Agricoltura e innovazione: arriva il contadino “androide”

Lecce – Nel Salento la tradizione in agricoltura parla hi-tech. Questo il senso del convegno organizzato mercoledì 20 dicembre da Coldiretti giovani impresa Lecce presso il Must, il Museo storico di Lecce. L’appuntamento ha visto docenti e ricercatori illustrare le novità tecnologiche per il mondo rurale ad una platea molto partecipe composta da tanti giovani. Fra le introduzioni di Pantaleo Piccinno (originario di Alezio), presidente Coldiretti Lecce e Antonio Pascali, delegato Coldiretti giovani impresa Lecce – precedute dal saluto del vice sindaco di Lecce Alessandro Delli Noci – e le conclusioni di Gianni Cantele, presidente Coldiretti Puglia, si è potuto assistere alla descrizione del contadino “androide”, come lo ha definito Giulio Reina, esperto in robotica dell’Università del Salento. Una macchina con una vista multispettrale capace di muoversi autonomamente nei campi o applicabile su un drone, in grado di diagnosticare le patologie della pianta, la carenza d’acqua, la maturazione dei frutti e molto altro. Informazioni che possono essere controllate a distanza attraverso una semplice app. «La connettività sarà alla base dell’agricoltura del futuro», ha detto Antonio Arvizzigno, direttore del centro di ricerca Bosch di Bari, nell’illustrare il progetto “Field monitoring”, in grado di misurare temperatura e umidità delle foglie e del terreno, in campo aperto ed in serra e, attraverso una centralina, trasferire i dati ad un Cloud Bosch e sull’applicazione del cellulare.

Ed ancora, nel Core Lab dell’Ateneo salentino, il prof. Angelo Corallo, moderatore dell’incontro, ed il suo team studiano soluzioni innovative. «Si sta realizzando un software  ha detto la dottoressa Maria Elena Latino – che recepisce i dati ambientali da sensori disposti nelle coltivazioni e li utilizza per raccontare su basi oggettive le caratteristiche del prodotto stesso». In questo modo il consumatore legge sulle etichette dati reali. Direttamentedall’Università di Davis (California), Luca Brillante ha illustrato i processi più innovativi utilizzati negli States in viticoltura. Una serie di tecnologie che permettono di rilevare le eterogeneità dei vigneti, come i punti di maggiore stress o vigoria della vite. Mentre è del Politecnico di Bari la “Sono heat exchanger”, una macchina ad ultrasuoni capace di ottimizzare la frantumazione della pasta d’oliva per rilasciare una quantità maggiore di olio e polifenoli che nel processo tradizionale rimangono intrappolati nel materiale di scarto.

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