Ventuno anni, studente di Scienze infermieristiche a Lecce, residente a Casarano: è il presunto omicida di Daniele e Eleonora. Movente non chiaro AGGIORNAMENTO

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Aggiornamento – Avrebbe confessato nella notte Antonio De Marco, il 21 di Casarano fermato ieri sera per il duplice omicidio di via Montello a Lecce del 21 settembre scorso. La notizia non è ufficiale ma è contenta in una nota a firma del Sindaco di Lecce, Carlo Salvemini. Sottolineando il gran lavoro e le alte qualità mese in campo dalla Procura della Repubblica di Lecce, Salvemini comunica che c’è stata la confessione di De Marco.

Questione ormai di poco e si avrà la conferma che conta, quella dei magistrati che hanno realizzato l’inchiesta: per le 12,30 presso il Comando provinciale dei carabinieri di Lecce è stata fissata una conferenza stampa, in cui si apprenderanno altri particolari che adesso gli investigatori possono rendere noti. Come il dato del movente, al momento non ancora del tutto chiarito.

Lecce – Un giovane di appena 21 anni, residente a Casarano, studente di Scienze infermieristiche presso l’ospedale di Lecce, dalla forte volontà omicida: sarebbe questo l’autore dell’omicidio della coppia uccisa a coltellate la sera del 21 settembre scorso a Lecce.

Si chiama Antonio De Marco l’indiziato del duplice omicidio di via Montello, zona Rudiae. Lo hanno dichiarato in una conferenza stampa presso il Comando provinciale dei carabinieri i vertici della Procura della Repubblica di Lecce col procuratore Capo Leonardo Leone De Castris. Con lui hanno lavorato al complicato caso anche Gugliemo Cataldi e Valeria Mignone.

Gran lavoro per mettere insieme i pezzi della mattanza

Il fermo di De Marco è avvenuto in base a “elementi esclusivamente tecnici”, ha ribadito il procuratore capo, che ha anche affermato che sulle motivazioni c’è ancora da lavorare. E i numerosi “elementi tecnici” li hanno saputi analizzare “con un lavoro eccellente” la polizia giudiziaria, i carabinieri del Comando provinciale, gli specialisti del Ros e i responsabili scientifici per i rilievi.

Sono così risaliti, anche in base alla grafia rinvenuta su di un fogliettino, una specie di mappa, al giovane casaranese, con riscontri in Comune e in Prefettura. Nonostante che il presunto omicida avesse elaborato il suo piano tenendosi alla larga dalle telecamere della zona, anche le telecamere hanno dato un contributo, insieme a intercettazioni e pedinamenti.

Nel piano anche una “rappresentazione” macabra

Tutto premeditato. Il giovane aveva preso una stanza proprio nell’immobile gestito da Daniele De Santis, in zona Rudiae – Ferrovia. Aveva scoperto che lì il giovane arbitro s’incontrava con Eleonora, originaria di Seclì. dirigente Inps di Brindisi. Non è chiaro se la coppia e il presunto omicida e coinquilino abbiano abitato contemporaneamente in quella casa. Per questo pochi giorni fa erano stati sequestrati tutti i contratti degli inquilini del palazzo.

Questo ed altro – specie rispetto le motivazioni della furia assassina da parte di un soggetto incensurato – adesso si spera che venga chiarito durante gli interrogatori o magari a seguito di una confessione che potrebbe venir fuori nel corso delle indagini che comunque continueranno. “In criminologia questo caso rappresenta una rarità”, ha detto Leone De Castris, lasciando intravvedere la volontà del giovane – testimoniata dal ritrovamento di alcuni oggetti – di inscenare una sorta di “rappresentazione pubblica” della tragedia appena consumata.

Un giallo durato otto giorni

Quattro minuti di fendenti mortali, otto giorni di interrogativi incalzanti, indagini ammutolite proprio in questi ultimi giorni, infine una conferenza stampa senza domande per informare l’opinione pubblica che molto probabilmente l’incubo per un fatto che ha attraversato l’Italia intera, è finito.