«Voglio quel volto qui vicino a me»

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Antonia Rizzo, madre di Ivan Regoli

Matino. È un messaggio di rabbia e consapevolezza quello lanciato dalla madre di Ivan Regoli ad un anno dalla scomparsa del figlio.  «Vi dava fastidio Ivan. Vi siete macchiati di sangue. Quel sangue è il mio e sarò la vostra ombra. Pagherete»: con queste parole, forti e al tempo stesso disperate, la signora Antonia Rizzo ha voluto rivolgersi ai colpevoli, se colpevoli ci sono, che si nascondono dietro questa scomparsa. La frase, scritta in rosso su un telo bianco, è stata ripresa dalle telecamere del Tg2 a cui la signora ha detto: «Rivoglio quel volto vicino a me».

Giorni prima (per il suo 31esimo compleanno), un altro poster con la gigantografia di Ivan era stato affisso in via Estramurale di Ponente, nei pressi del cimitero, e sparito poco dopo portato via (pare) dal maltempo anche se la signora Rizzo non ci crede.

«È stata l’ennesima cattiveria di gente a cui dà fastidio che si continui a parlare di mio figlio», afferma. In questa ricerca si sente sola (“senza neppure le parole di un prete”) e preoccupata per l’altro figlio Alessio, il fratello minore di Ivan. «Non ho paura per me ma ho un figlio da difendere e chiedo che, almeno lui, possa vivere una vita serena e possa essere protetto da chi ci vuole male». Nonostante tutto, Antonia non intende fermarsi: vuole proteggere i suoi figli e conoscere  il destino di Ivan, chi gli ha potuto fare del male e perché.

Di Ivan non si hanno più notizie dal 12 settembre del 2011 quando scomparve da casa portando con sè soltanto pochi spiccioli e il telefonino. Da quel  giorno Antonia è già scesa in strada diverse volte per chiedere aiuto sostenuta anche dall’associazione Penelope di Bari presieduta da Annalisa Loconsole che si occupa del sostegno alle famiglie degli scomparsi. Intanto le indagini della Procura di Lecce proseguono: non più per “scomparsa”, ma per “omicidio”.

Maria Antonietta Quintana