Una riflessione sull’ultima edizione di “Figilo”, il Festival dell’informazione giornalistica locale

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Cari, cordialmente grazie per avermi invitato al “Festival dell’informazione giornalistica locale Figilo” voluto da Attilio Caputo e organizzato da qualificati amici. Purtroppo difficilmente potrò presenziare dati gli anni di età e i conseguenti affanni. Vi prego di presentare le mie scuse ai partecipanti.

Lodo la bella iniziativa che ricorda anche il nostro Antonio Maglio, fondatore sessanta anni fa del giornale 18° Meridiano, una iniziativa ardita, tutta territoriale ma proiettata oltre la collina con intuizioni innovative e con straordinaria inquietudine sociale. Si seppe, così, comprendere il valore primario delle periferie dove, tra l’altro, nascono o muoiono le salutari libertà democratiche, costruendo educazione civica e virtù istituzionali da far abitare negli occhi della gente e delle singole persone per renderle condomini dei “Palazzi del Potere”. Condizioni e prospettive che, al momento, sono in sofferenza e invocano salvezza rigenerata.

Spetta al popolo compiere un simile miracolo. Ridestando sentimenti, simboli e robusta formazione politica secondo i lineamenti contenuti nella nostra Costituzione, che sembra letta nella sua interezza solo dall’8% degli italiani e in più disattesa, in alto e in basso, giorno dopo giorno fino a renderci privi di regole e di memorie essenziali.

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Gli organi d’informazione, in proposito, devono avvertire il dovere di insegnare i precetti costituzionali che, se ignorati, conducono al caos e all’avventurismo. Affettuosità.

Giacinto Urso – Lecce

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