Scarichi dei depuratori e torrente Asso, non ci sono rischi: “Tutto in regola”, sostiene l’Acquedotto pugliese

Nardò -Non ci sono rischi di inquinamento della falda acquifera, tramite le vore in cui finiscono i reflui depurati degli impianti di Aradeo, Neviano, Maglie, Galatone e Copertino: lo afferma l’Acquedotto pugliese con una nota in cui si assicura che “i depuratori che rilasciano le acque trattate nel canale Asso sono tutti regolarmente autorizzati e funzionano correttamente, rispettando i limiti previsti dalla legge”. Nel ribadire che “i depuratori sono presidi sanitari a tutela del territorio e della qualità di vita complessiva dell’area servita, con l’esclusivo compito di restituire al loro ciclo naturale e con modalità compatibili e rispettose dell’ambiente, le acque provenienti dalle abitazioni dei cittadini allacciate regolarmente alla pubblica fogna”,

Aqp ricorda che gestisce 184 depuratori, “un parco impiantistico tra i più grandi e più evoluti d’Italia sia dal punto di vista tecnologico sia dal punto di vista della qualità del refluo restituito, utilizzando oltre alla tradizionale tecnologia a fanghi attivi con sedimentazione classica, quella a membrana e sperimentando tipologie di trattamento alternative ed eco-sostenibili”. Sono inoltre in corso “decine di interventi per l’ulteriore potenziamento e adeguamento dell’impiantistica: previsti fino al 2023 investimenti per 346 milioni di euro”.

La mozione, approvata, di Abaterusso Proprio trattamenti alternativi ed ecosostenibili sollecitava la mozione del consigliere regionale Ernesto Abaterusso circa i pericoli di inquinamento del bacino dell’Asso, che attualmente assorbe i reflui con le numerose vore che si trovano in quel territorio.  La nota di Aqp sembra replicare proprio alla mozione approvata dal Consiglio reginale pugliese, in cui si legge che “si impegna la Giunta a  porre in essere nei confronti di Aqp ogni intervento necessario a impedire il perpetrarsi  nell’immissione illegale di scarichi di reflui di depurazione fognaria nelle falde acquifere attraverso le vòre suddette in territorio di Nardò ed a realizzare in tempi brevi un nuovo piano di trattamento e recupero dei reflui fognari rispondente alla filosofia del riuso agricolo, civile e industriale, mediante la costruzione delle vasche di assorbimento dette “ecofiltri”, dello stesso tipo di quelle previste nel piano proposto per la depurazione dei reflui fognari di Nardò e Porto Cesareo, con l’obbligo per tutti i depuratori che attualmente scaricano in Asso, di realizzare nel proprio territorio un tale analogo progetto, al fine di scongiurare la prosecuzione dello scarico inquinante nel torrente Asso e nella falda”.

 

Commenta la notizia!