Xylella, i reimpianti e la paura di perdere un’altra stagione per farli. Appello al ministro Bellanova

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Gallipoli – Sempre all’ordine del giorno i problemi legati ai colpi inferti agli ulivi salentini e pugliesi dal batterio Xylella. Lo scoglio dei reimpianti e delle norme che li rendono difficili è il tema di questi giorni in cui la soprintendente Maria Piccarreta che, tra l’altro, ha sostenuto che una delle varietà resistenti a Xylella fastidiosa, la Favolosa, non sia compatibile con il paesaggio salentino.

La dichiarazioni della soprintendente – afferma oggi l’ex deputato di Forza Italia Rocco Palese di Presicce-Acquarica – confermano che la politica si deve sbrigare e deve presentare immediatamente gli emendamenti al Decreto Clima che prevedono le deroghe per espianti e reimpianti nei terreni devastati dalla Xylella. Non sono certo circolari, direttive o interpretazioni di queste ore – afferma Palese – che possono superare i vincoli di legge esistenti”.

La proposta-appello di Rocco Palese

Rocco Palese
Rocco Palese

Dopo aver criticato la Regione per la scarsa efficacia dei propri interventi anche in qualità di Regione capofila per l’agricoltura in Conferenza Stato – Regioni (“la soprintendente sostiene di non essere mai stata contattata per questo problema”), l’esponente politico critica anche i parlamentari pugliesi i quali “non sembra che abbiamo presentato gli emendamenti al Decreto in discussione al Senato”. “Non resta che appellarsi alla sensibilità ed alla competenza specifica del ministro Bellanova – prosegue Palese – nonché al ministro delle Regioni Boccia e al Presidente del Consiglio che è pugliese. Non si capisce perché una questione vitale per ridare speranza al settore olivicolo salentino, non venga minimamente presa in considerazione da nessuno”.

Lanciata la proposta, Palese torna a parlare di reimpianti: “La soprintendete dice che arrivano poche domande di reimpianto, ma forse accade perché chi ha terreni sottoposti a vincoli sa che è assolutamente inutile impastoiarsi nella burocrazia sia perché non hanno neanche più i soldi per pagare consulenti e avviare le pratiche, sia perché quelle autorizzazioni non potrebbero mai arrivare in assenza di deroghe alle norme nazionali e regionali”.

“Il paesaggio? Ci si occupi dei redditi scomparsi” 

“Peraltro, con tutto il rispetto per il paesaggio e per il lavoro della soprintendente – conclude l’ex deputato – dire che la specie ‘favolosa’ che è risultata resistente al batterio della Xylella è incompatibile con il paesaggio salentino, significa non comprendere che nel nostro territorio la gente non ha perso solo il paesaggio, ma anche e soprattutto il reddito che proveniva annualmente dal raccolto delle olive e il valore dei terreni ormai distrutti. Per molte famiglie quella era l’unica fonte di sostentamento. Con tutto il rispetto per il paesaggio, bisogna che il Governo pensi alla sopravvivenza di famiglie e aziende. E subito”.

Uivi monumentali e sovrainnesti: Cia favorevole “Siamo favorevoli alla sperimentazione dei sovrainnesti nella Piana degli Ulivi monumentali e sugli ulivi secolari in funzione anti-Xylella. Questo abbiamo detto nell’audizione di oggi, presso la quinta Commissione del Consiglio regionale, convocata su richiesta del Parco delle Dune costiere. Si accelerino i tempi per approvare le linee guida secondo le quali operare i sovrainnesti prima della primavera”: lo dichiara Giannicola D’Amico, vicepresidente regionale della Cia, confederazione italiana agricoltori di Puglia.

La paura è di perdere un altro anno

“L’audizione è stata sospesa proprio per riconvocarne un’altra – fanno sapere dalla Cia (nella foto un momento della audizione) – sempre col direttore regionale del Dipartimento agricoltura Gianluca Nardone. Noi chiediamo che si faccia presto, non si sprechi altro tempo perché non ce n’è”. Il direttore regionale del Dipartimento Agricoltura ha informato le organizzazioni agricole e i partecipanti alla riunione che sono già disponibili fondi specifici per i sovrainnesti.

Questa in sostanza l’agenda degli interventi: approvazione delle linee guida, avvio della sperimentazione dei sovrainnesti, partenza di un piano pluriennale di investimenti nel settore olivicolo a sostegno “degli sforzi compiuti in questi anni dai nostri agricoltori e vivaisti, quasi totalmente senza aiuti”. La Cia ha ribadito infine che il contrasto alla ulteriore diffusione del batterio ha come primo caposaldo la ricerca scientifica.