Vita Carrapa
Vita Carrapa

Maglie – Ha destato scalpore, anche al di fuori dei confini provinciali, la notizia dell’eredità dei tre milioni di euro che Vita Carrapa, deceduta a 95 anni lo scorso febbraio, ha lasciato all’Asl di Lecce per la costruzione di un nuovo ospedale a Maglie.

In città l’ospedale del Sud Salento? Al di là di ogni considerazione, la destinazione dell’eredità dà la misura di quanto i magliesi fossero legati al loro ospedale, intitolato a un’altra benefattrice, Michela Tamborino. La sua chiusura fu uno dei primi interventi di un piano di riordino ospedaliero (la chiusura “barattata” con Maglie sede dell’Asl Le2) tuttora in corso. Un piano mai definito con chiarezza, tra mille difficoltà e ripensamenti. Non senza contestazioni, ora sembra che a Maglie sorgerà l’ospedale del Sud Salento. Vita Carrapa lo sognava per tutti i magliesi, anche per ricordare il fratello Paolo, al quale è riconducibile gran parte dell’eredità.

Desiderio di immortalità. Legare il proprio nome a un’opera umanitaria resta uno dei modi per non morire del tutto. Il più noto e caro ai poeti è quello di legare il proprio desiderio di immortalità a un’opera letteraria o artistica. Il poeta latino Orazio credeva di aver innalzato con la sua opera un monumento più duraturo del bronzo e che quindi non sarebbe mai stato dimenticato, come in effetti è avvenuto. Vita Carrapa, non nobile, non di una famiglia in vista, se il suo desiderio troverà realizzazione avrà reso duraturo il ricordo della sua famiglia dopo una vita vissuta senza alcun lusso.

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Una lunga tradizione di generosità caratterizza la storia di Maglie. A iniziare dalla cultura e dal ruolo del liceo “Capece”, frutto della lungimiranza e della mente illuminata di Francesca Capece, cui è dedicato il monumento in piazza Moro. Di pari generosità l’eredità della già citata Michela Tamborino per l’ospedale e di Francesca Annesi Capece, il cui istituto per anni ospitò ragazze senza famiglia e in difficoltà. Pietre miliari di generosità dell’Ottocento, che recano una cifra femminile non smentita neanche successivamente.

Altre benefattrici (e benefattori) dei nostri tempi. Non si possono dimenticare, infatti, altre donazioni più recenti, il cui iter, però, ancora non è concluso. Fra le benefattrici dei tempi moderni c’è Angelina Amodeo, insegnante di fisica presso il liceo “Capece” nei primi anni del secolo scorso. Probabilmente in città si trovò bene, se alla sua morte, non avendo avuto figli, lasciò l’eredità – un appartamento in provincia di Genova e uno a Siracusa – al Comune di Maglie, perché fosse costruita una casa di riposo che ora, gestita dall’Ispe (Istituto servizi alla persona per l’Europa), è intitolata a lei e al marito Linneo Varese. Ma da anni, tra il Comune e gli eredi va avanti un contenzioso destinato a vanificare i buoni propositi della generosa Angelina. Tra le donne benefattrici bisogna poi ricordare le sorelle De Giorgi, con donazioni a favore della casa di riposo. Più recente l’eredità dei fratelli Decio e Claudia de Lorentiis, una casa nella centrale via Roma, ma anche qui è tutto fermo.

Si capiscono a questo punto i dubbi qua e là apparsi dopo la notizia dell’eredità milionaria di Vita Carrapa. “Speriamo che vada a buon fine…” si legge e si sussurra. C’è, però, una condizione testamentaria che in un certo modo tutela il buon esito dell’operazione: se l’iter non si concluderà entro cinque anni, l’eredità passerà all’Ispe e quindi alla casa di riposo.

Intanto si aspetta in città la visita del presidente Emiliano (probabilmente il prossimo 17 giugno), che dovrebbe dare notizia proprio della situazione del nuovo ospedale. Tre milioni di euro sono una goccia nel gran mare delle risorse necessarie, ma anche l’oceano è una somma di gocce d’acqua.

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