Pdl, la botta che non c’è

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Vincenzo Barca

Gallipoli. Fra chi “trascura” la sconfitta e e chi la “enfatizza”, il Pdl gallipolino si lecca le ferite, mettendole bene in mostra.

Se per il parlamentare Vincenzo Barba la causa principale dello “scarso risultato” è la frammentazione del centrodestra – inserendo in quest’area politica anche due degli altri candidati sindaci, cioè il fresco ex Giuseppe Perruccio e l’ex magistrato Aldo Petrucci -, per il capolista di “Puglia prima di tutto”, Giuseppe Coppola, “si raccoglie ciò che si semina”: «L’autoreferenzialità degli ultimi anni non paga, la lotta alla singola persona non paga, serve la volontà per cambiare rotta», ha detto per essere più chiaro. Come si vede analisi non proprio convergenti, con pronte repliche.

L’on. Barba di certo è uno che non demorde: «Non credo sia il caso nelle nostre file di ricorrere al cilicio. Mi chiedo, per esempio, dall’alto di quale consenso personale qualcuno possa puntare l’indice verso uno schieramento che dal 2001 ad oggi ha conseguito una vittoria dietro l’altra».

Se proprio ci si deve guardare in casa, allora si veda lo “scarso risultato di new entry o cavalli di ritorno”, facendo pensare a tutti che il riferimento sia a Coppola . Il quale però ha trovato in Toti Di Mattina, il perdente nello spareggio, una sponda: «Le sconfitte si chiamano sconfitte; dobbiamo riflettere serenamente sui motivi per cui gli elettori sanciscono che il Pdl è primo partito e poi spariscono nel secondo turno», dicendosi convinto che la gente è stanca di insulti, ripicche personali, oltre agli errori.

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