità che fa da sfondo alla locandina dell’evento, questo è il commento degli organizzatori: “Un viaggio realistico tra i nostri paesaggi più belli, con i loro colori unici, che suscita emozioni in chi li osserva anche da una vita. Una carrellata di antichi mestieri e tradizioni che ha colpito l’animo di chi si è fermato a immortalare questi momenti di vita quotidiana”. Le foto, che potranno essere acquistate, saranno ospitate nei locali a piano terra del Museo, nel refettorio del vecchio seminario vescovile di Gallipoli: il ricavato della vendita sarà devoluto in beneficenza.

Gallipoli – Consiglio comunale delle grandi occasioni quello di oggi, iniziato alle 9,50 e conclusosi intorno alle 13, con tutti i 21 consiglieri presenti così come i nuovi assessori (ad eccezione di Angelo Mita). In aula il primo Consiglio comunale convocato dalle minoranze (cinque consiglieri) con due argomenti tosti che, non a caso, hanno acceso animi e dato luogo a sconti dialettici che a tratti hanno coinvolto anche il numeroso pubblico.

Un bel pezzo dei lavori si è infatti consumato si recenti passaggi dalla maggioranza all’opposizione dei consiglieri Sandro Quintana e Caterina Fiore e sugli strascichi che simili cambi di fronte generano. Il Sindaco Minerva ha ribadito il suo giudizio di “minoranza raccogliticcia”, riferendosi anche alle vecchie e recenti fratture fra alcuni componenti della nuova opposizione; gli ha risposto a tono il capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano. Ma alla fine chi aveva pensato ad una maggioranza sotto pressione ed intimorita è rimasto complessivamente deluso.

 

Dopo le comunicazioni del presidente Rosario Solidoro, relative all’abbandono del Pd da parte di Tony Piteo e dell’Udc da parte di Caterina Fiore e Federica Portolano, ci sono state le comunicazioni del Sindaco, che ha presentato per la prima volta al Consiglio la nuova Giunta con gli assessori Giuseppe Venneri, Biagio Palumbo, Antonella Russo, Paola Scialpi. Dopo l’interrogazione di Gallipoli Futura svolta dal consigliere Giuseppe Cataldi) relativa all’associazione  “Regalami una rosa”, che è in cerca di locali dove poter svolgere la propria attività di volontariato, si è poi passati ai nodi scottanti della giornata preceduti nella mattinata di sabato scorso da una conferenza-stampa dei cinque consiglieri proponenti, e da una convocazione dell’ultima ora (poi andata deserta per l’assenza dei consiglieri di maggioranza) della Commissione urbanistica.

Le proposte delle minoranza non sono passate Stoppate le modifiche degli articoli 10 e 13 del Regolamento sull’organizzazione e sul funzionamento del Consiglio comunale e delle commissioni consiliari, la prima e, secondo argomento, le “misure urgenti di carattere urbanistico, idrogeologico ed ambientale per fronteggiare l’emergenza dell’intero bacino idrografico Baia Verde con sospensione dei lavori del cantiere dei lidi, per le quali si seguiranno iter amministrativi diversi da quelli proposti dalle minoranze. Dopo la discussione e la dichiarazione di voto, si è infatti registrato il solo parere favorevole dei cinque proponenti; 16 i contrari.

Strada dei lidi, assemblea e poi una eventuale variante Puntuali ed apprezzati anche dalle opposizioni gli interventi del presidente della Commissione urbanistica Cosimo Giungato e del neoassessore ai Lavori pubblici e Urbanistica Biagio Palumbo, che ha elencato alcune criticità, dallo scarso funzionamento del Consorzio Ugento-Li Foggi, agli scarichi abusivi nella fogna bianca da parte di alcune utenze, fattori che contribuiscono agli allagamenti di Baia verde. Si è accennato anche alle problematiche relative ai lavori per la “strada dei lidi” (litoranea sud) in via di completamento per quanto riguarda il primo lotto. Entro il prossimo ottobre ci sarà un tavolo tecnico cui sarà invitata anche la città e prima della fine dell’anno, un Consiglio comunale per deliberare un eventuale progetto di variante.

Monsignor Vito Angiuli

Ugento – C’è tempo sino al 28 settembre per presentare domanda di partecipazione al concorso per il servizio civile nazionale ed estero. Il bando della diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca, è rivolto ai giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni di età; sono disponibili quattro posti per il progetto “In Puglia e nel Salento per un impegno internazionale”, e due posti per il progetto “Caschi bianchi: interventi umanitari in aree di crisi – sorgenti di speranza – Kigali”.

Lo fa sapere l’associazione di volontariato internazionale “Amahoro onlus” (dal rwandese “pace”), presidente Sebastiano Degli Sparascio e direttore don Rocco Maglie, che ha promosso il bando di concerto con l’Organizzazione “Focsiv”:  sorta nell’aprile 2003, l’“Amahoro onlus” è promossa dall’Ufficio missionario della diocesi di Ugento-S.Maria di Leuca guidata dal vescovo monsignor Vito Angiuli (foto). I quattro posti previsti in Puglia riguardano le sedi di Ugento (due posti) presso la Curia vescovile di piazza S. Vincenzo e gli altri due Ruffano, presso la parrocchia S. Francesco d’Assisi di piazza Libertà, 15.

Gli altri due posti riguardano missioni umanitarie in aree di crisi in Rwanda, Karenge, Kigali. Come già detto, per partecipare alla selezione, occorre avere un’età compresa tra i 18 e i 29 anni non compiuti alla data della domanda, essere cittadini italiani, ovvero cittadini di uno degli stati membri dell’Unione Europea, ovvero essere cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia; non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata. Non appartenere a corpi militari o forze di polizia. Non si possono presentare domande per più di un progetto, pena l’esclusione dalla selezione.

Non possono presentare domanda i giovani che abbiano già prestato o stiano prestando servizio civile nazionale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista, o che abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi. Non costituiscono invece motivo ostativo l’interruzione del servizio civile nazionale a conclusione di un procedimento sanzionatorio a carico dell’ente originato da segnalazione dei volontari o l’aver già svolto il servizio civile nell’ambito del programma europeo “Garanzia Giovani” e nell’ambito del progetto sperimentale europeo International Volunteering Opportunities for All.

I moduli di domanda e qualsiasi altra informazione sono reperibili nella sezione “Documentazione” del sito “www.focsiv.it/come candidarsi”. La domanda di partecipazione completa degli allegati può essere presentata a mani entro le 18 del 28 settembre a Ruffano presso la sede di piazza Libertà, o a mezzo raccomandata a/r: in questo caso fa fede la data del servizio postale. Può essere presentata pure tramite Pec (posta elettronica certificata)entro le 23:59 del 28/09/2018, allegando la documentazione richiesta in formato pdf,all’indirizzo Pec dell’Organizzazione a amahoro_ugento@pec.it . Inserire nell’oggetto della Pec candidatura SC e  nome del progetto”. Ad ogni buon conto, per qualsiasi richiesta di chiarimento, Negli orari d’ufficio – fanno sapere gli organizzatori- si possono chiedere informazioni anche allo 0833-693272

Gallipoli – Sono iniziati il 2 settembre i solenni festeggiamenti in onore dei Santi Medici, che entreranno nel vivo il 25 e 26 del mese. La festa è a cura dell’associazione Santi Medici retta dal presidente Antonio Maggio (padre spirituale mons. Piero De Santis), della quale il 22 settembre ricorre il 150° anniversario della fondazione.

Indetto il Mese giubilare – Dopo la messa delle 19 nella cattedrale di S. Agata e la processione alla volta dell’omonima chiesetta in via S. Giovanni nel centro storico, domenica 2 c’è stata la suggestiva cerimonia dell’apertura della “Porta Santa” con l’indizione, per tutto settembre, del “Mese giubilare”, un particolare privilegio concesso per l’occasione dalla Penitenzieria Apostolica presso la Santa Sede. “Dal 2 al 30 settembre – fa sapere l’associazione Santi Medici in un manifesto – tutti i fedeli che faranno visita alla chiesa dei Santi Medici potranno lucrare dell’indulgenza plenaria, per se stessi o un defunto, alle condizioni disposte dalla Chiesa, e cioè la confessione sacramentale, la comunione, la recita del ‘Credo’, una preghiera secondo le intenzioni di Papa Francesco, e un’opera di carità verso una persona bisognosa: le persone anziane o ammalate sono dispensate dal recarsi in chiesa, sostituendo tale incombenza con la recita di una preghiera in onore dei Santi Medici”.

Ricco di appuntamenti pastorali tutto il mese di settembre. Fra gli appuntamenti in programma, domenica 16, durante la messa delle 19 in cattedrale, sarà conferito da parte dei Padri Camilliani il “mandato” ai ministri degli infermi: “I Padri Camilliani – spiega il presidente Maggio – oltre al voto di castità, povertà e obbedienza, hanno anche il particolare carisma dell’assistenza agli infermi, specie i malati gravi, problematica questa particolarmente sentita dall’associazione e legata alla devozione verso i Santi Medici”. Venerdì 21 settembre, alle 20 (sempre in cattedrale) ci sarà un incontro storico-culturale a cura di Antonio Faita, sul tema “Storia di una devozione: il culto, la chiesa, l’associazione e la venerazione dei Santi Medici in Gallipoli”. Ancora, sabato 29 un concerto di musica sacra a cura dell’Associazione musicale “A.Gre.Ga.Da.” dei maestri Gabriela e Davide Greco; mentre il 30 si ritorna nella chiesetta dei Santi Medici col rito di chiusura del Mese giubilare (alle ore 20) e col canto del “Te Deum” di ringraziamento.

Il programma civile –  Sabato 22 (alle ore 21) in piazza Duomo, “Grande omaggio musicale” a cura del Concerto bandistico “S. Cecilia – Città di Gallipoli”, che accompagnerà la processione di martedì 25 e si esibirà il 26 (giorno della festa) per le vie cittadine. La sera del 25, dopo la processione, alle 20,30 nell’atrio vescovile c’è l’esibizione Karate Full Contact-Sakura DoJo, e alle 21 (in piazza Duomo) il cabaret comico dei Malfattori e gli artisti di strada Las Brillantes. Mercoledì 26, sempre in piazza Duomo alle ore 21, “Champagne Protocols” in concerto. Al termine della serata, spettacolo pirotecnico a cura della ditta “Eredi del cavaliere Francesco Mega” di Scorrano, nei pressi del porto mercantile.

Da martedì 25 a giovedì 27 settembre c’è poi lo sparo di colpi a salve alle 8,30 e a mezzogiorno, sempre a cura della ditta “Mega” di Scorrano. Le luminarie, invece, sono della ditta Mariano Light, e illumineranno piazza Imbriani (all’ingresso del centro storico), per poi proseguire lungo le vie A. De Pace, Duomo, Muzio, S. Luigi, S. Giovanni e Spagna. Negli stessi giorni, infine, ci sarà all’esterno della chiesa dei Santi Medici un mercatino di prodotti tipici e dell’artigianato locale.

Gallipoli – Si è diffuso a macchia d’olio ed è andato in crescendo: sono ormai tantissime le segnalazioni pervenute anche a piazzasalento.it da lettori infuriati a causa di bollette di fornitura elettrica, gas, telefono e Aqp arrivate sistematicamente in ritardo, spesse volte addirittura dopo la data di scadenza, provocando anche il pagamento di interessi di mora a persone che non hanno alcuna colpa. In più, altra doglianza, spesso sulle buste non viene indicata la data del timbro postale, di arrivo e di consegna, vanificando così ogni possibile difesa da parte degli interessati. In un quadro un cui persistono disservizi causati da corrispondenza imbucata nella cassetta sbagliata. Emblematico è quanto accaduto di recente a Giovanni (nome di fantasia), che una di queste domeniche si è visto chiamare dal proprio parroco, don Salvatore Leopizzi, mentre stava raggiungendo la chiesa per la Messa: “Mi ha consegnato una lettera a me indirizzata che aspettavo da tempo –racconta Giovanni – consegnatagli da un giovane, che l’aveva raccolta giorni prima per strada”.

La proposta di Poste italiane Che il fenomeno dei disservizi postali esista, è un fatto incontestabile ormai. Proprio per cercare di evitare i contrattempi lamentati ed anche denunciati, Poste Italiane sta spingendo per l’eliminazione del cartaceo, proponendo invece che l’invio delle fatture agli utenti avvenga in formato elettronico nella forma dell’interscambio, sulla falsariga di quanto avviene con altre Agenzie statali o tra imprese ed Enti pubblici.

Il parere contrario dell’Agcom E’ di questi giorni l’autorevole parere dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), a difesa del cittadino-utente. L’Agcom  giudica la richiesta di Poste italiane inaccoglibile, intanto perché verrebbe meno “un preciso diritto degli utenti ad avere una fattura  cartacea”, poi anche perché il Sistema di interscambio delle fatture proposto, gestito dall’Agenzia delle Entrate, è stato concepito per i soli titolari di partita Iva o per le imprese nei rapporti con gli Enti pubblici e non anche per le famiglie o i privati cittadini, che non possono essere colpiti da ulteriori oneri e balzelli. Secondo il Garante delle comunicazioni, devono essere infatti le Poste italiane e le altre società di consegna che si debbono far carico dei costi operativi, tra l’altro corrisposti in larga parte dall’utenza con l’affrancatura.

Le nuove regole per evitare ritardi Per evitare il ripetersi di ritardi nella consegna della posta, l’Agcom ha stabilito proprio in questi giorni “l’obbligo” da parte degli operatori postali di indicare sulla busta sia la data di spedizione che quella di arrivo a destinazione. In questo modo sarà chiaramente identificabile qualunque eventuale responsabilità per i ritardi di consegna e pagamento.

La proposta della Federconsumatori Anche la Federconsumatori è scesa in campo a difesa degli utenti, invocando più precise disposizioni normative in favore dell’utenza, specie nel caso di distacco della fornitura “per morosità”: il distacco potrebbe avvenire –secondo Federconsumatori- solo dopo che sia stata verificata la regolare consegna della fattura “incriminata”. Ora i cittadini, utenti o  gestori che siano, sono informati, ma la querelle è tutt’altro che risolta.

Gallipoli – E’ un appuntamento  letterario ma è anche storia della città quello che giovedì 30 (ore 20,30) si svolgerà nella sala Ponte del Club Bellavista di corso Roma 219. Si presenta il libro “Grattacielo di Gallipoli – Monumento alla modernità” di Gino Schirosi. Singolare il formato del volume, che si sviluppa in altezza quasi a scimiottare il grattacielo che campeggia in copertina; come pure singolare è il suo contenuto che, nel bene e nel male, ha segnato la storia recente di questa città, dividendo i gallipolini tra favorevoli e contrari, questi ultimi la stragrande maggioranza.

Finito di stampare a luglio scorso da Tipografia 5 Emme di Tuglie, il volume rappresenta “la ricostruzione della complicata e travagliata storia ossia della divisiva e assurda vicenda del grattacielo di Gallipoli, il famigerato mostro orribile, aberrante e per certi versi infamante per una città gloriosa e civile dalle tradizioni antiche;  è stato puntualmente scandagliata, esaminata, analizzata e vagliata sotto ogni prospettiva possibile e immaginabile è il compendio di una vicenda travagliata”, come scrive l’autore. “Ma oggi, a distanza di 56 anni, va detto a onor del vero, con tutta franchezza e onestà intellettuale – prosegue Schirosi – che la realtà si è completamente  ribaltata, se effettivamente ogni polemica si è di colpo spenta”. (foto di Toti Magno)

Infatti quest’opera avveniristica e imponente che nessuno (nemmeno la politica che contava a quei tempi) è mai riuscito a demolire nonostante autorevoli firme, costruita a pochi metri dalla Fontana greca, la più antica d’Italia se non proprio d’Europa, ha visto la luce per un imprenditore illuminato e lungimirante, il commendatore Otello Torsello, e solo ora, a così tanti anni di distanza, sta finalmente trovando una piena legittimazione urbanistica ed anche una sua funzione socio-economica grazie ad un altro imprenditore altrettanto lungimirante, Attilio Caroli-Caputo che ha rilevato e investito sull’intera struttura. Caroli Hotels rappresenta la tradizione di ospitalità nel Salento dal 1965, quando Attilio Caroli e Gilda Nuzzolese aprirono a Santa Maria di Leuca l’Hotel Terminal e poi nel 1976 rilevarono il complesso alberghiero Le Sirenuse a Gallipoli, trasformato successivamente in Ecoresort Le Sirenè. Con l’arrivo della terza generazione – Annamaria, Attilio, Gilda e Pierluigi Caputo – si acquisiscono nuove strutture: nel 1985 l’ottocentesca Villa La Meridiana a Santa Maria di Leuca; nel 1987 il Joli Park Hotel di Gallipoli; nel 1995 si avvia la ristrutturazione del Bellavista Club.  Alle attività alberghiere la famiglia Caroli – Caputo ne ha affiancate altre, nel 1995 la commercializzazione di prelibatezze enogastronomiche salentine con il marchio La Dispensa di Caroli, poi l’agenzia viaggi Caroli Turismo, la promozione del Salento attraverso le attività sportive con il brand Caroli Sport.

Gilda Nuzzolese e Attilio Caroli

Oggi è la quarta generazione con i pronipoti Mario e Gabriele a prenedere il testimone del gruppo “Caroli-Caputo: i posti letto sono oltre mille e Caroli Hotels s’impegna costantemente nella formazione professionale dei dipendenti e nella ricerca di nuovi servizi e iniziative per la promozione del territorio. Con SVieni a Gallipoli organizza altresì un fitto calendario annuale di eventi in tutto il Salento, che spaziano dallo sport all’arte, dalla gastronomia alla cultura, dal benessere alla spiritualità e all’informazione (con il Festival del giornalismo locale Figilo in collaborazione con piazzasalento). Innovazione e dinamismo, servizi efficienti e accoglienza tagliata su misura, con particolare attenzione alle esigenze della famiglia. Certificati Ecolabel EU, nei Caroli Hotels si utilizzano le tecnologie più innovative legate al campo delle energie alternative rinnovabili e materiali a basso impatto ambientale.

Le 175 pagine dell’opera – si legge in una nota dei Caroli Hotels promotori dell’iniziativa – impreziosita da un’accattivante grafica curata da Salvatore Mangia, sono il frutto di un’approfondita ricerca storica abbinata ad un’inedita documentazione fotografica che narra le vicissitudini di un’imponente architettura che irrompe nel cielo gallipolino nel quale si specchia l’isola del borgo antico in tutta la sua bellezza”. Dopo i saluti del sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, del presidente della provincia Antonio Gabellone e del direttore dei “Caroli Hotels” Attilio Caputo, ci sarà la relazione del giudice e attore teatrale Salvatore Cosentino; le conclusioni sono affidate all’autore. Intermezzi musicali a cura di Mariarita Schirosi al pianoforte e Dino Scalabrin al violino. Ne emergerà la figura del pioniere Torsello, il creatore dal nulla di Lido San Giovanni. Nella sua testa il grattacielo, pensato per bonificare un’area che mal si conciliava con l’imbocco del centro storico, comincia a prendere forma nell’inverno del 1960, come scrive il suo biografo riconosciuto, Gianni Caridi; una idea fissa che lo metterà in serie difficoltà, tra attacchi politici e tribunali, carte bollate e giudici e contenziosi arrivati fin dentro le sale del Quirinale. Ma il “palazzaccio” alla fine vinse. E vincerà ancora di più nei lustri successivi alle diatribe tra vecchio e nuovo.

Gallipoli – Il Sindaco Stefano Minerva, reduce da una travagliata nascita di una nuova Giunta, ha dato appuntamento ai primi di settembre per il primo “di una lunga serie” di tavoli di confronto tra amministratori comunali e operatori dei vari settori dell’industria turistica gallipolina (che è anche tanta parte circostante, tra Alezio, Sannicola, Tuglie, Taviano, Matino eccetera). Ma c’è chi intanto – confortato appena dal grande afflusso delle settimane centrali di agosto – brucia le tappe in modo anche un po’ sbrigativo: da una  parte si vogliono salvare gli ultimi anni, quelli che hanno visto protagonisti diverse decine di migliaia di giovani, dall’altra c’è chi stigmatizza che quello è stato un turismo sregolato e fuori controllo. quindi da buttare e girare pagina.

Tra i modelli che si scomodano per tentare di dare un volto e dei connotati precisi a quello targato Gallipoli, c’è chi agli albori della scalata nella classifica della notorietà, della città era consapevole testimonial in anni di forte passione politica e di appartenenza partitica. Dai  “mitici” anni 60-70 del secolo scorso, di cui si è occupata Piazzasalento, agli anni ’90, quando i riflettori dei media nazionali erano puntati su due big della politica italiana che rispondono ai nomi di Rocco Buttiglione e Massimo D’Alema, il primo gallipolino di nascita, il secondo “deputato di Gallipoli” per antonomasia.  C’è chi ancora ricorda quell’8 agosto del 1994 quando due “post”, uno democristiano e l’altro comunista, tentarono in un ristorante sul mare nel centro storico (“Il Bastione” diventato noto anche per questo) un nuovo “compromesso storico” durato però più o meno quanto l’ultima neve di primavera. Da allora, sono cambiate molte cose nella politica italiana e Gallipoli è andata avanti per la sua strada grazie a grosse iniezioni promozionali regionali.

Chi ha ancora assidui rapporti con la città è stato Buttiglione. Lo si incontra sulla storica rotonda del Lido San Giovanni, dove si reca ogni estate assieme alla famiglia e alle sorelle già giornaliste di Rai1 e Canale5, Angela e Marina Buttiglione. “Non parliamo di politica però – premette subito – ormai ho scelto di chiudere con la politica attiva e poi mi sto pure disintossicando: ora insegno all’Università di Granada e sono consulente del Parlamento europeo”. Ribadisce subito che lui non solo è nato a Gallipoli  ma non ha mai reciso i rapporti con la città. “Né ho mai influenzato le scelte delle Amministrazioni sin qui succedutesi, per rispetto delle autonomie locali, ma, se richiesto, non mi sottraggo – aggiunge – né sono di quelli pregiudizialmente contrario ai giovani e alle loro esigenze (quelle lecite, ovviamente), ma occorre saper contemperare e far convivere assieme le diverse “anime” dei vacanzieri”.

Buttiglione punta sull’assetto urbanistico “Intanto va rivisto l’assetto urbanistico della città – afferma l’ex parlamentare – migliorando i servizi esistenti e dotando Gallipoli dei servizi tuttora mancanti: quei binari, ad esempio, non più utilizzati da anni, che arrivano fin giù al porto, debbono essere tolti per migliorare la viabilità”. Tornando poi alla movida dei giovani, e alle problematiche sviluppatesi con la chiusura (temporanea in alcuni casi) del “Parco Gondar”, delle “Cave”, e del caso “Samsara”, Buttiglione invita gli amministratori comunali a individuare le strutture di intrattenimento lontano dall’abitato “con idonea viabilità”.

Si promuove la città, secondo la ricetta Buttiglione, anche col turismo culturale e religioso: ricordando poi di avere finanziato come ministro dei Beni culturali diversi restauri di chiese confraternali del centro storico, invita gli attuali governanti locali a investire anche in quel campo, visto che Gallipoli ne è un prezioso contenitore, tutto da ammirare. Anche all’imprenditoria locale ha da dire la sua Buttiglione, mettendola in guardia da invidie e autosufficienze: “Debbono saper fare sistema tra di loro dialogando con la Pubblica amministrazione per costruire un modello possibile di “città turistica”. Due-tre mosse insomma, non nuove ma con un loro fondamento logico che hanno numerosi sostenitori. Ma anche, con parole e nei fatti, oppositori.

Leuca (Castrignano del Capo) – Si è concluso pochi giorni fa a Roma, con il saluto di Papa Francesco al Circo Massimo e in piazza San Pietro, ma ancora se ne avverte il riverbero, il terzo meeting internazionale della Carta di Leuca promosso dal Parco culturale ecclesiale “De Finibus Terrae” e dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca guidata dal vescovo mons. Vito Angiuli.

Abbiamo camminato gli uni accanto agli altri condividendo la fatica della strada. Abbiamo incontrato volti nuovi riconoscendoli amici. E oggi vogliamo dire al mondo ciò che abbiamo toccato in questa esperienza: la gioia della convivialità!”, così comincia la Carta di Leuca di quest’anno sottoscritta da 352 giovani provenienti dai Paesi che s’affacciano sul Mediterraneo. “Mediterraneo, convivialità del creato, ma anche dei volti, oltre che convivialità economica e partecipativa”, prosegue il documento, che conclude con la volontà di “far giungere su ogni sponda del Mediterraneo la bellezza del vivere e – tema molto caro a don Tonino Bello, nel 25° della sua morte – la convivialità delle differenze in un mondo in cui oltre al tempo condividiamo lo spazio: un’unica terra bagnata da un unico mare e abitata da un’unica umanità!”, la conclusione.

Curata fin nei minimi particolari, la “5 giorni Brindisi-Leuca”si è svolta secondo copione, col coinvolgimento delle cinque diocesi della Metropolia di Lecce (come si ricorderà, le arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, Lecce e Otranto, e le diocesi di Nardò-Gallipoli e Ugento-Santa Maria di Leuca) ma imprevisto ed emozionante è stato l’entusiasmo della piazza di Leuca all’arrivo dei 352 pellegrini provenienti da ben 35 nazioni, moltiplicatisi nel frattempo lungo la strada. Ad accoglierli, alle prime luci dell’alba, c’erano ragazzi con le bandiere di tutti i Paesi mediterranei, mentre il generale di Corpo d’armata dell’Esercito, Salvatore Farina di Casarano, consegnava a mons. Angiuli la “fiaccola” prelevata dalla tomba di don Tonino Bello ad Alessano, con la quale il presule ha acceso la “lampada della convivialità”. Alla cerimonia finale in terra salentina hanno preso parte anche il presidente della fondazione “Parco culturale ecclesiale Terre del Capo di Leuca-De Finibus Terrae” don Stefano Ancora, il ministro per il Sud Barbara Lezzi, il Sindaco di Castrignano del Capo Santo Papa, il  vicepresidente nazionale dell’Anci e Sindaco di Casarano Gianni Stefano, l’assessore regionale Loredana Capone, il viceprefetto Claudio Sergi, il Nunzio apostolico in Egitto mons. Bruno Musarò e il direttore per la pastorale del tempo libero della Cei   (Conferenza episcopale italiana) don Gionatan De Marco.

Al chiarore di questa luce aurorale firmiamo la Carta di Leuca condividendo i sogni di Giorgio La Pira e don Tonino Bello: la convivialità che soprattutto voi, cari giovani, avete vissuto e sperimentato in questi giorni – è stato il messaggio del vescovo di Ugento – è garanzia del comune impegno per il futuro”. Raggiunto a margine della cerimonia ha poi dichiarato a Piazzasalento:”L’appuntamento della Carta di Leuca ha una funzione educativa e culturale: evidentemente questo cammino ha bisogno dei suoi tempi, tuttavia attorno a questa iniziativa c’è un consenso sempre più crescente e allargato, il che sta a dire che quanto si sta seminando certamente darà i suoi frutti”. A fine giornata la partenza per Roma da Papa Francesco.

I commenti dei protagonisti “Portiamo nei nostri piedi la stanchezza di questo percorso (ben cinque giorni a piedi, da Brindisi a Leuca), ma anche la gioia e la sorpresa nata dalla freschezza delle relazioni, delle amicizie e della condivisione che abbiamo potuto sperimentare in questi giorni – il commento a caldo del vice rettore del seminario di Ugento don Davide Russo, che ha accompagnato i giovani a Roma – ogni giorno abbiamo avuto momenti di intensa riflessione interreligiosa. La caratteristica del cammino è stata quella di mettere accanto giovani cattolici e giovani mussulmani. Al mattino abbiamo camminato e nel pomeriggio siamo stati guidati alla scoperta dei temi cari a don Tonino Bello. Non è stata un’opera biografica su don Tonino – conclude don Davide – ma un vivere concretamente il suo messaggio”. In comunione con Papa Francesco che passando accanto a bordo della “Papamobile” al nutrito gruppo dei “leucani” li ha salutati affettuosamente. “Ho incontrato tanti fratelli”, ha detto emozionato un ragazzo proveniente dal Nord Africa. Occhi lieti e fiduciosi tutto intorno; di ammirazione da parte di quanti hanno assistito all’epilogo davanti a Santa Maria di Leuca.

 Il coraggio di rischiare il salto “Non accontentatevi del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila. Ci vuole il coraggio di rischiare un salto in avanti, un balzo audace e temerario per sognare e realizzare come Gesù il Regno di Dio, e impegnarvi per un’umanità più fraterna. Abbiamo bisogno di fratellanza. Rischiate, andate avanti”: l’esortazione di Bergoglio ha raggiunto uno ad uno i 90mila presenti a Roma, in preparazione del Sinodo di ottobre con i giovani. “I sogni dei giovani fanno un po’ paura agli adulti, forse perché hanno smesso di sognare e di rischiare, forse perché i vostri sogni mettono in crisi le loro scelte di vita. Ma voi non lasciatevi rubare i vostri sogni” e qui il riferimento ad un giovane Santo che ha sognato in grande, San Francesco, del quale ha preso il nome e che è poi diventato il Patrono d’Italia. E infine un’altra considerazione: “Camminando insieme in questi giorni avete sperimentato quanto costa fatica accogliere il fratello o la sorella che mi sta accanto, ma anche questa gioia può darmi la sua presenza se la ricevo nella mia vita senza pregiudizi o chiusure”.

 

Gallipoli – Vacanze “modello Gallipoli”?  Nell’attesa che la città rifletta sul come (e se) orientare la propria “innata” vocazione turistica, Ferragosto aiuta a riportare alla memoria dei meno giovani quei periodi in cui il suo “modello” veniva riconosciuto da tutti. Negli anni ‘60-’70 non si doveva, di certo, affrontare il turismo di massa: erano le famiglie a venire in vacanza, con la massima concentrazione dal 20 luglio al 20 agosto (con le grandi fabbriche dell’epoca era difficile – ancor più di oggi – parlare di partenze “intelligenti”). Nel centro storico solo un paio di alberghi e qualche affittacamere, ma c’era anche chi poteva permettersi la casa in affitto per l’intera stagione (magari tre mesi).

I pendolari della domenica al mare con il treno Tanti, la maggior parte, erano i pendolari della domenica  che dai paesi vicini raggiungevano Gallipoli in treno, mentre solo qualche privilegiato con la propria auto. Scesi dal treno (con il companatico al seguito), si attraversava il tunnel a pochi metri dalla stazione ferroviaria, che dava sulla spiaggetta delle “Fontanelle” (che a quei tempi aveva le cabine in legno). A un tiro di schioppo da lì c’erano pure le “Cenate te lu Rafè” (Raffaele il nome del gestore), delle particolari palafitte sul mare, dove si poteva trascorrere l’intera giornata al riparo dei raggi del sole. Nel centro storico i camerini erano presenti anche alla spiaggia della “Purità” mentre i più spericolati “conquistavano” il mare scendendo giù per le mura attraverso le cosiddette “patate” (una specie di scala a pioli scavata nelle mura stesse). In barca si poteva raggiungere l’isolotto del “Campo”, o l’isola di Sant’Andrea, ma, per i patiti dello sci nautico (in voga a quel tempo) non mancavano i primi motoscafi con motore fuoribordo. Per i vacanzieri del borgo la scelta era più vasta, dalla scogliera di scirocco, con le tre grotte, “te l’alaca”, “te lu tiaulu” e “de li monici” (delle alghe, del diavolo e dei monaci), e più avanti i primi stabilimenti: il Lido Piccolo e il Lido Grande,  ben noto come “Lido San Giovanni”.

“Trasgressione zero” Vita mondana o trasgressiva prossima allo zero rispetto a quella di oggi, ma non mancava il modo di trascorrere le serate: la passeggiata su corso Roma con i bar dove gustare gelati artigianali o le classiche granite. Oltre al teatro Schipa c’erano anche due cinema all’aperto: l’Arena Italia (dove ora c’è la Banca popolare pugliese) e addosso al castello, “Il Rivellino”. All’inizio del ponte c’era anche il chiosco di Benito dove placare l’arsura con l’acqua di cocco fresca. Ai giovani non mancava di certo l’inventiva, anche perché c’era in gioco la conquista delle ragazze: con poco e niente si organizzava quindi il bagno al chiaro di luna e i falò in spiaggia; l’anguria e qualche volta ci scappava pure la pizza (semplice, ovvero la margherita, o completa con alici e capperi.

Le prime discoteche Con gli anni aprono poi le prime discoteche: “Il Matusa beat club” a Baia Verde e lo “Chalet delle Serre” verso Lido Conchiglie. Le serate dei vip si concentravano, invece, tutte al “Lido San Giovanni” , che se di giorno dava il meglio del comfort in spiaggia, all’imbrunire offriva la “Rotonda” per le serate di gala: erano gli anni d’oro, quelli del commendatore Otello Torsello, che aveva realizzato lo stabilimento balneare in muratura, e del cavaliere Francesco Ravenna, direttore del Lido. Ora al suo posto c’è la figlia Teresa, che ricorda: «Sin da quando avevo 14 anni sono qua. Non è facile mantenere questa struttura con i costi esorbitanti di oggi, ma lo debbo a mio padre soprattutto, e vado avanti». Su quella rotonda son passati tutti i più importanti big della canzone e gli attori più famosi. Solo per citarne alcuni: le sorelle Kessler, Ubaldo Lai, Peppino di Capri, Mina e Fred Bongusto (che a più d’uno piace pensare essersi lasciato ispirare proprio da Gallipoli per la sua famosa “rotonda” sul mare) .

Il fascino del “lido”: oggi come ieri Tanti di quei giovani di allora ricordano gli anni trascorsi al Lido, e tanti ancora ci ritornano ancora oggi, come Letizia Coluccia, insegnante di lettere in pensione che occupa sin da piccola assieme ai fratelli la cabina numero 112. «Le cabine del lido sono  come  i posti alla Scala di Milano che si prenotano di anno in anno». Tito Sanò, ingegnere aerospaziale all’Enea (sua è stata la prima navicella spaziale italiana)  ricorda le battaglie tra coetanei con le palle di sabbia e i bagni alle Cenate,“poi però sono tornato al  lido, che nei primi anni ’50 era gestito proprio dal nonno della moglie “Marilena”. Gigino Maggio, ingegnere capo al Genio civile, 90 anni portati con disinvolta eleganza, pur di non lasciarsi tradire dall’emozione, gira a battuta la domanda del cronista: “fammi pensare –dice- e chi se ne ricorda più di quegli anni?”. Rosario Colonna, già procuratore capo a Lecce, ha cominciato a frequentare Gallipoli da vacanziere, d’estate, e poi ci è venuto ad abitare definitivamente, perché proprio al lido ha conosciuto la donna della sua vita. In tanti, e non solo i vecchi nostalgici, sono pronti a scommettere per un nuovo “modello Gallipoli”  ispirato, pur con gli opportuni aggiustamenti, ai mitici anni ‘60- ‘70.

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