Alda dolce e bella

Tuglie. “Il Desiderio è ciò che ci muove, la Bellezza è l’esperienza che cerchiamo di più. Tutta la nostra operosità è sempre stata attraversata da un filo conduttore: la bellezza. Questa dà gioia, allarga gli orizzonti. Siamo convinti che si dovrebbe pensare di più a far bene che a star bene e così si finirebbe anche a star meglio”: questa la filosofia di Alda (Antica lavorazione dolciumi e affini), azienda conosciuta in Italia e all’estero. Dietro c’è una famiglia che, dagli anni Venti, ha fatto di tradizione e qualità le sue caratteristiche.

Alessandro Provenzano è il titolare. «Oggi – afferma – essere il responsabile di Alda significa rispetto per ciò che mio padre e la mia famiglia hanno realizzato nel tempo consentendo, a noi figli, di metterci in discussione per farci apprezzare. Poi, responsabilità, nel creare lavoro e formazione professionale per la squadra Alda e nei confronti dei clienti». Il rappresentante dell’ultima generazione dei Provenzano sente di aver realizzato tutto questo, grazie al privilegio di crescere in un laboratorio e di imparare direttamente dal padre.

«Alda è una squadra – continua il numero uno – che si impegna per essere conosciuta ed apprezzata anche da realtà produttive più grandi, con un confronto costruttivo e collaborativo». Alla base delle produzioni – che hanno accompagnato di recente i vini Mottura al Vinitaly di Verona – è la tradizione dei prodotti di una volta, quando i dolci erano semplici ma buoni. Su ciò l’azienda ha continuato la sua strada (dalla cupeta ai ficoli e alla crema mendula, per esempio), utilizzando materie prime selezionate.

«Vede, il termine Bellezza va inteso come spessore nei valori, come fedeltà e consistenza. È come se le nostre confezioni venissero apprezzate dall’aspetto esteriore mentre, di fatto, ciò che ci gratifica è il contenuto. Ciò che mi fa felice – conclude Alessandro – è vedere come, nel nostro territorio, altri, come me, mettendosi in discussione hanno realizzato produzioni di qualità di livello nazionale. Questa nostra terra può affermarsi, ancora di più».

Gianpiero Pisanello

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