Gallipoli – Primo: fare tutti gli sforzi per bloccare la procedura di infrazione ormai alle ultime battute a Bruxelles; secondo, attivare misure immediate con cui tamponare i ritardi, anche di mesi, tra decisioni e interventi. Dal ministro Gian Marco Centinaio (Lega), la cui audizione è fissata per domani a Roma, ci si aspetta di vedere riaffermate queste esigenze riguardanti la zona cuscinetto e quella di contenimento, oltre all’individuazione degli strumenti per rilanciare l’economia agricola della zona rossa per cui sono stati annunciati  finanziamenti per 100 milioni.

Con l’incontro col ministro si avvia a concludere i lavori la commissione speciale in seno alla Commissione Agricoltura della Camera sull’infezione degli uliveti pugliesi da Xylella. Il 3 dicembre un nutrito gruppo di deputati (in gran parte del Nord Italia) ha effettuato un sopralluogo nel Salento, tra cui Veglie e l’Arneo, Galatone (Masseria Lo Prieno), Gallipoli (nella contrada Castellana fu individuato il primo focolaio), Presicce, Gagliano del Capo e Ugento, guidati dal presidente della commissione, il pentastellato Filippo Gallinella, con l’assessore regionale Leonardo Di Gioia.

La ricerca vada avanti Dopo aver ricordato l’individuazione dell’infezione nell’ormai lontano ottobre 2013, Gallinella ha dichiarato: “Ancora oggi troviamo qualcuno che pensa che, con qualche sostanza, si possa guarire un ulivo. Ad oggi non c’è nessuna certezza su questo ma è giusto che la ricerca vada avanti”. Per il presidente “molto probabilmente ci vorrà un decreto per superare gli intralci di ordine normativo e burocratico: abbiamo leggi del 1923 che ci impediscono di abbattere alberi…”.

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Accertate le cose che non vanno Se sarà così lo si vedrà presto. Intanto si accennava alla corsa ai ripari. Nell’ultimo audit con l’Ue (verifica di dati e di procedure) sono emerse alcune contraddizioni dell’attività della Regione e del Governo nazionale su questa spinosa vertenza. I 200mila alberi monitorati fino a maggio, con l’ultimo report dell’Osservatorio fitosanitari della Regione Puglia, avevano evidenziato tra l’altro 19 ulivi malati nella zona cuscinetto del Brindisino, tra Ostuni e Cisternino; 18 sono stati rimossi con molto ritardo, l’ultimo è ancora al suo posto. Nella zona di contenimento delle 3mila piante da abbattere, un terzo sono ancora in piedi. Per non parlare del monitoraggio fermato a maggio e ripreso a fine ottobre.

“interventi tardivi e parziali” è l’accusa che ci muove l’Europa. Mentre nelle zone colpite in Francia (Corsica per lo più) e Spagna, i cartelloni che avvisano – per esempio – di non portare via materiali vegetali che potrebbero essere infetti, sono stati installati, in Italia non se ne vede traccia. Anche per questi elementi, non secondari, c’è un certo timore adesso sulla imminente conclusione della procedura d’infrazione, iniziata circa due anni fa.

Dopo quello di Gallipoli, altro Simposio internazionale Intanto tutti i progetti di ricerca finanziati dalla Regione e dall’Unione europea vanno avanti. Non ci sono conclusioni scientifiche certificate, ma occorre altro tempo, come del resto i ricercatori hanno sempre avvertito. Che la vicenda Xylella fastidiosa sia ancora attuale purtroppo, lo si evince anche dal fatto che, dopo quello di Gallipoli di quattro anni fa, a Valenzano, nei pressi di Bari, la prossima settimana è previsto un Simposio tematico, con esperti e scienziati di ogni parte del mondo.

 

 

 

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