Xylella della vite, ottimi risultati con l’acqua calda

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Foglia di vite infestata da Xylella fastidiosa
Foglia di vite infestata da Xylella fastidiosa

Buone nuove sul fronte Xylella. La soluzione per combattere il patogeno potrebbe consistere in un trattamento a base di acqua calda denominato Hot water treatment (Hwt). La notizia arriva dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che annuncia i risultati promettenti di alcuni studi condotti per ora solo sul materiale di moltiplicazione della vite in stato di quiescenza (talee e innesti) e non sugli ulivi. Gli esperti dell’Efsa che si occupano di salute dei vegetali sono giunti a questa conclusione dopo aver vagliato la documentazione fornita dagli organi italiani competenti, tra i quali il Cnr di Bari, e aver chiesto il parere dell’Agenzia francese per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro (Anses). Il trattamento consiste nell’immergere piante di vite in stato di quiescenza o parti delle stesse in acqua riscaldata alla temperatura di 50 gradi per 45 minuti e si è rivelato efficace nel combattere la Xylella fastidiosa che affliggeva le cosiddette barbatelle.

La Hot water treatment non è un tecnica nuova. Da tempo è impiegata con successo per curare un’altra malattia epidemica grave che colpisce la vite: la flavescenza dorata. Una malattia che, per gli esiti sulle piante e per le modalità di diffusione, somiglia molto da vicino a quella causata dalla Xylella fastidiosa. L’agente che la determina però, in questo caso, è il fitoplasma, un agente in grado di sopravvivere solo all’interno della vite o nell’apparato digerente dell’insetto vettore che lo diffonde: la cicalina Scaphoideus titanus. Causa essiccamento dei rami, perdita dei grappoli, mancanza di tralci idonei per il rinnovo e, nei casi peggiori, la morte della pianta di vite. La sconfitta della flavescenza dorata è stato un grande passo in avanti: ha permesso di commercializzare in tutta sicurezza le piantine di vite nelle zone protette dell’Unione europea. Ma l’Hot water treatment potrà essere impiegato con risultati efficaci, oltre che sul materiale di moltiplicazione della vite, anche sugli ulivi affetti da Xylella fastidiosa? Molto scettici i ricercatori. Gli studi condotti finora – a cura del Cnr di Bari e dell’Istituto Anses francese nel marzo scorso – riguardano piante di piccole dimensioni, che hanno un diametro di meno di un centimetro e si trovano in uno stato di riposo vegetativo. Gli ulivi, di contro, sono alberi di grande calibro e sempre in stato di vegetazione. Come si potrebbe immergere un albero d’olivo, radici comprese, in acqua riscaldata a 50 gradi? E, ammesso che si riuscisse a farlo, basterebbero 45 minuti di tempo per completare il trattamento?