Una coop sociale, un sostegno ai laureati che tornano: il microcredito della diocesi Ugento – S. Maria di Leuca “colpisce” ancora

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“Alba di pace” a Leuca

Ugento – Le ultime che hanno fatto sono un corso di formazione nei fine settimana e la nascita di una cooperativa sociale; l’uno e l’altra si muovono nell’alveo del microcredito, vero fiore all’occhiello della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, intuizione del vescovo Vito de Grisantis, proseguita dal suo successore Vito Angiuli.

Il primo corso di formazione, nell’ambito del progetto europeo Easi, si è reso necessario non solo per non restare indietro rispetto alle novità, ma anche perché gli impegni rispetto alla originaria idea ispirata dal progetto “Policoro” e dalla cooperativa “Giovanni Paolo II” a Palermo, crescono come le esigenze.

Formazione per i prelati con un corso europeo

La neo cooperativa sociale denominata “Ipad Mediterranean” vede fianco a fianco lavorare nel campo della nuova agricoltura nove persone, di cui quattro immigrati. Con sede a Tiggiano, presta vari servizi (tra cui la cura del verde) e produce dalla terra. Per esempio, dai frutti non raccolti vengono fuori marmellate.

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Anche qui il microcredito c’entra. E’ servito per spingere l’avvio della coop col progetto “Sulle orme del Santo”, cioè sant’Ippazio, patrono di Tiggiano venuto dalla Turchia. La proposta progettuale ha superato una forte concorrenza a livello nazionale. Su quasi quattrocento aspiranti ai fondi di Ritmi (Rete italiana microcredito), la richiesta di Tiggiano si è classificata seconda.

Cento attività avviate

Oggi le attività nate col microcredito sono un centinaio”, dice con  misurato orgoglio don Lucio Ciardo (foto), direttore della pastorale sociale, giustizia e pace, lavoro e salvaguardia del Creato della diocesi Ugento – Santa Maria di Leuca. La prima pietra fu messa con il monsignor De Grisantis ed un fondo creato con una mensilità donata da ogni sacerdote e dal vescovo stesso, oltre all’8 per mille. Quando il fondo diventò operativo come Fondazione De Grisantis, era il 2013.

Il fondo è arrivato attualmente a quota 250mila euro. Lievitano anche le idee nate e selezionate dopo analisi attente. Per esempio, verso gli studenti universitari. “Non come prestito per gli studi ma per il dopo laurea, legato alla voglia di tornare qui, di ridare sostanza di vita al Mediterraneo, da qui, come ha invitato a fare Papa Francesco, quando è venuto qui (ad Alessano, ndr) – rileva don Lucio Ciardo – una terra di frontiera capace di costruire comunità”.

“Chi ha studiato valorizzi qui nel Mediterraneo le sue competenze”

Ai nostri laureati fuori che vogliono tornare vogliamo dire che non si devono sentire soli, abbandonati. Contiamo su di loro – insiste don Lucio Ciardo – perché la cultura di convivenza di questa terra e di questo mare che può tornare al centro di culture, attività e scambi virtuosi, come dimostra anche il progetto della Via della seta, al posto di un Mediterraneo mare di morti e senza prospettive”.

Anche questo è uno sforzo condiviso con le 17 comunità comunali che compongono la diocesi, tra le più dinamiche del Sud, se si pensi ad altre iniziative come il Parco culturale ecclesiale, i Cammini di fede, la Carta di Leuca.

 

 

 

 

 

 

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