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Amleto Abbate

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Gallipoli – Perché un esponente di Chiesa, vescovo, inserito nei piani alti della gerarchia ecclesiastica, è diventato così popolare ed amato nonostante sia scomparso da ormai ben 25 anni? In suo nome si organizzano circoli, scuole, associazioni, manifestazioni sportive come quella intitolata “Corri e cammina con don Tonino”, una gara podistica che si terrà ad Ugento il 29 aprile. La risposta che danno quanti hanno conosciuto e studiato l’opera di don Tonino, come don Salvatore Leopizzi di Gallipoli ha condiviso molte esperienze, è univoca: “Quello che lo ha reso famoso da vescovo, noi lo avevamo già vissuto quando era ancora parroco a Tricase – risponde tra altri Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione “don Tonino Bello” – e lui a quell’incarico di vescovo non ci teneva proprio, tant’è che vi aveva rinunciato per ben due volte. Ha sempre aperto la sua casa ai poveri ed anzi, per non metterli a disagio, era lui stesso ad aprirgli la porta”.

Antesignano del “popolare” Papa Francesco  “Già prima di Papa Francesco ha inaugurato la “Chiesa in uscita”, o come la chiamava lui la “Chiesa del grembiule”, dice don Mimmo Amato di Molfetta, vice postulatore della causa di beatificazione. Agli immigrati, che già allora erano vissuti in parte come un problema, don Tonino inviò una lettera: “Perdonaci –scrisse don Tonino – se non abbiamo saputo levare coraggiosamente la voce per forzare la mano dei nostri legislatori. Ci manca ancora l’audacia di gridare che le norme vigenti in Italia non tutelano i più elementari diritti umani e sono indegne di un popolo libero come il nostro”. “La sua però non è stata un’ideologia – mette in guardia il vescovo di Ugento-S. Maria di Leuca mons. Vito Angiuli – ma è coraggioso annuncio del Vangelo”.

“Basilica maggiore e Basilica minore” In occasione dell’elevazione a Basilica Minore del Santuario della Madonna dei Martiri a Molfetta, come racconta lo stesso don Tonino,  uno dei giovani presenti alla cerimonia gli chiese il significato di Basilica Minore: “Non sapevo rispondere. Allora ho detto: “Basilica significa Casa del Re; questa si chiama Basilica minore perché è di pietra. Tu, invece (rivolto al giovane), sei Basilica Maggiore. Quando è terminato il dibattito –prosegue il racconto del presule – mi sono avviato a piedi verso l’episcopio. Pioveva. Mi ha raggiunto alle spalle un’auto piena di giovani che mi hanno chiesto se volessi salire. Ho accettato il passaggio e ci siamo mossi verso l’episcopio. Era quasi mezzanotte. Quando siamo arrivati nei pressi della mia residenza, mi sono accorto che, appoggiato al portone d’ingresso, c’era un uomo. Si chiamava Giuseppe, un avanzo di galera, un pover’uomo che ormai si era dato all’alcool e al vizio; adesso è morto, ma veniva sempre in episcopio, sul far della sera. Quella volta aveva tardato. Stava riverso, lì davanti, con la bottiglia dell’ubriachezza, con la barba ispida… I ragazzi hanno fermato la macchina. Quello che guidava mi ha detto: “Vescovo, Basilica Maggiore o Basilica Minore?”. Ho risposto: “Basilica Maggiore, Basilica Maggiore!”. E l’abbiamo portato su a dormire”.

Santo sì, ma sino ad un certo punto La vita dei santi (nell’immaginario collettivo don Tonino già lo è) è fatta anche di fragilità e debolezze umane. Naturalmente ne parla anche lui. “Stavo per andare a celebrare la Cresima. Ero in ritardo. Sento suonare all’ episcopio! Anche oggi che è domenica!, esclamai. Apro la porta. C’era una signora con la sua bambina, con l’abito da prima Comunione. Subito le dico: «Signora, anche oggi! Sei già venuta ieri! Che cosa vuoi?», le ho rinfacciato con delicatezza episcopale: «Che cosa vuoi di più! Le scarpette le abbiamo prese alla bambina; l’abito te lo ha dato il parroco don Raffaele. Cosa vuoi ancora?». Allora lei ha detto: «Fammi parlare!». «Adesso ho da fare, devo andare per celebrare la Cresima. Basta, mi hai seccato!». «Fammi dire una parola», ha insistito. «Che cosa vuoi?». «Siamo molti nella nostra famiglia». «E allora?». «Non ho i soldi per pagare il ristorante per tutti». «Vuoi che ti paghi pure il ristorante per i tuoi parenti?” ho proseguito stizzito. «No, no, fammi parlare» Ha tirato fuori il fazzoletto e mi ha detto: «Siccome i soldi che ho raccolto non bastano per tutti, tienili tu per i marocchini». Mi ha lasciato il fazzoletto e se ne è andata con la bambina con l’abito da sposa. Ed io sono rimasto con quel fazzoletto in mano. L’ho aperto. C’erano, mi ricordo, 63.000 lire, a mille a mille. Se in quel momento si fosse aperta una voragine e mi avesse inghiottito – conclude – sarei stato più felice.”

Don Tonino e il ministro della Difesa Pochi giorni prima di morire, fu ospite di Michele Santoro nella trasmissione televisiva su Rai3 “Samarcanda”: tema della serata era l’obiezione di coscienza (un mese prima aveva capeggiato assieme a mons. Luigi Bettazzi la Marcia di Sarajevo) e al Ministro della Difesa che lo invitava ad interessarsi di piuttosto di questioni di chiesa, don Tonino replicò che, proprio perché “Uomo di Chiesa” aveva il  dovere di  parlare  alla coscienza degli uomini, soggiungendo “che vuole che mi interessi solo di quanti ceri accendere sull’altare o del colore dei paramenti liturgici? A distanza di 25 anni, di don Tonino Bello nato ad Alessano si parla ancora, anzi è prossimo agli onori degli Altari: di quel ministro non si ricorda quasi più nessuno.

Gallipoli – Interessante iniziativa diocesana di Nardò-Gallipoli domenica 15 a Gallipoli. Dalle 19 alle 22 con partenza dal “mercato coperto” nella centralissima piazza Imbriani, tutti alla scoperta delle “vie di bellezza sul tema dell’amore e dell’affettività, con brevi spettacoli, mostre, proiezioni, preghiera, nelle caratteristiche chiese e corti del centro storico di Gallipoli”: questo in breve l’invito rivolto soprattutto ai giovani, e non solo. L’evento “WOW – percorsi di bellezza alternativa” è promosso dall’Azione cattolica, presieduta a livello diocesano da Andrea Bove di Matino (nella foto), dal Servizio diocesano di Pastorale giovanile diretto da don Antonio Perrone di Nardò, dalla cattedrale di S.Agata guidata da don Piero De Santis di Copertino e col patrocinio del Comune di Gallipoli. Si tratta di “un percorso a tappe, da vivere a piedi – fanno sapere gli organizzatori – In ogni tappa, sarà possibile entrare in relazione con una forma artistica particolare che ci insegnerà come parlare e custodire l’amore. Sarà un’esperienza di cultura e fede – proseguono – in cui, attraverso “le vie della bellezza”, si potrà vedere la bellezza della vita cristiana, così come Papa Francesco ci ha indicato in “Amoris Laetitia”. Per l’occasione, resteranno aperte tutte le chiese (nove solo quelle delle Confraternite), e alcuni luoghi d’arte. All’inizio del percorso sarà possibile ritirare la mappa con tutte le esperienze artistiche proposte e scegliere liberamente a quale avvicinarsi e costruire il proprio percorso di bellezza. Per informazioni: mail a giovani@acnardogallipoli.it o su Facebook @acnardogallipoli

Nardò – Dopo lo spettacolo “Mission Is Possible” del 17 dicembre scorso a Nardò e la “Quaresima di Carità”  promossi dal Centro missionario diocesano (vicedirettore don Giuseppe Venneri, di Nardò, secondo da sinistra) per la raccolta di fondi, al fine di completare la costruzione di una scuola nel villaggio di Pajule in Nord Uganda (già ben avviata è invece una cooperativa agricola per la coltivazione di legumi e l’allevamento di suini), è ora tempo di consuntivi, non solo economici. Come si sa, la diocesi di Nardò-Gallipoli guidata dal vescovo, mons. Fernando Filograna, ha rapporti strettissimi di solidarietà umana con quelle terre martoriate dalla guerra civile. E’ proprio don Giuseppe a raccontarne alcuni risvolti personalissimi: ha fatto il suo percorso formativo prima di diventare prete, a Barletta, città natale di Padre Raffaele di Bari, un missionario Comboniano, barbaramente trucidato a colpi di bazooka in un’imboscata a pochi chilometri dalla missione di Pajule dove si stava recando a celebrare messa.

“Tutto è iniziato proprio da lì – confida commosso don Giuseppe Venneri – proprio dalla figura di quel missionario martire cristiano: e di martiri cristiani, specie in questi ultimi tempi se ne contano a centinaia. Poi ho conosciuto  Francesca De Luca e Padre Leonsyo, e grazie a loro, il rapporto con l’Uganda è stato l’epilogo naturale. Prima un progetto di adozione a distanza – prosegue – di alcuni bambini, che poi abbiamo ospitato assieme ad alcuni accompagnatori durante l’estate di due anni fa nell’Oasi Tabor. Il volto raggiante di quei bimbi alla vista per la prima volta del mare fu per tutti noi una gioia indescrivibile e poi per alcuni di loro era la prima esperienza di viaggio fuori dalla terra natale. Durante il loro soggiorno, fummo accolti dal sindaco a Palazzo Personè (fatto insolito per loro, dove da circa trent’anni non c’è più democrazia). Poi, ad opera della dirigenza della squadra di basket “Andrea Pasca” del presidente Carlo Durante, la ristrutturazione a Pajule di un vecchio rudere abbandonato, adibita ora a centro di ascolto. Di lì a qualche mese, nel dicembre 2016, il nostro primo viaggio in Africa: tutto il resto – conclude don Giuseppe – è storia di questi giorni, che si è potuta realizzare grazie alla generosità di tutti, istituzioni pubbliche comprese, ma grazie anche e soprattutto a tantissimi nostri anonimi concittadini”.

 

Gallipoli – Preceduta alle 19 da una messa in sua memoria, il 16 aprile nella chiesa di San Lazzaro – dove per lunghi anni è stato collaboratore parrocchiale – ci sarà una serata dedicata a don Pippi Leopizzi, a due anni dalla sua morte: ad organizzarla l’oratorio “Anspi San Lazzaro” e l’associazione “Amici di Don Pippi Leopizzi”. Come si ricorderà, don Pippi, oltre che profondo conoscitore di teologia biblica e uomo di Dio, è stato anche fine umanista, poeta in vernacolo e in lingua, musicista e, soprattutto, amante delle tradizioni gallipoline. Nel corso della serata dal titolo “…sempre na oce”, saranno declamate poesie dialettali di autori gallipolini e non, dedicate all’illustre scomparso. Non mancherà l’intrattenimento musicale di Gabriella Stea e Marco Rizzello e della Scuola “AGreGaDa” di Gabriela e Davide Greco. Presenterà a serata lo scrittore e poeta gallipolino Maurizio Marzo.

Gallipoli – Domenica 15 alle 20,15 si inaugura, alla presenza del vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, mons.Fernando Filograna,  il Centro di ascolto cittadino, sito in piazza Imbriani, 9, nel centro storico. Sinora, alle numerose richieste di aiuto  e segnalazioni di disagio avevano fatto fronte le varie Caritas  parrocchiali: ora la svolta “per venire incontro ai molteplici bisogni della comunità cittadina, con una particolare attenzione alle fasce della popolazione meno abbienti”.

E’ prevista una prima fase di ascolto presso ogni parrocchia (cinque in tutto, di cui una nel centro storico, le altre al borgo), e una seconda fase presso la nuova sede  di piazza Imbriani, dove un’équipe di volontari (persone con un periodo significativo di formazione) garantirà la presenza giornaliera con l’ausilio di esperti qualificati. Così, alle già operative  “Mensa della carità “S. Francesco d’Assisi” di via Micetti e la struttura di Accoglienza notturna “AgaPolis” presso la parrocchia S. Antonio di Padova, si potrà ora contare anche su un segretariato sociale per il disbrigo di pratiche presso uffici pubblici, per l’accesso a servizi sociali e di natura fiscale (mod. Isee, 730, invalidità civile, Caf e patronato). Vengono pure assicurate sia la consulenza medica qualificata con guida ai servizi ambulatoriali territoriali ed ospedalieri, sia anche la consulenza legale per problematiche di carattere personale o familiare, oltre alla tutela dei diritti di cittadinanza.

Sono altresì previste iniziative di sostegno alla persona, con particolare riguardo alle problematiche intra ed extra familiari, alle devianze di vario genere e al rapporto educativo. Promotore e artefice dell’iniziativa il parroco della cattedrale di S. Agata, mons. Piero De Santis (il primo da destra), che ha messo a disposizione i locali parrocchiali, tra l’altro molto appetibili dal punto di vista commerciale: “Non esiste una Chiesa senza carità, e la carità è la carezza della Chiesa al suo popolo; la carezza della Madre Chiesa ai suoi figli; la tenerezza, la vicinanza” – dice il parroco, facendo sue le parole di Papa Francesco – Desideriamo così offrire il nostro contributo efficace  per la costante realizzazione della civiltà dell’amore, per generare un vero sviluppo che coinvolge tutti, nessuno escluso.  Siamo convinti – conclude mons. De Santis – che tutto ciò esige l’ascolto del grido dei poveri e l’impegno a sollevarli dalla loro condizione di emarginazione”.

Silvia Coronese

Gallipoli – Si è già conclusa a dicembre scorso (salvo per chi non ha ancora completato l’anno di   lavoro) l’esperienza del Red (il cosiddetto reddito di dignità) voluto dalla Regione Puglia per il 2017. Pur avendo rappresentato una boccata d’ossigeno per le famiglie bisognose e in momentanea difficoltà, non sono però mancate le lamentele e i mugugni per i ritardi nei pagamenti dei sussidi. Dopo la denuncia fatta su Piazzasalento d i un beneficiario (che aveva parlato di ritardi anche di sette mesi), l’Ufficio dell’Ambito sociale di Gallipoli ha fatto sapere che  non vi è mai stato un ritardo così consistente nei pagamenti della Regione; fatte le ulteriori verifiche, effettivamente il ritardo registrato è stato di “soli 3 mesi”. Analoghe lamentele di persone bisognose si erano avute dagli Ambiti di zona di Galatina e Maglie ed anche dal locale patronato della Cgil. Per l’Ambito di zona di Gallipoli, formato da Gallipoli (capofila) e dai Comuni di Alezio, Alliste, Melissano, Racale, Sannicola, Taviano e Tuglie, l’esperienza come si diceva è stata tutto sommato più che positiva, anche perché proprio da qui  – “primi in tutta la Regione” – erano partiti i primi contratti ReD.

L’assessore ai Servizi sociali di Gallipoli, Silvia Coronese rende noti i dati a consuntivo: su 600 domande per l’intero Ambito, ne sono state accolte circa l’80%, poi ridottesi a 177 nominativi per rinuncia volontaria di chi ha trovato nel frattempo occupazioni alternative. L’’Ambito di zona di Gallipoli (coordinato e diretto dalla dottoressa Maria Caiffa), chiuso a dicembre 2017 il capitolo “Red”, ha già stilato per l’anno corrente una prima  graduatoria con oltre 200 aventi diritto al  Rei (reddito di inclusione attiva)  previsto dalla Legge finanziaria 2018. L’assessore Coronese è’ soddisfatta oltre che per il lavoro svolto con tempestività dagli uffici, “anche per il fatto che – afferma – non abbiamo elargito mero assistenzialismo, ma chi ha lavorato ai nostri progetti è stato utilizzato concretamente ed in contesti operativi dignitosi, sia nelle scuole, che nelle parrocchie, oltre che nei Comuni, nei centri di assistenza Caritas, ma anche nell’assistenza domiciliare a persone anziane non autosufficienti e infine anche come integrazione scolastica nei casi di bambini con handicap”. Forte dei dati appena snocciolati, l’assessore Coronese minimizza circa le lamentele di cui si è fatto cenno: “Nella cabina di regia del 28 marzo nessuno ne ha parlato, men che meno il rappresentante della Cgil. Ciò non di meno – conclude l’assessore – il mio ufficio e quello delle assistenti sociali è sempre aperto e disponibile ad accogliere tutte le segnalazioni e soprattutto a rendersi parte diligente nel sollecitare gli Enti eventualmente ritardatari”.

Gallipoli – “Perseguitati e dimenticati – dove la fede è martirio”, è l’oggetto del convegno promosso dalla diocesi di Nardò-Gallipoli, assieme alla Fondazione Acs (Aiuto alla Chiesa che soffre) e all’associazione laicale “Alleanza Cattolica”, che si terrà nella cattedrale di S.Agata a Gallipoli sabato 7, alle 19. Interverranno il presidente della Sezione italiana Acs Alfredo Mantovano che introdurrà i lavori. Seguirà l’intervento del giornalista inviato in zone di guerra Gian Micalessin, che parlerà dei “Cristiani dimenticati in Siria”. “Testimoniare Cristo ad Aleppo” sarà il tema di Padre Mtanios Haddad della Chiesa cattolica greco-melchita, e “Testimoniare Cristo in Egitto” sarà l’argomento di Padre Alan Safwat Tawfik, Provinciale in Egitto dell’Ordine dei Frati Minori. Concluderà i lavori il vescovo della diocesi, mons. Fernando Filograna. E di persecuzione e martiri in Siria e in Egitto ha parlato anche il Papa nel recente messaggio di Pasqua: sempre più insistenti e accorati i suoi appelli per la fine immediata delle violenze in Siria, con migliaia di vittime civili, ospedali distrutti dalle bombe e popolazione ridotta allo stremo, senza medicinali e alimenti. “e noi oggi domandiamo frutti di pace per il mondo intero, a cominciare dall’amata e martoriata Siria, la cui popolazione è stremata da una guerra che non vede fine.  In questa Pasqua – ha detto il Pontefice – la luce di Cristo Risorto illumini le coscienze di tutti i responsabili politici e militari, affinché si ponga termine immediatamente allo sterminio in corso, si rispetti il diritto umanitario e si provveda ad agevolare l’accesso agli aiuti di cui questi nostri fratelli e sorelle hanno urgente bisogno, assicurando nel contempo condizioni adeguate per il ritorno di quanti sono stati sfollati”.

 

 

Gallipoli – Al grido di “Siamo tutti qua, rivogliamo la Purità”, promossa dal comitato spontaneo costituitosi sul web “Giù le mani dalla spiaggia della Purità”, si è svolta stamattina la programmata manifestazione  cui hanno partecipato circa 200 persone, comprese mamme con bambini al seguito. Il corteo è partito dalla spiaggia della Purità, ha attraversato le vie principali del centro storico, per poi dirigersi in piazza Aldo Moro, dove si sono via via susseguiti gli interventi di organizzatori e manifestanti e, da ultimo, del sindaco Stefano Minerva. Presenti fin dall’inizio, i consiglieri comunali Vincenzo Piro, Mino Nazaro e Sandro Quintana; presente pure l’associazione “Fideliter Excubat”.

Le tante voci dei partecipanti La portavoce del movimento Anna Papa, ha ringraziato i presenti e, ironicamente, anche qualche  “denigratore virtuale” assente: scopo della manifestazione – è stato ribadito – è non attendere passivamente gli eventi ma riappropriarsi del proprio ruolo di cittadini cui sta a cuore la vita e le bellezze naturali della propria città, tra cui, appunto  “lu core tu malone” irrimediabilmente  compromesso – sempre a detta dei manifestanti – dai massi depositati recentemente per consolidare il bastione e Palazzo Ferocino con un tratto di spiaggia finita sott’acqua. “I pescatori anziani – ha detto Anna Papa – ci dicono che le mura in ammollo per così tanto tempo non si erano mai viste prima”. Non è mancata qualche frecciatina contro le “beghe politiche di cui la città è stufa”. Poi la conclusione della portavoce: “Non basta puntare il dito, rimbocchiamoci le maniche tutti e diamo il buon esempio”. Luigi Liaci ha letto una sua poesia in vernacolo che finisce così “ndane ccisu nnu fiju…u Core tu Malone”. Il consigliere Quintana (verso la fine dell’intervento interrotto da qualcuno) ha sollecitato il Sindaco,arrivato nel frattempo, a stanziare in bilancio parte del ricavato dai parcheggi del porto per fare uno studio serio sul fenomeno della presunta erosione non solo nella spiaggia della Purità, ma anche sull’intero litorale gallipolino. Per “Giù le mani dal nostro mare”, ha messo in guardia anche dal “rischio trivellazioni in mare”. Il consigliere Piro, “nato e cresciuto a nemmeno 200 metri dalla Purità” come ha tenuto a precisare, ha poi salutato “molto positivamente” la manifestazione, “alla quale partecipo come cittadino”. Massimo Potenza ha stigmatizzato il disinteresse e l’incuria, oltre che per la “Purità” per  tutto il centro storico, “che va salvaguardato nella sua interezza”, Roberto Giurgola, ha sollecitato “ora uno studio approfondito, come ho chiesto al Sindaco già nell’incontro con i tecnici del Genio civile e lo sollecito anche oggi”.

Gli impegni dell’Amministrazione comunale Ha poi concluso il Sindaco Minerva: “Il problema c’è e chi lo nasconde è un bugiardo” ha detto. Il primo cittadino ha però assicurato i presenti che nei prossimi giorni si darà un incarico tecnico per conoscere meglio il problema e per trovare le soluzioni adeguate, e, se necessario, a provvedere anche al ripascimento della sabbia. Ha poi plaudito alla manifestazione, ringraziando gli organizzatori perla riuscita e pacifica manifestazione, concludendo con una assicurazione: “Quella spiaggia non sarà mai privata, almeno sino a che sarò sindaco io, come qualcuno vorrebbe sperare”.

Le ragioni dell’assenza di Legambiente Non sono mancati i passaggi polemici, in particolare riferiti al circolo locale “A. Cederna” di Legambiente ed al suo rappresentante Maurizio Manna, dirigente regionale dell’associazione. Ieri sera dal circolo era stato diffuso un comunicato con cui si spiegavano le ragioni dell’assenza alla manifestazione odierna. Un “no” intanto “perché organizzata da un anonimo gruppo facebook e non da persone fisiche”; seguono appunti sulla consistenza del tratto sabbioso e sulle caratteristiche geologiche e marine di quella zona, fino all’urgenza dei lavori effettuati. La manifestazione sarebbe stata carente, per Manna, anche sul piano delle “rivendicazioni cui dare corso”. Dopo aver ribadito che “è da diversi anni – e non certo nelle poche settimane seguite al deposito delle opere di difesa – che l’azione del mare ha avuto una accelerazione erodendo non solo il tratto al limite sud della Spiaggia della Purità, ma intaccando anche area emersa, costituita prevalentemente da ciottoli di risacca, ai piedi del Baluardo dedicato al Santo di Assisi e di quello delle Saponiere” e che, a suo parere, “non è assolutamente possibile valutare nei tempi immediati l’effetto a lungo termina delle opere di difesa a mare rispetto alla linea di costa risultante, a causa alla complessità delle variabili coinvolte”, Manna chiude così: “Pensiamo che prima di paventare emergenze e convocare adunate, dobbiamo imparare a osservare i tempi della natura e la complessità dei fenomeni per agire se e nella misura necessaria ad evitare danni certi e irreversibili, ma su base scientifica. In quel caso saremo i primi a intraprendere le iniziative opportune, dalla denuncia alla manifestazioni”.

 

 

Patù – Più si avvicina la data dell’eccezionale appuntamento – la mattina del 20 aprile – più intensamente si susseguono le iniziative di preparazione all’evento dell’incontro con Papa Francesco ad Alessano, paese di don Tonino Bello, nel 25° anniversario della sua morte. Il Papa sosterà sulla sua tomba, per poi, dopo un breve saluto, proseguire per Molfetta dove il vescovo dei poveri esercitò sino alla morte il suo ministero episcopale.

Un nuovo volume con scritti inediti, sempre nel solco di un’alta spiritualità Di particolare rilievo in questo percorso è la presentazione del nuovo libro di Giancarlo Piccinni (foto) “Don Tonino, Sentiero di Dio” di 144 pagine, edito da “San Paolo Edizioni”. In libreria dal 25 marzo scorso, il libro sarà presentato il 5 aprile nel Palazzo Romano (ex scuderie) di Patù alle ore 18. L’autore, che è presidente della Fondazione omonima, ne discuterà con il professore Hervé Cavallera di Tricase, dell’Università del Salento. Introdurrà i lavori il prof. Mario Carparelli (di Taurisano) dei Presidi del libro del Capo di Leuca. L’associazione è tra i promotori dell’incontro insieme alla Regione, al Comune di Patù, “Salentosophia”, Fondo per lo sviluppo e la coesione. Saluteranno i convenuti il Sindaco Gabriele Abaterusso e il consigliere delegato alla Cultura, Pina Leo.  Il volume racconta “la storia e la spiritualità di don Tonino, non disgiunte dall’impegno per la pace” (egli fu infatti anche presidente di Pax Christi). Vari i temi trattati nel testo, come vari furono gli impegni del vescovo della “Chiesa del grembiule” prematuramente scomparso e, secondo i più, prossimo all’ onore degli Altari. Il libro è arricchito anche da alcuni scritti inediti di don Tonino, tra cui uno scambio epistolare con padre Davide Maria Turoldo: due lettere che sintetizzano il loro modo di porsi – con una denuncia senza se e senza ma – davanti all’industria della guerra e delle armi (tra l’altro molto prolifica in Italia), contrapposto a certa gerarchia ecclesiastica, che invece invitava alla prudenza e al silenzio. Nel libro non mancano nemmeno i riferimenti ad un altro profeta del nostro tempo, padre Ernesto Balducci, anch’egli segnato dalla stessa sorte e dallo stesso male.

“Con don Tonino non si può percepire il sentimento del lutto” Di forte impatto emotivo lo scritto introduttivo dell’autore,  concittadino e discepolo della prima ora di don Tonino,  oggi affermato primario ospedaliero a Gallipoli e presidente della Fondazione: “Chi come me ha conosciuto don Tonino – scrive Piccinni – è rimasto a lui intimamente legato, e non riesce a percepire, pur nella sofferenza del distacco, il sentimento di lutto. Non è mai scomparso, infatti,né  dalla nostra vita, né dai nostri cuori: semmai si consuma quotidianamente un’esperienza unica  in cui – prosegue l’autore – morte e risurrezione si fondono sino a poter intravvedere, grazie alla sua presenza, mondi nuovi e cieli nuovi”. Particolarmente toccante è anche la prefazione al libro (che qui riportiamo integralmente, scritta dal presidente di “Libera” don Luigi Ciotti: ”Tonino Bello non basta ricordarlo, bisogna trasformare il ricordo in memoria feconda, memoria viva. Grazie dunque a Giancarlo Piccinni perché questo libro che raccoglie testi di Tonino e su Tonino, arricchiti da documenti inediti e preziosi, ce lo restituisce più che mai vivo, a venticinque anni dalla morte. Vivo, come sempre sarà una vita totalmente plasmata dal Vangelo, dalla sua sfida etica e teologica. Primo: riconoscere Dio nei poveri, negli esclusi, negli oppressi. Secondo: impegnarsi per la giustizia e la pace di questo mondo. È questo, a ben vedere, lo “scandalo” di don Tonino, quello scandalo che oggi, con papa Francesco, scuote dal vertice l’intera struttura della Chiesa: non possiamo dirci davvero cristiani se, insieme alla fede nel Regno, non c’impegniamo a contrastare le ingiustizie dell’al di qua. Non possiamo dirci davvero cristiani – conclude don Luigi Ciotti – se non ci avventuriamo nell’agitato mare della Storia e, uscendo dai luoghi sacri, consacriamo quelli più deserti, periferici, abbandonati. Non possiamo dirci davvero cristiani se non stiamo dalla parte dei poveri denunciando chi li sfrutta, li umilia, li respinge”.

Gallipoli – Il simulacro dell’Addolorata e del Cristo morto che sino allo scorso anno aveva fatto bella mostra di sé nei giorni della visita ai “Sepolcri” (giovedì e venerdì santo) in una casetta a piano terra di via Pasca Raymondo, nel centro storico, ora è ben visibile nella chiesa di S. Lazzaro, guidata da don Luigi Strafella, di Copertino. Fu realizzato da un laboratorio di cartapestai leccesi negli anni ’40, su commissione della gallipolina Lucia Tricarico, a seguito della morte in guerra di suo figlio Giacinto. Tale compito, in memoria del compianto, con la morte della signora nel 1973 passò alla figlia Liliana. Ora, con la recente scomparsa anche di Liliana, per evitare che tutto passasse nell’oblio, la decisione unanime degli eredi “di donare il simulacro ad una chiesa disposta ad accoglierlo”, come afferma Giacinto Scigliuzzo, che, assieme al figlio Alessio l’ha addobbato. “Non nascondo la forte emozione che ho provato al vederla in chiesa, anche perché – ha proseguito Scigliuzzo – le statue  sono state valorizzate ancor più, e la gente va a vederle con occhio diverso rispetto a quando erano in casa. Anche il parroco e i fedeli hanno espresso apprezzamento”, conclude.

Gallipoli – Una burrasca di scirocco sta sferzando, in queste ore, tutto il Salento con danni ancora in corso di quantificazione in molti centri. A Gallipoli, in particolare, il forte vento da sud-sud-est ha provocato la caduta di un palo della pubblica illuminazione sul ponte seicentesco che porta nel centro storico. Il palo è finito sulla sottostante via del mercato del pesce colpendo un’auto in sosta senza, fortunatamente, provocare feriti. Sul ponte, tra l’altro, da poco vi era stata la processione della “Tomba e di Maria desolata” seguita da un migliaio di fedeli e dai turisti presenti in questi giorni in città. L’intervento dei vigili del fuoco ha, poi, permesso di ripristinare le condizioni di sicurezza anche per almeno un paio di altri pali che minacciavano seriamente di cedere. Non è certo la prima volta che simili fatti accadono in città, spesso a causa dell’usura del tempo. Stavolta, invece, i 14 pali lungo il ponte Giovanni Paolo II erano stati installati appena sul finire della scorsa estate: 80mila euro il costo complessivo poi elevato a 108mila con l’aggiunta di altri due pali. Già all’epoca dell’installazione non mancarono le polemiche e più d’uno sostenne che al primo vento forte sarebbero venuti giù essendo ancorati in appena quattro punti con viti e tasselli.

Ugento – Domenica di Pasqua con la trasmissione della santa messa in diretta dalla cattedrale di Ugento. La celebrazione del vescovo Vito Angiuli andrà in onda, a partire dalle ore 11, su Canale 85 ( e sul sito www.canale85.it) con replica alle ore 17. Si tratta di una delle tante iniziative previste nell’anno dedicato al ricordo di don Tonino Bello. Tra queste c’è anche il progetto “Scuole in cammino con don Tonino Bello” per il quale scadono il 5 aprile i termini per la presentazione delle adesioni. Si tratta di un’iniziativa promossa dall’assessorato alla Formazione e al lavoro della Regione, dall’Ufficio scolastico regionale, dalle scuole di Puglia intitolate al vescovo di Alessano insieme alla Fondazione don Tonino Bello. L’obiettivo è quello di diffondere la conoscenza della figura del vescovo di una chiesa “povera per i poveri” e della “convivialità delle differenze”, del suo pensiero e del suo rapporto con i ragazzi e con i giovani. Il concorso è rivolto alle scuole di ogni ordine e grado della Puglia: il tema scelto per l’anno scolastico 2017/18 è “La carezza per don Tonino Bello” (informazioni al sito www.iissmonsabello.gov.it).

Ugento – Turismo e fede a braccetto grazie all’iniziativa “Sepolcri” promossa dalla Fondazione Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae” e dalla diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca. Lo scopo è quello di valorizzare, in adesione al progetto “Chiese aperte” promosso dalla Regione Puglia con il Fondo speciale cultura e patrimonio culturale, gli allestimenti sacri realizzati all’interno delle chiese e dei calvari delle 18 comunità della diocesi retta da monsignor Vito Angiuli in occasione della Settimana santa e meta del pellegrinaggio del giovedì e del venerdì santo. «S’intende mettere a fuoco quest’appuntamento della tradizione religiosa, molto sentito e vissuto dalle comunità locali, attraverso l’organizzazione di un convegno in cui verranno invitati alcuni esperti, la realizzazione di materiale informativo, promozionale e divulgativo e l’apertura straordinaria delle chiese e del Museo diocesano nei periodi di maggior afflusso di pellegrini e turisti. Verrà anche bandito un concorso tra le confraternite che volessero partecipare e alla confraternita vincitrice sarà restaurata una suppellettile sacra. Il Museo diocesano prolungherà, inoltre, tale iniziativa con una mostra sul tema», fanno sapere gli organizzatori.

Le confraternite interessate dal progetto sono le seguenti: Madonna Assunta in cielo e Sant’Antonio – SS. Trinità a Specchia, Madonna Santissimo Rosario a Gemini (Ugento), Sant’Antonio a Castrignano del Capo, Assunta ad Acquarica del Capo, Carmine e Trinità a Ruffano, Confraternita dell’Immacolata a Sant’Eufemia a Tricase, Confraternita dell’Immacolata Sant’Angelo a Tricase, Santi Medici a Ugento, Confraternita dell’Immacolata a Supersano, Immacolata e San Nicolò a Tutino (Tricase), confraternita dell’Immacolata e Santo Stefano a Taurisano, Cuore eucaristico a Patù, confraternita dell’Immacolata a Corsano, confraternita dell’Immacolata a Giuliano di Lecce (Castrignano del Capo), Madonna delle Grazie e Sacramento a Torre Paduli (Ruffano), confraternita dell’Immacolata – Santissima Eucaristia – San Francesco di Paola a Gagliano del Capo, confraternita dell’Immacolata e SS, Sacramento a Caprarica del Capo, Madonna Assunta e San Luigi Gonzaga a Presicce e confraternita di Sant’Antonio a Ugento.

 

Gallipoli – Non ha raggiunto il numero delle 50 autocandidature previste dal bando e, così, è saltata a Gallipoli la nomina dei componenti della Consulta civica di partecipazione. Alla scadenza del 15 marzo, le domande protocollate in Comune sono state appena 39, delle quali tre pure scartate, e dunque il Consiglio comunale ha dovuto rinviare l’elezione dei 17 componenti della Consulta civica. «Sinceramente confidavo in una partecipazione più convinta, e poi i benefici e le occasioni di confronto sui problemi cittadini non sarebbero mancati certamente. Forse –  afferma il presidente dell’Assise consiliare Rosario Solidoro – il numero di 50 autocandidature è troppo elevato. Intanto siamo corsi ai ripari per non sciupare altro tempo e altre occasioni». Nell’incontro dei capigruppo di venerdì 23 marzo, infatti, è stato già deciso di riaprire i termini delle domande.

La nota di Fasano Intanto, a margine,  giunge la nota di  “Gallipoli Futura” (capogruppo l’ex sindaco Flavio Fasano): «Il fallimento di questa iniziativa sta a significare quanto sia prevalente il disinteresse e la delusione del popolo gallipolino in generale per questa politica fatta solo di annunci ed in particolare per aver tentato di costituire un organismo di facciata». Fasano punta, inoltre, sulla “delusione dei cittadini,  fortemente delusi per la pochezza delle risposte politiche a fronte della forte domanda di servizi efficienti e all’assenza di investimenti per la creazione delle infrastrutture che, se realizzate, contribuirebbero a risollevare le sorti dell’economia turistica. Sarebbe stato forse più proficuo se il Sindaco avesse attivato le procedure per la elezione delle Consulte di quartiere”.

don Luciano Oronzo Scarpina

Racale – Inaugurazione mercoledì 21 dell’area presbiterale recentemente messa a nuovo nella parrocchia Beata Vergine Maria Addolorata di Racale. Diverse le modifiche apportate, tra cui, nelle nicchie sin qui vuote dell’abside (due laterali e una centrale) la collocazione di cinque statue: quattro in pietra leccese, collocate nelle nicchie laterali, facevano parte, sino al 2007, della facciata esterna, poi erano state restaurate a cura della Provincia ed erano custodite in chiesa. La quinta, invece, che occupa la nicchia centrale, raffigura la Madonna delle Grazie, ed è stata realizzata dalla “Bottega Gallucci” di Lecce (costo dell’opera 5mila euro, pagati con oboli dei fedeli). L’edificio sacro, che risale al XVII secolo, era originariamente intitolato alla Madonna delle Grazie, poi, nel 1850 il cambio in “Beata Vergine Maria Addolorata”: è per questa ragione, quasi a voler riparare ad “un torto” storico, che è stata collocata ben in vista, al centro dell’abside, una statua che raffigura la Titolare originaria.

Questo il programma della serata: alle 18,30 messa solenne celebrata dal vescovo mons. Fernando Filograna, quindi la benedizione della nuova statua della Madonna delle Grazie e svelamento delle altre ricollocate nelle nicchie absidali. Alle 19,30, dopo il saluto di mons. Filograna, del sindaco Donato Metallo e del parroco don Luciano Scarpina (di Matino), vi sarà l’approfondimento di mons. Giuliano Santantonio (parroco della cattedrale di Nardò e originario di Racale) su “vicende storiche della chiesa Santa Maria delle Grazie in Racale”. Al termine, presso la Casa Emmaus, è previsto un rinfresco.

Gallipoli – “Lo hanno istituito per alleviare un po’ i nostri disagi economici, invece se continua così, non fanno altro che accrescerli”, così si sfoga Mario De Salve, di Tuglie (in foto mentre è al lavoro), ammesso al Reddito di Dignità (il ReD appunto), che da giugno scorso si reca alla Mensa della Carità “S. Francesco d’Assisi” di Gallipoli in cambio di alcune centinaia di euro al mese, che però – e questo è il problema suo e di tutti gli altri ammessi a questa misura di sostegno – tardano ad arrivare. Il malumore è diffuso, anche se in pochi si espongono per segnalarlo.

L’aiuto alle persone in difficoltà, anche temporanea Istituito qualche tempo fa dalla Regione Puglia “quale aiuto verso persone che si trovano in difficoltà tali, anche temporanee, da essere al di sotto di quella soglia economica minima per una esistenza almeno accettabile. Il Red  – così è scritto nella nota esplicativa della Regione –  è uno strumento di contrasto alla povertà assoluta e di supporto a un percorso più ampio di inserimento sociale e lavorativo”.  I Comuni, che attraverso i Servizi sociali conoscono bene i problemi economici delle loro comunità, l’hanno visto come una manna dal cielo e si sono subito attivati con l’Ufficio di piano dell’Ambito di zona, in questo caso con Gallipoli capofila; hanno elaborato propri progetti lavorativi e, con le domande pervenute hanno stilato una graduatoria, da cui hanno poi attinto. L’Ambito di zona di Gallipoli (che ricalca il distretto sociosanitario) è formato da Gallipoli e dai Comuni di Alezio, Alliste, Melissano, Racale, Sannicola, Taviano e Tuglie.

I sussidi non arrivano, intanto c’è chi sostiene delle spese Il contributo varia dai 400 ai 600 euro al mese. Mario De Salve lavora cinque giorni la settimana, dal lunedì al venerdì, Natale e Ferragosto compresi, ma di soldi ne ha visti finora ben pochi, solo quelli di  giugno e luglio. “All’appello mancano ancora 7 mesi –aggiunge una signora che presta la sua opera alla Mensa – e nessuno sa dirci quando si sbroglierà questa matassa. Tra poco è Pasqua, e le 600 euro promesse e lavorate mi farebbero comodo”. “Ho una bambina di due anni e la mia compagna da mantenere, oltre l’affitto di casa, e quei 400 euro sarebbero meglio che niente – rileva De Salve –  oltre al fatto di dover raggiungere quotidianamente Gallipoli a mie spese. Non vorrei che al danno si aggiungesse anche la beffa”, conclude amareggiato.

Il Comune preme, con Acli, Cgil e altri ma ancora nessuna certezza “Come Comune siamo in regola – fanno sapere dall’Ufficio del piano di Gallipoli – l’ultima nostra nota di sollecito è del 12 febbraio scorso”, dicono mentre la esibiscono. Loredana Tundo, assessore a Galatina e dirigente provinciale delle Acli, aggiunge: ““Purtroppo tutti i Comuni stanno nella stessa situazione: l’unica cosa da fare è attaccarsi tutti al telefono e fare pressione presso gli uffici regionali”, propone. Anche Gigi Manno, responsabile del patronato Cgil a Gallipoli manifesta il suo disappunto:  “Non trovo parole per definire la situazione al limite del paradosso. Dare dignità alle persone solo a parole per poi, per problemi interni alla  Regione, negargliela nei fatti, è quanto di più assurdo mi sia mai capitato come sindacalista – commenta laconico -pur ammettendo un sia pur minima responsabilità dell’Inps. Qui da noi è una processione continua di persone che ci chiedono di intervenire  e non so più a quale santo rivolgermi”, conclude.

Gallipoli – Sono entrati nel vivo col solenne settenario in onore della Madonna Addolorata le celebrazioni liturgiche che culmineranno poi coi riti propri della Settimana Santa. Mercoledì alle 18,15 la statua è stata traslata dalla chiesetta dell’antichissima Confraternita del Carmine (Enzo Della Rocca il priore) in cattedrale (parroco, mons. Piero De Santis). Questo il calendario degli appuntamenti predisposti dalla confraternita, che culmineranno col venerdì (23 marzo) dell’Addolorata, prima della domenica delle Palme: tutte le sere, dopo il rosario e il canto dello “Stabat Mater”, la messa alle 18,30. Venerdì 16 marzo “Ostensione della Sindone (gelosamente custodita in cattedrale) e Adorazione del Legno della Croce”; domenica 18 “Giornata della Carità”, con raccolta fondi per ultimare il progetto di Caritas diocesana di ultimazione della Scuola per i bambini nel villaggio di Pajule (in Nord Uganda). Mercoledì 21, a conclusione del settenario, la statua dell’Addolorata tornerà nella chiesa confraternale del Carmine.

Sin dalle prime luci dell’alba del 23 marzo, è il suon festoso delle campane ad annunciare la giornata più attesa dai gallipolini, che interrompono qualsiasi loro attività e dopo aver consumato un frugale piatto di fagioli lessi, si riversano nel centro storico, nei pressi della chiesetta del Carmine, da dove, a mezzogiorno in punto, parte la processione con la Statua settecentesca dell’Addolorata, diretta verso la cattedrale. Tra due ali fitte di folla, preceduto dal gonfalone, la processione è annunciata da uno squillo lamentoso di tromba e dal rullio cupo del tamburo, mentre nell’aria si diffondono le note struggenti di antiche marce di musicisti del luogo. Segue la Croce dei Misteri, portata dall’inossidabile canonico don Santo Tricarico (presidente della mensa della carità S.Francesco); subito dopo le consorelle e i confratelli che per l’occasione indossano l’abito nero della preesistente confraternita della Misericordia (confluita nell’attuale, nel 1770); e poi ancora i priori delle altre nove confraternite, i ministri istituiti, i sacerdoti e il vescovo della diocesi mons. Fernando Filograna. Dopo la messa solenne celebrata dal vescovo si esegue l’oratorio sacro “Ahi! Sventura” composta nel 1886 dal concittadino Maestro Francesco L. Bianco, per coro, solisti e orchestra diretta dal Maestro Francesco Leone: con replica, nella chiesa di S. Gerardo Maiella (ore 17) e al Sacro Cuore (alle 19) durante la consueta sosta della processione, che, rientrando a tarda sera, sosterà sul bastione sovrastante il porto mercantile per la tradizionale benedizione del mare: suggestiva e coinvolgente anche qui la partecipazione popolare, al sibilo festoso delle sirene delle navi e dei pescherecci e dei clacson delle centinaia di auto in sosta sulla banchina sottostante. La giornata si conclude, come a mezzogiorno, con un altrettanto sobrio (si fa per dire) piatto a base di pasta alla pizzaiola e pesce fritto.

Gallipoli – Giunge alla sua 14^ edizione sabato 17 marzo alle 19,30 l‘appuntamento con la musica sacra “Concerto di Passione” promosso dalla Confraternita della Purità, assieme alle associazioni “Nantes”, “Gallipoli Nostra” e Pro loco. «“Passione“ – spiega il priore della confraternita Mino Maggio (in foto assieme a un suo confratello) – sia per ricordare gli ormai prossimi “tempi forti” della Settimana santa che culmineranno con la processione della “Desolata” e della “Tomba” (che esce a notte fonda, e dopo avere attraversato l’intera città, rientra al mattino del sabato, dopo una breve sosta sullo spiazzo che sovrasta la spiaggia della “Purità”), sia anche per la particolare “passione” dei gallipolini verso le marce proprie del periodo».

Nel corso della serata, come ormai da tradizione, verrà consegnato anche “il Troccolante d’oro”: così è chiamato chi usa durante le processioni il particolare strumento della “troccola” in sostituzione delle campane, dal pomeriggio del giovedì sino alla notte del sabato santo. Si tratta di un riconoscimento verso chi si è contraddistinto per particolari meriti. “Vincitore dell’anno scorso è stato Massimo Marzo, che da Squinzano, assieme al figlio, non manca mai alle nostre processioni”, fa sapere il priore Maggio. Durante la serata si esibirà l’orchestra di fiati “Santa Cecilia” diretta dal Maestro Alessandro Manzolelli.

Gallipoli – Non sono nuovi ai gesti di solidarietà quelli dell’associazione podistica atletica di Gallipoli che già da tempo sostengono l’associazione “Arcobaleno su Tanzania” del professore Giovanni Primiceri nelle sue numerose iniziative a sostegno delle popolazioni africane. “Ora, a richiesta di un nostro dirigente – è il presidente del sodalizio Claudio Polo a comunicarlo (nella foto il primo da sinistra, assieme a Vincenzo Spinola, Giovanni Santacroce, Romeno Manfreda, Antonella Farnelli, Giacinto Scigliuzzo, Giorgio Padovano e Salvatore Carretta) – abbiamo donato quattro televisori da 32 pollici per i pazienti del reparto di oncologia dell’ospedale “Sacro Cuore”, per i quali il tempo della loro degenza sarà certamente meno monotono. Speriamo che per il futuro potremo fare altre di queste iniziative”. Intanto la Asl, con una delibera del 5 marzo scorso, ha “accettato la donazione gratuita” precisando altresì che detti beni “dovranno essere conformi ai requisiti previsti dalla normativa vigente in materia di CAM e di sicurezza”, e disponendo che gli stessi siano inventariati nel registro dei beni ammortizzabili del Presidio ospedaliero di Gallipoli.

Gallipoli – Ambienti più confortevoli e terapie più appropriate per sostenere i pazienti nel loro percorso diagnostico-terapeutico. Si è presentato così a molti dei suoi 22 pazienti il nuovo Day Hospital di talassemia, inaugurato questa mattina al 5^ piano della Torre C dell’ospedale Sacro Cuore di Gallipoli. Presenti alla cerimonia il direttore generale Asl Lecce Ottavio Narraci, il sindaco Stefano Minerva e il consigliere comunale Titti Cataldi, i medici del reparto, il personale infermieristico, e il cappellano ospedaliero don Marcello Spada che ha benedetto la struttura. «Il nuovo Day Hospital è davvero un punto di riferimento importante per il territorio e, in qualche misura, rappresenta anche la storia assistenziale dei pazienti talassemici, che dura da decenni – ha esordito il direttore generale Narraci – qui a Gallipoli ci sono tanti pazienti talassemici e medici e infermieri che si occupano amorevolmente di loro. Oggi siamo contenti perché siamo riusciti a trovare una cornice logistica più adeguata e anche più rispondente ai criteri di appropriatezza clinica, perché l’ambulatorio talassemici esce dalla Pediatria ed entra nella Medicina Interna. Del resto, molti dei pazienti adulti di oggi sono quelli che una volta erano bambini talassemici e per questo vanno seguiti da medici preparati. Questa nuova sistemazione segue questa evoluzione e consente di offrire un’assistenza sempre più adeguata e qualitativamente elevata ai nostri pazienti».

«Un ulteriore tassello nel miglioramento ed efficientamento dell’ospedale ottenuto col trasferimento dalla pediatria in un luogo più riservato (5° piano torre C) e tutto per loro, piccoli pazienti di oggi e piccoli pazienti di ieri, oggi adulti, dotato di tutti i servizi necessari e con l’assistenza costante di due medici e infermieri», ha dichiarato ricordando gli anni in pediatria con i malati talassemici, Titti Cataldi, presidente della Commissione comunale alla sanità e già pediatra presso il presidio ospedaliero.

Il Day Hospital è stato intitolato al dottore Giovanni Tamborrino, già primario di pediatria, cui è seguito il dottore Giovanni Pepe, che ha continuato l’opera di assistenza amorevole del predecessori verso questi ragazzi. Presente anche il presidente dell’United Valentino Orlandi, associazione nazionale che riunisce tutte le realtà che si occupano di pazienti talassemici e drepanocitici, il quale ha dichiarato: «Siamo molto contenti perché qui a Gallipoli esiste una struttura che ha professionalità elevate in grado di prendersi cura dei pazienti in modo totale e per tutte le loro necessità ed esigenze». Soddisfazione pure è stata espressa dalla presidente locale dei talassemici Cosimina Congedo, che ha dichiarato: «Grazie alle trasfusioni e alle terapie specifiche di cui abbiamo bisogno e che ci vengono fornite con grande professionalità e attenzione». Un momento di grande condivisione, insomma, che ha visto personale sanitario oggi in pensione come l’ex responsabile e oggi volontaria ospedaliera dottoressa Maria Rosaria Veglio, e i medici che hanno raccolto il testimone Francesco Felline e  Giovanni D’Agostino, assieme al personale infermieristico. Un obiettivo al quale Luigi Ria, direttore del reparto di Medicina Interna, e il direttore medico dell’Ospedale, Egidio dell’Angelo Custode, hanno assicurato una cornice adeguata, con personale preparato e ambienti accoglienti.

«Abbiamo  sinceramente apprezzato lo sforzo fatto dalla direzione sanitaria del nosocomio nel dedicare una stanza ampia luminosa e confortevole alle persone colpite dalla talassemia. Ma questo obbiettivo verrà raggiunto solo nel momento in cui verrà dedicato del personale infermieristico esclusivamente al reparto», ha commentato Massimo Esposito, segretario cittadino di Sinistra Italiana, che lancia un appello: «Se l’idea è quella di impiegare il personale già oberato di lavoro del reparto di medicina, insistente al 6 piano, avremmo assistito ad un mero trasloco di attrezzature mediche. Per questo lanciamo l’appello al direttore sanitario dott. Dell’Angelo Custode di dare seguito agli auspici espressi oggi ed assegnare del personale infermieristico al nuovo Day Hospital ed al direttore provinciale Dott. Narracci, di cui abbiamo apprezzato l’intento oggi espresso  di far diventare il Sacro Cuore quale ospedale di riferimento, di assecondare le eventuali richieste da parte delle direzione del nosocomio gallipolino affinché ciò si realizzi concretamente».

 

Gallipoli – In preparazione alla “26^ Giornata di Preghiera e Digiuno in memoria dei Missionari Martiri”, alle 20 di domenica 18 marzo si terrà presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie di Daliano (in località “Mater Gratiae”, sulla strada provinciale Gallipoli-Alezio) la Via Crucis diocesana di Nardò-Gallipoli. Promossa dagli uffici diocesani di Pastorale giovanile, Centro missionario e Caritas, prende spunto dal libro di Jacques Philippe “Chiamati alla vita” (Edizioni San Paolo) e sarà animata dai giovani dei 18 Comuni della diocesi. Presiederà l’importante appuntamento il vescovo Fernando Filograna, mentre le meditazioni saranno del superiore della Casa missionaria Comboniana di Lecce, padre Gianni Capaccioni. Ai partecipanti verrà distribuito il libretto della “Via Crucis”, con il Martirologio, l’elenco sempre più crescente dei cristiani che vengono barbaramente uccisi a motivo della loro fede.

E’ don Giuseppe Venneri, vicedirettore del Centro missionario e di Caritas diocesana, a spiegare le motivazioni della “Via Crucis”: «Sono sempre più i cristiani perseguitati nel mondo. C’è chi paga con la vita la sua testimonianza al Vangelo, ma vi sono pure tante altre forme di martirio, sebbene forse meno cruente. Martire infatti – prosegue don Giuseppe – non è solo chi muore, ma anche il povero e il disoccupato, l’emarginato, e i tanti giovani ai quali viene negato il futuro, e sono costretti a lasciare la propria Terra. C’è un martirio subìto, e c’è pure il martirio di chi lotta per dare sollievo a chi si trova in situazioni di sofferenza. Quei tanti bambini e civili inermi che muoiono sotto le bombe nei Paesi dilaniati dalle guerre, ma anche tutte le persone colpite dalla bomba dell’indifferenza», conclude don Giuseppe. Le offerte raccolte durante la Via Crucis saranno devolute per sostenere il ritorno dei cristiani nelle Terre appena liberate dall’Isis in Iraq.

Papa Francesco e Don Tonino Bello

Alessano – Fervono le iniziative in preparazione all’evento del 20 aprile, quando Papa Francesco sosterà in preghiera sulla tomba di don Tonino Bello per poi portarsi a Molfetta, dove il religioso di Alessano ha esercitato il suo breve ma intenso ministero episcopale. Anche per Bergoglio quello del 20 aprile non sarà certamente un appuntamento come altri.

Il vescovo portato ad esempio dal Papa durante una visita in Perù “Don Tonino Bello ha toccato il cuore anche di Papa Francesco – afferma il presidente della Fondazione  don Tonino Bello, Giancarlo Piccinni, il quale riferisce un  inedito in occasione della visita del gennaio scorso di Papa Francesco in Perù quando – a sorpresa – ha indicato ai vescovi peruviani come modello di pastore proprio don Tonino Bello, il vescovo che “era molto paterno “e parlava di “un ordine del grembiule“. “Don Tonino Bello – queste le parole del Papa –  quando ordinava un vescovo lo ungeva di olio sulle mani perché non rimanesse attaccato al denaro“.

Consigli comunali riuniti e collegati di Alessano e Molfetta Ai preparativi che fervono sempre più intensi in questo periodo (un elicottero del Vaticano è arrivato in paese ieri per prove tecniche) si aggiunge, quasi a suggellarne una comunione di intenti, la notizia dell’ultima ora,  quella di un prossimo “gemellaggio” tra i Comuni di Alessano e Molfetta in nome del vescovo della “convivialità delle differenze”, che sarà anticipato da un Consiglio comunale congiunto in videoconferenza, in data comunque prossima alla venuta di Papa Francesco.

Il Sindaco Torsello: “Sul suo esempio si rafforza il legame tra le due città” A darne la notizia è stato lo stesso sindaco di Alessano Francesca Torsello, che in apertura del Consiglio comunale del 7 marzo ha annunciato la decisione condivisa con il collega di Molfetta e i Presidenti delle assisi consiliari delle due città. “Sarà un momento che rafforzerà il legame che unisce le due città che condividono l’inestimabile ricchezza del messaggio e dell’operato di don Tonino in vista della visita di Papa Francesco – ha esordito il sindaco Torsello – siamo due comunità unite che si predispongono a vivere un evento che entrerà nella storia e nella memoria collettive, per questo vogliamo una manifestazione che si svolga in una cornice istituzionale quale è il Consiglio comunale; inviteremo quindi le scuole, le associazioni, e tutti gli attori civili e religiosi coinvolti nella preparazione della giornata del 20 aprile. Da tempo Alessano e Molfetta – ha concluso il Sindaco – si sentono coeredi del patrimonio valoriale di don Tonino, tant’è che è nostra intenzione rinsaldare il gemellaggio tra le due comunità formalmente avviato nel 2013, e questo rappresenta un passo fondamentale in tale direzione”.

Gallipoli – Scade il 15 marzo il termine per la presentazione della propria autocandidatura nella Consulta civica di partecipazione: si compone di 17 commissari che saranno eletti a scrutinio segreto dal Consiglio comunale tra una rosa di 50 nominativi. Per farne parte è necessario essere residenti a Gallipoli e possedere i requisiti per l’elezione a consigliere comunale. Nella domanda si dovrà indicare la competenza specifica per cui ci si propone, e non possono farvi parte  i consiglieri comunali, provinciali e regionali, e nemmeno più di un componente della stessa associazione.  “Ritengo – ha dichiarato il presidente del Consiglio comunale Rosario Solidoro, che ha avviato con avviso pubblico il percorso burocratico – che la Consulta possa essere un utile strumento tanto propositivo quanto soprattutto di dialogo e di confronto tra l’Amministrazione comunale e la cittadinanza, perché credo sia giusto dare sponda ed ascolto alle istanze ed ai suggerimenti della società civile. Questo Consiglio comunale – prosegue Solidoro – ha cercato da subito di rendere sempre più efficace ed utile questo organismo, evitando che si trasformasse in un semplice gruppo di persone nominate”. Il riferimento va alla recente modifica del Regolamento che disciplina  nomina, composizione e attività dei commissari che, nella nuova versione, debbono indicare nella domanda la specifica competenza per la quale chiedono di essere eletti nella Consulta. “In tal modo – prosegue Solidoro –  la Consulta può essere specchio fedele della nostra società cittadina ed anche le competenze sinora indicate, che vanno dallo sport all’ambiente, dalla sanità alla viabilità, confermano come si possa veramente dar vita ad un organismo utile per la città”.

Come si diceva, c’è ancora tempo una settimana per presentare domanda (sinora quelle pervenute sono appena una decina); l’auspicio è che ne giungano numerose, almeno alcune decine, per consentire che la procedura possa approdare in Consiglio comunale. “Ciò perché – conclude Solidoro –  si avrà modo di scegliere tra una vasta platea di candidature la composizione migliore per la Consulta di partecipazione, che avrà da subito pieno appoggio e piena collaborazione tanto dal Consiglio, quanto dall’Amministrazione comunale”.  Debitamente compilate e  sottoscritte, le domande si possono presentare  o direttamente all’ufficio protocollo di via Pavia,  o per mail ai seguenti indirizzi: protocollo.comunegallipolipec.rupar.puglia.it o davide.tuccioomune.gallipoli.le.it, o anche al numero di  fax 0833/275546.

Casarano – Prende il via presso la parrocchia dei Santi Giuseppe e Pio di Casarano il secondo corso diocesano di formazione socio-politica. “La convivenza civile e il progresso sociale” è il tema scelto dopo il più che positivo riscontro ottenuto lo scorso anno dall’iniziativa dell’ufficio di Pastorale sociale e del lavoro (direttore don Francesco Marulli di Copertino). Pur appartenendo all’ultimo anno della Scuola triennale di Teologia pastorale, chiunque voglia prendervi parte, data l’attualità degli argomenti trattati, può farlo con una lettera di presentazione del proprio parroco. Le lezioni si tengono il mercoledì, dalle 19 alle 21 (per le iscrizione si può telefonare al 3923526028). Mercoledì 28 febbraio il primo appuntamento sul tema “Pratiche lavorative virtuose” con Aldo Reho (di Racale, esperto di acquacoltura con allevamento in mare aperto a Gallipoli). A seguire l’incontro sulla legalità del 7 marzo con il colonnello Francesco Mazzotta del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza; il 14  marzo secondo incontro sulla legalità con Daniele Pati, vicepresidente di Libera; il 21 marzo Mimmo Marti, presidente cooperativa “Polvere di stelle”, relazionerà su “Accoglienza ed integrazione migranti”. Dopo la pausa pasquale, il corso riprende l’11 aprile con “La custodia del creato e le risorse idriche” con Maurizio Manna (di Gallipoli), direttore regionale di Legambiente. Il 18 aprile si parlerà di “cittadinanza attiva” con l’avvocato Laura Pisanello (di Alezio) della direzione nazionale di Cittadinanzattiva onlus. A seguire il 2 maggio “Mobilità, urbanistica e sviluppo del territorio”, relatore l’architetto Donato Giannuzzi (di Casarano); il 9 maggio “La responsabilità dell’informazione” con il direttore di Piazzasalento Fernando D’Aprile (di Alezio); il16 maggio, “La partecipazione politica” con la relazione del direttore del corso don Francesco Marulli. Si concluderà il 23 maggio con “La buona politica”, tema affrontato dall’ex sindaco di Taviano Salvatore D’Argento.

 

Alessano – Mentre fervono i preparativi per accogliere Papa Francesco ad Alessano (dov’è atteso il 20 aprile), nell’anno dedicato a don Tonino Bello, il vescovo della “convivialità delle differenze”, la diocesi di UgentoSanta Maria di Leuca non fa mancare ai suoi fedeli gli appuntamenti per così dire “ordinari”. È iniziata lunedì 19 febbraio infatti nell’audiutorium Benedetto XVI di Alessano la 43^ settimana teologica dedicata al tema “Famiglia e giovani. Per un dialogo generazionale”. Il convegno è presieduto da vescovo della diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca monsignor Vito Angiuli. Nel primo incontro (tutti si tengono dalle 18.30 alle 20.30) è intervenuto il responsabile per il servizio pastorale giovanile della Cei, monsignor Michele Falabretti, sul tema “La realtà giovanile in Italia – analisi e prospettive”. Martedì 20 è stata la volta di Ernesto Diaco, direttore dell’ufficio scuola della Cei, sul tema “Una scuola per la vita – alleanze educative a servizio dei giovani”. Mario Del Verme (della pontificia fondazione Scholas occurrentes) e Daniele Pasquini (incaricato per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Regione Lazio) sono i relatori di mercoledì 21 sul tema “Educare i giovani ai valori – mettere in gioco le passioni”. Giovedì 22 sarà presente la pedagogista Chiara Scardicchio (“A.A.A. educatori cercasi – ritratto di una figura sempre in ricerca”) mentre venerdì 23 il tema sarà “Giovani, fede e discernimento: ora tocca a noi” e verrà trattato contemporaneamente in diverse sedi: nel salone dell’oratorio ad Acquarica del Capo, nel salone parrocchiale SS. Martiri a Taurisano, nel salone della chiesa di S. Antonio a Tricase e presso il salone parrocchiale di Alessano. Sabato 24 la chiusura ad Alessano presso l’auditorium Benedetto XVI, dove alle 20, in occasione della commemorazione dei 25 anni della morte di don Tonino Bello, si potrà assistere allo spettacolo “Il Bello di don Tonino”, proposto da Stefania Bruno, l“artista della sabbia” che, muovendo le mani su un tavolo retroilluminato, crea immagini, disegna mondi, personaggi e racconta storie.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...