Zona Penta a Nardò: “Rete idrica inadeguata per 88 famiglie”. Il consigliere Cristian Casili sollecita la Regione

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Cristian Casili

Nardò – Sono le tubature di impianti ormai vetusti a provocare, da anni, problemi nell’erogazione idrica a numerose famiglie della zona Penta, a Nardò. A ritornare sulla questione mai risolta è il consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Cristian Casili.

«A dicembre 2018 presentai un’interrogazione, in cui chiesi all’assessore Giannini quali azioni intendesse avviare la Regione, tramite Aqp, per dotare il complesso condominiale di una adeguata infrastruttura idrica e fognaria, prevenire le perdite di acqua e permettere ai cittadini di pagare solo i loro effettivi consumi e non anche quelli per la risorsa idrica dispersa. È passato più di un anno e ancora non ho ricevuto risposte», scrive Casili.

I problemi sulla rete

La questione riguarda 88 famiglie che abitano nel complesso condominiale P. Pio – San Francesco e Incoronata, situato nella zona residenziale Penta nel Comune di Nardò, a causa delle criticità della rete idrica e fognaria, la cui realizzazione da parte dello Iacp, risale a cinquant’anni fa, contestualmente alle abitazioni. Da anni i residenti denunciano perdite idriche, con una dispersione di acqua che va a gravare sulle loro tasche.

«All’epoca della realizzazione degli edifici – spiega Casili – l’Aqp si oppose alla presa in gestione della rete idrica e fognaria in quanto i tronchi dell’acquedotto realizzati dall’Iacp erano stati costruiti in materiale di ghisa di circa 55 millimetri e quindi, non conformi agli standard dello stesso Aqp».

Tubazioni non adeguate e arrugginite 

Le abitazioni in questione continuano, dunque, ad essere servite da tubazioni non adeguate, posizionate ad una distanza di circa 200/300 metri lineari rispetto agli alloggi. Il consigliere 5 Stelle torna a chiedere che la Regione intervenga perché gli utenti interessati possano “disporre di un proprio allaccio e contatore a ridosso dell’abitazione servita, anche perché i cittadini in questione non possono continuare a pagare per le perdite della rete”.

Casili conclude segnalando come anche “le tubazioni sono arrugginite, con enormi problemi anche da un punto di vista sanitario”.