Vigili urbani diffamati su Facebook? “No, se si tratta di legittimo diritto di critica”. Assoluzioni per il “caso Parabita”

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Lecce, Tribunale

Parabita – Il (legittimo) diritto di critica stavolta vince sull’ipotesi di diffamazione, ed un commento espresso su Facebook, per quanto acceso possa essere stato, supera il vaglio il tribunale. L’episodio in questione risale addirittura al 2013 quando i vigili urbani di Parabita si sentirono lesi nell’onore e nella reputazione per una serie di commenti espressi sul loro operato.

Nel febbraio del 2018 alcuni imputati (tutti parabitani) vennero assolti “perchè il fatto non sussiste”, come spiegato in sentenza dal giudice monocratico, mentre un altro patteggiò una pena pecuniaria pur di uscirsene dal processo. Nei giorni scorsi l’assoluzione, sempre “perché il fatto non sussite” ha riguardato Roberto Za.

Le motivazioni

Nella frase “imputata” il riferimento ai vigili urbani “non può dirsi certamente diretto e immediato”, scrive il giudice nel motivare l’assoluzione. L’assoluzione “piena” giunge dunque perché “non si evince alcuna esplicita attribuzione di fatti e qualità denigratorie ai vigili urbani di Parabita”.

Il principio sostenuto dal giudice è che non può esserci diffamazione laddove si configura il legittimo esercizio del diritto di critica. per esserci il reato “le affermazioni devono superare il vaglio della continenza delle espressioni utilizzate, della veridicità e della rilevanza pubblica dei fatti e delle qualità attribuite”.