Vincenza compie un secolo, sposa 19enne, madre e nonna. Ed un unico grande amore

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Sannicola – Festa grande questa mattina, 1 marzo, presso la Residenza sociosanitaria  assistenziale per anziani “Santa  Rita” di Alezio. Vincenza Scorrano ha tagliato i cento anni di vita con una festicciola condivisa tra i suoi congiunti arrivati anche da lontano, il persona della Residenza e alcuni degli ospiti.

Emozionata e soddisfatta, Vincenza ha voluto questo momento di gioia, facendolo anche capire piuttosto chiaramente. “Contava i giorni, era in attesa di questo passaggio”, dicono gli operatori della “Santa Rita” – nonostante le distanze e le limitazioni imposte dal Covid”. Contro il quale si è anche lei vaccinata.

Un legame nato in terrazza

Eccola adesso dispensare attraverso la protezione in plexiglas  baci volanti ai familiari, ai figli Antonio giunto da Trieste, e Itala residente a Galatina, ed ai nipoti e pronipoti. “Grazie a tutti”, dice mentre si mette in posa sorridente, dopo gli ultimi preparativi che l’avevano un po’ frastornata. D’obbligo anche uno scatto mentre riceve dalle mani dell’assessore Ilenia Petrachi la targa ricordo del Comune.

Il segreto di tanta brillante longevità lo liquida in un “mangiare e bere”. E stare bene. Per un antico pudore si limita all’essenziale anche quando si passa alla sfera dei ricordi. Aiutano i figli a comporre un quadro di un amore che a 19 anni la portò sull’altare, sposa del suo Raffaele Angelo Fiorito che fino all’ultimo giorno – è scomparso nel 2012 – non ha mai smesso di augurarle la buonanotte con un bacio.

Cantare e ballare i suoi “piaceri”

“Una madre dolcissima ma anche ferma, giustamente severa – ricorda il figlio Antonio, medico – con noi e con i nipoti che l’adorano. Quando erano piccoli passavano con i nonni intere estati nella casa di Lido Conchiglie. Se li è cresciuti anche lei e le sono rimasti molto affezionati”.

“Mi piaceva cantare e ballare”, racconta lei, ricordando una delle sue canzoni preferite (“Rose rosse per te”). C’è da giurarci che quelle note la riportavano al suo unico amore, più grande di lei di sette anni. “Erano innamoratissimi – dicono i figli – si erano conosciuti tramite le terrazze della casa di famiglia, quasi confinanti”. E per loro ad in passo dal cielo.

“Donna moderna” la rivista preferita

Li aveva separati ma per poco la guerra mondiale, con lui marinaio a Brindisi, poi impiegato presso la Conservatoria dei registri immobiliari di Lecce. Lei casalinga a tutto tondo ma anche abbonata a “Donna moderna” fino a poco fa. Adesso “si limita” a compilare cruciverba; rigorosamente senza occhiali legge i messaggi augurali.

Vincenza partecipa agli esercizi predisposti per gli ospiti dalla Rssa. “Qui mi sono trovata molto bene”, dice con un sorriso rivolto ai suoi angeli custodi, mentre giocherella con la collana che ha vinto nell’ultima tombolata. Pronta per la prossima.