Ugento, associazioni sul piede di guerra per i rifiuti in arrivo da Brindisi. Solidarietà anche da Presicce – Acquarica

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La discarica Burgesi a Ugento

Ugento – No ai rifiuti di Brindisi nell’impianto di Ugento: è il coro unanime di proteste suscitato dalla decisione con cui l’Ager (Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti) ha stabilito in questi giorni il trasferimento verso la discarica Burgesi della frazione umida prodotta a Brindisi.

Oronzo Ricchiuto

Associazioni e cittadini sul piede di guerra per una situazione che anche il primo cittadino di Ugento Massimo Lecci definisce inaccettabile, a cominciare dalle modalità con cui è maturata: all’incontro in provincia per discutere sul tema, infatti, Lecci non è stato neppure convocato, benché sia appunto il Sindaco del Comune che ospita l’impianto chiamato ad accollarsi il nuovo carico di rifiuti.

Richiesta di incontro dalla Pro loco. In queste ore il presidente della Pro loco beach Gemini – Torre San Giovanni – Torre Mozza Oronzo Ricchiuto ha presentato attraverso una lettera a sua firma la richiesta di un incontro con lo stesso Lecci, con il commissario di Acquarica-Presicce Claudio Sergi e con gli ex Sindaci dello stesso Comune, Francesco Ferraro e Riccardo Monsellato. Obiettivo avere chiarimenti sulla vicenda e trovare possibili soluzioni.

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Angelo Minenna
Angelo Minenna

“Ugento non è la pattumiera delle Puglie”. Sconcerto per la decisione della Regione anche dall’associazione “Ugento nel cuore”. In un comunicato firmato da Angelo Minenna, Stefania Basile e Deborah Cera si legge: “Sinceramente, credevamo che i vertici regionali avessero capito che Ugento non è la pattumiera delle Puglie, ma tant’è che a Bari qualcuno se ne deve essere dimenticato!”.

E più avanti si fa il punto su un impianto in via di saturazione: “Dal 2008 ad oggi la vecchia discarica di Burgesi è stata interessata da un ampliamento di superficie e da ben 3 sopraelevazioni di rifiuti; il nuovo impianto di biostabilizzazione, che è stato progettato per servire esclusivamente i 24 Comuni salentini dell’ex Ato Le/3 è stato più e più volte interessato dall’ingresso di Rsu provenienti da comuni come Gallipoli e Melpignano”.

Petizione popolare. “Per questo – proseguono da “Ugento nel cuore” – ci sembra scellerata una simile decisione, peraltro presa senza ascoltare mai le popolazioni locali e senza dare loro alcuna garanzia sulla tenuta strutturale di un impianto, che sarebbe così sovraccaricato del 40% di rifiuto da biostabilizzare, in un periodo come quello della stagione balneare che per Ugento e la sua fascia costiera rappresenta un aumento esponenziale di pressione antropica, con conseguente aumento di rifiuti”. Da qui l’iniziativa dell’associazione di lanciare una petizione popolare per per chiedere al Consiglio regionale della Puglia lo stop definitivo all’ingresso nell’impianto ugentino di rifiuti provenienti da Comuni che non siano i 24 compresi nell’ex Ato Le/3.

Solidarietà a Ugento anche dal Pd di Acquarica-Presicce, che attraverso un comunicato fa sapere: “Ci rammarichiamo per il silenzio che in questa circostanza è calato sulla questione da parte della rappresentanza politica a tutti i livelli, ricordando che tematiche come questa necessitano dell’attenzione di tutti in ogni tempo. Ci uniamo inoltre alle inascoltate richieste delle associazioni del territorio, che da tempo chiedono alle istituzioni il già promesso sostegno, soprattutto economico, nella battaglia per ristabilire la verità sull’effettiva presenza di 600 fusti di Pcb (policlorobifenili), tombati nel sottosuolo, e bonificare il sito”.

 

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