Un caffé con tanti ricordi

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Il furto notturno di 130 milioni in sigarette, penetrando dal corridoio della sala ennagonale; quei venti metri col batticuore, per paura delle rapine,  per portare gli incassi piuttosto consistenti e in contanti al vicino ufficio postale, con i finanzieri che qualche volta si offrivano di scortarla; il suo ufficio nella ex chiesa S. Michele (a sinistra dell’attuale ingresso) da dove passavano tabaccai ed esercenti per sigarette, chinino sale e poi lotterie e gratta e vinci; fino alla tragedia di un finanziere che si suicidò mentre era al lavoro: cosa è stato il Castello di Gallipoli negli ultimi anni (ci ha lavorato dal 1970 fino al 2000) lo ha raccontato Elide Merenda di Alezio, allora giovane vedova del musicista Pietro Zullino di Gallipoli e madre del direttore d’orchestra Enrico, durante il Caffè in redazione del 2 maggio. Il graffito rinvenuto proprio dove si vendevano i Monopoli di Stato e che è stato salvato, rappresenta la signora seduta sul pozzo al centro dell’atrio. Passione politica e dispiacere dalle divisioni anche aspre  nella sua area di riferimento, invece con Nicola Anastasia di Racale, consigliere provinciale e comunale di lungo corso: 28 anni in cui ha fatto l’insegnante di Diritto a Casarano.