Visite al Castello, botta e risposta Paiano-Lecci

1265

Schermata 2016-05-16 alle 20.24.11UGENTO. «Stop alle visite illegali al castello». Il candidato sindaco Mario Paiano diffida il sindaco Massimo Lecci, il direttore dei lavori, il dirigente dei lavori pubblici e il coordinatore per la sicurezza del cantiere. Ma il primo cittadino replica: «Avrebbe dovuto occuparsi del castello quando poteva farlo». Il 30 aprile Paiano ha raggiunto il castello insieme a due consiglieri di opposizione e all’addetto stampa per poter verificare di persona se la struttura fosse visitabile. «Siamo stati “gentilmente” respinti. Si è subito presentato dinanzi a noi un geometra responsabile dei lavori, il quale, con fare nervoso e scocciato, ci ribadiva come non fosse possibile entrare nel castello, in quanto ancora cantiere aperto e quindi non visitabile per motivi di sicurezza, come prescritto dalla legge. Sorpresi dal diniego, abbiamo chiesto maggiore ragguaglio circa le visite precedentemente organizzate, su come fosse stato possibile far accedere altri gruppi che da oltre un mese vengono accompagnati all’interno del castello, come testimoniano numerose foto sui social network, in particolare un album dello Iat Ugento».

Il responsabile del cantiere, stando alla versione di Paiano, avrebbe affermato che “nell’orario di lavoro nessuno è entrato, non posso garantire in orari diversi”. Da qui la diffida e la richiesta visionare le autorizzazioni che hanno permesso ad altre persone di accedere all’immobile. «Tutto ciò – chiude Paiano – a garanzia della sicurezza degli ignari visitatori. Non possiamo non notare la bassezza morale e il totale spregio della legge da parte di chi, solo per arraffare qualche voto in più, usa il castello di Ugento come fosse la propria abitazione, dimenticando un particolare molto importante: che sul castello di Ugento, bene di proprietà privata, stiamo spendendo sei milioni di euro di denaro pubblico».

Il sindaco Lecci, dal canto suo, rimanda le accuse al mittente: «La legge – afferma – prevede la presenza di un responsabile della sicurezza e di una ditta, pertanto il Comune non ha responsabilità in merito. Mario Paiano – continua – si sarebbe dovuto preoccupare del castello quando questo rischiava di cadere in testa alle persone e non ora che è stato recuperato. Sono contento che a 63 anni abbia scoperto che a Ugento esiste un castello. Dal 1981 al 1989 è stato in amministrazione ma agli atti non risultano sue azioni per la salvaguardia dell’immobile. La premura che dimostra oggi avrebbe dovuto dimostrarla a tempo debito, quando a 28 anni è entrato in amministrazione. Ora, ormai, è fuori tempo».