La Natività nei frantoi ipogei

Matino. Il primo presepe vivente fu realizzato nel 1223 a Greccio, un piccolo borgo ai piedi del Monte Lacerone, da San Francesco che, di ritorno dalla Palestina volle ricostruire con persone vere, la Natività di Betlemme.

Da allora la tradizione del presepe vivente si è via via diffusa, diventando anche nei nostri paesi un appuntamento da non perdere. Così, come avevamo già anticipato, anche a Matino quest’anno, dopo cinque anni di assenza, ritorna nelle giornate del 26 dicembre, dell’1 e 6 gennaio, la personificazione di questa tradizione. Si tratta di un evento che, sotto la coordinazione dell’associazione “Amici del Presepe”. Il nucleo principale è composto da: Luigi Danese, Danilo Piscopo, Luca Cataldo, Elia Rossetto, Valerio Romano.

«Stiamo lavorando all’allestimento da mesi – racconta Luca Cataldo, a nome di tutti gli altri – siamo un gruppo di amici che per la prima volta ci siamo impegnati per la realizzazione del presepe. Ci tenevamo tanto ed ora eccoci qua». Partiti da zero, ora sono alle prese con le sistemazioni dei luoghi e dei vestiti.

«Per preparare i vestiti dei personaggi si sono offerti dei parenti – continua Cataldo – fortuna che non sono tanto elaborati. Anche noi non ci aspettavamo tanto lavoro da fare: siamo impegnati dalle 16,30 circa di ogni giorno fino a tarda sera. Senza contare poi le telefonate che facciamo la mattina e altro ancora. Ma non importa, se tutto va come speriamo, ci ripensiamo anche per gli anni futuri».

L’associazione “Amici del Presepe” ha, inoltre, coinvolto tutte le associazioni del territorio impegnate alla realizzazione di oltre 20 scene tra rievocazioni religiose, come l’Annunciazione, la Natività e il banchetto di Erode, e scene che fanno rivivere i vecchi mestieri come l’arrotino, il cestaio, la pastaia, il calzolaio le ricamatrici. Tre i frantoi ipogei che saranno aperti per l’occasione, uno con una ruota ancora oggi funzionante e un’osteria come punto ristoro presso l’atrio Lu Persiu. Poco più avanti, in via Puccini sarà possibile ammirare l’affresco della Fuga D’Egitto risalente al 1600.

Per l’occasione sarà, inoltre, allestita una mostra di documenti storici  dedicata ai 150anni dell’Unità d’Italia dal titolo il Salento e i 150 anni d’Italia a cura di Giorgio Romano.

Un presepe vivente, dunque, che si modella su un paese vivente, in un bellissimo borgo fra le cui stradine, il tempo pare non sia mai passato: nicchie votive, “pile” in pietra nei cortili, tortuose scalinate. Un fascino senza tempo. Il consiglio degli organizzatori è quello di seguire interamente il percorso che inizierà dall’Arco della Pietà dove verranno, distribuiti dei biglietti per partecipare all’estrazione di un robot da cucina.

Sofia Marsano

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