Vendiamo pure cultura e sapori oltre il mare

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Fernando D'Aprile, direttore di PiazzasalentoVa bene. Anzi, per scaramanzia, potrebbe andare bene dotarsi di regole e contenere gli eccessi di onde sonore che rendono invivibili alcune zone del litorale jonico, a Gallipoli soprattutto ma anche a Torre Suda, Torre San Giovanni di Ugento e altrove. Il turismo balneare, contenuto quindi in pochissime ma caldissime settimane, attira ben 80 turisti dei 100 che arrivano da queste parti. Troppo per un solo richiamo che potrebbe anche passare di moda.
Dopo le norme, perciò, ci attende un altro lavoro: creare il giusto richiamo, utilizzando con intelligenza ed efficacia gli strumenti esistenti, intorno ai riti religiosi natalizi e pasquali; ai giacimenti culturali presenti in modo capillare in ogni paese del litorale e dell’interno, da offrire agli appassionati ed alle scolaresche; ai gusti inimitabili dei nostri vini, dell’olio e del modo tutto nostro di preparare o accompagnare pietanze con essi.
Finora questi pacchetti,  che altrove muovono flussi a due cifre, qui hanno convinto arrivi assai marginali, dell’ordine del 2-4%. Poi però, davanti a Casaranello o al Santuario della Lizza, restano a bocca aperta e si stropicciano gli occhi, increduli. Insomma, la materia prima c’è indiscutibilmente. Per cui,  come ha detto qualcuno su queste pagine, se ci credono loro perchè non ci dovremmo credere noi? Diamoci da fare.