Il “vento freddo” che riscalda ancora

1428

libro_ventofreddosullarneo_aRistampa in questi giorni per il romanzo di Tina Aventaggiato “Vento freddo sull’Arneo” (Loffredo editore, Napoli). Questo significa che la prima edizione è andata bene. Diversi i motivi: il genere scelto, il periodo e le lotte in cui il romanzo viene ambientato, lo stile fluido dell’autrice. Il tutto sorretto da un rinnovato interesse per la storia locale. Il testo della Aventaggiato (foto) è infatti un romanzo storico secondo la nota definizione, “misto di storia e di invenzione”. La storia in cui si situa la vicenda (l’occupazione delle terre dell’Arneo e la protesta contro la legge Stralcio che escludeva il Salento dallo scorporo del latifondo) è vera, come il contesto sociale, i personaggi storici, i documenti citati. In questo contesto documentato si muovono i personaggi inventati che tanto inventati poi non sono perché si muovono, parlano come persone realmente vissute in quegli anni. Alla base, infatti, c’è una documentazione che tiene conto non solo dei fatti  di storia locale che si coniugano con gli eventi grandi di quella più ampia, ma anche quegli elementi di vita quotidiana che cadono sotto l’esperienza di tutti: comportamenti, abitudini, strumenti di lavoro, oggetti, pensieri, sensazioni, emozioni.

“Vento freddo sull’Arneo” non è solo un romanzo storico, è anche  epico, racconto di storie di eroi che si tramandano di generazione in generazione, storie che appartengono alla collettività. per questo l’epica è per un popolo il patrimonio originario e originale, cresciuto arricchendosi attraverso la tradizione orale, la ricerca di documenti, i libri di storia, i romanzi. Le lotte dei contadini delle terre d’Arneo, con epicentro Nardò, rientra a ragione nel genere epico. C’è un epos per ogni popolo, cercato con insistenza quando incombe una crisi di identità, quando la frammentazione, il relativismo, l’ansia incontrollata di novità mettono in ombra valori che erano ritenuti saldamente radicati, di solito concentrati nella figura dell’eroe o degli eroi intorno ai quali ruotano le grandi storie. Ogni popolo ha, quindi, le sue grandi storie, la sua epica: ricercarle, rinnovarle nella memoria,  raccontarle, rappresentarle significa continuare a trattenere un capo del gomitolo della storia, anche di quella piccola, che si nutre ogni giorno delle vicende della gente comune ma non per questo è meno dotata di eroismo.

Romanzo storico, epico, corale in cui i personaggi trovano un loro spazio, hanno una loro storia  e insieme costruiscono la rete di vicende più ampie  che dovrebbero essere conosciute da tutti. Oggi più che mai, in tempi di precariato intellettuale e di vacillanti equilibri, per scoprire i segni di fierezza antica e di dignità senza alcun cedimento. Non sarebbe male, poi, se la lettura di questo romanzo aprisse nella scuola la via di una maggiore conoscenza della storia locale.