Un pensiero per Rosaria Ricchiuto e il suo spettacolo omaggio a Carmelo Bene

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Rosaria Ricchiuto

Felicità per Rosaria Ricchiuto che dice di Carmelo Bene come soltanto un salentino potrebbe dire. Mentre scrivo il Vostro spettacolo (quello del 10 febbraio a Taurisano, ndr) è in corso… peccato che non sia presente!

Proprio il 9 febbraio ero a Taurisano per declamare il mio poema dedicato a Giulio Cesare Vanini nella sala del Consiglio Comunale, e purtroppo nessuno mi ha detto dello spettacolo sul Bene per il giorno dopo: sono davvero dispiaciuto. Avrei potuto dire di tanti ricordi (a cominciare da quell’agosto del 1968 quando l’incontrai per caso a Otranto dove girava “Nostra Signora dei Turchi”) perché divenni suo amico fin dai primissimi anni ’70 per merito del mio maestro Angelo Maria Ripellino, delle cui traduzioni dal russo in italiano il Bene si serviva per poi cantare i versi dei poeti russi.

Vi invio, per l’affetto che dimostrate verso l’artista eccelso, questi versi miei:
 

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Requiem  per Carmelo Bene      

Mi nutrirono di lacrime i nitriti dopo il crepuscolo
quando l’Immortalità si fermò alla stazione del Nulla,
nella notte che una maschera e la gloria uscirono di senno
si mutò in rantolo di carne, come il Verbo, il tuo sguardo.

Fu l’abbecedario di una malattia moresca
a tradurre la lucciola libertina in notte eretica,
i nerastri cantici dei tuoi occhi in raccapricci di cera,
il pianto equino di una bambino nella cripta.

 Smoccola il cielo, ossa!

Ti sei bardato della Grazia del vischio,
come pelle di Magenta è la tua Voce.
La gorgiera del tempo si sfarina…
Nei padiglioni il tuo furore tracima cenere,
come se la morte fosse altrove…
dove i dèmoni hanno smarrito l’anima!
dove gli dei hanno ceduto il corpo!

 Antonio Sagredo – Vermicino

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