Vino adulterato, maxi operazione dei carabinieri: undici arresti e quattro aziende sotto sequestro

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Lecce – Ha coinvolto anche la provincia di Lecce l’operazione “Ghost wine” condotta dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni. Il bilancio parla di undici arresti, 30 indagati e quattro aziende vinicole sequestrate. Le accuse sono quelle di aver messo su un sistema commerciale illecito per ottenere un prodotto venduto come vino, addirittura con marchi Doc e Igt, da miscele di bassa qualità, in alcuni casi quasi aceto, con additivi e coloranti pericolosi per la salute.

I carabinieri hanno sequestrato circa 30milioni di litri di vino. Le indagini hanno permesso di ricostruire come gli indagati riuscivano a sofisticare il vino mediante il sistema vietato dello zuccheraggio sia con l’importazione di vino spagnolo. In entrambi i casi, la bevanda veniva smerciata poi come biologica a basso prezzo, Doc o Igt italiana, sia sul mercato italiano che su quello estero. Proprio dal sequestro di un camion contenente zucchero sono partite le indagini dei carabinieri visto che il carico era diretto ad un’azienda che nulla aveva a che vedere con la sua lavorazione.

Le operazioni sono state condotte da oltre 200 militari del Gruppo carabinieri per la Tutela della salute di Napoli, dell’unità dell’Arma territoriale e di circa 90 appartenenti all’Unità centrale investigativa dell’Ispettorato centrale repressione frodi. I carabinieri hanno scoperto vere e proprie “ricette” per l’utilizzo dello zucchero per la produzione di vino di bassa qualità.

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In carcere sono finiti gli imprenditori Antonello Calò (64 anni di Copertino), Vincenzo Laera (38, di Mesagne), Rocco Antonio Chetta (65, di Taviano), l’ispettore ministeriale Antonio Domenico Barletta (56, di Lecce), Giuseppe Caragnulo (58, di San Donaci), Luigi Ricco (55, di San Ferdinando di Puglia). Ai domiciliari sono finiti Pietro Calò (26 anni di Copertino),  Giovanni Luca Calò (50, di Lecce), Cristina Calò (55, Copertino), Simone Caragnulo (23,  San Donaci), Antonio Ilario De Pirro (51, di Nardò).

Tra gli indagati a vario titolo anche il 40enne di Racale Tommaso Vantaggio, il 63enne di Felline (frazione di Alliste) Antonio De Iaco ed il 62enne napoletano Francesco Ciotola, residente a Cutrofiano. Per tutti le accuse variano dalla contraffazione di sostanze alimentari alla frode in commercio alla vendita di sostanze alimentari non genuine e pure falso in bilancio.

Il sequestro preventivo è stato disposto per le aziende Agrisalento srl ed Enosystems srl di Copertino, Megale Hellas srl di San Pietro Vernotico e Ccib Food Industry srl di Roma. In questo caso il giudice ha nominato Massimo Bellantone quale amministratore giudiziario.

 

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