Home Authors Posts by Amleto Abbate

Amleto Abbate

212 POSTS 0 COMMENTS

TRICASE – L’arrivo di Papa Francesco nel Salento? «La speranza è molto forte, ma nulla si può ancora dire al momento». Consapevole dell’importanza  della sua visita tra Tricase, Leuca ed Alessano, il segretario di Stato di Sua Santità, il cardinale Pietro Parolin, lo  scorso 8 dicembre non ha mancato (rispondendo alle inevitabili e puntuali domande dei giornalisti) di confermare come Papa Bergoglio potrebbe senz’altro essere nel Salento, magari il 20 aprile 2018, per pregare sulla tomba di don Tonino Bello nella ricorrenza dei 25 anni dalla sua scomparsa. Intanto, proprio nel giorno in cui ricorrevano i 60 anni dall’ordinazione sacerdotale di don Tonino, l’alto porporato si è recato in preghiera sulla tomba  del “Servo di Dio”, ad Alessano. A proposito dell’elevazione dell’ex presidente di Pax Christi all’onore degli Altari, Parolin ne ha ricordato la figura aggiungendo senza esitazione che “il popolo di Dio lo venera già come Santo”.  L’arrivo del Primo ministro del Vaticano è stato direttamente al Santuario de Finibus Terrae a Santa Maria di Leuca, accompagnato dal vescovo della diocesi di Ugento-S.Maria di Leuca Vito Angiuli e dalle più alte cariche civili e militari del territorio. A seguire Alessano e Tricase per celebrare il 50° anniversario dell’inaugurazione dell’ospedale “Cardinal Giovanni Panico”.

Nel corso della concelebrazione eucaristica nella chiesa madre di Tricase, monsignor Angiuli ha avuto parole di stima e di ringraziamento per l’illustre ospite, ricordando come l’ospedale “Panico”  “non è una tra le tante aziende ospedaliere, ma, sulla scia del suo fondatore, rappresenta il servizio d’amore che la Chiesa svolge a favore degli uomini”. Il vescovo ha poi ricordato la figura di don Tonino: «A Tricase  è legato anche il ricordo del Servo di Dio, Mons. Antonio Bello. In questa città, don Tonino ha vissuto un’indimenticabile esperienza di guida di questa comunità parrocchiale. Nel XXV della sua morte Lei ha voluto onorare la sua memoria sostando in preghiera presso la tomba nel cimitero di Alessano. In tal modo, ha avvalorato la sintonia che esiste tra l’insegnamento lasciatoci da don Tonino e il magistero di Papa Francesco. È noto che tra i due vi è una grande affinità di sensibilità, di gesti e perfino di linguaggio».

GALLIPOLI – Un incontro di formazione per parlare di bullismo e di “cyberbullismo” è quanto propongono, a Gallipoli, l’oratorio Anspi San Gabriele dell’Addolorata e l’associazione San Gabriele dell’Addolorata. Allo scopo di analizzare un fenomeno preoccupante in forte crescita, giovedì 14 dicembre, alle 19, nel salone polifunzionale della parrocchia (sulla via per Alezio) sarà presente il professor Ivano Zoppi, dell’Università Cattolica di Milano,  coordinatore operativo del Centro nazionale per il supporto alle vittime di bullismo e cyberbullismo istituito dal Ministero presso la Casa pediatrica “Asst Fatebenefratelli – Sacco” di Milano. “L’Orco-web, hater e cyberbullismo” è il titolo dell’incontro, patrocinato dalla Provincia, “con il quale si intende sensibilizzare e formare educatori, docenti, genitori e catechisti ad un uso corretto del web oltre che ad informare sui fenomeni di hater e cyber bullismo, sempre più pericolosi e lesivi della dignità e della reputazione altrui”, affermano i promotori (informazioni e ulteriori dettagli ai numeri 0833/273840 o 393/8588827).

«Il web spesso nasconde forme subdole che mettono in serio pericolo i nostri ragazzi e quindi è necessario e urgente chiamare in causa il mondo degli adulti per mettere a punto nuovi e più efficaci mezzi di contrasto. La Rete – afferma il parroco don Piero Nestola, che è pure vicario episcopale per il sociale – è uno strumento importantissimo di conoscenza ma dobbiamo fornire ai più giovani gli strumenti necessari per utilizzarla con consapevolezza. Dobbiamo far capire con chiarezza agli adolescenti, la netta differenza che passa fra scherzo, insulto, violenza verbale e umiliazione dei compagni. Dobbiamo ribadire che il rispetto dell’altra e dell’altro, chiunque esso sia, è imprescindibile, che la società e la sua rete educativa, accoglie, non emargina, né lascia soli. Il nostro impegno non si esaurisce con questo incontro, ma sarà sempre più strutturato».

Nardò Gallipoli – “Mission Is Possible – La musica per progettare il futuro”: è questo il titolo dell’insolito spettacolo che si terrà il 17 dicembre (ore 20,30) in piazza Salandra a Nardò, presentato nei giorni scorsi nella “Sala Roma”. Patrocinata dal Comune di Nardò, l’iniziativa è promossa dal Centro missionario diocesano e vedrà la partecipazione di numerosi artisti. Obiettivo: completare la costruzione di una scuola per i bambini nel villaggio di Pajule in Nord Uganda.

La diocesi di Nardò-Gallipoli ha oramai un rapporto di solidarietà e fratellanza oramai consolidato con quelle terre: di recente, grazie alle offerte nella “Quaresima di Carità”, è stata possibile la nascita tra l’altro di due cooperative, una per la coltivazione di cereali e mais e l’altra per l’allevamento di suini, oltre all’avvio dei lavori per la costruzione del primo blocco di quattro aule della scuola materna ed elementare che si sta realizzando su terreni acquistati grazie a Valentina e Matteo, che, nel coronare il loro sogno d’amore,  hanno chiesto a parenti ed amici di devolvere a tale finalità i  doni di nozze. Presente il vescovo  mons. Fernando Filograna, hanno poi preso la parola l’addetto stampa della diocesi don Roberto Tarantino, don Giuseppe Venneri (vicedirettore del Centro missionario diocesano), Chiara Fracella (ideatrice del logo della manifestazione), l’assessora alle attività produttive Giulia Puglia, e in rappresentanza degli artisti, i ragazzi della band “Inude”, che assieme a i “Bambini Latini”, Vudz, il dj Graziano Lagna, Salandra Brass Project, Valerio “Combass”,Bruno, Giancarlo Paglialonga, Fabio Lecci e Bob Mangialardo, “Io,Te e Puccia” e tanti altri ancora, animeranno la serata.

Gli incassi diventeranno mattoni per costruire le aule per i bambini. Più che soddisfatto don Giuseppe Venneri: “vedo realizzarsi un sogno, grazie alla sinergia di tante generosità, da quella del vescovo Fernando, a quella di tanti volontari del centro missionario, di Chiara Fracella e dei tantissimi artisti che hanno risposto con entusiasmo alla nostra chiamata, qualcuno annullando anche appuntamenti importanti di lavoro. Oltre al raggiungimento dell’obiettivo, è anche un’esperienza sin qui inedita,  quella di portare attraverso la musica un nuovo messaggio di solidarietà, con eventi che abbracciano una platea diversamente difficile da raggiungere”.

 

ALESSANO – Una visita importante che tutti si augurano possa preannunciarne un’altra, quella di Papa Francesco, che la speranza porta ad Alessano nella prossima primavera per il 25° della morte di don Tonino Bello. Venerdì 8 dicembre il segretario di Stato di Sua Santità, il cardinale Pietro Parolin, è in visita nel Basso Salento, per inaugurare il nuovo blocco operatorio al “Cardinale Panico” di Tricase (su invito della Madre generale delle Marcelline suor  Filomena Pedone), per una breve visita al Santuario di Santa Maria di Leuca (nella stessa mattinata) e per rendere omaggio alla tomba di don Tonino Bello, ad Alessano, dove sarà in preghiera alle 12,15, insieme al vescovo di Ugento – Santa Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli. Pur nel comprensibile riserbo della diocesi di Ugento (dov’è nato e vissuto don Tonino) e di Molfetta (dov’è stato vescovo), negli ambienti ecclesiastici la visita di Parolin viene considerata “molto significativa”, anche perché “personaggi di quel livello non si muovono così, per caso”. In attesa di conferme ufficiali (o anche semplici indizi sussurrati), la tomba di don Tonino Bello nel cimitero di Alessano continua ad essere un viavai sempre più crescente di pellegrini. Per l’apertura delle celebrazioni in suo onore, il 30 e 31 ottobre scorso ci è andato il Segretario generale della Conferenza episcopale italiana, mons. Nunzio Galantino, e giovedì quest’oggi pure monsignor Tommaso Ghirelli, vescovo di Imola e compagno di studi di don Tonino al seminario di Bologna negli anni ‘60. Come è ben noto, l’ex presidente di Pax Christi è già “Servo di Dio” e si è in attesa della sua canonizzazione, con conseguente elevazione all’onore degli Altari.

Il programma della visita del segretario Vaticano Parolin prevede, nel pomeriggio di venerdì 8, dopo la benedizione del blocco operatorio del “Panico” di Tricase (alle 16) e il saluto delle autorità nella Sala del trono, la solenne Concelebrazione eucaristica, alle 18, nella parrocchia della Natività di Maria Vergine, dove don Tonino ha svolto per qualche tempo il ministero sacerdotale. Anche questa ulteriore circostanza conferma la tesi che in merito alla visita del Papa ci possa essere già “qualcosa di più rispetto a semplici ipotesi e congetture”, come afferma, pur invitando alla prudenza, chi è esperto di “cose Vaticane”. Le speranze trovano terreno fertile anche perché la vaticanista Cristiana Caricato, di Tv2000 (la televisione della Cei), a margine di un convegno il 12 novembre scorso a Gallipoli ha avuto modo di dare per certa la venuta di Papa Francesco in Terra di Puglia (“Bergoglio l’ha promesso all’arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, che è stato vescovo in Argentina ed è amico personale del Pontefice”). E intanto si è già messa in moto la macchina amministrativa: il sindaco di Alessano, Francesca Torsello, hanno già preso contatti con la Regione Puglia e col Governo centrale per il necessario aiuto economico ed organizzativo. Come si ricorderà, non è la prima volta che un Papa viene da queste parti: quasi dieci anni fa, il 14 giugno del 2008, c’è stato Papa Ratzinger per la visita al Santuario  “De finibus terrae” di Santa Maria di Leuca, e il 5 ottobre 1980, ad Otranto, Papa Wojtyla. E c’è già chi dice che “non c’è due senza tre”.

Gallipoli – Proseguono gli appuntamenti in ricordo di don Giuseppe Leopizzi, scomparso il 16 aprile del 2016. “Un Sentiero di Luce tra poesia, musica natalizia e canti popolari ricordano don Pippi Leopizzi”: questo il titolo dello spettacolo promosso dalle associazioni “Amici di don Pippi Leopizzi” (presidente don Santo Tricarico) e “A.Gre.Ga.Da.” dei maestri Davide e Gabriela Greco che si terrà oggi, 3 dicembre, alle 19,30 nella chiesa di S. Antonio, dove è stato collaboratore nella parrocchia in cui il fratello, don Salvatore, è parroco. Come si ricorderà, don Leopizzi è stato docente di storia e filosofia in diversi licei della provincia, ma anche umanista, apprezzato poeta e musicista (il mandolino il suo strumento preferito), e soprattutto “uomo di Dio”. S’intitola “Echi e riverberi della Parola” il suo ultimo libro in occasione del 50° della sua ordinazione sacerdotale.

Gallipoli – Ufficialmente è ancora in forse per quest’anno il tradizionale “sparo del pupo” di San Silvestro: “Non vogliamo polemizzare con nessuno, ma non si può andare avanti così, sempre col  fiato sul collo”, dicono ad una sola voce presidente (Giuseppe Chetta) e consiglio direttivo (Gianfranco Scialpi, Cosimo Perrone, Achille Maggino e Fernando Perrone) dei “Cantieri del Capodanno Gallipoli”, nel corso della conferenza-stampa di questa matina nella sala convegni della parrocchia S. Gerardo, ribadendo così che nulla è cambiato rispetto all’appello lanciato su questo giornale. E’ un fiume in piena Giuseppe Chetta: ha appena letto a nome  dell’associazione, un documento in cui si ripercorrono le varie tappe, sino ad arrivare alla situazione di stallo di questi giorni, anche se si lascia sfuggire un “io continuo a sperare”.  In poco meno di due anni (e non è cosa da poco per una realtà complessa come Gallipoli) hanno radunato in un unico sodalizio diverse realtà cittadine che da diversi anni organizzano  lo spettacolo di fine anno (tranne due gruppi). Se ne contano 12 nel Cantiere: Michael Trianni per “Reactive Team”, Michele Frisenna per “Viale Bari”, Salvatore Carretta per “Via Firenze”, Giovanni Carrozza per “Via Savonarola”, Cosimo Bianco per “Riviera N.Sauro”, Roberto Carroccia per “Via Imperia”, Alessio Abate, via “Via Arditi”, Giuseppe Chetta per “Staff via Varese”, Achille Maggino per “Ampalea dei Leoni”, Cosimo Perrone per “Centro Storico Riv.Diaz”, Gianfranco Scialpi per “Via Agrigento”, Mirko Cortese per “Via Pascoli”.

La “musica”, come detto, è sempre la stessa: locali dove poter lavorare la cartapesta; un impegno formale dell’Amministrazione comunale mgari con un protocollo d’intesa; un contributo economico: “ma quest’aspetto è secondario”, dice Chetta. Al Comune hanno scritto già da tempo; hanno poi reiterato le loro richieste a ottobre, ma, “al di là delle promesse verbali del Sindaco Minerva  (una volta anche alla presenza dell’assessore regionale Loredana Capone), non c’è stato ancora nulla di concreto.. In ” zona Cesarini” però, poche ore dopo la conferenza stampa, Minerva ha voluto incontrare gli esponenti dell’associazione e ha rinnovato l’impegno sia per i locali appena questi saranno liberati (la ex Caserma dei Carabinieri) sia per il protocollo d’intesa. L’assemblea de i “Cantieri di Capodanno”, convocata ad horas, ha preso atto della parola data dal Sindaco, e, sia pur nella ristrettezza dei tempi, si è detta pronta a rimettersi al lavoro a patto però che “l’Assise comunale produca per tempo gli atti dovuti” (cioè deliberi con atto di Giunta). “Ciò – proseguono – per il bene di questa tradizione esclusiva, patrimonio culturale e storico dell’intera cittadinanza”.  Fanno sapere intanto di avere declinato un invito “particolarmente allettante” dal punto di vista economico di un Comune vicino per l’allestimento in quella piazza di un’esposizione dei pupi in cartapesta. “Ma noi ovviamente rimaniamo ancorati ai nostri rioni per una valorizzazione delle periferie di Gallipoli”, concludono.

Gallipoli – Ha trascorso se così si può dire, “in apnea”, l’intera estate, senza mai lamentarsi per le gravi carenze di personale, Antonio Girau, primario del “Pronto soccorso” al “Sacro Cuore” di Gallipoli. Di ferie poi, nemmeno a parlarne, e come lui, anche i colleghi e il personale infermieristico: “le ferie del 2017 non le ho ancora cominciate e quelle del 2016 le ho prese poco alla volta, e mai per 2 giorni di seguito, per non aggiungere ulteriore disagio ad una situazione già precaria”, dice.

Sotto organico, senza ferie ma gli interventi sono aumentati. Hanno lavorato con 15 infermieri contro i 23 previsti per 25mila interventi all’anno: “Noi, invece, oltre ai comprensibili disagi che una località turistica come Gallipoli comporta, ne abbiamo effettuati 28mila, 3mila in più cioè”, prosegue il primario. Anche il personale medico dell’Unità operativa di medicina e chirurgia d’accettazione e urgenza (così è conosciuto in gergo tecnico un Pronto soccorso) è sottodimensionato: 8 medici contro i 12 previsti. La situazione è esplosa però in tutta la sua drammaticità a fine ottobre, quando, il 23, diretta verso Lecce,  un’ambulanza del nosocomio gallipolino è rimasta coinvolta in un gravissimo incidente in cui hanno perso la vita sia il paziente trasportato che l’autista del mezzo (Gimmi Manni di Taviano); gravemente feriti un medico e l’infermiera del Pronto socorso. Il dottore Girau, presa carta e penna, ha scritto a varie autorità (“una decina circa”, dice), ivi compreso il prefetto Palomba, il presidente della Regione Emiliano e il Sindaco Minerva.

Dieci lettere-denuncia sulla situazione sotto i limiti di sicurezza. “Ho segnalato la drammatica situazione, al di sotto degli standard minimi di sicurezza, specie poi per un ospedale che si accinge ad essere di primo livello, che esponeva gli utenti ad un rischio costante di eventi avversi” – ricorda il dottore Girau – ciò a fronte di un incremento tendenziale di un migliaio di accessi in più rispetto all’anno scorso, e nonostante le raccomandazioni regionali ad aumentare l’organico di infermieri per assicurare il “triage h24”, servizio svolto da personale infermieristico altamente qualificato che, sotto la supervisione del medico di guardia, valuta i sintomi del paziente identificandone le condizioni potenzialmente pericolose per la sua vita e attribuendogli uno dei 4 codici (bianco, verde, giallo e rosso) per stabilire le priorità di accesso alla visita medica.

Dall’Asl di Lecce tre infermieri e un medico. E’ un fiume in piena il dottore Girau, che mentre snocciola i dati della sua Unità, compreso un Punto di osservazione breve con 4 posti letto (“di norma ne ospitiamo non meno di 7-8”) risponde alle domande del cronista e, per non perdere tempo, si porta appresso da solo l’ecografo per una consulenza urgente. Quasi a buttare acqua sul fuoco di  recenti polemiche, non dimentica però di sottolineare un dato: “Pur restando, rispetto ad altri ospedali della provincia, ai minimi degli standard previsti, ora la situazione è più tranquilla: ci hanno mandato altri tre infermieri e ci hanno promesso che a giorni arriverà un altro medico, in sostituzione del collega rimasto coinvolto nell’incidente del 23 ottobre”.

Il dilemma Gallipoli-Casarano e gli scambi di pazienti. Incalzato dal cronista non si sottrae a dare la sua opinione sulla disputa tra Gallipoli e Casarano: “Per un medico lavorare a Gallipoli o a Casarano è la stessa cosa, anche se – prosegue – la viabilità e l’accesso all’ospedale di Gallipoli è certamente migliore. E poi qua ci sono strutture non ancora utilizzate che potranno ospitare i nuovi reparti”. Circa infine il rapporto che oggi esiste tra i due nosocomi con spostamenti di pazienti dal “Sacro Cuore” al “Ferrari”, risponde: “Prima di più, specie a Chirurgia pediatrica; ora solo a Neurologia e Urologia, quest’ultima però prossima ad essere trasferita a Gallipoli”. Poi basta, il suo lavoro lo reclama: è in arrivo una persona in arresto cardiaco.

Diso – Grande attesa a Diso per l’arrivo venerdì 24 delle reliquie di S. Giovanni Paolo II e dei Santi Pastorelli di Fatima (Giacinta e Francesco) che sosteranno sino a domenica 26, nel centenario delle Apparizioni di Fatima. L’evento è stato promosso dal parroco della chiesa Madre “Santi Filippo e Giacomo”, don Adelino Martella, e dal consiglio pastorale parrocchiale. C’è un legame tra Diso e S. Giovanni Paolo II e risale all’ottobre 2004, allorchè Papa Wojtyla accordò  un’udienza tutta per loro: a suggellare quella vicinanza, dopo la sua morte hanno eretto in piazza Municipio una sua statua in marmo (opera dello scultore salentino Giuseppe Corrado), inaugurata il 16 ottobre 2010. Diversi per i credenti gli appuntamenti, il cui tema dominante saranno i messaggi che la Madonna affidò ai 3 Pastorelli, ma anche i “segreti” di Fatima: si ricorderà, infatti, che la Chiesa ha attribuito all’intervento salvifico della Madonna l’esito non letale dell’attentato del 13 maggio 1981 a Giovanni Paolo II. La sera di venerdì 24 ci sarà una veglia di preghiera, mentre l’indomani sono previsti degli incontri coi ragazzi delle scuole. Le reliquie, provenienti da Talsano (accompagnate dal parroco di quella località, don Pasquale Laporta) arriveranno alle 15,30 direttamente in piazza Municipio, dove ad accoglierle ci saranno il parroco don Adelino e il sindaco Antonella Carrozzo. Quindi, dopo il saluto delle Autorità,  le reliquie saranno portate processionalmente nella chiesa Madre dei SS. Apostoli Filippo e Giacomo, e lì avverrà la cerimonia di consegna. Domenica 26 invece, Messa Solenne alle 17,30 con la concelebrazione di tutti i sacerdoti del circondario, cui assisteranno i Sindaci di Diso,  Andrano e Spongano, oltre alle varie associazioni laicali e all’Unitalsi.

 

GALLIPOLI – Aria di Natale nel pomeriggio di mercoledì 22 novembre al quinto piano dell’ospedale “Sacro Cuore”. I volontari della locale Lega italiana per la lotta ai tumori, coordinati da Preziosa Portoghese, hanno portato l’aria di festa nel reparto di Oncologia, dove sono “di casa” e di tanto in tanto non mancano di dare il loro apporto per rendere meno gravosa la degenza dei pazienti. “Aspettando il Natale…- Tea time col suono della dolce pastorale” il tema dell’appuntamento con distribuzione  di pittule e dolcetti accompagnati da una tazza di tè e declamazioni di poesie della tradizione gallipolina a cura di Cristina De Vittorio. L’accompagnamento musicale è stato curato da un gruppo coordinato dal maestro Luigi Solidoro (alla fisarmonica) con l’immancabile suono struggente della pastorale gallipolina. Pazienti e operatori sanitari hanno apprezzato la visita e non sono mancate neppure le foto di gruppo.

UGENTO. Grave lutto per il vescovo della diocesi di Ugento-S.Maria di Leuca, mons. Vito Angiuli per la morte della sorella Franca (81 anni). La donna viveva con il presule, nel vescovado, e pochi giorni fa aveva subito un trauma cranico a seguito di una caduta accidentale. Dopo il ricovero presso il Vito Fazzi di Lecce, le condizioni di salute dell’anziana si erano aggravate, sino alla morte avvenuta nel primo pomeriggio di oggi. La camera ardente sarà aperta dalle 8 alle 12 di martedì 21 novembre presso la “Casa Betania” di Tricase. La salma sarà poi traslata a Ugento, per i funerali in cattedrale alle 15,30. Subito dopo il feretro proseguirà per Sannicandro, dove mercoledì pomeriggio si svolgeranno i funerali presso la parrocchia del Carmine e dove sarà successivamente sepolta nella tomba di famiglia

GALLIPOLI – Papa Francesco sarà in Puglia nel 2018. La conferma, che alimenta le speranze di una sua visita ad Alessano nell’anno in cui ricorrono i 25 anni dalla morte di don Tonino Bello, è giunta a margine del convegno parrocchiale delle confraternite svoltosi lo scorso fine settimana a Gallipoli. All’incontro, promosso dal parroco della cattedrale mons. Piero De Santis, era presente la vaticanista di Tv2000 Cristiana Caricato la quale ha confermato l’imminente  venuta di Papa Francesco in Terra di Puglia. «Lo ha promesso a mons. Filippo Santoro, l’arcivescovo metropolita di Taranto e presidente della Commissione Cei per i problemi sociali e il lavoro, il quale al recente Convegno di Cagliari per la “Settimana sociale dei cattolici italiani”, ha invitato Bergoglio a Taranto, città sempre alle prese con  i suoi ben noti problemi ambientali e con la vertenza Ilva tuttora irrisolta», ha affermato la vaticanista.

Anche alla domanda più specifica sulla possibilità di visitare Alessano, la Terra di don Tonino (di cui il 18 aprile prossimo ricorre il 25° anniversario della morte), quasi a suggellarne il riconoscimento di santità, la Caricato ha risposto senza esitare: «Don Tonino è già santo». Lo stesso concetto è poi ritornato nella successiva (affollata) assemblea in cattedrale, dove la giornalista-scrittrice era stata invitata a parlare sul tema “La santità e i santi nel magistero e nella testimonianza di Papa Francesco”. Alla fuga di notizie e alle indiscrezioni che si sono succedute sin qui circa la possibilità che Papa Francesco sia ad  Alessano (e a Molfetta, dove mons. Bello è stato vescovo), si aggiunge la voce autorevole della vaticanista che con Tv2000 (la televisione della Conferenza Episcopale Italiana) segue  il Pontefice in tutti i suoi spostamenti e che ha scritto anche tre libri (l’ultimo assieme alla giornalista di Tg5 Alessandra Buzzetti “Ho incontrato Francesco”). Ci sarà ancora da attendere ( e sperare) anche perché (come confidato dalla stessa Caricato al cronista di Piazzasalento) “le eventuali date o le tappe di solito vengono comunicate direttamente dal Papa”. Altri segni di speranza anche nella recente visita ad Alessano del segretario generale della Cei,  mons. Nunzio Galantino, e in quella programmata per l’8 dicembre del Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin.

Monsignor Piero De Santis

Gallipoli – A un anno esatto dal “Giubileo della Misericordia”, Il 19 novembre si terrà  la “Prima Giornata mondiale del povero”: è stato lo stesso Papa Francesco a comunicarlo con un suo messaggio. Saranno diverse le iniziative in  provincia: nella diocesi di Nardò-Gallipoli, il vescovo mons. Fernando Filograna ha lasciato ampia libertà alle singole parrocchie, che con la Caritas, impegnate giornalmente su questo fronte. A Gallipoli la Giornata, preceduta da una veglia di preghiera giovedì 16, ha visto il parroco della cattedrale di S. Agata  e vicario episcopale per l’evangelizzazione, mons. Piero De Santis, ha sintetizzato con alcune sue riflessioni il messaggio del Papa che presenterà il 19  durante le Messe della domenica, insieme ad un nuovo progetto di assistenza “alle povertà” elaborato di recente coi suoi collaboratori e che coinvolgerà (a quel che è dato sapere) anche le nove Confraternite e le associazioni laicali del centro storico. Va ricordato che in città opera da più di un anno, proprio nei locali della cattedrale, la “Mensa della Carità S. Francesco d’Assisi”, diretta da don Santo Tricarico, di Gallipoli, che offre un piatto caldo giornaliero a circa 30 persone tra residenti e immigrati; dall’estate scorsa a S. Antonio, parroco don Salvatore Leopizzi, è stata aperta la “Casa di seconda accoglienza AgaPolis” che offre ospitalità temporanea e per la sola notte a circa 18 persone (anche gente del luogo con difficoltà abitative).  Altra interessante iniziativa a Taviano, dove don Francesco Marulli, parroco dell’Addolorata e direttore diocesano dell’Ufficio di Pastorale sociale celebrerà la Messa domenicale delle 10,30 (quella più partecipata dai fedeli, tanto per interderci) nella residenza assistita “Casa Peschiulli”, che ospita  oltre a persone anziane anche malati cronici: dopo un momento di convivialità, sarà consegnato agli ospiti anche un dono quale segno di solidarietà.

Gallipoli – Dietro a tanti appuntamenti che danno lustro alla città ci sono inevitabilmente ansie e contrattempi, che magari sfuggono ai più: così, visto da dietro le quinte, è l’atmosfera anche per l’evento clou di fine anno, il tradizionale “sparo del Pupo”.

“Basta navigare a vista, bisogna programmare”. Ce la stanno mettendo tutta i ragazzi dei “Cantieri di Capodanno” perché anche il 2017 (come da qualche tempo in qua sta accadendo grazie a loro) si chiuda nel migliore dei modi, consegnando così al nuovo anno una tradizione tutta gallipolina. Loro però, quelli dei “Cantieri”, non vorrebbero più come accaduto finora, “navigare a vista e col fiato sul collo”. Reclamano una necessaria e chiara programmazione concordata col Comune per la notte di S. Silvestro e l’1 di gennaio, quest’ultima data voluta proprio dal Comune.

Un evento unico con venti gruppi già al lavoro. Sono un fiume in piena Giuseppe Chetta (conosciuto con lo pseudonimo di Peppe Art) e Gianfranco Scialpi, rispettivamente presidente e vice dell’associazione che ha tra l’altro il merito di aver messo insieme una ventina di gruppi sparsi nei vari quartieri (salvo qualche eccezione). “Un evento unico nel suo genere: non ve ne sono altri al mondo di spettacoli simili” dicono Chetta e Scialpi. E’ questa la ragione per cui, già da febbraio hanno scritto al Sindaco Stefano Minerva sollecitando la sottoscrizione di un protocollo d’intesa che coinvolga Comune e Regione Puglia che però non si è concretizzato. “Di recente ci siamo incontrati con Minerva e l’assessore regionale Loredana Capone che si sono dimostrati disponibili – dicono – ma sino ad ora abbiamo visto niente e manca  poco al 31 dicembre”. Il riferimento è alla “riunione strategica per la prossima stagione” tenutasi in Comune a fine ottobre. In quella sede si è capito che l’iniziativa dei Cantieri avrebbe potuto essere confezionata in un progetto da presentare per il bando “InPuglia365” rivolto proprio a quanti con le loro manifestazioni attraggono turisti e vacanzieri nella “bassa stagione”.

“Collaboriamo col Comune, ma urgono risposte”. Sia chiaro che noi siamo per la collaborazione e non intendiamo attaccare nessuno del Comune”. Nella richiesta protocollata a  febbraio si evidenziava anche la necessità di locali dove poter lavorare ed anche di un congruo contributo economico. “Alcuni nostri associati ci chiedono insistentemente locali dove poter lavorare, e noi (il loro quartiere è quello di via Agrigento, ndr) abbiamo gli stessi loro problemi; ci stringiamo nelle spalle, non sapendo che risposte dare.

Emergenza locali: l’ipotesi dei garage dell’ex caserma dei carabinieri. Si parla di locali Proprio l’altro giorno ci è stato detto che, forse, ci avrebbero dato qualche garage dell’ex caserma dei Carabinieri, ma occorre fare in fretta”. Al recente bando dell’assessore al Turismo Emanuele Piccinno che invitava a presentare progetti per l’imminente periodo natalizio, l’associazione di Chetta e Scialpi ha replicato con una nota protocollata il 14 ottobre in cui si reiterano le richieste di febbraio con allegata una bozza di programma, che prevede oltre allo sparo del pupo a mezzanotte, anche mostre, concerti e spettacoli,  dal 27 dicembre a tutto l’1 gennaio, che chiuderebbe le manifestazioni con un gran concerto di Capodanno, l’incendio di un Gigante in cartapesta e i fuochi d’artificio.

SANTA MARIA DI LEUCA. Domenica 12 novembre, nel corso della messa solenne delle 17.30 presieduta dal vescovo della diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca monsignor Vito Angiuli, nell’omonimo santuario De Finibus Terrae, si chiude ufficialmente l’inchiesta diocesana per la causa di canonizzazione della “Serva di Dio” Madre Elisa Martinez, fondatrice dell’Istituto delle suore “Figlie di S. Maria di Leuca”. L’appuntamento giunge ad un anno dall’avvio dell’inchiesta che mosse i primi passi ufficiali il 17 novembre 2016. In giorni di gran fermento per le celebrazioni legate al 25° della morte di don Tonino Bello, questa ulteriore notizia viene accolta con estremo favore sia dalla  comunità diocesana che dal postulatore della causa, mons. Sabino Amedeo Lattanzio, e dalla madre generale dell’ordine religioso suor Ilaria Nicolardi. Madre Elisa  nacque a Galatina il 25 marzo 1905, dopo una breve esperienza di vita religiosa in una congregazione di origine francese, fu costretta a lasciare l’Istituto per motivi di salute. Le Figlie di Santa Maria di Leuca si formarono inizialmente (nel 1938) come Pia Unione e furono ospitate in un’abitazione messa a loro disposizione a Miggiano dal parroco di quel paese, per poi, dopo alterne vicende, divenire il 15 agosto 1941 (vescovo, monsignor Giuseppe Ruotolo) Congregazione delle “Figlie di Santa Maria di Leuca”. Si occupavano e si occupano tuttora di emarginati,  carcerati, di ragazze madri e di infanzia abbandonata, oltre che di catechesi nelle parrocchie e dell’educazione dei più piccoli. Appena ottenuta la sua erezione canonica, la Congregazione si è immediatamente diffusa nelle altre parti del Paese, e, sul finire della guerra,anche all’estero. Alla morte di Madre Elisa, avvenuta l’8 febbraio 1991, le Figlie di Santa Maria di Leuca potevano già contare su una grande eredità: ben 55 comunità religiose distribuite tra Svizzera, Belgio, Stati Uniti, Canada, Francia, Spagna, Portogallo, India e Filippine e 600 suore. La sua tomba, nel cimitero di Prima Porta (Roma) è meta di numerosi pellegrinaggi.

GALLIPOLI. La vaticanista di Tv2000 Cristiana Caricato sarà a Gallipoli domenica 12 novembre per parlare di Papa Francesco, di cui racconterà aneddoti e spaccati di vita, e del suo ultimo libro “Ho incontrato Francesco” (Edizioni Paoline), scritto a quattro mani con la giornalista del TG5 Alessandra Buzzetti  “Ho incontrato Francesco”.  Ospite del parroco della cattedrale di Sant’Agata, monsignor Piero De Santis (di Copertino, vicario episcopale per l’evangelizzazione e direttore dell’Istituto di pastorale pugliese), la Caricato aprirà il sesto Convegno parrocchiale delle confraternite, delle associazioni e dei gruppi ecclesiali del centro storico di Gallipoli. “La vita cristiana: un cammino che dal fonte battesimale porta alla Gerusalemme del Cielo” il tema di quest’anno. Giornata densa di appuntamenti quella di domenica 12, che già alle ore 10, al cimitero, vedrà le nove confraternite, le altre associazioni laicali del centro storico e il loro padre spirituale mons. De Santis impegnati nella tradizionale visita ai defunti, con la sosta nelle rispettive cappelle confraternali. Alle 18 l’incontro con la  Caricato sul tema “La santità e i santi nel magistero e nella testimonianza di Papa Francesco” e alle 19,30 la messa. Lunedì 13, alle 19, sarà il vescovo della diocesi di Nardò – Gallipoli, mons. Fernando Filograna,  a parlare sul tema “La vita interiore anima e forza nel cammino verso la santità”. Martedì 14 alle ore 19, sempre in cattedrale, la volontaria Titti Martina, dell’associazione umanitaria “ForLife onlus” parlerà sul tema “Le virtù umane e cristiane: dono e impegno per una vita santa”. «Questo convegno – afferma mons. De Santis, promotore e organizzatore della tre giorni di formazione – segna un momento particolarmente importante per la vita della comunità. È un’occasione di grazia che ci permette di crescere nella comunione con il Signore e tra noi; permette di sintonizzarci con il cammino della Chiesa diocesana, che continua a riflettere sulla vita battesimale, ed offre a tutti l’opportunità della formazione permanente che ci abilita ad essere Chiesa “in uscita”». 

GALLIPOLI – Cerimonia sobria ma densa di significati, quella svoltasi stamattina a Gallipoli per la “Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate” con la commemorazione dei caduti di tutte le guerre. La cerimonia è stata arricchita ancor più dalla significativa presenza di una folta presenza di studenti delle  superiori del posto e alcuni anche dall’istituto superiore “Giannelli” di Parabita. Un lungo corteo, partito alle 10, con in testa il sindaco Stefano Minerva e il sindaco dei ragazzi Flavio Perrone preceduti dal Gonfalone della città, le più alte cariche civili e militari, il presidente dell’ANMI Carmelo Scorrano e le altre rappresentanze dei militari in congedo, ha raggiunto la chiesa del Sacro Cuore, dove, officiata dal parroco Padre Ignazio Miccolis, è stata celebrata la messa di suffragio. Subito dopo, dinanzi al Monumento ai Caduti (a pochi passi dalla centralissima piazza Tellini), la deposizione della corona d’alloro, il suono del “Silenzio”, l’”Alzabandiera” ed il saluto del presidente dell’Anmi Carmelo Scorrano e del sindaco Minerva.

ALESSANO – Sono sempre più insistenti le voci (sin qui non smentite) di una venuta in Terra di Puglia di Papa Francesco nell’anno del 25° della morte (avvenuta il 20 aprile 1993 a Molfetta) di don Tonino Bello. Alessano, paese natale di don Tonino, ci spera anche se dalle due diocesi direttamente interessate (quelle di Molfetta e Ugento) nulla di ufficiale viene fatto trapelare. La suggestiva ipotesi (già anticipata da Piazzasalento lo scorso 2 ottobre) è tornata d’attualità in occasione della recente visita ad Alessano del segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Nunzio Galantino, che si è soffermato in preghiera sulla tomba dell’ex presidente di Pax Christi di cui dovrebbe essere imminente la beatificazione. Alcune valutazioni di tipo “logistico” pare siano già state fatte con il sindaco Francesca Torsello, comprensibilmente felice ma preoccupata, che ha pure contattato la Regione per avere garanzie di un aiuto economico e non solo. Se Papa Bergoglio sarà a Molfetta, la speranza di tutti è che possa arrivare anche ad Alessano, tra l’altro giusto a dieci anni di distanza dalla visita nel Salento di Papa Ratzinger che il 14 giugno del 2008 raggiunse il santuario “de finibus terrae” di Santa Maria di Leuca.

Intanto, con i recenti appuntamenti del 30 e 31 ottobre, sono entrate nel vivo le celebrazioni per ricordare al meglio i 25 anni dalla scomparsa di don Tonino. Proseguono e si fanno sempre più frequenti i pellegrinaggi sulla sua tomba, nel cimitero di Alessano: ci va gente comune, ma anche personalità illustri sia del mondo civile che ecclesiale. Dopo la visita di monsignor Galantino, la prossima sarà l’8 dicembre del Segretario di stato cardinale Pietro Parolin che, con l’occasione, inaugurerà un nuovo padiglione nell’ospedale “Cardinale Panico” e celebrerà pure la messa nella chiesa Madre di Tricase dove, proprio il giorno dell’Immacolata del 1957, don Tonino venne ordinato prete, e dove esercitò anche il suo ministero sacerdotale.

Ma come stanno vivendo questi momenti di preparazione gli eredi “più diretti” di don Tonino? Con una punta di velata nostalgia ne parla don Salvatore Leopizzi (sua la testimonianza su Tv 2000, nel video in basso), esponente di Pax Christi e suo amico personale, parroco e responsabile della Casa di seconda accoglienza “Agapolis” a Gallipoli: «Gioia e gratitudine al Signore perché le profezie di don Tonino,  spesse volte incomprese se non addirittura avversate quando parlava di “obiezione di coscienza”, di Chiesa del grembiule, di convivialità delle differenze, o di Chiesa “povera per i poveri”, ora sono divenute patrimonio comune di tutta la Chiesa universale».  Chiaro il riferimento ai ripetuti richiami su questi temi di Papa Francesco, “che parla la sua stessa lingua”. Sulla stessa lunghezza d’onda Giancarlo Piccinni, primario di cardiologia nell’ospedale di Gallipoli e presidente della fondazione “Don Tonino Bello” che afferma: «Saranno tantissimi gli eventi che ci vedranno impegnati anche a Torino con don Ciotti, ma anche a Milano e in varie altre città e università italiane, per portare  il messaggio  di speranza del profeta dei nostri giorni e della nostra terra». E intanto, il 26 novembre prossimo, festa di “Cristo Re”, una delegazione guidata dal vescovo della diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca monsignor Vito Angiuli, sarà a Molfetta, dove 30 anni fa, nella stessa ricorrenza di “Cristo Re” don Tonino si insediò come vescovo di quella diocesi.

Monsignor Tonino Bello

TRICASE. Prendono il via  le celebrazioni per il 25° anniversario della morte di don Tonino Bello, avvenuta a Molfetta il 20 aprile 1993. A nome del vescovo diocesano di Ugento- Santa Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli, è il  vicario generale don Beniamino Nuzzo (di Ruggiano, frazione di Salve) ad anticipare i primi appuntamenti “per ricordare date e luoghi legati alla figura, alla vita e alla missione dell’indimenticabile vescovo”. Primi appuntamenti il 30 e il 31 ottobre a Tricase, per ricordare i 35 anni  dell’ordinazione episcopale di don Tonino, nato ad Alessano il 18 marzo del 1935 e vescovo della Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi (del 10 agosto 1982 la nomina da parte di Giovanni Paolo II).

Lunedì 30, alle ore 19, nella “Sala del Trono” di Palazzo Gallone è in programma un convegno sulle figure di tre “profeti del nostro tempo”, ovvero Tonino Bello, David Maria Turoldo ed Ernesto Balducci. Interverranno don Andrea Bigalli (della fondazione Balducci), Giancarlo Piccinni (della fondazione don Tonino Bello) e il vescovo della diocesi di Tricase monsignor Vito Angiuli. Martedì 31, sempre a Tricase, alle ore 17,30 nella chiesa parrocchiale “Natività Benata Vergine Maria”, sarà il Segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Nunzio Galantino, a celebrare messa dopo aver sostato in preghiera (alle 16,45) sulla tomba di don Tonino Bello, nel cimitero di  Alessano.

GALLIPOLI. Anche Gallipoli ha aderito alla campagna di sensibilizzazione promossa dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori, colorando di rosa il suo luogo simbolo, il Castello. È il 19° anno che i volontari della Lilt, guidati da Preziosa Portoghese, dedicano il mese di ottobre alla prevenzione dei tumori, ed in special modo del tumore al seno. Numerose sono state le iniziative di sensibilizzazione, sia nelle scuole come anche nelle palestre più frequentate. La mattina di sabato 28 ottore, nei pressi della Lilt in via Antonietta De Pace (attualmente chiusa per restauro) verrà distribuito materiale divulgativo, mentre lunedì 30 si effettueranno visite senologiche gratuite presso il locale ospedale (prenotazioni ai numeri 0833/263833 -348/2858139).

 

GALLIPOLI – Si sono svolti nel pomeriggio di oggi, alle 16,30 nella chiesa di S. Antonio,  i funerali del medico 64enne Pierluigi Carrozzo, deceduto a seguito di un malore nella tarda serata di ieri. L’uomo era molto conosciuto in città per via della sua professione di medico, ma anche per il carattere particolarmente gioviale e allegro (lascia una moglie e due figli). Inquietanti le modalità con le quali, in pochi attimi, si è consumata la tragedia sulla banchina del porticciolo del Canneto. Dopo aver assistito ad una partita di calcio in televisione insieme ad alcuni amici in un bar vicino, ha avvertito un malore con conati di vomito e – come afferma un testimone, “dopo essersi portato sulla banchina del porticciolo ha perduto i sensi cadendo rovinosamente in mare, sbattendo la testa contro un’imbarcazione ormeggiata”. Malgrado il sopraggiungere pressoché immediato dei soccorsi, quando il 64enne è stato riportato a terra, con non poche difficoltà, era ormai esanime. A nulla è valso il massaggio cardiaco praticato dal personale del 118 presente sull’ambulanza così come il trasporto in ospedale, dove è giunto cadavere. Carrozzo era diventato nonno da qualche giorno: la moglie è stata, infatti, raggiunta dalla drammatica notizia mentre era a Milano dalla figlia. Tanti gli attestati di cordoglio espressi alla famiglia anche sui social network. Tra questi quello dell’ex sindaco  Francesco Errico che ha salutato un amico “vero, genuino, con una signorilità e lealtà di altri tempi, un grande professionista sempre pronto ad aiutare il prossimo”, ricordando la sua passione per i Pink Floyd.

by -
0 551

GALLIPOLI – Sono ancora agli esordi, ma già promettono bene i giovanissimi del gruppo teatrale “Agorà” che domenica 22 ottobre, alle ore 19, presso la parrocchia S. Gabriele dell’Addolorata a Gallipoli portano in scena il musical “Liberi liberi” di don Tonino Lasconi. Anima del gruppo è il parroco don Piero Nestola (di Copertino), vicario episcopale per il sociale e apprezzato cantautore, recentemente premiato col “Premio Barocco” per il suo brano “Un uomo migliore”.

Presente sul territorio già da qualche anno (tra musical, coreografie e recitazioni) stavolta il gruppo si cimenta sul palco con i ragazzi tra i 14 e i 19 anni, guidati da quanti hanno la loro stessa passione per il teatro e che a S. Gabriele sono attivamente impegnati anche come catechisti e collaboratori parrocchiali.  «Nel pieno delle sue forze e della sua vitalità ogni adolescente sogna il suo futuro e nonostante lo viva con alcune incertezze, è sua convinzione che potrà fare tutto ciò che desidera, che non avrà bisogno di nessuno. Ma la libertà –  afferma don Piero spiegando il senso dello spettacolo – è una ricerca continua del proprio io, un processo da cui si prende consapevolezza di sé e del mondo circostante. Credo che questi progetti siano il  linguaggio mediatico più comprensibile per i ragazzi e non solo: la musica, la danza e l’arte in genere permettono a noi come Chiesa di metterci in perfetta sintonia con il mondo circostante».

I giovani esordienti sono seguiti dallo stesso parroco, da Erika Bianco, Rita Casalino, Maria Grazia Manno, Enzo Spada, Anna Cortese e Patrizia Schirosi, la quale afferma: «È stato bello per noi scoprire tra questi ragazzi dei veri e propri talenti:  a volte questi ragazzi non si cimentano più per timidezza che per altro; poi invece si scopre che hanno tanto  talento da vendere».

ARADEO – “Viaggiatori sulla terra di Dio” è il tema dell’incontro promosso ad Aradeo dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro di Nardò-Gallipoli (direttore don Francesco Marulli di Copertino)  in occasione della 12^ giornata diocesana per la custodia del Creato di sabato 21 ottobre. Appuntamento alle ore 20 presso la parrocchia S. Nicola Vescovo (parroco don Giuseppe De Simone di Nardò). Ospite della serata sarà il filosofo e saggista torinese Diego Fusaro, docente presso l’Istituto Alti studi strategici e politici di Milano (“Assp”) nonché membro del progetto “Eticonomia”, noto intellettuale “dissidente e non allineato”, o come lo stesso si definisce“allievo indipendente di Hegel e di Marx”. Seguirà una veglia di preghiera presieduta dal vescovo Fernando Filograna. Da lunedì 23 a mercoledì 25 ottobre, alle 19.45, sempre a cura dell’ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro, ci sarà nella stessa chiesa di S. Nicola la Settimana sociale sul tema “Il battezzato, testimone dell’Amore di Dio nel mondo”.

GALLIPOLI. Aria di Natale a Gallipoli. Malgrado le temperature quasi estive, infatti, in riva allo Ionio è la festa di Santa Teresa d’Avila del 15 ottobre a dare inizio ai preparativi per la Natività. Spazio dunque, già da ora, alla melodiosa pastorale gallipolina ed anche al profumo inebriante delle “pittule” (rigorosamente a base di pesce), nelle case ma anche (condizioni meteo permettendo) in riva al mare: alla spiaggia della Purità nella città vecchia, così come nei pressi della “Grotta dei Monaci”, sul lungomare Galilei. Non manca il richiamo alla solidarietà: nel salone parrocchiale di S. Lazzaro (parroco don Luigi Strafella di Copertino), con inizio alle ore 16 di sabato 14 ottobre, ci sarà un torneo di burraco in memoria di Carla Cottafavi (volontaria Caritas), cui seguirà un momento di convivialità offerto dalle organizzatrici. «Il ricavato della serata sarà devoluto interamente per le necessità dei nostri assistiti, che in parrocchia non mancano e purtroppo sono pure in tanti», dice la volontaria Agata Bruno. Su una popolazione di 4.500 parrocchiani, infatti, sono oltre 100 le persone assistite dalla Caritas di S. Lazzaro. Altro appuntamento, legato alla mensa della carità “S. Francesco d’Assisi” nel centro storico, diretta da don Santo Tricarico, è quello dei mercatini di prodotti caserecci e di lavori artigianali, il 15 ottobre dalle ore 16.30 nell’atrio vescovile, in coincidenza col secondo anniversario della sua inaugurazione: in questo caso, gli incassi saranno per le necessità della mensa. Alle 19.30, nella chiesa di Santa teresa, annessa al monastero delle suore, verrà celebrata la messa dal vescovo Fernando Filograna. In serata la classica degustazione di pittule e le melodie della pastorale gallipolina.

NARDÒ. Il progetto diocesano di Nardò-Gallipoli “Costruiamo il Futuro” prende forma col passare dei giorni. Dopo l’avvio dei mesi scorsi nel villaggio di Pajule (in Uganda) di due cooperative nate grazie alle offerte dei fedeli con la “Quaresima di Carità” (di cui “Piazzasalento ha dato notizia), una per la coltivazione di cereali e di mais in particolare e l’altra per l’allevamento di suini, è ora iniziata la costruzione del primo blocco di quattro aule della scuola materna ed elementare. “Un sogno che sta diventando realtà, grazie a Valentina e Matteo (non si sa altro degli anonimi donatori, ndr) che con la propria donazione ci hanno permesso di acquistare il terreno ed oggi di iniziare i lavori.”, fa sapere don Giuseppe Venneri di Nardò, del Centro missionario diocesano. “Tutto ha avuto inizio tre anni fa, quando la diocesi di Nardò-Gallipoli ha stretto rapporti sempre più fitti con l’arcidiocesi di Gulu in Uganda, nel cui territorio si trova il piccolo villaggio di Pajule; lì sono privi del necessario per vivere, mancando essenzialmente i due elementi alla base della dignità umana, il diritto al lavoro e il diritto allo studio – racconta don Giuseppe – e dopo avere in parte assicurato con le cooperative il diritto al lavoro, ora è il momento di pensare al diritto allo studio: e qui l’altra inaspettata sorpresa, quella di Valentina e Matteo, che quest’estate hanno coronato il loro sogno d’amore al santuario del Canneto, a Gallipoli: hanno chiesto agli invitati di devolvere il regalo per il loro matrimonio a favore del progetto “costruiamo il futuro”, appunto. “I lavori stanno procedendo celermente grazie anche all’impegno degli abitanti di quel villaggio che non fanno mancare il loro impegno, e si prevede la loro ultimazione entro il prossimo dicembre: apriranno finalmente sia la scuola primaria che la secondaria, e, una volta avviate, saranno autosufficienti grazie all’altro progetto diocesano dell’adozione a distanza, che consente di adottare <a distanza> un bambino con un modesto contributo annuale di 160 euro (e le adozioni non sono sin qui mai mancate, grazie alla generosità della nostra gente)”. In procinto di partire per l’Uganda, dove parteciperà al sinodo diocesano di Gulu, don Giuseppe Venneri fa sapere che ci si può mantenere sempre aggiornati sulle iniziative in corso consultando il sito “centromissionariodiocesanonardogallipoli.org”.

by -
0 2722

GALLIPOLI. Mattinata insolita e più movimentata del solito quella che si profila per domani, 6 ottobre, al “Quinto Ennio” di  Gallipoli: Il Movimento studenti di Azione cattolica della diocesi di Nardò-Gallipoli organizza il primo punto di incontro dell’anno scolastico appena iniziato. “(Rap)presentiamoci bene, studenti pronti per la rappresentanza”: questo il tema dell’incontro dalle 9,15 alle 11, aperto agli studenti dell’Istituto ovviamente, ma soprattutto a chi abbia in animo “di cimentarsi nella complicata e bella esperienza della rappresentanza di classe e/o d’istituto”. “Scelta non casuale – fanno sapere i promotori – alla luce delle nuove elezioni studentesche, ritenendo importante portare gli studenti ad una riflessione critica sul ruolo e sull’importanza del rappresentante”. In buona sostanza i giovani di Azione cattolica della diocesi hanno a cuore quella che per loro è diventata “una grande missione: portare gli studenti a credere nei sogni e nei progetti che hanno per la loro scuola, che non siano solo una folle e lontana utopia, ma una realtà possibile da realizzare se supportata dalla partecipazione attiva, critica, matura, già all’interno delle varie realtà scolastiche”. Quello del 6 sarà il primo di una serie di incontri che, come si diceva, offriranno ai giovani di riflettere sul significato di partecipazione attiva, sulla funzione del rappresentante e sull’utilità delle assemblee, spesse volte viste solo come un’opportunità per perdere ore di lezione. “Pur nella consapevolezza –prosegue la nota dei giovani di Azione cattolica  dei dubbi e delle incertezze che si provano a fare il rappresentante, è un’opportunità che viene offerta perché il giovane diventi il vero protagonista della sua scuola. Essere rappresentante d’Istituto – è la conclusione – non ti <fa figo>, perché la rappresentanza e la partecipazione sono solo diritti riconosciuti e ribaditi nello Statuto degli studenti e delle studentesse”.

Voce al Direttore

by -
Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...