“Un biglietto per Lecce? Sì, dopo il 18”: le peregrinazioni dei salentini che dal 4 potrebbero tornare a casa. Tra numeri verdi e siti dalle promesse facili (e costose)

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Gallipoli – “Si fanno i biglietti sui siti delle società di trasporto di passeggeri ma poi, giunto il giorno designato, salta la partenza che viene fissata dalla stessa società verso fine mese”: sono di questo tenore le testimonianze raccolte tra quanti – soprattutto per motivo di studio – sono rimasti bloccati lontano da casa. E per colui o colei che è rimasto chiuso in una stanza per tante settimane, s’allontana il ritorno in famiglia.

“Sono risalito a Bologna il 19 gennaio – racconta un giovane di Casarano – e il 20 marzo mi sono laureato “a distanza”. Poco dopo, guardandomi intorno alla ricerca di un mezzo per raggiungere il Salento, ho trovato l’offerta di una società di trasporto passeggeri tra le più rinomate per il 21 aprile. Il 20 ho fatto il biglietto tramite il loro sito. Ma all’improvviso la partenza è stata annullata, senza alcun avviso di cancellazione della tratta”.

Biglietto pagato ma partenza spostata senza avviso

Non è finita qui “I miei soldi (40 euro) non mi sono stati rimborsati ma sono entrati a far parte di un circuito dei loro siti da utilizzare per eventuali altri trasferimenti. Che fare? – prosegue il racconto del neolaureato – Col servizio clienti non sempre funzionante, ho rifatto il biglietto per Lecce per l’8 maggio che però è diventato il 18 senza alcun preavviso: dal servizio clienti, spesso non funzionante, ho avuto la risposta che prima di quella data non c’era posto”.

“Allora ho provato con un’altra ditta che, a partire dal 4, aveva messo a disposizione i biglietti – racconta ancora il malcapitato emigrato per forza – ed il 25 aprile ho saputo di un’offerta con prenotazioni dal 30 aprile. In attesa di eventuali sviluppi della precedente “trattativa – continua il giovane – ho deciso di provare con quest’altra società, segnalatami da un mio collega”.

Date disponibili tutte dopo metà mese

Tutto risolto? Non proprio: “Al momento della prenotazione che ho potuto fare l’1 maggio, delle diverse date disponibili e non ancora esaurite, c’era quella del 10 maggio al costo di 70 euro. Ho acquistato il ticket, sperando che sia la volta buona… Ma sono in tanti ad essersi trovati in queste mie condizioni, in cui si perdono soldi e non si riesce mai a cominciare un serio conto alla rovescia…”.

Il quadro sembra omogeneo intorno ad un dato, anzi una data: si potrà raggiungere il Sud Italia a partire dal 18 maggio, sempre che l’emergenza Coronavirus non faccia brutti scherzi e risalga la china imboccata. Anche i vettori delle compagnie di bandiera o low cost sembrano oggi disponibili ma solo da dopo metà mese. Con viaggi di rientro – tanto agognato quanto non più scontato – con scalo a Roma e sosta da un aereo ad un altro di 3-5 ore.

Previsti cambi e scali ad alto rischio 

I cambi rendono assai precario il viaggio in treno, sempre rispettando le condizioni di sicurezza per sé e per gli altri. “Da Imola a Lecce – segnala un lettore a piazzasalento.it – sono previsti tre cambi, peraltro troppo ravvicinati tra di loro quindi con un’alta probabilità di perdere la coincidenza”.

Così, tra numeri verdi infruttuosi e siti internet dalla promessa facile (“Il biglietto c’è. Con partenza appena possibile”), l’emigrato non per sua volontà al limite dello stress da precario, comincia a vedere il suo paese sempre più come un miraggio e la quarantena che lo aspetta come un sogno che si avvera, proprio poco prima di diventare un incubo.

(nelle foto la “fuga” dalla stazione centrale di Milano poco prima del blocco degli spostamenti e il terminal dei bus di Gallipoli)