Ugento, si dimette la consigliera Valeria Carlucci: personali e politiche le motivazioni

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Valeria Carlucci

Ugento – Si è dimessa la consigliera comunale Valeria Carlucci, membro del gruppo di opposizione “La città che vogliamo” (lista che nel 2016 sfidò alle elezioni l’attuale Sindaco Massimo Lecci opponendogli Mario Paiano).

Carlucci ha rassegnato l’incarico nella mattinata di venerdì 28 agosto. Personali ma anche politiche le motivazioni che l’hanno spinta alla scelta.

I motivi delle dimissioni

Stiamo vivendo un momento storico molto particolare – spiega Carlucci in un comunicato –, dovuto alla pandemia da Covid-19, che ha particolarmente colpito il settore di cui mi occupo nella mia vita lavorativa, che è quello dell’agente di viaggi. I mesi che verranno saranno molto delicati e richiedono purtroppo che io mi dedichi esclusivamente alla mia attività, per cercare di uscire dalla situazione in cui inevitabilmente siamo piombati”.

Ma c’è dell’altro: “Nonostante questo, però, devo ammettere che ha inciso fortemente sulla mia decisione il sistematico comportamento della maggioranza, spesso atto a ledere i sacrosanti diritti di iniziativa dei consiglieri comunali di minoranza ed impedire agli stessi di esercitare liberamente e compiutamente il mandato conferito loro dagli elettori”.

Le mancate risposte in Consiglio comunale

Molteplici, ad esempio, le interrogazioni alle quali non è mai stata fornita risposta – prosegue Carlucci –, nonostante le nostre sollecitazioni, anche alla Presidente del Consiglio Comunale, su molteplici argomenti”.

Fra i temi sollevati dall’opposizione e rimasti senza risposta ci sono – spiega sempre la consigliera uscente – il mancato raggiungimento degli obiettivi minimi della raccolta differenziata, il che costringe i cittadini al pagamento dell’ecotassa; l’atto di concessione sull’utilizzo del Castello, finanziato con un contributo pubblico di circa sei milioni di euro e sottratto quasi del tutto alla libera fruizione.

E poi le questioni relative alla concessione dei Beni museali e dell’archivio storico del Comune: nel comunicato delle sue dimissioni, Carlucci spiega come l’opposizione abbia chiesto conto – senza ottenere risposta – del perché il patrimonio museale non è tornato nelle disponibilità del Comune una volta scaduti (il 15 giugno 2015) i 5 anni di concessione. E ancora perché il concessionario non ha pagato i dovuti canoni di concessione e le utenze? E perché ha chiuso con “decisione unilaterale” una delle strutture in affidamento, Palazzo Rovito, sede della biblioteca comunale?

La lettera al Prefetto 

Tali problemi e le mancate risposte in Consiglio comunale sono stati segnalati dall’opposizione anche alla Prefettura: “In data 15 maggio 2020 – scrive Carlucci – abbiamo presentato un esposto rimasto a tutti gli effetti lettera morta. Ieri, prima di dare le
mie dimissioni, ho voluto sottoporre nuovamente la questione al nuovo Prefetto, dott. ssa Trio, perché possa almeno fornire una risposta a quanto da noi segnalato quasi quattro mesi fa”.

Infine, un messaggio ai cittadini: “Voglio ringraziare i cittadini che hanno riposto in me la loro fiducia – conclude l’ex consigliera – e scusarmi sinceramente con ognuno di loro per questa decisione: non l’avrei presa se non fosse stato strettamente necessario. Spero con tutto il cuore che la tornata elettorale dell’anno prossimo possa portare ad Ugento una ventata di aria nuova e che, ogni cittadino, recandosi alle urne, pensi al bene della comunità”.