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Amleto Abbate

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Gallipoli – Le cardiopatie non interessano più soltanto le persone anziane ma, da qualche tempo, sono drammaticamente attuali anche tra i giovani: alcol e droghe i principali fattori di rischio di quello che è ormai un vero e proprio allarme sociale. Dei fattori di rischio e della necessaria prevenzione di è parlato nel corso della mattinata nell’aula magna del Liceo “Q.Ennio” di Gallipoli in occasione della  Giornata nazionale del cuore. A trovare i ragazzi, direttamente a “casa loro”, ovvero a scuola, sono stati molti esperti del settore. “Mi sta a cuore”, questo il titolo dell’appuntamento promosso dal reparto di cardiologia dell’ospedale di Gallipoli, ha visto al tavolo dei relatori, oltre al dirigente scolastico Antonio Errico, anche il primario di Cardiologia al “Sacro Cuore” Giancarlo Piccinni,  l’assessore regionale alla Formazione Sebastiano Leo, il sindaco Stefano Minerva, il direttore generale dell’Asl Lecce Ottavio Narracci, il direttore sanitario del presidio ospedaliero di Gallipoli, Egidio Dell’Angelo Custode e la presidente della commissione comunale alla sanità Titti Cataldi. Tema predominante della tavola rotonda è stato il vecchio adagio, quanto mai attuale “mens sana in corpore sano”. «Alcol e droghe sono fattori di rischio per le cardiopatie e in questi ultimi anni – ha affermato il dottor Piccinni – vi è stato un preoccupante  incremento, non solo nel Salento, per cui bisogna correre ai ripari facendo prevenzione, specie nelle scuole e tra i giovani, che vanno informati dei gravi rischi ai quali si espongono facendo uso di sostanze che danneggiano gravemente la salute. È difficile  fare previsioni statistiche perché a quelle tradizionali si devono aggiungere  le nuove droghe, che sappiamo purtroppo essere molto usate dalle nuove generazioni». Anche Titti Cataldi ha insistito sul tasto della prevenzione, proponendosi di riproporre altrove l’incontro del Quinto Ennio. «Appena il teatro “Garibaldi” tornerà agibile coinvolgeremo tutte le altre scuole sul tema della prevenzione. Anche questi sono problemi che interessano il territorio  e su cui anche noi amministratori dobbiamo fare la nostra parte,  informando dei rischi e facendo prevenzione. L’installazione dei defibrillatori e i corsi per il loro uso sono stati solo l’inizio per portare Gallipoli ad essere “Città cardioprotetta”». Anche il direttore sanitario Dell’Angelo Custode si è detto “estremamente soddisfatto” dell’iniziativa, sottolinenando come “il presidio ospedaliero non solo cura i malati, ma si apre anche al territorio, nel senso che prevenire è sempre meglio che curare”. Il dirigente scolastico Antonio Errico, da parte sua, ha  evidenziato soprattutto che “la scuola deve avere una costante relazione con tutti gli altri luoghi di formazione, che non può più essere pensata come “disciplina chiusa, ma deve essere aperta a tutte le espressioni intorno alle quali i vari saperi si aggiungono”.

Galatone – Si svolge a Galatone, sabato 10 febbraio, la “Giornata mondiale del malato” organizzata dall’Ufficio diocesano di Pastorale della salute, diretto dal cappellano ospedaliero di Gallipoli don Marcello Spada. La Giornata viene celebrata ogni anno nella ricorrenza della Madonna di Lourdes, ovvero  l’11 febbraio, ma quest’anno è anticipata per la coincidenza della domenica di carnevale. Negli anni scorsi si tenne nei  quattro comuni sede di presidio ospedaliero (Nardò, Gallipoli, Casarano e Copertino) mentre da quest’anno  si cambia pagina puntando a coinvolgere via via tutti i comuni della diocesi di Nardò-Gallipoli. “Mater Ecclesiae: «Ecco tuo figlio… Ecco tua madre». E da quell’ora il discepolo la prese con sé” è il tema della 26^ Giornata del malato ispirato da un passo evangelico dell’apostolo Giovanni.

Il programma a Galatone e Gallipoli – Questo  il programma di sabato 10: alle ore 16 è previsto il raduno nel Santuario del SS. Crocifisso per un breve momento di preghiera cui seguirà, alle 16.30, la processione verso la chiesa Madre dove, alle 17, ci sarà la messa concelebrata dal vescovo Fernando Filograna e dagli altri sacerdoti presenti. Come di consueto, oltre al vescovo e ai parroci, ci sarà una rappresentanza di i ministri straordinari dell’Eucarestia (che portano normalmente le Comunioni ai malati) insieme alle associazioni di volontariato socio-sanitario Oari, Avulss, Cvs, Unitalsi e Avo. Lunedì 12 invece, nell’ospedale di Gallipoli, alle 8 verrà celebrata la messa dal cappellano don Marcello Spada mentre alle 16 ci sarà la processione tra i vari reparti con la statua della Madonna di Lourdes e, al rientro, l’ adorazione eucaristica e il canto dei Secondi vespri in cappella.

Alessano – A dieci anni dalla visita a S. Maria di Leuca di Papa Bendetto XVI, un altro pontefice viene nel Salento. La data certa è quella del 20 aprile, un giorno simboli perchè ricorre l’anniversario della scomparsa di mons. Tonino Bello, vescovo di Molfetta e originario di Alessano. Sono trascorsi 25 anni da allora ma la figura, gli insegnamenti, le visioni profetiche di don Tonino (come continuano a chiamarlo in molti) non solo resistono ma si arricchiscono di nuovi significati intorno al vescovo della “convivialità delle differenze”.

Gli orari, gli incontri, i messaggi ad Alessano e Molfetta. Questo il programma della visita pastorale Alessano (diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca) e a Molfetta (diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi), diramato stamattina dalla Sala stampa vaticana: dopo la partenza in aereo da Ciampino, arrivo alle 8,20 all’aeroporto militare di Galatina; da cui Bergoglio proseguirà in elicottero per Alessano (arrivo previsto alle 8,30) nel parcheggio adiacente il cimitero. Il Santo Padre, accolto dall’ordinario diocesano mons. Vito Angiuli e dal Sindaco di Alessano Francesca Torsello; sosterà in privato sulla tomba di “don Tonino” e dopo aver salutato i familiari del presule, incontrerà i fedeli nel piazzale antistante il cimitero. Ci sarà quindi il saluto del vescovo Vito Angiuli e il saluto del Pontefice ai convenuti. Il viaggio del Pontefice proseguirà (sempre in elicottero) alle 9,30 alla volta di Molfetta dove, alle 10,15 sarà accolto, nella zona del porto adiacente il Duomo, dal vescovo della diocesi mons. Domenico Cornacchia e dal Sindaco della città, on. Tommaso Minervini. Alle 10,30 ci sarà la Concelebrazione eucaristica con la partecipazione di tutti i vescovi pugliesi e l’omelia di Papa Francesco. Alle 12 la partenza alla volta dell’Eliporto vaticano.

I primi tenui segnali dell’evento. Già il 3 novembre scorso con  “don Tonino e il Papa: strade che portano ad Alessano” Piazzasalento aveva colto segnali ancora nebulosi e non verificabili circa la probabile venuta di Papa Francesco. A margine di un convegno su Bergoglio con la vaticanista di Tv2000 Cristiana Caricato, il 18 novembre, si parlò nuovamente ma sempre ufficiosamente dell’ipotesi per cui il Papa sarebbe venuto in Puglia nell’anno del 25° di don Tonino e già allora cominciava a crescere l’entusiasmo che in queste ore ha contagiato molti.

Preghiere e riflessioni: la diocesi si prepara. Angiuli: “Francesco lascerà una traccia profonda”. Grande soddisfazione è stata espressa dal vescovo di Ugento mons. Angiuli (in foto durante la conferenza stampa di oggi assieme al presidente della Fondazione don Tonino Bello Giancarlo Piccinni e al sindaco di Alessano Francesca Torsello), che così si è espresso: “La data scelta dal Santo Padre è estremamente significativa (alludendo alla coincidenza del 25° della morte di don Tonino, appunto). Per celebrare degnamente questa ricorrenza, la nostra Chiesa di Ugento-S.Maria di Leuca si sta preparando da tempo con grande intensità di preghiera e di riflessione”. Ha poi così proseguito mons. Angiuli: “Il Santo Padre viene a porre il sigillo della sua autorità, riconoscendo nel Servo di Dio (don Tonino appunto) un testimone autentico del Vangelo e additando la sua persona ed il suo messaggio come una fonte preziosa per la missione della Chiesa agli uomini e alle donne del nostro tempo. Don Tonino è stato – ha rimarcato  l’ordinario diocesano – un vescovo secondo il Concilio. Ha interpretato e attuato gli insegnamenti conciliari, soprattutto quello di porre un’attenzione privilegiata agli ultimi e ai poveri, con uno stile di fraternità e con gesti profetici che invitavano alla pace e alla non violenza. Ha testimoniato la bellezza di una “Chiesa in uscita” (esortazione questa spesso usata da Papa Francesco), in dialogo con il mondo, pronta a camminare e a collaborare con gli uomini di buona volontà per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato. Sono questi  alcuni aspetti che mettono in risalto la sintonia tra il magistero di Papa Francesco e l’insegnamento e la testimonianza che don Tonino ci ha lasciato.  Per questo sono sicuro – ha concluso il presule – che la visita del Santo Padre , anche se breve, lascerà una traccia profonda  nella Chiesa di Ugento-S.Maria di Leuca, nella società salentina e nella Chiesa italiana”.

Fondazione “Don Tonino Bello”: “Un anticipo della sua santità”. Particolarmente  emozionato  e commosso Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione “Don Tonino Bello”:  allora era un giovane medico quando pianse copiosamente 25 anni fa, per la prematura scomparsa del suo maestro don Tonino. “Oggi è un evento storico – commenta a conferenza stampa finita – la presenza del Papa che viene a pregare sulla sua tomba proprio il giorno del 25°, con la causa di Beatificazione di don Tonino Bello in corso, ha un valore simbolico che anticipa in tutta la sua autorevolezza  il riconoscimento ufficiale della sua santità”.

Gallipoli – Battuta d’arresto, proprio alla fine dei lavori previsti, con l’ultimo ascensore da riparare e che ora attende “fuori servizio” il suo turno all’ospedale “S. Cuore” di Gallipoli. Per quanto altro sarà inservibile ancora non si sa. Si sapeva però (così era scritto sul cartello informativo) che sarebbe rimasto inagibile fino al 18 novembre scorso. Di recente quel cartello (come si vede in foto) è stato corretto in maniera raffazzonata per indicare come data ultima il ’18. Già dall’estate scorsa, a distanza di un mese l’uno dall’altro erano stati adeguati i primi quattro ascensori (due per blocco) delle torri “C” e “B” adibiti al trasporto dei malati e del personale sanitario. Erano appena iniziati, a ottobre, quelli alla torre “A”. Ma l’intoppo si è verificato proprio con l’ultimo ascensore. In direzione sanitaria, assente  il responsabile, fanno sapere che la questione la stanno gestendo direttamente i tecnici della direzione generale dell’Asl leccese. Fatti i dovuti approfondimenti, si è alla fine venuti a capo del caso che ha causato un ritardo e disagi ai pazienti. Il motivo dello slittamento della fine dell’intervento manutentivo sta nel fatto che nell’autunno scorso è cambiata ancora una volta la normativa in materia di  “impianti elevatori”, per cui, anche per evitare  doppio lavoro e inutili costi, si sono sospesi i lavori, presentando una nuova perizia in variante. La pratica ora è a Bari – fanno sapere i tecnici – presso i competenti uffici della Regione, in attesa di risposta. In attesa delle determinazioni regionali, nella prima Torre funziona un solo ascensore con le comprensibili difficoltà nella torre “A” dove ci sono i reparti di Pneumologia (al 6° piano), Oncologia (5°), Cardiologia (4°), la sala operatoria e la Rianimazione e, da ultimo, al sottopiano, anche il Pronto soccorso.

Gallipoli – Appuntamento con la cultura, l’arte e la fede in onore di Sant’Agata, titolare della cattedrale e compatrona della diocesi di Nardò-Gallipoli, festeggiata il prossimo 5 febbraio. Durante il novenario, sino a sabato 3 è previsto il rosario alle 18 e messa alle 18,30, animati dalle nove confraternite del centro storico e dalle associazioni laicali. Giovedì 1° febbraio, dopo il saluto del parroco mons. Piero De Santis, alle 19,30 interverranno Eugenio Chetta (presidente di Amart) sul tema “Un simposio di arte, storia e fede: l’iconografia agatina in Giovanni Andrea Coppola” e lo storico nonché presidente di “Gallipoli nostra” Elio Pindinelli su “Monsignor Filomarini e il ciclo pittorico settecentesco della cattedrale”. L’incontro sarà moderato dal giornalista Giuseppe Albahari, mentre l’intermezzo musicale sarà curato dal maestro gallipolino Enrico Tricarico con la partecipazione del soprano Serena Scarinzi.

Venerdì 2 febbraio, festa della presentazione del Signore (“la candelora”), ci sarà la benedizione delle candele nella chiesa confraternale di S. Giuseppe alle ore 18,15, seguita dalla processione per la basilica cattedrale e la messa alle 18,30. Sabato 3, dopo la messa, “benedizione della gola” nella memoria liturgica di S. Biagio. Domenica 4, la vigilia della festa, sarà aperta dai primi vespri delle ore 18 e la messa, con la processione con i simulacri dei santi patroni Sebastiano e Agata per le vie del centro storico. I festeggiamenti si concluderanno lunedì 5 febbraio, con la solennità di S. Agata: dopo i secondi vespri delle 18, ci sarà il solenne pontificale presieduto dall’arcivescovo emerito di Lecce, monsignor Umberto D’Ambrosio. A rendere ancora più suggestiva la cerimonia sarà il canto del Vangelo, in lingua greca, così come un tempo avveniva in città col rito ortodosso.

Nardò – Cerimonia inaugurale dell’Anno giudiziario con “new entry” sabato scorso a Lecce, non solo per l’autorevole presenza di Roberto Tanisi (di Taviano) che ha letto per la prima volta da Presidente della Corte d’Appello la relazione del 2018, ma anche per il “Comitato lavoratori della giustizia”, di recente formazione, cui hanno aderito quasi tutti  i dipendenti del Distretto di Lecce: loro portavoce nell’affollata Aula magna al primo piano è stato Saulle Cavalera di Nardò (foto), cancelliere presso l’ufficio dibattimento della Procura. Numerose le problematiche rappresentate, dall’esiguità di personale e di mezzi, alle molteplici incombenze previste dai codici civile e penale, all’assenza di prospettive di carriera e di meccanismi di incentivazione “che pongono in una posizione di logorante attesa i dipendenti giudiziari, creando frustrazioni nel personale”, come ha sottolineato lo stesso Cavalera nel suo intervento. Il portavoce del comitato ha così proseguito, rivolto al rappresentante del Ministro della Giustizia: “A nostro avviso, non si può chiedere collaborazione per fronteggiare le nuove riforme, se poi si nega la valorizzazione del personale”, con riferimento alla mancata promozione dei cancellieri risultati idonei alla qualifica superiore di funzionario giudiziario, per effetto dell’emendamento alla legge di stabilità per il 2018. A margine della cerimonia non sono mancate le rassicurazioni del presidente Tanisi al personale, ma anche della dr.ssa Raffaella Pezzuto in rappresentanza del ministro Orlando, del dottore Ercole Aprile per il Consiglio superiore della magistratura e del presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati Roberta Altavilla.

Gallipoli – Proseguono gli appuntamenti letterari per ricordare la figura di don Pippi Leopizzi, poeta,  e umanista gallipolino oltre che uomo di Dio, scomparso il 16 aprile di due anni fa dopo una breve malattia. A suo nome, nel giugno scorso,  è stata costituita l’associazione culturale “Amici di don Pippi Leopizzi – Gallipoli”  che per lunedì 29 gennaio (nel giorno della sua nascita), presso la basilica cattedrale di Sant’Agata ha organizzato l’evento “…per ricordare insieme don Pippi”. Alle 18,30 ci sarà la messa in sua memoria celebrata dal presidente del sodalizio don Santo Tricarico. Alle 19,30 seguirà la presentazione del libro di Giuliana Pisanello “Ho fatto un sogno” – 100 liriche ispirate alla vita, alle parole e alle opere di Madre Teresa di Calcutta: dialogherà con l’autrice il professore Ercole Morciano. Non mancherà l’Intrattenimento musicale a cura dei maestri Gabriela Greco (flauto), Davide Greco (violino e voce tenore) e Enrico Tricarico (organo).

Gallipoli – Appuntamento con la cultura sabato 27 gennaio alle 18.30 a Gallipoli nella suggestiva cornice della Casa degli Artisti, in via Lepanto, di Giorgio De Cesario e Maria Cristina Maritati per la presentazione del libro “Mi chiamo Eva”, di Paolo Maci (nella foto). Il libro, primo classificato al concorso letterario nazionale “Books for peace”, è già alla terza edizione in nemmeno due anni dalla sua prima uscita (2016). L’autore, già al suo quinto libro, è stato presidente della Fondazione “Città del libro” di Campi Salentina dal 2002 al 2009, è  avvocato cassazionista ed è presidente dell’associazione giuristi italiani per la famiglia, oltre che docente di legislazione scolastica presso l’università telematica “Pegaso” di Napoli e di Diritto costituzionale presso l’università del Salento. Con lui dialogherà  Gianluca Tarantino, mentre alcuni brani del libro saranno letti da Paola Tricarico e Anna Grazia Abbate: la serata sarà allietata dall’accompagnamento musicale del maestro Luigi Solidoro e del soprano Laura De Vita. Cinque donne che hanno subito violenza si raccontano al loro avvocato, senza veli e senza mediazioni: questo il tema del libro, la cui prefazione  di Rossana Giannaccari, consigliere presso la Corte di Cassazione e membro della Giunta esecutiva dell’Associazione nazionale magistrati.

Gallipoli – Novità per gli elettori delle sezioni 14, 15 e 16 di Gallipoli che già dal prossimo 4 marzo andranno a votare nei seggi allestiti presso la scuola elementare di via Modena e non più presso la scuola media di via Milano. Lo ha comunicato il sindaco Stefano Minerva con un pubblico manifesto. Alla base della decisione la difficile accessibilità delle sezioni finora ubicate al secondo piano in un edificio senza ascensore, con evidente disagio anche, ma non solo, per le persone con disabilità e anziani. Il nuovo assetto delle 24 sezioni elettorali di Gallipoli sarà, dunque, il seguente: nella scuola materna di  via Piccioli del centro storico le sezioni 1, 2, 3; nella scuola media di piazza Carducci le numero 4, 5, 8, 9; nella scuola elementare – ingresso da via Gorizia, le sezioni 17 e 18 e lato via Galatone le sezioni 6, 7, 19, 20. Nella scuola media di via Torino le sezioni 10, 11, 12, 13 e nella scuola elementare di via Modena la 14, 15, 16 (queste ultime, come già detto, provenienti da via Milano). Sulla via per Alezio, nella scuola elementare e materna di via Giorgio, le sezioni 21, 22, 23. Ed infine la sezione ospedaliera (la 24) col seggio mobile speciale (24 bis) il cui presidente e  due scrutatori raccolgono il voto direttamente dai ricoverati nei rispettivi reparti, per gli ammalati allettati e nell’impossibilità di muoversi autonomamente.

Nardò – Non aveva né amici né parenti nel Salento e la sua storia sarebbe rimasta sconosciuta ai più, vittima della “globalizzazione dell’indifferenza”, se a scuotere le coscienze non ci fosse stato don Riccardo Personè. È una storia di solitudine e disperazione quella di Maria, deceduta a Lecce, a 52 anni, il 13 dicembre scorso dopo una lunga agonia. Se mercoledì prossimo (24 gennaio alle ore 11 nella sala mortuaria di Lecce) la donna potrà avere un funerale e una degna sepoltura (“con il consenso dei familiari che, commossi, già ringraziano tutti”), il merito è di don Riccardo, cappellano dell’ex ospedale di Nardò, e di quanti hanno accolto il suo appello su facebook. La  rumena venne ricoverata il 19 marzo del 2015 presso il reparto di Lungodegenza del “Sambiasi” in condizioni gravissime. Dopo essere rimasta in stato vegetativo per due anni e nove mesi, il decesso è giunto lo scorso 13 dicembre al “Fazzi” di Lecce, l’ospedale dov’era stata poi trasferita per l’aggravarsi delle sue condizioni. Da quella data, però, il suo corpo giace in una cella frigorifera del “Fazzi” perché nessuno lo ha reclamato e soltanto di recente, “con notevole sforzo”, lo stesso don Riccardo è riuscito a contattare il marito, tramite una parente che lavora al Nord Italia, ed il figlio che vive in Inghilterra. «Da quello che ho capito si tratta di persone molto povere e tuttavia il giudizio non spetta né a me né a nessun altro», ha scritto il sacerdote su Facebook lanciando un appello, subito accolto e rilanciato da molti, per dare forma e concretezza ad solidarietà tante volte soltanto proclamata.

La gara di solidarietà – Proprio nel corso delle ultime festività natalizie, il 45enne parroco di Nardò ha rotto gli indugi e ha coinvolto gli amici più stretti, dal direttore del distretto socio-sanitario agli operatori che l’avevano avuta in cura a Nardò, e via via tanti altri generosi cittadini che si sono commossi al sentire questa triste storia. «Quanta gente muore nella solitudine e nell’indifferenza, eppure – si lascia sfuggire don Riccardo – c’è in giro tanta solidarietà e tanto desiderio di ricevere e anche dare  amore». È un fiume in piena l’ex cappellano (già al “Bambin Gesù” di Roma e docente di religione a Copertino) che avrebbe voluto riportare a Nardò, la sua ultima dimora, le spoglie mortali di Maria: «Ma la burocrazia non sempre può dare ascolto alle ragioni del cuore né si muove a compassione dinanzi alle disgrazie dell’uomo». Da questa storia, triste come poche, è però sbocciato il fiore della solidarietà. «C’è stata una vera e propria gara che ha permesso, in brevissimo tempo, di raccogliere il necessario per dare a Maria degna sepoltura, restituendole quella dignità di persona umana che sin qui le era stata negata», afferma don Riccardo nell’anticipare che i sindaci di Nardò e di Lecce (Pippi Mellone e Carlo Salvemini) gli hanno fatto sapere che si faranno carico delle spese funerarie: per questo il parroco ha già prontamente contattato i tanti silenziosi benefattori per preannunciare loro la restituzione delle somme già anticipate: «Tanti giovani universitari, che non conosco nemmeno, mi hanno fatto sapere che verranno al funerale, e una ragazza di Novoli suonerà pure l’organo durante le esequie, e poi accompagneremo Maria fino al cimitero. Chissà se fra una decina d’anni la sua salma non potrà tornare nella sua Romania».

 

Specchia – Una nomina che, più di altre, non giunge per caso. È quella che attribuisce a don Antonio De Giorgi, parroco a Specchia nella chiesa “Presentazione Beata Vergine Maria”, il ruolo di assistente ecclesiastico diocesano dell’associazione “Figli in Cielo”, riconosciuta dal Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana nel gennaio 2017. Dei giorni scorsi è il decreto firmato dal    vescovo della diocesi di UgentoSanta Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli, per una durata quinquennale. «Ho istituito in diocesi l’associazione “Figli in cielo” per il sostegno e l’accompagnamento  delle famiglie visitate dal lutto in seguito alla perdita di un figlio o di un proprio caro, pertanto – ha scritto il vescovo a don Antonio – dovendo provvedere ad un assistente ecclesiastico diocesano che svolga il ruolo sia di referente dei parroci che desiderino dar vita a questo sodalizio e sia di sacerdote particolarmente sensibile al ministero della consolazione per le famiglie colpite da un lutto, ho pensato di affidare a te, persona equilibrata, saggia e prudente, questo delicato incarico». Il parroco,nato a Tricase il 27 novembre del 1969, è stato ordinato sacerdote il 28 giugno del 1997 ed è a Specchia dal 17 settembre 2011, dove ha saputo farsi  apprezzare anche in occasione dei drammatici fatti legati all’omicidio della sedicenne Noemi Durini, con risvolti (ancora attuali) finiti sotto i riflettori nazionali. Al fine di arginare il clima di odio e di vendetta “strisciante” che si respirava in paese, don Antonio affermò: «La violenza porta solo altra violenza in una spirale che alla fine rischia di distruggere anche l’ultimo brandello di umanità. La rabbia è tanta ed è comprensibile, ma la voglia di farsi giustizia da soli non è la soluzione razionale e giusta».

Gallipoli – Sono entrati nel vivo i festeggiamenti in onore di S. Sebastiano, protettore e patrono di Gallipoli assieme a S. Agata. Venerdì 19 la processione partirà dalla cattedrale e si snoderà per le vie del centro storico. Ad aprirla saranno le associazioni laicali e le 10 confraternite nelle loro caratteristiche divise, cui seguirà il clero e il capitolo cattedrale (il collegio di sacerdoti cui per anzianità o per meriti particolari spetta il privilegio di assolvere alle funzioni liturgiche più solenni, nella chiesa cattedrale appunto), quindi il busto argenteo di S. Agata e quello di S. Sebastiano. Sabato 20 gli uffici e le scuole resteranno chiusi. Alle 18, in cattedrale, dopo il canto dei secondi vespri e il solenne pontificale presieduto dall’ordinario diocesano mons. Fernando Filograna, il busto argenteo attraverserà le navate laterali del duomo, sino a raggiungere l’altare del santo (su cui esercita il diritto di patronato la civica amministrazione) ubicato nel transetto di destra.

S. Sebastiano è venerato in città sin dal XVI secolo, quando si attribuì alla sua intercessione se la città fu liberata dalla pestilenza, ed è anche il protettore dei vigili urbani (a Gallipoli sono 17 senza gli stagionali): durante la celebrazione di sabato 20 il neocomandante Raffaele Campanella leggerà la “Preghiera del Vigile”.

Gallipoli – Si è spenta nella notte suor Nazarena di San Giuseppe, 99 anni, monaca del Carmelo di Gallipoli: appartenente ad una famiglia gallipolina,  Lucia Maggio (questo il suo nome al secolo) è entrata a far parte giovanissima  delle suore di clausura di Santa Teresa. Le esequie si svolgeranno domattina, lunedì 15 gennaio, alle ore 10,30 e saranno presiedute dal vescovo della diocesi di Nardò- Gallipoli, monsignor Fernando Filograna, presso la chiesa del monastero di Santa Teresa.

 

Gallipoli – Ospedali e strutture sanitarie messe alla prova, da giorni, per l’influenza stagionale. La Asl Lecce corre ai ripari potenziando l’organico dei Pronto soccorsi nei sei ospedali pubblici della provincia (Lecce, Gallipoli, Casarano, Copertino, Galatina e Scorrano, nonché nel Punto di Primo intervento di Nardò) con la proroga sino al 31 gennaio del contratto a tempo determinato di 26 medici. Un passaggio “tecnico” in attesa di completare la procedura di assunzione a tempo indeterminato dei 53 medici vincitori di concorso, dei quali in 20 hanno già sottoscritto il nuovo contratto. In tal modo la Asl punta a superare le difficoltà organizzative dei Pronto soccorso “e ad accorciare i tempi di permanenza degli utenti, migliorando in modo sensibile il servizio”.  Tra i provvedimenti varati a fine 2017 c’è anche la conferma sino al 30 giugno 2018 di 80 dirigenti medici. Malgrado il blocco temporaneo dei ricoveri ordinari (ovvero programmabili) per gli ospedali di Copertino, Lecce (“Fazzi”) e Scorrano, al fine di rendere disponibile un maggior numero di posti letto per le patologie stagionali e influenzali, le difficoltà della struttura sanitaria non mancano.

La situazione al “Sacro Cuore” – Tra gli ospedali che “reggono” bene l’urto dell’emergenza c’è il “Sacro Cuore” di Gallipoli. «Non siamo ancora ai livelli estremi di guardia e ciò grazie al senso di abnegazione del personale, sia medico che paramedico», fanno sapere al nosocomio di via Alezio. Anche qui, quindi, le difficoltà non mancano, come denunciato di recente dalla Cgil Fp provinciale e ospedaliera che ha parlato di “situazione di collasso” dovuta a carenza di personale, soprattutto infermieristico e Oss, indicando ad esempio la Pediatria, unica tra Casarano e Gallipoli, in cui l’infermiera di turno è costretta a sobbarcarsi anche il lavoro non di sua competenza dell’operatore socio-sanitario, sottraendolo di fatto, all’assistenza del bambino-ammalato. Ora, alla situazione già precaria si aggiunge, l’emergenza “epidemia influenzale”. Negli ultimi giorni a Lecce c’è stato un primo incontro, a livello di dirigenti Asl, nel quale si è deciso di lasciare liberi i ricoveri nell’ospedale di Gallipoli, ricorrendo alla già preannunciata “task force” con il reclutamento dei medici di base solo nel caso di ulteriore bisogno. Al momento, dunque, la situazione appare sotto controllo.

I medici di base – Ma il surplus di lavoro sta condizionando anche i medici di base (malgrado i tanti vaccini somministrati) con una polemica serpeggiante perché gli studi medici in questo periodo vanno ben oltre i consueti orari di apertura. Nel poliambulatorio di via del Mare, uno tra i più affollati dell’intero territorio, il dottor Francesco Coluccia (medico specialista, con il massimo degli assistiti e quasi 40 anni di esperienza professionale) butta, però, acqua sul fuoco delle polemiche, ritenendo al momento ancora “azzardate” eventuali valutazioni comparative rispetto alle epidemie influenzali degli anni passati. «I dati dei miei soli pazienti – afferma – sono assolutamente parziali. Se ne saprà qualcosa di più solo nei prossimi giorni, ad emergenza superata». Intanto il picco più elevato dell’influenza si dovrebbe avere solo proprio in questa settimana, secondo le analisi dell’Osservatorio epidemiologico regionale che, finora, in Puglia avrebbe accertato il decesso di sei persone (per lo più anziane e affette da gravi patologie che non si erano sottoposte a vaccinazione antinfluenzale) per patologie legate all’attacco influenzale.

Gallipoli – Il “picco” dell’influenza – dicono gli esperti – deve ancora arrivare ma è bastata già la prima settimana del 2018 per proiettare il Pronto soccorso del “Sacro Cuore” di Gallipoli su livelli pressoché estivi (quando la popolazione raggiunge numeri da record). Finora sono stati, infatti, oltre 700 gli accessi registrati al Pronto soccorso, con un trend destinato a salire ancora, in attesa del periodo di maggiore incidenza previsto da metà gennaio sino a fine mese. «Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso – afferma il primario del reparto Antonio Girau – gli accessi giornalieri sono raddoppiati. Il più delle volte si tratta di complicanze di patologie preesistenti aggravate dall’influenza. Stiamo affrontando quest’emergenza con le sole nostre forze, stringendo i denti, e quando qualcuno dei nostri colleghi medici o paramedici sta per cedere ai sintomi dell’influenza, lo si imbottisce di “tachipirina” e si va avanti assicurando un altro turno di lavoro.  Le persone più a rischio – continua il dottor Girau – sono i bambini e gli anziani, che poi smistiamo a seconda delle necessità nei vari reparti. Altrove so di colleghi che hanno bloccato i ricoveri: noi ce la stiamo mettendo tutta per scongiurare quest’evenienza, preferendo utilizzare i reparti meno affollati piuttosto che mandare a casa i malati abbisognevoli di cure: ieri ad esempio – è sempre il primario a riferirlo – abbiamo  preferito assicurare la pronta assistenza medica ricoverando in Ortopedia persone con evidenti problemi respiratori e trattenere in osservazione qui in pronto soccorso due persone. In emergenza si fa quel che si può». Malgrado i “grandi numeri”, al momento non si sono registrati casi particolarmente critici. La Asl di Lecce, da parte sua, già da giorni ha adottato un Piano di potenziamento facendo ricorso a nove mezzi di soccorso supplementari messi a disposizione gratuitamente dalle associazioni di volontariato convenzionate. Sempre dei giorni scorsi è il blocco temporaneo dei ricoveri ordinari (quelli programmabili) per gli ospedali di Copertino, Lecce (“Fazzi”) e Scorrano, sempre al dine di rendere disponibile un maggior numero di posti letto per le patologie stagionali e influenzali.

Medici di base, Guardia medica e vaccini – L’emergenza è percepibile anche negli ambulatori medici di base sempre  superaffollati, così come la stessa Guardia medica in stato d’assedio. «I vaccini distribuiti sono andati quasi del tutto esauriti e i primi risultati positivi si intravvedono. Ma ancora non basta, occorre insistere sempre di più sulla prevenzione, specie nelle scuole», fa sapere Pasquale Piro, dirigente medico responsabile del servizio di “continuità assistenziale”, con l’incarico di coordinare le problematiche connesse ai vaccini.«Tre anni fa, quando si fece tutto quel gran parlare sul decesso di persone anziane e ammalate collegando i casi alla somministrazione del vaccino antinfluenzale, nessuno ha poi detto quanti anziani si sarebbero potuti salvare se avessero fatto quello stesso vaccino», afferma Piro. Per quanti sono in questi giorni a letto con l’influenza malgrado il vaccino fatto, il dottore assicura: «I benefici del vaccino sono sempre di gran lunga superiori rispetto alla loro asserita inutilità o ai rischi stessi che il vaccino può provocare».

Gallipoli – Appuntamento con la musica sacra giovedì 28 dicembre alle 19,30, nella chiesa del Rosario a Gallipoli. A cura dell’omonima confraternita (presente a Gallipoli sin dalla seconda metà del 1500) si terrà un concerto in onore della Beata Vergine dal titolo “Maria, Vergine e Madre”. Ad eseguirlo, il “Coro del Rosario” (nella foto) e  “I Solisti Salentini” diretti dal maestro Luigi Solidoro, con il soprano Laura De Vita e le voci soliste di Tony Cortese, Tommaso De Vittorio e Fulvio Solidoro. Sino a qualche tempo fa era compito dei soli confratelli animare funzioni e messe,  poi, da qualche anno, la svolta: il coro, diretto sempre dal maestro Solidoro, accoglie anche diverse realtà cittadine (sia parrocchie che confraternite) e si esibisce in apprezzati concerti nei vari paesi della provincia, oltre che durante importanti appuntamenti liturgici nella chiesa del Rosario,quali ad esempio la prima domenica di ottobre, quando è il vescovo della diocesi a presiedere il Pontificale e a recitare la Supplica alla Madonna di Pompei. Del coro fanno parte Assunta Carrozza, Agata Bresciani, Cristina Marzi, Maria Spada, Patrizia Sergi, Giorgina Piro, Damiana Cataldi, Vincenza Fedele, Loredana Greco, Lucia De Rosa, Cristina Barletta, Annunziata Barba, Debora Marra e Maria Antonietta Zecca (soprani); Ada De Rosa, Anita Boellis, Stella Congedo, Ada De Noto, Marisa Corbellini, Maria Franza, Fiorella De Vito, Mina De Blasi, Filomena Tricarico, Agata Della Rocca, Cristina Papa e Maria Antonietta Petrachi  (contralti); Fernando Garzia, Luigi Selleri, Domenico Solidoro e Luciano Selvaggio (tenori); Amleto Abbate, Antonio Bartolomeo, Enzo Leopardi, Fulvio Solidoro (bassi).

Gallipoli – Incassano un risultato più che positivo i ragazzi de “I Cantieri di Capodanno”. Nonostante qualche defezione, con tre associazioni in meno all’appello rispetto all’incontro con la stampa del 30 novembre scorso, il sodalizio può contare sulla presenza di diverse realtà cittadine: “Viale Bari”, “Via Savonarola”, “Riviera N. Sauro”, “Via Imperia”, via “Via Arditi”, “Staff via Varese”, “Ampalea dei Leoni”, “Centro Storico Riviera Diaz”, “Via Agrigento”. E’ tornato finalmente il sereno poi con l’Amministrazione comunale: l’annuncio ufficiale è stato dato giovedì 21 dicembre dal presidente Giuseppe Chetta, il quale ha espresso l’apprezzamento a nome dell’intero sodalizio nei confronti del sindaco Minerva, dell’assessore al turismo Piccinno e anche dell’ufficio turismo e spettacolo che fa capo alla dott.ssa Adele De Marini. Pace fatta dunque col Comune: “Anche se noi non avevamo mai nutrito dubbi sulla disponibilità e sulla persona del Sindaco”, prosegue Chetta. Nella delibera di Giunta n. 455 che ha per oggetto “Notte dei Pupi di Capodanno” viene recepito il protocollo d’intesa già sottoscritto tra le parti (i Cantieri e la dottoressa De Lorenzis per il Comune), che si compone di otto punti. L’Amministrazione si impegna a garantire un budget economico (per quest’anno intorno al 50%), locali idonei per la lavorazione della cartapesta, e a fornire il supporto logistico. Dall’altra parte si manifesta l’impegno ad assicurare, per la mostra di fine anno, almeno cinque “Pupi”, oltre a quello che verrà bruciato la sera del primo dell’anno, variante questa fortemente voluta dall’Amministrazione comunale per promuovere il turismo durante la bassa stagione.

Nei prossimi giorni verrà reso noto il programma più dettagliato, ma sono emerse alcune anticipazioni: il 26 e 27 dicembre lungo il centralissimo corso Roma ci sarà la “Mostra di Pupi”, che poi torneranno nei loro luoghi di pertinenza, in attesa del fatidico sparo di mezzanotte. Solo i ragazzi di “Riviera N. Sauro” si sacrificheranno “per la causa comune”, mettendo a disposizione la loro creatura perché venga bruciata nel centrale Largo della Stazione ferroviaria, la sera del primo gennaio. Il Comune, invece, si interesserà del concerto, presumibilmente nell’adiacente piazza Tellini. “Data la ristrettezza dei tempi, è quanto possiamo garantire per il 2017 – conclude Chetta – dall’anno prossimo andrà certamente meglio, perché inizieremo a lavorare da subito, mettendo in atto quanto avevamo richiesto al Comune già da febbraio scorso”. “Tutto è bene quel che finisce bene”, dice con tono rassicurante qualcuno tra i presenti, nel mentre Chetta raccomanda ai cronisti di rimarcare “la massima collaborazione che sta fornendo il Comune”, nonostante l’attesa dell’ufficialità abbia fatto restare in molti col fiato sospeso.

Gallipoli – Non poteva mancare, a ridosso del Natale, il cenone della Casa della Carità “San Francesco d’Assisi” di Gallipoli. Questa sera, 21 dicembre, grazie alla donazione di un gruppo di amici ai 30 ospiti abituali si aggiungeranno anche i sei parroci di Gallipoli ed un altro centinaio di altri ospiti che vivono particolari situazioni di solitudine per celebrare insieme il Natale. Avviata dopo innumerevoli difficoltà il 25 aprile 2016, proprio in questi giorni di festa la Casa della Carità ha superato la soglia dei 13mila pasti offerti a quanti versano in difficoltà economica, ma anche sociale e familiare. Situata nei locali dell’ex palazzo vescovile, nel cuore del Centro Storico, l’importante struttura è nata grazie alla donazione dei coniugi Rocco ed Anna Giannoni, ed è gestita da un gruppo di volontari sotto la guida di don Santo Tricarico, per lunghi anni parroco a S.Lazzaro, e ora collaboratore nella stessa chiesa e direttore della mensa.

“Con la grande cena natalizia – afferma don Santo –  si è voluto dare  un segnale forte di vicinanza non solo a coloro che vivono uno stato di precarietà economica, ma anche a chi vive il dramma della solitudine che in questo periodo di festa diventa ancora più duro da sopportare. Grazie ai miei confratelli parroci sono stati individuati nelle diverse comunità i destinatari di questa bella azione: saremo oltre cento persone e siederemo insieme alla tavola della fraternità per allontanare, almeno per qualche ora, lo spettro della  sofferenza. Tutto questo è reso possibile grazie alla generosità di tanti benefattori che, spesso, scelgono di restare nell’anonimato e dei numerosi volontari che con un encomiabile spirito di abnegazione prestano il loro operato per la preparazione dei pasti e la gestione della Casa. A tutti un grande grazie e l’invito a continuare in questa opera che, è proprio il caso di dirlo, rappresenta una bella esperienza di solidarietà e di fede nella nostra Città”.

 

Gallipoli – Inaugurazione semplice e al tempo stesso toccante quella del presepe nell’ospedale di Gallipoli nel pomeriggio di martedì 19 dicembre: donato alcuni anni fa dai dipendenti dell’aeronautica militare di Galatina ai volontari della Lega Tumori, ogni Natale fa bella mostra di sé all’ingresso della torre centrale. Alla presenza del cappellano ospedaliero don Marcello Spada di Gallipoli, dell’oncologo Giuseppe Quarta, delle volontarie della Lilt guidate da Preziosa Portoghese e Cristina De Vittorio, e di un folto pubblico di familiari dei pazienti, si sono esibiti i ragazzi della Scuola di Musica A.Gre.Ga.Da. dei maestri Davide e Gabriela Greco nella tradizionale pastorale gallipolina. Dopo la recita di alcune poesie in vernacolo e in lingua sul tema del Natale, ci si è spostati a quinto piano della prima torre, per gli auguri ai ricoverati del reparto di oncologia. A conclusione, ciliegina sulla torta, c’è stata l’esibizione del duo formato dal maestro Luigi Solidoro (al pianoforte) e del soprano Laura De Vita. Il presepe resterà esposto per tutto il periodo natalizio sin dopo l’Epifania.

Gallipoli – “Giovani e diritti allo studio, al lavoro, alla pace” è il tema dell’incontro in programma a Gallipoli mercoledì 20 dicembre, alle 19.30, nella chiesa di Sant’Antonio. L’iniziativa, promossa da Progetto Caritas “Agapolis”, Fondazione Don Tonino Bello. Punto Pace Pax Christi, col patrocinio del Comune, ricorre nel 69° anniversario della  Dichiarazione universale dei diritti umani e nel 25° della Marcia della Pace a Sarajevo con don Tonino Bello. Dopo il saluto di don Salvatore Leopizzi, parroco e consigliere nazionale di Pax Christi, e delle autorità,  è previsto l’intervento del coordinatore nazionale di Pax Christi don Renato Sacco e del missionario comboniano padre Gianni Capaccioni. La serata sarà animata dagli studenti del liceo classico “Quinto Ennio”,  dell’Istituto nautico “Vespucci” di Gallipoli e dell’Istituto “Giannelli” di Parabita.

«Era il 7 dicembre 1992, con un mare forza 7-8, e ricordo come fosse ieri quando in 500 salparono da Ancona  alla volta di Sarajevo, credenti e non provenienti da diversi Paesi: a guidarli c’era don Tonino, già gravemente malato, e il suo inseparabile amico mons. Luigi Bettazzi. Il loro unico desiderio era quello di portare in zona di guerra l’Onu senza armi dei popoli: quella marcia – afferma don Salvatore – segnò secondo me l’avvio inarrestabile di una nuova era, in cui, come mi confidò poi don Tonino tornando da Sarajevo, la pace avrebbe sconfitto la guerra se ci fosse stato il consenso dei poveri e avesse trionfato la “convivialità delle differenze”. Don Tonino, come tutti i profeti, ci ha lasciato una grande eredità, ed è questa la ragione per cui anche quest’anno  – prosegue don Salvatore –  continuiamo a dare corpo e prospettive reali ai “sogni diurni” del grande profeta, ora Servo di Dio, don Tonino Bello. Se si negano i diritti che costituiscono i pilastri della convivenza sociale, quali sono il rispetto della uguale dignità e perciò la giustizia, non si potrà aspirare a un futuro di pace», conclude il parroco con riferimento al tema della serata.

Nardò – Torna d’attualità, a parti invertite però, la diaspora tra “scienza e fede”, con don Salvatore Cipressa di Copertino, nel senso che stavolta è la fede che apprende dalla scienza, per poi mettersi al servizio dell’umanità sofferente. Non è tipo che si gira dall’altra parte per far finta di niente don Cipressa, che certi temi (quali l’omosessualità e la transessualità) li studia da tempo, quando altri con imbarazzo facevano finta di niente. Di lui ne ha parlato nei giorni scorsi anche il quotidiano cattolico “L’Avvenire”. Cinquantasei anni, don Salvatore Cipressa, prete dal 27 dicembre 1986, è dottore in Teologia morale, con specializzazione in bioetica, insegna a Lecce e a Catanzaro negli Istituti superiori di Scienze religiose, e nella Scuola triennale della diocesi di Nardò Gallipoli di Teologia pastorale. Inoltre è anche segretario dell’Associazione dei moralisti italiani (Atism), nonché collaboratore parrocchiale nella Chiesa del Sacro Cuore di Nardò e direttore diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso.

Confessore del nipote di Starace, tra i protagonisti della Dolce vita. Don Salvatore Cipressa ha al suo attivo numerose pubblicazioni su riviste specializzate ed è autore di libri, tra cui “Affettività fragile”, “Bioetica per amare la vita”, “Transessualità tra natura e cultura” e – particolarmente nota anche perché il protagonista è originario di Sannicola e nipote del gerarca fascista Achille Starace, oltre che uno dei protagonisti della “dolce vita” romana anni ’60 – “La mia vita non più scandalosa- scritti inediti di Giò Stajano”, di cui l’autore è stato confessore e che descrive con un velo di commozione: “Gioacchina Stajano, in arte Giò, celebre personaggio del mondo omo-trans italico, è sempre stata etichettata come una persona trasgressiva e scandalosa. In realtà era disperatamente alla ricerca dell’identità che, dopo alterne vicende, ha trovato riflessa nell’Amore misericordioso di Dio e nella fede in Cristo”.

Il coraggio di misurarsi con temi difficili, come la frattura tra l’Io e il corpo. E’ tra i pochi teologi della Chiesa cattolica ad essersi misurato con questo problema “più scottante e traumatico della stessa omosessualità – dice – occorre stare molto attenti nell’etichettarli con formule astratte e ingenerose, perché Il transessuale è una persona segnata da una grande sofferenza. E, anche se la Chiesa non ha ancora preso in esame in modo approfondito questo problema, possiamo applicare anche a loro quanto dice il Papa a proposito delle fragilità: ‘curare le ferite’ e accompagnare con misericordia».

“Perché caricare su queste persone un fardello di proibizioni e divieti?”. “Una volta definita ‘disturbo dell’identità di genere’, la ‘disforia di genere’ è una vera e propria patologia: perché caricare queste persone con un fardello di proibizioni e divieti?”, si chiede, mentre spiega come le persone con simili problematiche sperimentano una radicale frattura tra l’Io e il corpo, che viene vissuto come estraneo e, pertanto, viene rifiutato e non amato. Non si riconoscono, cioè, né nel proprio sesso, né nel proprio corpo. Sono persone con animo e sentimenti femminili in un corpo maschile e viceversa, che, pensando di essere un “errore di natura” sono convinte di avere una “mente giusta” in un “corpo sbagliato” per poi desiderare  la trasformazione del corpo attraverso l’intervento medico- chirurgico. “Ci troviamo di fronte a una persona segnata da grande sofferenza – insiste e conclude don Salvatore Cipressa – si potrebbe applicare quanto Papa Francesco ha detto in altro contesto che bisogna cioè ‘curare le ferite’ e accompagnare con misericordia le persone facendo sentire loro la vicinanza e la prossimità della Chiesa”.

Alessano – Giornate dedicate all’orientamento universitario, il 19 e 20 dicembre, per gli studenti delle classi quinte superiori degli istituti “Don Tonino Bello”, “G. Comi” e “G. Stampacchia” di Tricase  e “G. Salvemini di Alessano. Grazie all’iniziativa promossa dal Servizio di pastorale giovanile, Ufficio di pastorale scolastica, Associazione amici dell’Università cattolica e Centro di ricerche sull’Orientamento e lo Sviluppo Socio-professionale della diocesi di Ugento-S.Maria di Leuca guidata dal vescovo mons. Vito Angiuli, i giovani in procinto di entrare nel mondo universitario e del lavoro, potranno avvalersi della consulenza di esperti, tra i quali un team di psicologi dell’Università Cattolica, che li aiuteranno a fare la scelta più idonea alle proprie potenzialità. Al termine dei test psicoattitudinali nella mattinata di lunedì 19 dicembre presso il “Don Tonino” e il “Comi” di Tricase e il “Salvemini” di Alessano, alle ore 11,30 verrà presentata l’offerta formativa dell’Università cattolica. Nel pomeriggio, alle 14, sarà la volta dello “Stampacchia”, a Tricase, sempre con le stesse modalità della mattina; alle 18, una volta espletate le procedure anche allo “Stampacchia”,  gli esperti della Cattolica incontreranno nell’oratorio parrocchiale S. Antonio di Tricase i genitori dei ragazzi che hanno deciso di sottoporsi ai test. Il 20 dicembre avverà l’incontro conclusivo coi ragazzi, ai quali verranno restituiti i loro profili personali con le indicazioni e i suggerimenti sul percorso universitario da intraprendere e sui possibili sbocchi occupazionali. Per info: tel. 335365656 (Mimmo Turco, Servizio di pastorale giovanile), 3406335783 (don Davide Russo), mail a duc.ugento@gmail.com.

Gallipoli – A smentire la massima latina “Nemo propheta in patria” è il poeta gallipolino Giuseppe “Pippi” Barba, ingegnere di professione, che si è visto assegnare – e non è la prima volta – proprio nella sua città un primo premio, stavolta nel concorso di poesia “De Finibus Terrae – Premio Mario Caputo e Maria Domenica Caroli” tenutosi recentemente a Gallipoli. La manifestazione, giunta alla sua terza edizione e condotta dalla scrittrice e poetessa Maria Teresa Protopapa, si è svolta presso il “Bellavista Club” su iniziativa del gruppo Caroli Hotels. Per Pippi Barba, 69 anni, un trascorso politico con l’incarico di vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici e anche apprezzato pittore,  “scrivere poesie è  una reazione al cemento armato”, dice schernendosi.  Sono oltre cemto i premi sin qui ritirati,  a Cattolica,  Roma, Napoli, Matera, Lecce ed in  Sicilia. “In alcune città ci sono ritornato più volte – aggiunge – sempre per un nuovo premio”. Solo in Sardegna non vi è mai stato “ma per paura di un viaggio così lungo”, dice.  Come per la poesia premiata ultimamente “Lettera al mare”, i temi predominanti sono la sua terra e il suo mare: “Sono veramente orgoglioso – conclude – di portare alto dovunque mi chiamino il nome della mia Gallipoli”.

Gallipoli – Nonostante il letargo invernale, il borgo antico torna a respirare aria di festa sin dalle prime luci del mattino ed è forte il richiamo delle antiche tradizioni natalizie, soprattutto tra i giovani. Anche quest’anno (come accade già da qualche tempo) sarà proprio il Movimento giovanile delle nove confraternite, assieme a due associazioni laicali, ad animare la novena di Natale. Le confraternite che assicureranno il servizio liturgico nel Monastero di Santa Teresa, sin dalle 6.45 del mattino, sono, nell’ordine, quella della Purità (il 16), degli Angeli (il 17), del Cassopo (18), del Rosario (19), delle Anime e associazione cattolica SS. Medici (20), del SS. Crocifisso (21), del Carmine (22), di S. Giuseppe e associazione cattolica S. Luigi (23) e dell’Immacolata (il 24). Gli incontri sono guidati da monsignor Piero De Santis (foto), parroco della Cattedrale di Sant’Agata. A conclusione del momento di preghiera, confraternite e associazioni consumeranno e offriranno la colazione alla comunità di suore che vivono nel monastero e a quanti avranno partecipato alla novena. Il giorno della vigilia di Natale, il 24 dicembre, dopo l’ultimo Canto delle Profezie (alle 8,45 circa) sempre i giovani delle confraternite eseguiranno per le vie del centro storico la tradizionale “pastorale gallipolina”.

TRICASE – L’arrivo di Papa Francesco nel Salento? «La speranza è molto forte, ma nulla si può ancora dire al momento». Consapevole dell’importanza  della sua visita tra Tricase, Leuca ed Alessano, il segretario di Stato di Sua Santità, il cardinale Pietro Parolin, lo  scorso 8 dicembre non ha mancato (rispondendo alle inevitabili e puntuali domande dei giornalisti) di confermare come Papa Bergoglio potrebbe senz’altro essere nel Salento, magari il 20 aprile 2018, per pregare sulla tomba di don Tonino Bello nella ricorrenza dei 25 anni dalla sua scomparsa. Intanto, proprio nel giorno in cui ricorrevano i 60 anni dall’ordinazione sacerdotale di don Tonino, l’alto porporato si è recato in preghiera sulla tomba  del “Servo di Dio”, ad Alessano. A proposito dell’elevazione dell’ex presidente di Pax Christi all’onore degli Altari, Parolin ne ha ricordato la figura aggiungendo senza esitazione che “il popolo di Dio lo venera già come Santo”.  L’arrivo del Primo ministro del Vaticano è stato direttamente al Santuario de Finibus Terrae a Santa Maria di Leuca, accompagnato dal vescovo della diocesi di Ugento-S.Maria di Leuca Vito Angiuli e dalle più alte cariche civili e militari del territorio. A seguire Alessano e Tricase per celebrare il 50° anniversario dell’inaugurazione dell’ospedale “Cardinal Giovanni Panico”.

Nel corso della concelebrazione eucaristica nella chiesa madre di Tricase, monsignor Angiuli ha avuto parole di stima e di ringraziamento per l’illustre ospite, ricordando come l’ospedale “Panico”  “non è una tra le tante aziende ospedaliere, ma, sulla scia del suo fondatore, rappresenta il servizio d’amore che la Chiesa svolge a favore degli uomini”. Il vescovo ha poi ricordato la figura di don Tonino: «A Tricase  è legato anche il ricordo del Servo di Dio, Mons. Antonio Bello. In questa città, don Tonino ha vissuto un’indimenticabile esperienza di guida di questa comunità parrocchiale. Nel XXV della sua morte Lei ha voluto onorare la sua memoria sostando in preghiera presso la tomba nel cimitero di Alessano. In tal modo, ha avvalorato la sintonia che esiste tra l’insegnamento lasciatoci da don Tonino e il magistero di Papa Francesco. È noto che tra i due vi è una grande affinità di sensibilità, di gesti e perfino di linguaggio».

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