“Un’altra costellazione”, quella esplorata da Gianpiero Della Torre. Il frontman dei Toromeccanica è al suo esordio da solista

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Alezio – “Un’altra costellazione”, tutta da esplorare, è quella che si apre davanti a Gianpiero Della Torre, musicista, cantautore e frontman dei Toromeccanica, al suo esordio da solista. Classe ’79, due dischi e 15 anni di esperienza live alle spalle, per Della Torre sembrerebbe essere arrivato quello che molti chiamano l'”album della maturità”.

L’amore, la paternità, i 40 anni e nuove responsabilità sono piuttosto un nuovo punto di partenza per scrivere, e dare vita a dei brani tenuti nel cassetto per troppo tempo. «Questo doveva essere un anno tutto per me – racconta Della Torre – per far conoscere delle canzoni che ho scritto nel corso degli anni e che non rientrano propriamente nell’attitudine divertente e scanzonata dei Toromeccanica».

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Un filone di brani del tutto inesplorato, che a volte ha preso forma grazie alla voce di qualche interprete. «Ma spesso, quando qualche canzone non veniva scelta, ho anche gioito, perché sentivo che mi sarebbe dispiaciuto che rimanesse chiusa in quel cassetto. Ora è arrivato il momento di farla uscire per me».

“Un’altra costellazione”, dal 14 giugno su tutte le piattaforme digitali, è una canzone d’amore accompagnata da un videoclip firmato da Davide Restino, che ha scritto il soggetto assieme a Francesca Ventura. Il brano parla dell’impotenza della persona che soffre in una relazione che non ha più possibilità di esistere, e allontana da sé il pensiero dell’altro per non star male, fino a idealizzarlo.

La produzione del disco è a cura di Marco Ancona, cantautore e polistrumentista leccese, ed è influenzata dalle sonorità degli anni ’90. «Io e Ancona siamo nostalgici di quel tipo di suoni, mentre quello che si sente in giro oggi è troppo perfetto, quindi – spiega Della Torre – abbiamo scelto per una miscela di chitarre, basso e piano Rhodes, avvalendoci delle più avanzate tecnologie ma con il cuore di una volta. Tutto è stato suonato “alla vecchia maniera”, con strumenti reali, tra fruscii di chitarre, pedaliera e amplificatori. In più, non avendo alcuna fretta di uscire e una tempistica da seguire, abbiamo gestito il tutto per tre mesi in maniera indipendente».

E i “Tori”? «Giorgio Maruccia (batterista), è accanto a me in questo percorso. Mi ha seguito e spronato affinché portassi avanti questo progetto più maturo; Matteo Tornesello (chitarrista) si sta dedicando invece allo studio della produzione musicale. Insieme – continua Della Torre  – abbiamo condiviso palchi, successi e chilometri in giro per l’Italia. Tra pochissimo “Bungalow”, il nostro primo successo pubblicato con la Rusty Records di Milano (assieme agli album Starsystem nel 2012 e L’innocenza dei 30 anni nel 2015), farà 10 anni. Nel provino presentato c’era anche “Un’altra costellazione”, nella sua fase embrionale. Allora scelsero “Bungalow” perché diversa dalle altre, ma non “facile” come spesso vengono viste le canzoni divertenti e super pop, che nascondono invece un grande lavoro in studio. Ora però non ho avvertito la necessità di far uscire il mio primo singolo ancorato ai Toromeccanica per poter partire, questa è una scommessa solo mia e ha un sapore tutto speciale».

I palchi ora possono attendere, per dar il tempo alla nuova “creatura” di crescere: «Voglio tenere questo progetto un po’ per me e uscire con una linea solista completa quando sarà il momento. Non ho la fretta dei giovani».

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