Villaggi, campeggio, b&b, lidi: le novità del turismo a Ugento e Torre San Giovanni, nonostante le incognite

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Il Vivosa a Torre San Giovanni

Torre San Giovanni-Ugento – Una stagione con partenza inevitabilmente tardiva e tante incertezze, ma non si rinuncia all’ottimismo: se giugno e buona parte di luglio sono saltati, resta la speranza di recuperare in coda, con agosto e settembre.

È il sentire comune di diversi operatori del comparto turistico a Ugento e Torre San Giovanni, dove pur fra le innegabili difficoltà del periodo ci si prepara per accogliere al meglio gli ospiti. Con una convinzione che incoraggia: il Salento può offrire una vacanza ideale, in tutta sicurezza.

Il Vivosa riparte a capienza ridotta

Damiano Reale

Su questo punto spinge Damiano Reale, presidente del villaggio Vivosa (ex Iberotel) e socio del campeggio Riva di Ugento: “Sarà importante la risposta che arriverà dal territorio nel suo complesso, non tanto dalla singola struttura: serve far capire alla gente – di per sé spaventata e preoccupata dalla situazione attuale – che il Salento rappresenta oggi una meta ideale per le vacanze e che le sue strutture ricettive sono in grado di garantire agli ospiti una sicurezza totale”.

Il Vivosa aprirà il 20 giugno, con una capienza ridotta del 30%: una scelta precisa, che risponde alla volontà di garantire spazi comuni molto ampi e assicurare il distanziamento fra gli ospiti. Quanto alle prenotazioni, qualche cancellazione a giugno, mentre su luglio e agosto conferme quasi totali. Si parla, per ora, di turisti che arrivano prevalentemente dall’Italia, mentre la situazione per gli stranieri (che al Vivosa rappresentano una fetta del 35-40%) è più incerta, in attesa di capire quali saranno e se verranno meno le restrizioni alla mobilità in Europa.

Ampi spazi, check in e check out telematici

Garantire il distanziamento, spiega Reale, per il Vivosa non è un problema: “Il villaggio si sviluppa su una superficie di 23 ettari, disponiamo di spazi molto ampi sia all’interno che all’esterno (spiaggia, area piscine, zone verdi con un bosco). Siamo pronti ad accogliere gli ospiti e non ci preoccupa adeguarci ai protocolli, anzi abbiamo già messo a punto una serie di norme interne all’insegna della massima rigidità verso la tutela della salute”.

Nel regolamento anti Covid di cui la struttura si è dotata rientrano fra le altre cose check in e check out in modalità telematica (anche al campeggio Riva di Ugento), per evitare l’incontro in reception; incremento dei punti buffet, con pasti esclusivamente serviti dal personale; igienizzazione specifica delle superfici più frequentemente toccate e di telecomandi, telefoni, chiavi delle camere; eliminazione di articoli non indispensabili, quali brochure, block-notes e penne. Inoltre, tutte le camere del villaggio, dislocate in 10 corti separate da giardino, hanno accesso dall’esterno, senza necessità di passare da corridoi chiusi o ascensori per raggiungerle.

Campeggio Riva di Ugento

Campeggio soluzione ottimale

Apertura già il 27 maggio per il campeggio Riva di Ugento, dove il quadro degli arrivi previsti è simile a quello del Vivosa: giugno in calo, più speranze per luglio e agosto.

Di questi tempi il campeggio è la vacanza migliore – afferma Reale – perché permette al cliente di avere un proprio spazio da gestire in autonomia, senza interagire con nessuno, il che semplifica il problema distanziamento: ogni famiglia ha i suoi 100 metri quadri di piazzola, in comune ci sono solo i bagni, dove sarà contingentato l’ingresso e si farà una disinfezione quotidiana mirata. La spiaggia è molto ampia e non abbiamo problemi di distanze: metteremo meno lettini, con disinfezione a ogni cambio famiglia, e ci organizzeremo con eventuali turnazioni per l’accesso”.

Strategie per incentivare gli arrivi? “Al momento non abbiamo definito promozioni particolari – spiega Reale. – Abbassare i prezzi non ci sembra opportuno, considerati i costi in più che dobbiamo sostenere per adeguarci ai protocolli sanitari e la clientela ridotta. Per le prenotazioni effettuate dal 1° aprile in poi, in caso di cancellazione con preavviso di 20 giorni c’è la restituzione della caparra. Per le prenotazioni antecedenti a quella data, chi cancella ottiene un coupon spendibile entro il 2021”.

Lo staff del Victor Village

Al Victor prenotazioni in calo, ma restano gli ospiti “abituali”

Apertura rimandata al Victor Village: “A meno di un miracolo, la data del 31 maggio slitterà probabilmente alla prima metà di giugno – fa sapere il capo ricevimento Alessandro Cataldo. – Non sappiamo ancora con quali servizi riapriremo e se le attività ristorative all’interno cambieranno, stiamo valutando delle soluzioni (asporto, distanziamento in spiaggia, eventuale turnazione, apertura con capienza ridotta)”.

Per il momento siamo tornati in ufficio e abbiamo avviato i lavori per la riapertura, così da farci trovare pronti – prosegue Cataldo. – Attendiamo di conoscere le disposizioni del Governo, certamente applicheremo i protocolli sanitari alla lettera”.

Tutte disdette le prenotazioni di giugno e inizio luglio, sia dall’Italia che dall’estero. Ci stanno invece arrivando delle richieste per il periodo dal 15-20 luglio in poi, concentrate soprattutto nel mese di agosto. Ad ogni modo, i clienti non ci mancano: al Victor ci sono ospiti ‘abituali’, che hanno appartamenti in mono o multi proprietà all’interno della struttura, per cui avremo questo flusso su cui contare”.

Per B&B e piccole strutture costi difficili da sostenere 

Maria Rita Chirivì

Il calo delle prenotazioni si conferma anche per i B&B di Ugento. “Abbiamo ricevuto molte disdette, per luglio siamo a zero, restano le prenotazioni di agosto – dice Maria Rita Chirivì, del Messapia B&B, dove gli ospiti sono prevalentemente italiani. – Su settembre non ha ancora prenotato nessuno, ma sono ottimista: se la situazione sanitaria migliorerà, potremo lavorare bene”.

A pesare è poi l’assenza di linee guida da seguire: “Siamo ancora in attesa di sapere quali saranno i protocolli, per capire il da farsi – aggiunge Chirivì. – Al momento c’è un po’ di confusione fra gli operatori. Si parla ad esempio dell’ipotesi di sanificare con l’ozono le camere a ogni check out, questo è un servizio che incide non poco sui costi di gestione, soprattutto per piccole strutture”.

Vogliamo comunque mantenere i prezzi dello scorso anno – assicura Chirivì. – Fare dei rincari sui costi di soggiorno sarebbe controproducente, perché in questo periodo di emergenza Coronavirus la gente ha poca possibilità di spesa. Del resto non possiamo neppure svendere e abbassare i prezzi, siamo già in difficoltà”.

Lido Pineta a Torre San Giovanni

Lidi e iniziative del Comune: tutto ancora da valutare

In attesa delle disposizioni regionali anche i gestori dei lidi. Evidente l’apertura ormai slittata, con prevedibili ripercussioni negative sugli incassi.

Dal Lido Pineta, dove gli anni scorsi i turisti cominciavano ad arrivare da metà maggio, l’operatrice Tiziana Mauro spiega: “La stagione non sarà facile, partiamo con due mesi (maggio e giugno) di perdita. Riguardo il distanziamento in spiaggia, stiamo già lavorando per la messa in sicurezza: riteniamo che 4 metri fra un ombrellone e l’altro sia una distanza sufficiente, ma attendiamo le linee guida della Regione. Il fatto di avere meno ombrelloni porterà a un aumento dei costi delle postazioni, viste anche le spese che dobbiamo sostenere per adeguarci ai protocolli”.

Massimo Lecci

Riguardo iniziative e strategie da parte del Comune per sostenere il comparto turistico, il Sindaco Massimo Lecci spiega: “È ancora prematuro parlarne, ci sono troppe variabili che non dipendono da noi, aspettiamo di vedere come si evolve la situazione. Compatibilmente con le disponibilità economiche e organizzative cercheremo di organizzare al meglio i servizi”.