Lecce – Il calcio diventa strumento di socialità ed inclusione per  “dribblare” il muro della malattia mentale. Questo l’obiettivo del campionato di “calcio a sei” per gli utenti psichiatrici che dallo scorso 16 ottobre coinvolge le squadre dipartimentali dei Centri di salute mentale della Asl di Lecce e di Campi Salentina e di 10 comunità terapeutiche private. Le gare si svolgono a Villa Maresca di Carmiano e termineranno con la fase finale del 21 dicembre. A maggio è in programma, invece, l’evento clou della stagione con la 12^ edizione del  torneo internazionale  “La testa nel pallone” (lo scorso anno ospitato presso i campi dell’Esperia Palace Hotel di Lido Marini di Ugento), intitolato alla memoria del dottor Antonio Vetrugno, psichiatra e primo presidente della squadra di calcio del Dipartimento di Salute mentale di Lecce, scomparso prematuramente alcuni anni fa’. La manifestazione è organizzata dall’Associazione centri sportivi italiani (Acsi), in collaborazione con il dipartimento di Salute mentale della Asl di Lecce.

Le comunità terapeutiche del privato sociale che partecipano al campionato sono Ambarabà (Carmiano) Casa amata (Taviano), Cento pietre (Patù), Città solidale Latiano, Dimora San Carlo (Acquarica del Capo), L’Adelfia (Alessano), La Sorgente (Racale), San Giovanni Castello Pio (Casarano), Sol Levante (Taurisano), Villa Giulia (Miggiano), Sorgente (Taviano).

Lo sport come cura «Mai come questa volta l’importante non è vincere ma partecipare, anzi esserci. Il campionato – fanno sapere i promotori – è il coronamento di un’attività sportiva che si svolge tutto l’anno attraverso allenamenti settimanali ed incontri di calcio periodici con gruppi esterni al circuito psichiatrico. Tornai, partite e allenamento hanno la finalità di consolidare il rapporto virtuoso tra sport e riabilitazione perché l’attività sportiva ha a che fare con i processi di cura ed efficacia al pari dei trattamenti tradizionali come i farmaci e le psicoterapie».

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