Visiere anti-contagio in 3D per gli ospedali: c’è anche la mano dell’Istituto superiore “Moccia” di Nardò

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Nardò – Anche dall’istituto “Nicola Moccia” di Nardò parte la solidarietà per la costruzione delle visiere anti-contagio attraverso l’utilizzo delle stampanti 3D. La scuola diretta da Maria Rosaria Però ha infatti risposto – grazie a docenti e studenti dell’indirizzo “Manutenzione e assistenza tecnica” – all’appello lanciato dall’associazione “Francesco Marco Attanasi” di Soleto, raccogliendo l’invito a mettere a disposizione la stampante in dotazione all’istituto per la produzione dei dispositivi.

«Un dispositivo hardware – spiegano gli stessi alunni Alessio Colelli e Marco Beneggiamo – acquisito con un Pon “Didaschool” e collocato nel laboratorio informatico “Margherita Hack”, dedicato alle attività digitali di tutta la scuola, ma in particolar modo del nostro indirizzo, il cui responsabile è il professor Donato Piccinno». Felici, i due maturandi, all’idea dell’importante contributo del proprio istituto: «La tecnologia viene utilizzata per la realizzazione di dispositivi medici e visiere per ospedali, RSA, 118 e medici di base. Non è fantascienza ma è il risultato dell’impegno assunto dalla nostra scuola che si rileva un Istituto inserito nel territorio e attento ai suoi bisogni».

Dispositivi di protezione anche per il “Sacco” di Milano

Una trentina al giorno sono quelli che ogni impianto riesce a produrre, fino ad oggi recapitate “al personale medico e paramedico in forza nei vari reparti degli ospedali di Gallipoli, Casarano, Lecce, Galatina, Scorrano e finanche dell’ospedale Sacco di Milano”. Tra le scuole ci sono anche il Comprensivo di Aradeo-Neviano, il “Vallone” di Galatina, il “Lanoce” di Maglie, per Tricase il “Don Tonino Bello” e lo “Stampacchia”, e poi altre scuole di Lecce, Casarano, Copertino, Otranto. Oltre settanta tra chi ha donato fondi e materiale e chi ha offerto la propria stampante alla causa.

Maria Rosaria Però

Prosegue intanto la didattica a distanza nell’istituto neretino: dopo le prime difficoltà dovute alla poca dimestichezza con le piattaforme da parte di alcune famiglie, e l’assenza di dispositivi per la connessione di altri, i lavori proseguono con buone risposte, e con solidarietà: ecco i pc donati da privati a ragazzi e ragazze con particolari necessità.