Ugento Gemini e le marine: ecco il piano del colore, carta d’identità di un territorio. Ultimo scoglio: la tavolozza cromatica

2009

Ugento – Approvato il piano del colore del Comune di Ugento. La tavolozza con i colori consentiti riguardano i centri storici di Ugento e Gemini e le marine di Torre San Giovanni, Torre Mozza e Lido Marini. Il sì unanime del Consiglio comunale ha posto il punto finale ad un argomento previsto nelle linee programmatiche dell’Amministrazione comunale del maggio 2016.

Nella missione 5 delle 17 contenute nelle linee generali di mandato dell’Amministrazione Lecci, era previsto l’intervento di “tutela di beni ed attività culturali”, con tra l’altro lo specifico obiettivo di un piano di riqualificano percettiva “rivolto a tutte le superfici dell’edilizia residenziale e alla componente di arredo urbano diffuse” sul territorio.

“Il colore come fattore fondamentale per la valorizzazione degli aspetti percettivi connessi al recupero dei caratteri dell’identità locale”, ha richiamato nel suo lungo intervento il presidente della terza commissione, Enzo Ozza. Questo nuovo strumento è stato quindi messo in rapporto sia col Piano urbanistico generale (Pug) in corso di elaborazione, sia con altri strumenti urbanistici già in vigore.

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Nel dicembre 2016 sono stati incaricati gli architetti Antonio D’Aquino nato a Gagliano del Capo e Gianfranco Preite di Ugento. A loro il compito della ricerca storica bibliografica, iconografica e stratigrafica per documentare l’uso del colore sui prospetti degli edifici nelle diverse epoche storiche; la valutazione dei dati raccolti e la rilevazione dei punti critici; la definizione di ambiti urbani omogenei ed infine le linee guida generali per il piano del colore.

I primi elaborati sono giunti all’architetto comunale Nicola Pacella Coluccia del settore Urbanistica, il 22 novembre del ’17 e subito girati con nota dell’1 dicembre dello stesso anno, alla Soprintendenza archeologica, delle belle arti e paesaggio per le province di Lecce, Brindisi e Taranto. E’ così partito il confronto

La risposta della Soprintendenza, articolata e complessa è pervenuta al Comune il 15 ottobre del 2018; ne è nato un incontro con gli esponenti ministeriali, i tecnici incaricati e quelli comunali che portava alla rielaborazione del piano  (13 tavole grafiche, quattro di testo e una relazione sulle stratigrafie).

Il 27 dicembre 2018 il piano è stato adottato e aperto ad eventuali osservazioni (che non ne sono giunte). Contestualmente il Comune ha invitato la Soprintendenza ad esprimersi sull’ultimo piano riformulato. Ultimo passo è stata una più puntuale articolazione della tavolozza dei colori(fatta dai progettisti il 2 maggio scorso), indicazione esaudita dai due architetti D’Aquino e Preite pochi giorni dopo. E il 7 giugno l’ok finale.

“Il piano del colore – commenta in conclusione Enzo Ozza (foto) – costituisce strumento fondamentale della pianificazione urbana dei centri storici e del tessuto tessuto urbano interno e costiero in quanto considera la coesistenza tra colore e materia, monumenti relazioni e aspetti estetico percettivi, ponendo attenzione sia all’edilizia monumentale,all’edilizia minore”.

Mario Paiano

Richiamando le varie occasioni di confronto sia in commissione che nelle altre fasi interlocutorie, il consigliere di minoranza Mario Paiano ha così annunciato il voto favorevole finale: “Finalmente si arriva all’approvazione definitiva del piano, strumento importante per evitare, in modo particolare nei centri storici, che continuino a sbizzarrirsi in colori che poco hanno a che fare con quella che è la storia del nostro territorio”.

 

 

 

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