Ugento e marine, turisti in spiaggia anche a ottobre e borgo che conquista: il bilancio di un’estate da primi della classe

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Turisti in spiaggia al Robinson nel week end del 19-20 ottobre

Ugento – Un’estate ancora al top tra le località pugliesi e che non finisce mai: si può raccontare anche così la stagione turistica che hanno vissuto quest’anno Ugento e le sue marine.

Bel tempo, il richiamo che resiste e prezzi più bassi rispetto alle settimane agostane convincono sempre più turisti (in particolare stranieri) a venire in vacanza fra settembre e ottobre. Per rendersene conto basta fare un salto alla spiaggia del Robinson (a Torre San Giovanni), con sdraio e lettini in buona parte occupati anche a pochi giorni dalla fine di ottobre: il 26 si chiude.

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Estate lunga con partenza lenta

Lo scorso anno intorno al 10 settembre si potevano già fare bilanci, quest’anno invece no – spiega Angelo Minenna, guida turistica in servizio all’Info point di Ugento. –  Anche a ottobre si sta continuando a lavorare, ed è un trend insolito. Quest’anno non c’è stato il boom di agosto, piuttosto un turismo spalmato da maggio a ottobre”.

Ma la stagione è partita male. La lunga estate a Ugento e marine ha avuto però una partenza lenta: nella prima parte fra maggio e giugno, e anche a luglio, si è registrato un calo, dovuto in parte al meteo avverso. A risentirne sono state più che altro strutture come b&b, affittacamere e case vacanza, che vivono di prenotazioni last minute. Lo conferma anche Alessandro Pierri, che gestisce l’agenzia immobiliare “Verso Sud”, oltre a essere presidente dell’Associazione commercianti di Torre San Giovanni.

Quanto ha inciso il meteo avverso

In campeggi, villaggi turistici e hotel, dove le prenotazioni vengono fatte con largo anticipo, il fattore meteo ha invece influito meno e anche il calo si è sentito poco.

Angelo Minenna (con gli occhiali, al centro) durante una visita guidata a Ugento

Una offerta smisurata. Per b&b e simili, però, il problema non è stato solo il maltempo: “In questi ultimi anni – spiega Pierri – chiunque avesse una casa al mare si è buttato in questo mercato, cercando di affittarla ai turisti. La conseguenza è stata un aumento a dismisura dell’offerta, con la domanda che invece non è cresciuta così tanto. Come non è cresciuta la qualità dei servizi che molti offrono”.

Vacanze più brevi la tendenza

Se le presenze sono spalmate su un periodo più lungo, il tempo medio di permanenza si accorcia: “Le famiglie hanno ridotto il periodo di vacanza, che prima era di due settimane, mentre già dall’anno scorso è passato a una”, dice Minenna.

Dai nove ai sette giorni. Damiano Reale, presidente del villaggio Vivosa (ex Iberotel) e socio del campeggio “Riva di Ugento” aggiunge: “In campeggio la permanenza media è nove giorni e mezzo, in albergo di sette e mezzo. Rispetto agli anni scorsi, in albergo abbiamo sentito una flessione nella permanenza media, soprattutto ad agosto, dove i soggiorni sono stati molto brevi”.

Anche il centro storico attira

Accanto al “prodotto mare”, i turisti apprezzano e cercano anche la dimensione borgo: “Quest’anno sia a Ugento che in generale nel Salento – spiega Minenna – abbiamo avuto un turismo più attento, che ha apprezzato centri storici e musei, andando alla ricerca non tanto delle sagre quanto dei ristorantini tipici. A Ugento molto richiesti, in particolare dai gruppi, sono stati il sistema museale (castello, museo archeologico, cripta del Crocifisso) e le chiese”.

Turisti nel centro storico di Ugento

Il “borgo Ugento”, però, è un brand ancora da costruire, certo non al livello di Presicce, che quest’estate è stata fra le mete più visitate: “Noi come Info point abbiamo promosso una serie di itinerari – prosegue la guida turistica – e con la Giornata dei borghi autentici abbiamo cercato di far riscoprire il centro storico: la partecipazione c’è stata, ma è ancora una strada tutta in salita”.

E gli operatori del settore sanno bene cosa manca al centro storico di Ugento per accogliere al meglio i turisti: “Non ci sono localini e negozietti come invece a Otranto, Ostuni o Gallipoli – dicono – e una volta uscito dal museo o da una chiesa, a Ugento il turista non sa cosa fare, non ha motivo di fermarsi in paese, a meno che non alloggi sul posto”.

Sempre più stranieri 

Turisti che vengono da lontano. Nell’estate che si allunga e nell’obiettivo destagionalizzazione che sembra farsi un po’ più concreto, un ruolo importante è giocato dagli stranieri: in questa stagione, fra Ugento e marine, se ne sono visti di più. Preferita, come sempre, la stagione medio-bassa (pochi infatti in agosto).

Gli stranieri che arrivano qui – dice Minenna dall’osservatorio privilegiato dell’Info point di Ugento – vengono soprattutto dall’area francofona e germanofona, ma ci presenze anche dai Paesi dell’Est, Lituania e Polonia. E tanti dalla Russia, parlo proprio di presenze a Ugento città, dove è raro vedere gli stranieri, rispetto ai villaggi turistici. C’è poi anche un incremento di turisti inglesi, persone molto educate, che tendono a soggiornare nei b&b dei centri storici: i b&b di Ugento quest’estate hanno lavorato principalmente con loro”.

Damiano Reale

Villaggi pieni. Nei villaggi turistici, Robinson in testa, gli stranieri la fanno da padroni. “Anche al Vivosa – spiega Reale – da sempre abbiamo un forte legame con la Germania: il 42% dei nostri ospiti arriva da lì. In albergo ci sono più stranieri, mentre in campeggio più italiani”.

Famiglie e coppie per lo più 

Quanto a fasce d’età, Ugento e marine si riconfermano mete per famiglie e coppie, mentre mancano i giovanissimi. Alcuni ci sono stati, ma di passaggio: sono giovani che arrivano qui percorrendo la via Francigena e i Cammini di Leuca, si fermano poche ore e ripartono; oppure giovani che vanno in vacanza per un week end.

Ottimismo ma niente illusioni. L’estate lunga fa bene a tutti, ma è bene restare con i piedi per terra. “Non dobbiamo illuderci che i turisti che arrivano a settembre-ottobre portino grossi ricavi – sostiene Reale. – Sono turisti che scelgono la bassa stagione per risparmiare, hanno poca capacità di spesa”.

Parola d’ordine: servizi e congressi

Per alimentare il trend positivo è necessario ripensare il settore: “Dobbiamo cambiare noi, non il turismo – dice Pierri. – Dobbiamo diventare più professionali e migliorare i servizi, a cominciare dalla conoscenza delle lingue straniere per chi lavora nel settore”.

Il porto di Torre San Giovanni

“Finora siamo stati ‘fortunati’ a essere scelti dai turisti, adesso dobbiamo essere bravi a farli tornare. Del resto, con l’edilizia ferma e l’agricoltura ai minimi storici, il turismo deve essere il settore trainante del territorio”, conclude Pierri.

E poi ci potrebbe essere il turismo non “vacanziero”, per il quale non si è attrezzati: “Il turismo congressuale, quello dei professionisti – dice Reale – è qualcosa che ci manca: non solo a Ugento, ma anche nei dintorni, non abbiamo le strutture adatte a ospitare convegni di grandi dimensioni, e questo nei periodi di media e bassa stagione è un handicap. Del resto, non sono strutture che può costruire un privato, dovrebbero occuparsene le Amministrazioni comunali”.

 

 

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